GIUSEPPE DI SALVO: LIBERO GRASSI E LO STATO DI DIRITTO: VERA ANTIMAFIA!

LIBERO GRASSI E LO STATO DI DIRITTO: VERA ANTIMAFIA!
Aiuta molto, in pieno regime renziano, vedere toccanti documentari trasmessi da RAI1 dedicati alla nobile rivolta antimafiosa di Libero Grassi, rivolta di 25 anni fa pagata con col suo sangue…
Ma in cosa ci aiutano queste trasmissioni? A farci capire le metamorfosi del potere mafioso. Di questo potere mafioso si può cantare l’estraneità di molte banche e della partitocrazia ancora oggi dominante? Già le metamorfosi! Aspetti illusionistici per dirci: -Si commuovino i cuori (illusione di cambiamento) perchè il Potere mai, nella sostanza, cambi: ché anche i “pizzi” si rinnovano! E la mafia si coniuga sempre col verbo essere e col suo participio passato che, questa volta, non citiamo: chi conosce la grammatica conosce il potere, il metapotere e le sue metamorfosi! Vere altre metastasi.
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: AMATRICE, AMATORE E ALTRE RENZIADI

AMATRICE, AMATORE E ALTRE RENZIADI
Chi conosce le Renziadi sa che il “Dopo Terremoto” sarà un altro Terremoto Politico: e ce ne ricorderemo! E “Amatrice” diverrà solo il femminile di “Amatore”. Cosa vi aspettate? Occorre un Grande Terremoto Politico perché l’Italia cambi davvero qualsiasi rotta! Le navi ancorate a Ventotene sono demagogiche passarelle partitocratiche come tante altre. E le Renziadi sono pessima letteratura (con qualche notevole eccezione)! Amen!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: CONOSCERE MATTEO RENZI LEGGENDO IL DOCUMENTATISSIMO LIBRO DI MICHELE DE LUCIA

CONOSCERE MATTEO RENZI LEGGENDO IL DOCUMENTATISSIMO LIBRO DI MICHELE DE LUCIA: CAPIRETE MEGLIO PERCHE’ VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE.
Scrive, fra l’altro Michele De Lucia nel suo bel libro “IL DUCETTO DI RIGNANO SULL’ARNO”:
-In queste pagine ho ricostruito gli aspetti salienti del potere renziano, riproponendo appunto le notizie censurate, o sopite, o mistificate dai giornali e dai media di coloro che Ernesto Rossi chiamava “padroni del vapore” Per tentare di dare un minimo di concretezza all’imperativo einaudiano “Conoscere per deliberare”.
Nel libro vengono esposti, in modo assai documentato, gli affarismi della famiglia Renzi, fra intrichi ( e intrighi) societari, furbizie previdenziali, condanne per cause di lavoro, e sospetti di bancarotta fraudolenta; e che dire del capitolo relativo al “politicante Matteo Renzi comunicatore di balle”? Segue lo storytelling affaristico con l’amico scrittore Alessandro Baricco; e del come Renzi ha asservito a sè il potere tutto partitocratico della Rai, facendola diventare una noiosa nuova Eiar, per non parlare di Mediaset al Ducetto prostrata: altro che opposizione berlusconiana! Ci sono richiami a banche e massoni; si fa riferimento al decreto sulle Banche popolari con sospetti di insider trading; non manca inoltre, Michele De Lucia, di visitare lo scandalo Etruria-Boschi col contorno di Flavio Carboni, e l’amicone generale della Guardia di finanza con divertenti intercettazioni.
Altro che rottamatore…: il ducetto che elargisce inutili Bonus viene messo a nudo nella sua spietata bramosia di potere; De lucia svela come ha fatto per arrivare a palazzo Chigi con un colpo di mano, come ha tentato di manomettere la Costituzione in senso autoritario, come ha creato una una nuova legge elettorale, l’Italicum, anch’essa incostituzionale; e quale spregiudicata abilità ha tirato fuori per governare a colpi di decreti e propaganda.
Chi vuole amare di più Matteo Renzi deve leggere questo libro e diffonderlo: solo così ogni italiano intelligente, senza inutili navi propagandistiche ancorate davanti a Ventotene, onorerà davvero la memoria di chi voleva l’Europa codificata nei documenti degli antifascsiti a Ventotone deportati. Occorre conoscerlo e amarlo questo Don Matteo, per archiviarlo e per far sì che l’Italia risorga davvero! Chi non legge questo libro non vuole onorare la democrazia! Noi lo abbiamo fatto! VOGLIATEGLI BENE! GLI ARCHIVI SERVONO!
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: VENTOTENE, TRE DEMAGOGHI IN BARCA: ALLE PROSSIME SCADENZE ELETTORALI CI RITORNINO PER UNA NUOVA ROTTA: L’ESILIO!

VENTOTENE, TRE DEMAGOGHI IN BARCA: ALLE PROSSIME SCADENZE ELETTORALI CI RITORNINO PER UNA NUOVA ROTTA: L’ESILIO!
A proposito del Contratto sulla Scuola e del Pubblico Impiego (Contratti da oltre un lustro bloccati da tutta la partitocrazia), nel sito della UIL, leggiamo: “I sacrifici per il risanamento dei conti pubblici hanno nomi e cognomi: i pensionati e i dipendenti pubblici”.
Con una palese presa in giro: i conti pubblici non sono stati risanati e il debito pubblico aumenta. In ogni casa i sacrifici tendono a raggiungere un adeguato bilancio. Poi si va avanti. Ma i nostri economisti sono tutti da bocciare, ché, nonostante i nostri sacrifici, non c’è stato nessun risanamento e chi ci ha tartassati gode di privilegi non meritati che devono essere loro tolti, a cominciare da Monti e da tutti coloro che lo hanno votato, Berlusconi compreso.
Poi assistiamo alla sceneggiata di Renzi, Hollande e Merkel a Ventotene: va detto che Spinelli non ha bisogno dei loro demagogici fiori e noi Italiani non amiamo l’alta finanza che ci tartassa. L’Europa dei Banchieri non sa che farsene di Spinelli o di Ernesto Rossi o di Eugenio Colorni. La Troika sa che il socialismo è distribuzione sensata della ricchezza. In Italia non abbiamo Governi che fanno gli interessi degli Italiani, ma abbiamo Kapò a servizio della banche e del sistema monetario. Meno male che quei fiori sul marmo di Spinelli ormai sono appassiti. Ma il sullodato Trio, striato di overdose demagogica, non potrà mai fare appassire le idee antifasciste di chi voleva l’Europa formata da liberi e autonomi Stati vincolati solo da patti federativi. Ci sono scadenze elettorali nei tre Paesi di chi ha calpestato le idee contenute nel Trattato di Ventotene. Devono perderle! Li vogliamo di nuovo su quella nave, ma per dirigerli verso ignoto esilio.
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: ORE TRE E TRENTASEI

ORE TRE E TRENTASEI

Quelle vite
il pulsare lasciano
al vitale polso
della Terra
che-
al centro
dello Stivale Nostro-
ogni cosa scuote
V’è morte
in ogni crepa
e fra aride macerie
Brucia il sangue
nel cuore di chi-
a mani nude-
per gli affetti scava
S’inchinino
le mie fitte
ai brividi
e al silenzio

Bagheria, 24 agosto 2016
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: BILANCIO DELLE OLIMPIADI 2016

L’ITALIA A RIO DE JANEIRO EGUAGLIA IL MEDAGLIERE DI LONDRA: VINCE, ANCHE QUESTA VOLTA, 28 MEDAGLIE; OTTO SONO D’ORO, COME A LONDRA; MA 12 D’ARGENTO, 3 IN PIU’ RISPETTO A QUATTRO ANNI FA; LE ALTRE OTTO? BRONZO! L’ULTIMA CONQUISTATA DALL’ITALIANO FRANK CHAMIZO. GRAZIE A TUTTE LE ITALIANE E AGLI ITALIANI PREMIATI E NON. COMPLIMENTI AL BRASILE PER LA SUPERBA ORGANIZZAZIONE E PER AVERE ACCESO LE LUCI ARCOBALENO SUI GIOCHI. E’ STATA L’OLIMPIADE PIU’ INCLUSIVA DELLA STORIA. L’OLIMPO GRECO E’ TORNATO A VIVERE CON LA BENEDIZIONE DEGLI DEI. TANTE EMOZIONI. QUALCHE DELUSIONE AGONISTICA: MA NON SEMPRE SI PUO’ VINCERE! E TANTA AMMIRAZIONE PER TUTTI QUEGLI ATLETI CHE HANNO SUPERATO DIFFICOLTA’ LEGATE AGLI IMPREVISTI DELLA VITA. NON A CASO SARA’ DANIELE LUPO A RAPPRESENTARE IL GRUPPO ITALIANO NELLA CERIMONIA DI CHIUSURA. IO AMO IL CALCIO. MA TUTTO CIO’ CHE VEDIAMO ALLE OLIMPIADI E’ CONTINUA CAREZZA DAVVERO OLIMPIONICA CHE CI AFFASCINA E AMMALIA. ALTRI BEI GIORNI PER LO SPORT VERRANNO!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: RACHELE BRUNI, LA MEDAGLIA D’ARGENTO E LA SUA DILETTA! VALE ORO!

Rachele Bruni parla come è giusto parlare: anche questa è uguaglianza mediatica. E per me è già altra medaglia d’oro! Complimenti!
L’atleta azzurra, meritato argento nella 10 km di nuoto, dopo la sua gara ha SVERGINATO un altro traguardo: è la prima medagliata italiana alle Olimpiadi a dichiarare, con raffinatezza espressiva, la propria omosessualità. Afferma: “Dite che ci vuole coraggio? Non lo so, so solo che mi è venuto naturale pensare alla mia Diletta. E non ai pregiudizi della gente”.
Noi ora aspettiamo che lo faccia qualche medagliato calciatore: tanto tempo è passato dal quel 1982! Non è mai troppo tardi.

 
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GIUSEPPE DI SALVO: STORIA DEL FUORI! DI PALERMO? DECINE DI MIGLIAIA DI VISITATORI!

CENTINAIA DI MIGLIAIA DI VISITATORI INTERNAUTI PER LA MIA RICOSTRUZIONE DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO. TRIONFA PER CONTATTI LA TESI DI ROSSELLA FICANO SUL 40° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL FUORI! DI PALERMO. MOLTO LETTO ANCHE IL MIO RICORDO DI ANGELO GARGANO.
Nel mio sito Tiscali la mia ricostruzione della Gloriosa Storia del FUORI! di Palermo ha avuto circa 70.000 visitatori nei mesi di luglio e agosto 2016. Non ho i numeri di quanti hanno seguito la sullodata storia anche su Facebook nello stesso periodo. C’è da dire, in aggiunta, che “Il Settimanale di Bagheria” ha pure pubblicato ben cinque Paragrafi degli eventi citati più altri articoli richiamanti l’argomento, è andato a ruba. Si può, complessivamente, ipotizzare che il mio racconto storico abbia interessato più di 150.000 persone. L’articolo più letto è stato quello relativo alla tesi di Rossella Ficano per ricordare il 40° anniversario della nascita del FUORI! di Palermo con la tesi “Quel matto sono io!”. Molto letto è stato anche il mio ricordo di Angelo Gargano. Un trionfo!. Grazie a tutti e a tutte! Seguirà, a puntate, il Libro Quarto: con notizie che vi faranno esultare. Sempre a futura memoria e per aiutare gli smemorati! E vi raccomando: leggere i miei articoli, in estate, facilita l’abbronzatura e vi protegge dai colpi di sole. Forse non è stata mite e gradevole questa estate?
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: DANIELA DESSI’, ONORIAMONE LA MEMORIA

MORTA IL SOPRANO DANIELA DESSI’: LA RICORDIAMO CON DUE MIE CITAZIONI IN OCASSIONE DELLE SUE ULTIME ESIBIZIONI AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO: MADAMA BUTTERFLY (18 SETTEMBRE 2012) E GIOCONDA (24 FEBBRAIO 2011): ONORE ALLA MEMORIA DELL’ARTISTA A PALERMO, IN QUESTE OCCASIONI, DIRETTA DA DUE DIRETTORI BELLI E AITANTI: MOTTADELLI E DINIC!
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-Dopo più di centosei anni, con Daniela Dessì, possiamo dire oggi di essere stati innanzi ad una Cio-Cio-San vocalmente “ideale”? E il mio attento lettore, dopo averla ascoltata, non potrà non catalogarla fra le Butterfly piuttosto “reali”. Ne segue che per taluno è preferibile non portare sulla scena un canto privo delle caratteristiche dei soprani “ideali” sopra descritte, mentre per talaltro, se proprio questo canto viene eseguito, non gli resta che tenersi lontano dal disquisire su un modo di cantare non certo adeguato e piuttosto vicino all’usura. Si fa l’elogio dell’imperfezione quando ci si trova innanzi a modelli perfetti. (…) Chi ci ha trasmesso e fatto rivivere, l’altra sera, i valori musicali “ideali” di Madama Butterfly (e lo avevamo intuito e anche scritto giorni prima!)? Il giovane e bravo maestro concertatore, Marcello Mottadelli, il quale ha saputo portare a livelli regali (cioè altamente professionali!) sia l’Orchestra sia (coadiuvato dal bravo maestro Andrea Faidutti) il Coro del Teatro Massimo di Palermo. E ciò ha finito per arricchire anche la tenuta espressiva e melodica di tutti i cantanti. (Giuseppe Di Salvo, 18 settembre 2012)
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-E Daniela Dessì nel ruolo di Gioconda? All’interprete e all’attrice va il nostro plauso: credibile, sente il personaggio e ogni suo gesto ci è apparso ben curato; voce apprezzabile nei momenti lirici della partitura, un po’ meno nei momenti drammatici: qui avremmo voluto più forza e più corposità. Quando si è cimentata in “Suicidio” (ricordiamo che la Dessì era al suo debutto nel cantare Gioconda) mi sono divertito, alla fine, nel vedere tanta gente applaudire, marito della Dessì compreso, e urlare “brava”. Io non l’ho fatto. Mi è parsa piuttosto evanescente nel registro basso, e quella parola sdrucciola che in origine è “tenebre” (per fare un solo esempio), divenuta poi piana per esigenze ritmiche legate anche alle rime dei versi del libretto di Arrigo Boito, quindi da pronunciare“tenèbre”, ha perso il suo impeto drammatico nel comunicarci la sua desolazione e il suo dolore per il fatto di amare non riamata: ha certo supplito con la mimica, ma ciò non può certo bastare. Credo che la Dessì si sia distinta per aver dato alla sua Gioconda una vocalità inconsueta ed originale: non esito a definirla “ vocalità scapigliata” (e in questo tipo di vocalità ci potremmo inserire anche il tenore Machado). Noi preferiamo, e lo diciamo con molta franchezza, sempre la Callas. Antonino Votto. E ora anche Dinic. (Giuseppe Di Salvo, 24 febbraio 2011).

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GIUSEPPE DI SALVO: PIER PAOLO PASOLINI E GLI IGNORANTI CHE LO INTERPRETANO IN MODO PSICANALITICO: BASTA LEGGERLO BENE PER LIBERARSI DALLA PSICANALISI STUPIDAMENTE INTERIORIZZATA!

PIER PAOLO PASOLINI E GLI IGNORANTI CHE LO INTERPRETANO IN MODO PSICANALITICO: BASTA LEGGERLO BENE PER LIBERARSI DALLA PSICANALISI STUPIDAMENTE INTERIORIZZATA!
C’è ancora chi dice che Pasolini dava un’interpretazione psicanalitica della sua omosessualità. Si sbaglia. E mostra semplicemente, chi afferma ancora ciò, di credere lui nella psicanalisi, senza neanche accorgersene. Pasolini ha fatto una lettura antropologica, linguistica, politica dell’erotismo e della sessualità, omosessualità compresa. La sua bellisima poesia “Supplica a mia madre” è un capolavoro letterario assai struggente; è il canto d’amore verso una madre per cui prova un affetto che lacera; affetto che hanno provanto e provano anche tanti eterosessuali: Edipo non c’entra niente, se non come grande fonte letteraria che risale all’antica Grecia. E, come si sa, Freud ha rovinato anche la tragedia greca. E’ chi intererpreta ancora psicanaliticamente Pasolini avvinghiato da letture superficiali legate alla psicanalisi e non se ne sa liberare. Basta leggere “Il sogno del centauro” per capire che Pier Paolo Pasolini decodifica la realtà in chiave sempre analitica e, quindi, politica. E “Il carcere e la fraternità dell’amore omosessuale”, articolo pubblicato su “Il Mondo”, l’11 aprile 1974, è un vero e proprio “Manifesto per la liberazione gay”; e anche la seguente recensione del libro “Gli omosessuali” dei francesi Daniel-Baudry. Entrambi gli articoli si possono leggere sugli “Scritti Corsari”. Pasolini ha agito da intellettuale libero senza associarsi; e sapeva benissimo che la sessualità era un fatto pubblico e non privato. Con chi si associò, per fare un esempio, Sandro Penna? Eppure cantò con grazia la sua sessualità in versi che hanno sfondato il fascismo omofobico della storia: praticò il suo omoerotismo come si poteva praticare nell’epoca, dal poeta delle “Stranezze”, magistralmente vissuta. A Pasolini dobbiamo tutti gratitudine. Del resto quante persone hanno aderito a Movimenti di liberazione omosessuale senza aver dichiarato la propria omosessualità, se non in modo tardivo. Pannella ne è stato un brillante esempio. Conta la lotta che Pier Paolo Pasolini ha portato avanti, e non con chi si è associato. Votava PCI, ma quante gliene disse al PCI! E quante ai giovani del 68! Era “corsaro”, nessuna zattera di associati era adatta per la sua struttura mentale. Chi non capisce ciò forse non riesce ad estirpare qualche suo “psicologico” problema. Basta rileggere Pasolini per capirlo e mirare alla propria liberazione, ché anche certe fissazioni condizianano e alterarno i giudizi sugli altri.
Giuseppe Di Salvo

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