GIUSEPPE DI SALVO: A RITA CAPODICASA IL NOSTRO PLAUSO PER LE SUE NON CONSUETE RICERCHE SULLE DONNE COMPOSITRICI!

A RITA CAPODICASA IL NOSTRO PLAUSO PER LE SUE NON CONSUETE RICERCHE SULLE DONNE COMPOSITRICI!
Rita Capodicasa ha un grande merito (sulle sue qualità di pianista e di interprete si può e si deve discutere: dai meritati complimenti alle riflessione critiche sulle sue esecuzioni sempre in evoluzione e in azione), il suo grande merito, dicevamo, è quello di portare alla ribalta compositrici che giacevano nell’oblio; e non è per il solo richiamo alle musiciste donne (già questa è attività di ricerca degna di lode!), ma anche, e forse soprattutto, per la corretta valorizzazione della creatività musicale delle donne, le quali, anche in musica, sono tante; Cecile Louise Stephanie Chaminade ha trovato stimoli sacri nella musica di Bizet, ma il suo stile vagamente caratterizzato di colori musicali spagnoli ci richiama anche Emmanuel Chabrier; La Chaminade venne apprezzata da Ambroise Thomas, ma in modo maschilista; questi della compositrice parigina ebbe a scirvere: “Questa non è una donna che compone, ma un compositore che è una donna”; forse è un complimento un po’ equivoco, ma certo dirompente. Conta comunque ricordare che Cecile Chaminade fu la prima donna ad essere stata insignitadella “Légion d’honneur”. Rita Capodicasa non si rifugia nell’Ottocento, ma mette in evidenza la grande modernità di questa compositrice: basti fare bene attenzione alla parte armonica delle sue composizioni. NOI CONFERIAMO A RITA CAPODICASA IL NOSTRO PLAUSO PER LE SUE NON CONSUETE RICERCHE!

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GIUSEPPE DI SALVO: UN SALUTO COMMOSSO A GERGES PRETRE! RICORDIAMO IL GRANDE DIRETTORE DA NOI VISTO ED ASCOLTATO L’ULTIMA VOLTA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO NEL MAGGIO 2004.

UN SALUTO COMMOSSO A GERGES PRETRE! RICORDIAMO IL GRANDE DIRETTORE DA NOI VISTO ED ASCOLTATO L’ULTIMA VOLTA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO NEL MAGGIO 2004.
Se n’è andato il 4 gennaio 2017 un altro grande direttore d’orchestra: Georges Prêtre all’età di 92 anni. Era il direttore preferito da Maria Callas verso la fine della sua carriera. Con lui ha inciso Carmen in studio per la EMI ed è una direzione che non può mancare a chi ama questo dirompente personaggio di Bizet: in sala d’incisone la Callas non aveva complessi legati alle sue caviglie, e potè realizzare il suo sogno di cantare tutta l’opera e con una lettura della partitura da parte di Georges Prêtre che rappresenta un ulteriore punto di riferimento per ogni direttore.
Georges Prêtre amava Verdi e il repertorio francese, ma sapeva guardare anche alle due Scuole Viennesi. Era bello e “attirant” da giovane. E piaceva vederlo sul podio.
Al Teatro Massimo di Palermo lo vedemmo dirigere dal vivo, mi pare, in occasione del tradizionale concerto del 1° maggio 2004; dirigeva la prestigiosa Orchestra “Nord Deutsche Rundfunk Simphonierorchester Hamburg”. V’erano in programma musiche di Brahms/Schonberg: Quartet; Richard Strauss: Der Rosenkavalier, Suite; Ravel: Bolero. Ci fece alcuni bis. Fu un evento: allora il maestro aveva ottanta anni. Il Teatro balzò all’impiedi per tributargli il giusto trionfo.
C’eravamo! E ci siamo anche oggi per onorarne la memoria e il suo modo serio di intendere l’Arte musicale. E l’interpretazione tendente a rigenerare le partiture. Anche quelle più note.

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GIUSEPPE DI SALVO: IL CODICE ETICO, I PROBIVIRI, E LA BRAMOSIA DI POTERE CHE ACCECA ANCHE LE STELLE

IL CODICE ETICO, I PROBIVIRI, E LA BRAMOSIA DI POTERE CHE ACCECA ANCHE LE STELLE
Io non ho mai amato i Partiti Politici. E neanche i Movimenti: sempre partiti sono con altro ipocrita nome. Ma so che in democrazia i partiti ci vogliono. Concorrono a celebrare le elezioni, alto aspetto della vita democratica nel corso della quale ogni cittadino va anche ad esprimere la sua Sovranità Popolare. Essa, come dice la nostra Costituzione, appartiene al popolo. Ecco l’unico “Codice” che ogni cittadino deve rispettare, insieme alle codificate leggi dello Stato che da esso derivano. Ora, In Italia, ma anche negli altri stati democratici, i processi sono regolati secondo leggi codificate uguali per tutti. Noi abbiamo tre gradi di giudizio; e l’avviso di garanzia si deve intendere, fin dall’inizio, una tutela per ogni cittadino che lo riceva, anche se si tratta di un cittadino noto pentastellato.
Beppe Grillo lo sa, lo ha sempre saputo, ma finge, con una votazione in rete, di scoprirlo adesso. Quando fa il “giustizialista”, diciamolo!, non è populista. Se si muove secondo Costituzione populista lo è perchè la “Sovranità” appartiene al popolo. In Grillo c’è una vis comica che va certo capita, in ispecie quando la esprime in teatro e lì lui muove la sua opportuna maschera. Ma, in politica, la Giustizia non appartiene alla Rete e neanche alle consultazioni telematiche: la Giustizia, il Potere Giudiziario è un ordine dello Stato e i processi li fanno i Tribunali sparsi nel territorio italiano.
E allora? I partiti tutti (movimenti inclusi che partiti sono!) presentino ai cittadini i loro programmi elettorali con obiettivi politici chiari e ben definiti da attuare nel caso alcuni di loro dovessero vincere le elezioni.
Demagoghi sono coloro che cambiano le leggi elettorali ogni volta che si va a votare. La partitocrazia ha in mano l’informazione col partitocrate di turno che provoca vomito in molte persone ogni volta che appare in televisione. E la vera stampa libera non deve avere finanziamenti pubblici. “Il Fatto” quotidiano ne è un nobile esempio, indipendentemente da ciò che in esso si scrive.
In questi anni, gli esponenti del Movimento Cinque Stelle hanno fatto un’opposizione mai vista prima in Italia. Si può condividere o no, ma hanno lottato. Governano decine di comuni e alcune grandi città. Dove arrivano trovano debiti e macerie. Ce la mettono tutta. Ma l’agire politico del Movimento non può andare dietro alla sintomatologia del Teatro ove la vis comica è necessaria per l’attore principale; tattica e strategia, e le conseguenti azioni, hanno distinte unità aristoteliche; esse, in questo caso, non coincidono col tempo e con le regole del palcoscenico; il vero leader politico cura la regia rispettando le leggi dello Stato e presenta programmi con obiettivi politici miranti a “rinnovare” le leggi. Il “codice etico” dei partiti è per me un’opinione, una brutta opinione; come lo “stato etico” di fascista memoria. E non esiste “partito libertario”: ogni partito ha le sue regole e i suoi statuti da rispettare. Personalmente non ne condivido alcuno. Ma le leggi dello Stato si devono applicare perché valgono per tutti. E tanti, come me, hanno lottato per cambiare o abrogare quelle leggi che non piacevano. Lo abbiamo fatto in modo nonviolento, senza danneggiare terzi, senza il fascino fascista dei Tribunali popolari; altra cosa è la giuria formata da alcuni cittadini scelti secondo la legge e coordinata da un magistrato.
Gli “avvisi di garanzia” sono strumenti della Giustizia; i Tribunali del popolo, da noi, per fortuna, non esistono. Grillo faccia ciò che vuole sui suoi palcoscenici, anche quelli presenti sulle piazze. Ma la Giustizia è ben altra cosa; essa viene attuata dalla Magistratura. Ci piaccia o no; ci piacciano o no i loro stipendi agganciati a quelli dei Parlamentari; i partiti politici hanno un solo compito: quello di riformare anche la Giustizia. Ma occorrono seri programmi per vincere le elezioni ed attuarli. I trucchi della rete sono mutevoli sfogatoi. La politca non partitocratica non vuole maschere. Deve offrire democrtatici programmi da attuare. Altrimenti ogni Potere finisce per accecare. In primo luogo chi vuole accecare gli altri.
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: ALLA PARROCCHIA SAN GABRIELE ARCANGELO DI PALERMO MI APPARE UN SIMPATICO ASINELLO: GIA’ QUESTO E’ UN MIRACOLO PER QUESTE CREATURE QUASI ESTINTE.

ALLA PARROCCHIA SAN GABRIELE ARCANGELO DI PALERMO MI APPARE UN SIMPATICO ASINELLO: GIA’ QUESTO E’ UN MIRACOLO PER QUESTE CREATURE QUASI ESTINTE.
Io non amo partecipare alle funzioni religiose rituali. E in qualsiasi Parrocchia esse avvengano. Tranne rare eccezioni. E’ periodo di presepi e di tanti “presepi viventi”. Ho conosciuto tanti presepi artistici fatti con statue di gesso o di altro genere. Da Tommaso Di Salvo, a Bagheria e a Santa Flavia, ne ho visti di spettacolari. La tradizione è l’anima dei popoli. La bellezza di questi presepi viventi sta, oggi, al di là dell’aspetto prettamente religioso, nel vedere gli asini quasi estinti. E già questo è un piccolo miracolo. Oggi ho fatto una visita fugace, intorno alle ore 17:00, alla Parrocchia San Gabriele Arcangelo di Palermo animata da Don Angelo Tomasello. L’asino era lì, c’erano anche due graziosi pocellini… E la gente, formata prevalentemente da fedeli del luogo, accorreva per vedere il presepe vivente, oggi, fra l’altro, era l’ultimo giorno dell’evento. Don Angelo è un mite prete di Bagheria. Non c’era. Sarebbe arrivato, mi è stato detto, ore dopo. Questa Parrocchia, visto il freddo e la zona un po’ diroccata (siamo alle spalle di Villa Serena), col suo campanile laterale posto a destra rispetto ai tre portoni della facciata a quell’ora chiusi, emanava accoglienza e calore. Riecheggia nel mio orecchio il vocio dei bambini e la visione della paglia con quel caratteristico odore prossimo allo stallatico. Richiami di vita contadina estinta nelle vicinanze di una Circonvallazione dove l’opulenza delle auto in corsa faceva da metallico e urticante contrasto. La tradizione, dunque, resta un nobile arcaico richiamo. Un rito da onorare: con quale sentita intimità?. Rientrato a Bagheria, Corso Umberto, ho ritrovato altre scene di un altro presepe vivente: e un asino un po’ più pasciuto. La Religione oggi vestiva i panni dei legami antropologici. Cultura di tutto rispetto.
Ma, al di là della Circonvallazione, nella zona di Margifaraci popolata a partire, mi pare, dal sedicesimo secolo, respiravo tempi legati ad una piccola comunità un po’ più rurale.
La Parrocchia sorgerà, ovviamente, molto tempo dopo, nel 1956 assieme agli insediamenti di edilizia popolare della zona.
Nel sito della Parrocchia leggiamo: “Il primo parroco di questa comunità è Don Giuseppe Germanà che rimane in carica fino al 1978, gli succede Don Francesco Allegra che serve la comunità fino al 1984 anno in cui viene sostituito da Don Francesco Romano, collaborato nel servizio da Don Filippo Tuzzolino.
Nell’anno 2014 la gestione della parrocchia passa a Don Angelo Tomasello”.
Buon lavoro, Don Angelo: la gente del luogo sorrideva. Sarà anche per la tua impronta di persona schiva e mite. Non sempre mi accade di notare ciò! Laicamente.
Giuseppe Di Salvo

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 Don Angelo Tomasello così ha commentato il mio breve racconto:
Grazie Maestro Giuseppe, hai per me parole belle e te ne sono grato. Ammiro da sempre la tua intelligenza non comune e la tua capacità di dire le emozioni con le parole più giuste. Mi spiace non averti potuto incontrare, ma ti sono grato del tuo dono per me. A la prochaine fois. Spero di incontrarti per un caffè nello Stratonello bagherese.
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GIUSEPPE DI SALVO: BUON CAPODANNO 2017 A TUTTI: “LION”, IL FILM CHE CI AZZANNA E LACERA: RIEMPITE LE SALE!

BUON CAPODANNO 2017 A TUTTI PENSANDO ALTROVE! CON QUESTA IMMAGINE DI SUNNY PAWAR, PICCOLO GRANDE INTERPRETE DI “LION”: ALTRE NON CONSUMISTICHE REALTA’!!!

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HO VISTO “LION”: IL DESTINO MI PORTA VERSO LANCINANTI ZAMPATE. CON “FLORENCE” HO RISO FINO A TOSSIRE. COL PICCOLO “SAROO” HO PROVATO OPPOSTE EMOZIONI. ALTRO GIOIELLO IN QUESTI GIORNI CHE CHIUDONO L’ANNO! E ANCHE I LIETI FINALI TESSONO CAPRICCI: V’E’ ALTA PEDAGOGIA NELLA SCELTA DELL’ADOZIONE. COI PENSIERI IN CERCA DEGLI AFFETTI PERDUTI!

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GIUSEPPE DI SALVO: “FLORENCE”, UN FIM DA NON PERDERE!

“FLORENCE”, UN FILM CHE CI FA RIDERE E CHE CI FA DIRE CHE SAREBBE STATO MEGLIO SE LA FLORENCE NON AVESSE MAI CANTATO: VA OLTRE IL PRINCIPIO DI REALTA’!
Florence Foster Jenkins è un film recente, del 2016, diretto da Stephen Frears. Un gran bel film che diverte, ci fa sbellicare dalle risate, senza arrivare, però, alla fine non privi di tristezza e di umana pietà per chi non ha il senso di realtà.
Il film racconta la storia vera della cantante d’opera Florence Foster Jenkins, diventata nota per le sue scarse abilità canore. Meryl Streep è grande e incisiva protagonista della pellicola (da Oscar!!!), affiancata da Hugh Grant, Simon Helberg, Nina Arianda e Rebecca Ferguson. Da non perdere. Certo la Florence ha cantato, ma sarebbe stato meglio se non lo avesse mai fatto. Oggi è utile specchio su cui dovrebbero riflettersi molti cantanti prima di andare in scena. Purtroppo di Florence, anche al maschile, oggi ne circolano pure. Mi chiedo: era davvero del tutto incosciente? Se ben recepiva le critiche negative vuol dire che completamente fuori di sè non era. Che tristezza!

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Mozart qu’on assassine avec cette version surréaliste de la Reine de la Nuit
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MARCELO KAIROS PUPELLA E I PIONIERI DEL FUORI! E DELLA PRIMISSIMA ARCI-GAY!!!

 LA GIOIA DI MARCELLO KAIROS PUPELLA  28 dicembre alle ore 14:05 · Monreale·
 ”I pionieri” alla Taverna del Pavone, con Salvo Scardina, Giuseppe Di Salvo, Massimo Milani, Enzo Scimonelli, Franco Lo Vecchio, Lorenzo Canale e Gino Campanella ????
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FRANCO LO VECCHIO: RENCONTRE à MONREALE!

SALUTO DI FRANCO LO VECCHIO
Rencontre à Monreale (Palermo) – 28/12/2016 Pranzo tra quelli che Giuseppe Di Salvo, fondatore del FUORI! di Palermo, ha definito “Pionieri”. Quanti decenni sono passati…, ma rivedere vecchi e cari amici, vecchi e cari compagni di viaggio è un’emozione immensa. Grazie Gino Campanella, Giuseppe IlBlog Giuseppe Di Salvo, Massimona Milani, Salvatore Scardina, Vincenzo Scimonelli e ai nostri due ospiti Marcello Kairos Pupella e Lorenzo Canale, ma anche a mio cugino Mimmo che ha scattato qualche foto e mi ha fatto compagnia.
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LORENZO CANALE: I PIONIERI DEL MOVIMENTO LGBTI “IN LIBERA USCITA”!

28 Dicembre 2016 – Monreale
I Pionieri del movimento LGBTI di Palermo “in libera uscita”
Oggi ho avuto il grande onore – e prima ancora il grande piacere – di poter assistere ad un emozionante incontro: Salvatore Scardina, Giuseppe Di Salvo, Gino Campanella, Massimo Milani ed Enzo Scimonelli hanno incontrato, dopo decenni, Franco Lo Vecchio di passaggio in Sicilia per le vacanze d’inverno. Con loro l’amico Mimmo. Per me, tra l’altro, oggi è stato il primo incontro con Lo Vecchio, persona con cui tanto ho dialogato e con cui tanto mi sono confrontato in merito ad alcuni passaggi storici della comunità LGBTI e non solo di quelli.
Io entusiasta e curioso intruso ascoltavo e godevo delle loro esperienze. Io presente perché, per singolari casi della vita, alcuni dei fondatori del “Fuori!” di Palermo (1976) e della prima Arci-Gay d’Italia (1981, quella rigorosamente con l’amato e odiato trattino), hanno deciso di rivedersi presso la Taverna del Pavone del mio amore Marcello, con la richiesta golosa di una braciola casareccia al sugo, domanda nata casualmente da un post di Di Salvo che, tra apprezzamenti e boutade, divenne l’input per un pranzo assieme :-)
L’emozione ha fatto spazio, praticamente da subito, al divertimento: aneddoti di alta politica e di prassi reale nel confrontarsi con chi doveva essere interlocutore politico, battaglie viste con l’occhio della distanza e dell’ironia, episodi di vita quotidiana di comunità, passi lenti e veloci slanci, crescite. Alcuni fatti erano a me già noti, altri ancora sconosciuti, come quella della denuncia presentata nel 1980, tra la sorpresa, le facce scandalizzate, lo sbigottimento degli agenti presenti in questura, contro Karol Wojty?a “in arte Giovanni Paolo II” (come fecero scrivere nella denuncia) per aver dato alle persone omosessuali la definizione di moralmente disonesti.
Un pranzo conviviale, goliardico, spensierato in cui si facevano spazio, tra le risate e i ricordi, belle riflessioni di chi ha fatto, ha dato, fa e dà.
Alla fine, dopo l’antipasto rustico, la braciola casereccia e i dessert, un’altra sorpresa: direttamente portate da Lo Vecchio e da Totò dalla loro Sambuca di Sicilia, un vassoio di “Minni di vergini” (seni di vergine), il tipico dolce sambuchese di bontà indescrivibile.
Per quanto io abbia avuto modo di incontrare tanti nostri padri e tante nostre madri, per quanto io abbia avuto modo di parlare, intervistare, riflettere con quasi tutti e tutte loro, mai dimenticherò l’esperienza di oggi: ritrovarmi con la storia, tra la storia, interagente con la storia. E solo i grandi, chi è sicuro di ciò che ha dato, di ciò che ha donato agli altri, ha la capacità di rapportarsi al pari con chi ha sete di sapere e di apprendere, anche attraverso le sincere risate di questo giorno.
Grazie.
Lorenzo.
(foto composta partendo da foto di Marcello Pupella che ringrazio)

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GIUSEPPE DI SALVO: SUL “SETTIMANALE” LA RECENSIONE DELLA DRAMMATIZZAZIONE DELLA TERZA A E B DELLA SCUOLA GIUSEPPE BAGNERA DI BAGHERIA

SCUOLA PRIMARIA GIUSEPPE BAGNERA: SUL “SETTIMANALE DI BAGHERIA” LA MIA RECENSIONE DELLA DRAMMATIZZAZIONE DEGLI ALUNNI DELLA TERZA A E DELLA TERZA B: IN EDICOLA PER LE ULTIME COPIE. A FUTURA MEMORIA!!!

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