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Archivio Maggio 2007

Crimen Sollicitationis o Del Come Si Batte In Molte Parrocchie americane e non

31 Maggio 2007 3 commenti


I RADICALI PRECORRONO I TEMPI (ma a bloccarli ci pensa sempre la censura)

Il 16 agosto del 2005, l’avvocato americano Daniel Shea, difensore di tre vittime di molestie da parte di prelati, con alle spalle studi di teologia, ha manifestato in Piazza San Pietro, insieme ad esponenti del Partito Radicale, contro le coperture assicurate ai preti pedofili. Di questa manifestazione, come allora ha ben ricordato Maurizio Turco, segretario dell’ “Associazione Anticlericale.net”, ne hanno parlato 173 testate americane, le reti televisive CBS e Msnbc. Alla Casa Bianca è stato chiesto al Presidente Bush cosa intendesse fare di fronte alla richiesta vaticana di ottenere l’immunità diplomatica per il proprio Capo di Stato.
E i media italiani? Silenzio religioso! Perciò oggi ci stupisce tanto chiasso di fronte al filmato mandato in onda dalla BBC, “Sex crimes and the Vatican”. Per chi segue i Radicali, anche l’annunciata trasmissione di Santoro appare tardiva. Ma da noi tutto gira così.
Va detto: della manifestazione di quell’ agosto 2005, solo “L’Unità” del 17/08/2005 riportò la notizia in un articolo su quattro colonne scritto da Roberto Monteforte. Io ne riprodussi decine di fotocopie e le portai in dono ad alcune amiche cattoliche con le fette di cetriolo agli occhi nell’assolata spiaggia di Porticello. Scapparono attonite. Per chi ancora oggi non sa, appare necessario riportare parte dell’articolo di Monteforte:
-Tutto parte dal “Crimen Sollicitationis”, un documento “strettamente confidenziale” del Sant’Uffizio a firma del cardinale Ottaviani, del lontano 1962 che vincolava al segreto più assoluto, pena la scomunica immediata, tutti coloro, comprese le “vittime”, che fossero coinvolti in procedimenti riguardanti casi di pedofilia o molestie sessuali compiuti da religiosi. Secondo l’ avvocato Shea quell’antica “istruzione” avrebbe avuto validità sino al 2001, così le gerarchie ecclesiastiche e vaticane avrebbero finito per “coprire” e favorire “deliberatamente” i  “preti pedofili”. La prova sarebbe in una nota dell’ epistola “De Delictis Gravioribus” del 18 maggio 2001, che Joseph Ratzinger, allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, aveva fatto recapitare ai vescovi e agli ordinati e membri della gerarchia ecclesiastica. (…) Ora la Corte di Houston ha il potere di chiamare in giudizio Joseph Ratzinger, ma l’attuale pontefice avrebbe avanzato “richiesta formale d’immunità al presidente degli Stati Uniti, che non ha ancora reso nota la sua decisione in merito.” (Roberto Monteforte, “L’unità” del 17/08/2005)

Come è finita? Ce lo ricorda Piergiorgio Odifreddi nel suo libro “PERCHE’ NON POSSIAMO ESSERE CRISTIANI (e meno che mai cattolici)”, libro che consiglio a tutti di leggere, a pag. 221: “Ma il 26 settembre 2005 il ministero della Giustizia degli Stati Uniti ordinò al tribunale di archiviare la pratica perché, essendo nel frattempo diventato papa, egli ora gode di immunità in quanto capo di Stato e il procedimento penale sarebbe ‘incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti’. Benedetto XVI si è così salvato per il rotto della cuffia. O meglio, del camauro.” (P.Odifreddi, op. cit.)

E meno male che il Papa dice di non fare politica! Non sarebbe meglio, col candore della sincerità, dire che i papi l’hanno sempre fatta? E mi piace chiudere citando un passo dal “Credo di Westminster” del 1646, riportato nel libro di Odifreddi a pag.218: “Non c’è altro capo della Chiesa all’infuori del Signore Gesù Cristo. E il papa di Roma non può essere il suo capo, in alcun senso: piuttosto, egli è…”  Ma continuate voi, miei lettori, perché togliervi il gusto di una buona lettura? Quanto a me, amo tutto ciò che, in misura, va oltre il sedicesimo? Solo ciò è davvero BENEDETTO!

Bagheria, 31/05/07
Giuseppe Di Salvo

Novembre 1978: Palermo, i Gay Manifestano contro la Russia

28 Maggio 2007 3 commenti


E?’ una testimonianza storica assai preziosa. Nessun giornale, allora, me la volle pubblicare. Per fortuna esisto e la tramando ai posteri, visto che l’argomento si inserisce nell’attualità.

CRONACA INEDITA DI GIUSEPPE DI SALVO

Sabato, 25 novembre 1978, ore 16,00, sotto i portici di via Ruggero Settimo, il FUORI! di Palermo
ha protestato, parallelamente a diverse città di diverse nazioni, contro l’articolo 121 del Codice Penale sovietico. In quanti eravamo? Poche decine.
La manifestazione è stata seguita con molto interesse da parte della gente. I passanti guardavano con attenzione i cartelli e i disegni omosessuali fatti da Benedetto Montenegro, compagno del Fuori! Inoltre, a differenza della manifestazione fatta più di un mese addietro contro la Grecia, si sono creati dei veri e propri cerchi di persone, le quali dibattevano con molta vivacità il problema.
Una ragazza sedicenne difendeva a spada tratta le nostre posizioni; altri ci davano ragione e giudicavano “feroce” l’articolo 121, nonché l’oppressione sovietica. Una ragazza era ferma ancora alla questione ormonale (sic!) e alla definizione di “anormalità”.
Qualcuno, passando, ha gridato: “Il Comune non dovrebbe permettere queste manifestazioni.”
Un funzionario di polizia, sacrificato in piazza per noi, ci ha detto: “Se avessi un figlio omosessuale, saprei io come cambiarlo.” La serata era fredda e quei poveri carabinieri (molti a dire la verità) tremavano dal freddo. Ci dispiace! Ma se questi carabinieri sapessero quante volte, in passato, (e ancora oggi) i loro colleghi poliziotti hanno fatto tremare noi gay per la paura di essere fermati e portati nelle gelide celle delle loro caserme, capirebbero che, in fondo, quel po’ di freddo subito per le infelici condizioni climatiche è veramente cosa da poco.
Perlomeno loro hanno tremato per l’amore e per l’obbedienza verso la nostra carta costituzionale.
Quando erano i gay a tremare di rabbia perché presi barbaramente dai poliziotti e ingiuriati, non solo mancava per i gay il più elementare diritto della persona, ma lo si calpestava nella maniera più feroce. Inoltre ci vantiamo e siamo fieri di non essere figli di quel funzionario, sciocco e ignorante com’era. E poiché lui non può cambiarci, visto che non siamo figli suoi, saremo noi con le nostre marchette, con la nostra preziosa bocca, col nostro carnoso labirinto, con la nostra gioia a cambiare e a liberare i figli di quei reazionari a servizio dello status quo repressivo.
Della manifestazione sono stati informati i giornali e la radio. Risultato? Silenzio alla RAI, nulla sul “Giornale di Sicilia” (qui avevo consegnato ad una giornalista “vampira” il comunicato relativo alla nostra manifestazione); nulla su “L’Ora”. Perché? La risposta è semplice: la stampa borghese e quella comunista sa dare spazio solo alle azioni di morte delle B. R. , delle sette suicide americane e simili. Ma di fronte alle nostre civili manifestazioni, di fronte alla nostra nonviolenza, i mass-media dimostrano il limite del loro reale pluralismo.
Quanto a “L’Ora” (che in passato ha sempre pubblicato i nostri documenti) non c’era che da aspettarselo: per loro, cioè per i comunisti, lo stalinismo russo non si tocca! Questa è, in definitiva, la pseudo tolleranza del P.C.I. nei nostri confronti.
Anche per le fotografie, contavamo su Letizia Battaglia de “L’Ora”. Ma Letizia non si è fatta viva. Noi tutti temiamo per la sua salute, visto che non sappiamo cosa le sia successo.
Ma una cosa è certa: alla gente che ci ha visto manifestare è rimasta la nostra immagine nelle loro menti. E una fotografia meglio di così non si poteva fare!

Palermo, 25 novembre 1978

Giuseppe Di Salvo

RAVVIVANTE MIA INTER (AI CAMPIONI D’ITALIA 2006-2007)

25 Maggio 2007 3 commenti

Da Interista vivo

e ravvivo sentimenti

sacri

sulla Terra sparsi

dal tiepido sole d’aprile

Veste lo sport

straricche maglie sudate

di nerazzurro candore-

acidulo olezza l’Onore

 

Beata Trasfigurazione

incede

Sacerdote Sommo

è il mio labbro rivelatore

e  -unto-

su dorati alluci

di Calciatori Amati-

con regale grazia-

lo porgo

agitando veli serafici

tessuti da ancelle

in danza nel mio regno-

sensuali trilli

erotizzano la Squadra

 

Non mi Stankovic

di morderVi tutti-

cingendo  tempie

di fresco verde alloro-

con denti sottratti

alla bocca di Grosso

Mancini sublime rende

giubilo e passione

Il tramonto arroventi

l’orgoglio

e l’urlo raggeli

 

In ciò che ravvivo

mi disintegrerò!

 

 

Bagheria, 22/04/07 

Giuseppe Di Salvo

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A Totuccio


A SALVATORE D’AMATO (Schuberth)

Ogni anno, d’estate,
ci rinnovi l’attesa.
Poi, eccoti!
Ed è gioia abbracciarti.
Nel baciare la tua pelle profanata
si rinnova
e tuona
la nostra libertà.

Tutt’intorno
umani latrati
non riescono a squarciare
il velo sacro che ci circonda.
E note gay
diffondono nella sera
un’armonia profonda

Porticello, agosto 1985
Giuseppe Di Salvo

“Da Bagheria Soffi Universali” è il mio secondo libro di poesie pubblicato nel mese di agosto del 2004. Raccoglie alcune poesie che vanno dal 1976 al 2004. Venne presentato a “Palazzo Cutò” (in presenza dell’ex sindaco di Bagheria Pino Fricano, Biagio Sciortino, sindaco oggi in carica, ma allora Assessore alla Cultura) alla fine di settembre dello stesso anno.
La sala era gremita. C’erano circa trecento persone. E giorni dopo la gente faceva la fila alla “Biblioteca comunale” per avere copia del mio libro. Erano più di mille copie. Oggi non se ne trovano più. Il libro, se richiesto, si può avere in prestito: è catalogato presso la nostra pubblica biblioteca. Di quella magica serata riportiamo alcuni passi del lungo intervento fatto dal professore Franco Lo Piparo: “…è un libro di poesie molto ricco. Non faremmo onore al libro se lo leggessimo come un insieme di versi dell’amore omosessuale: leggeremmo malamente il libro e sarebbe una lettura che non merita…  C’è la passione civile del maestro…”
Anche di questo libro inseriremo periodicamente in rete alcune liriche.

G.D.

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Estrosi Modelli

19 Maggio 2007 8 commenti

A Flavia Giambrone

Eri piccola
e -…quei miei suoni
spesso sgraziati!-
origliavi con cuore
di adulta.
Per te ero
Vera Sinfonia
dei Giocattoli.
Dietro la porta-
che mamma Pina
per prudenza chiudeva
con grazia bigotta-
ti credevi non vista
e -sospesa nel fiato-
ferma ascoltavi.
Crescevi,
nel tuo pensiero
in sviluppo
talvolta frullavo
e m’incidevi su carta
con grafici segni.
Da adulta
ritorni piccina
e per me coltivi
il rispetto felpato
che sempre commuove.
Senza padre cresciuta,
gelida appari
nella perenne ricerca
e nobili rendi
i caldi colori
per meglio imbellire
gli estrosi modelli.

Giuseppe Di Salvo

Bagheria, 18/05/07

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I Giovani di AN di Bagheria: “Nessuna discriminazione e nessun rogo”

16 Maggio 2007 8 commenti

*
SI LOTTI ALLORA PER IL MATRIMONIO GAY!

Io non parlo di chi non conosco. Ma cerco di riflettere su alcune frasi riportate in un volantino uscito dalla sezione cittadina di An. Ed è su ciò che conosco, in questo caso il pensiero, che faccio le mie valutazioni politiche. Sabato 21/04/07 i giovani (non so chi e quanti) di Azione Giovani  -Circolo “Giorgio Almirante” di Bagheria-  hanno fatto una raccolta di firme contro i DiCo. E distribuivano un volantino (anche il Notiziario OnLine “90011.it” di Bagheria ne riportava alcuni stralci) caratterizzato da messaggi omofobici sia espliciti sia subliminali. Citiamone un primo stralcio: “Passa quindi il principio della legalizzazione di nuove forme di ‘famiglie’ che, come è avvenuto in altri paesi, pone le basi giuridiche per future equiparazioni tra famiglie naturali e omosessuali (e relativi diritti quali adozioni e fecondazione assistita.)”  Ci si chiede: c’è forse qualche articolo della nostra Costituzione che definisce “non naturali” le diversità sessuali e la stessa omosessualità? Non è già questo modo di interpretare un Disegno di Legge un atto discriminatorio? E quindi contro i diritti di uguaglianza sanciti nella nostra Costituzione? E perché parlare di “adozioni e fecondazione assistita” a proposito dei DiCo? Nel Disegno di Legge Bindi-Pollastrini questi due argomenti sono considerati tabù. E, a parte la forzatura interpretativa, su quali sacre scritture è codificato il principio che una coppia omo non può educare bene i figli? Là dove le adozioni gay sono consentite c’è già una letteratura psicopedagogica a loro favore.  Non è questo un altro esplicito pregiudizio omofobico?
Riflettiamo ora su quest’altro stralcio del volantino: “Queste unioni fondate su tanti diritti e pochi doveri, potranno concorrere all’assegnazione delle case popolari, ai danni delle coppie regolarmente sposate e con figli a carico, e otterranno nuovi diritti previdenziali i quali provocheranno una diminuzione dei già carenti fondi, che invece vanno aumentati, per le famiglie. Favorirà l’immigrazione incontrollata. Infatti basterà dimostrare la convivenza per ottenere facilmente il permesso di soggiorno.” Non sono esplicite istigazioni all’odio contro i conviventi? Infatti l’interpretazione del Disegno di Legge è volutamente forzata. Occorre ricordare che la reversibilità della pensione viene rimandata alla successiva riforma previdenziale e il permesso di soggiorno è possibile solo per il partner straniero già regolarmente soggiornante in Italia. Ma ora ci si chiede: forse i cittadini conviventi omo o etero che pagano le tasse non possono accedere ai diritti di cui godono gli altri cittadini? E dire che le “Unioni civili provocheranno una diminuzione dei già carenti fondi per le famiglie” non è come additare i conviventi (omo o etero) e dire: “Sono da eliminare perché futuri fruitori di diritti previdenziali?” Si può affermare tutto ciò senza che le coscienze democratiche si ribellino?
Io so che in Alleanza Nazionale non tutti la pensano così, giovani o adulti che siano. Ricordo alcuni nomi: Enrico Oliari, gay di An e presidente di GayLib (Gay Liberali di centrodestra) e lo stesso Fini, uomo dal pensiero più duttile sia sulle convivenze sia sul referendum relativo alla fecondazione assistita, poi -si sa- nessuno è perfetto. Ed è per questo che ho scritto: “Si tratta di un atteggiamento intollerante intrinseco nella psiche di molti clericali e di altrettanti giovani nostalgici del fascismo, tutti eredi di una cultura che si serviva dei roghi o dei forni crematori per annientare il ‘diverso’ perché ‘perverso’, almeno secondo la sottocultura sadica di questi singolari signori.”  (“il Settimanale di Bagheria”, n° 244)  Dove le parole “molti clericali” e “altrettanti giovani nostalgici del fascismo” (e il “tutti” raggruppa solo le due parti citate) non stanno a significare “tutti i clericali” e neanche “tutti i giovani nostalgici del fascismo”.
La parola “molti” è solo un aggettivo indefinito, indica una quantità indeterminata, e non la totalità, sì come “altrettanti” è un aggettivo quantitativo da me usato in modo correlativo. Come si fa, quindi, a replicarmi che : “…noi esponenti della destra giovanile, saremmo nostalgici dei roghi e dei forni crematori…” (“il Settimanale di Bagheria” n° 246) E non capire che per taluni parlavo di “eredità culturale”, se così si può dire? Pazienza. Prendo atto invece che non si vuole “nessuna discriminazione e nessun rogo”. E allora sostenete il matrimonio civile anche per i gay. Così, prometto, se mi sposerò, vi inviterò a nozze: da Bagheria potrebbe partire una nuova destra con idee più nuove di tutta la Destra Europea. E sarebbe un evento!
Bagheria, 16/05/07

Giuseeppe Di Salvo

*I Santi Sergio e Bacco

Testimonianza di Enzuccia Ventimiglia e Salvo Incandela da Piazza Navona

13 Maggio 2007 2 commenti


SUL CORAGGIO LAICO

Lungo una sosta nei pressi del Tevere, stremati ma felici, inviamo a tutti gli amici del blog un saluto affettuoso. Raccontare le emozioni della giornata di ieri è impresa ardua? ve lo assicuriamo!
La giornata ha avuto inizio con un interessante convegno, “Il mito della famiglia naturale: la rivoluzione dell’amore civile”, svoltosi nella sala delle conferenze di Montecitorio con interventi che hanno affrontato il tema della famiglia da diversi approcci… e nessuno ha avuto l’ardire di farneticare sull’origine “naturale” della famiglia, ve lo assicuriamo!!!
La manifestazione di Piazza Navona ha avuto il successo che meritava, nonostante la “donabbondiana” assenza di taluni. Abbiamo incontrato uomini, donne, coppie di fatto, single, sposati (anche con prole), accomunati dalla gioia di esserci, con i volti sereni e senza alcuna traccia di minaccia per nessuno! La festa è proceduta fino a notte inoltrata, Cecchi Paone ha retto una kermesse molto vivace… e Marco è stato stupendo! Un intervento degno delle grandi occasioni: ha ripercorso 33 anni di battaglie radicali, laiche e socialiste con un’ energia ed un entusiasmo molto contagiosi: altro che arteriosclerotico!!!  Ad avercene di rincoglioniti simili in questo desolato panorama politico che ci circonda!
Caro Giuseppe, mancavi solo TU naturalmente (almeno in carne ed ossa, ché in “spirito” ti abbiamo sentito presente!!).
Abbracci da Roma.

Salvo ed Enzuccia

GIUSEPPE DI SALVO: “CHIESA”

10 Maggio 2007 8 commenti

CHIESA

La Chiesa ha perso
la sua luce
Gli abissi accumulano
dolore…
………………………………….
…zecche assai nere ornate
di variopinti lapislazzuli:
                  …  i …
rituali consentono iniziazioni-
eterno appare
e avido
il loro succhiare?

Dio Dio Dio
irridi
e non appari:
la tua gloria
in chiese di pietre
arida si spegne
e vive in ogni volto
che tutto a me sottrae

Cela l’ incenso
di tanti tuoi ministri
insano livore
La mitria sbuffa
sull’ateo capo del potere
e ogni tua traccia
divora la fessura
della cornua
Tra i tabernacoli
si sveglia un pube
e la magia appare

A sera-
nel petto
crociato da sparuti peli
non vedo più sangue
Da me schizza
All’ aperto-
con Lui-
ogni cosa risplende

Palermo, settembre 1976
Giuseppe Di Salvo

SU ALCUNI EGHISTI E TEODEM CONTRO I DICO

Repetita semper iuvant:
1) Dal 1992 tutti i parlamentari italiani hanno la possibilità di estendere l’assicurazione sanitaria al convivente.
2) Gli onorevoli possono lasciare ai loro partner conviventi la pensione di reversibilità.
3) Deputati e senatori maturano la pensione già a metà mandato.
Abbiamo già parlato di molti parlamentari di An, dell’Udc, di Fi che, pur godendo dei privilegi di cui sopra, si schierano contro i DiCo, cioè contro il disegno di legge sulle convivenze presentato dal governo di centrosinistra. Riportiamo ora un ulteriore passo dello stracitato articolo di Barbara Romano, apparso su LIBERO del 31/01/07.  “E che dire dei leghisti? Che il capogruppo al senato, Roberto Castelli, dopo aver divorziato da Sara Galbiati, dalla quale ha avuto Gabriele, si è risposato nel 2005 con Sara Fumagalli. Mentre Roberto Calderoli si è separato anche dalla seconda moglie (sposata con rito celtico). D’altronde anche Bossi, divorziato, si è risposato con Manuela Marrone dopo dieci anni di vita in Pacs.” (Barbara Romano, su Libero del 31/01/07)

Occorre dire che nel centrodestra non manca chi, pur essendo regolarmente sposato, apre al governo per il riconoscimento per le coppie di fatto -soprattutto alle coppie omosessuali-. E lo sostiene Chiara Moroni e la stessa Boniver: “Con altri laici di Forza Italia valuteremo. E’ giusto assicurare identici diritti a tutti i cittadini.” (Da “La Repubblica” del 9/12/2006) E un discorso a parte si dovrebbe fare su Gianfranco Fini: talvolta fa intravedere timide aperture.
Citiamo infine “News?”del 13/12/2006: “Un’altra deputata che difende le unioni tradizionali, ma convive, è Dorina Bianchi, ex Udc, oggi Teodem (termine di recente fortuna che indica i democratici cattolici di sinistra) all’interno della Margherita.”Tutti questi politici (divorziati, conviventi…) passati in rassegna dalla Romano, ma anche da altri giornalisti, secondo i rigidi dettami della Chiesa cattolica, non potrebbero avvicinarsi all’eucaristia. Ciò viene ribadito ripetutamente dal cardinale Trujillo che ha attaccato duramente i Pacs. Bacchettati dal prelato, quasi tutti questi onorevoli privilegiati si genuflettono: che spessore politico e morale?! Ma chi è Trujillo? Anni settantuno, colombiano, presidente del pontificio consiglio per la famiglia, si è sempre distinto in fatto di omofobia; si batte contro i preservativi ( i giovani di destra clerico-fascisti -e non- li hanno mai usati?), contro le coppie di fatto (ci sono persone di destra clerico-fascite -e non- che non hanno mai avuto rapporti sessuali prematrimoniali?), contro l’aborto e l’eutanasia (ci sono donne di destra clerico-fasciste -e non- che non hanno mai abortito? O che non abbiano usato metodi anticoncezionali?). Inoltre, Trujillo ha contrastato duramente la “Teologia della Liberazione”, il movimento cattolico che coniuga istanze religiose e lotte politiche contro le dittature. Sono in molti ad averlo accusato per aver sostenuto il dittatore cileno Pinochet e i famigerati generali argentini. Ci si chiede: per quanti dittatori la Chiesa ha usato l’eucaristia come balsamo? Si tratta di dittatori che hanno annientato molte persone perché si opponevano ai loro sanguinari regimi. Avete mai sentito, lì, la Chiesa di Ratzinger organizzare Family Day contro i criminali al potere, facendosi aiutare magari da ex sindacalisti alla Pezzotta? Come non capire allora che politici e presbiteri che si ritroveranno al “Family Day” hanno chiari obiettivi omofobici: essere contro i DiCo e cercare di clonare eticamente il popolo italiano secondo il dettato della chiesa antidemocratica di Ratzinger? Ma i veri democratici, il 12 maggio, a Piazza Navona innalzeranno il vessillo per il perenne CORAGGIO LAICO; saranno testimoni imperterriti in difesa di tutte le famiglie: etero, omo, trans, singoli, preti e suore sposi di Dio… e sarebbe auspicabile sentire la voce dei preti che si vogliono sposare, senza rinunciare a Dio. Essere laici vuol dire fare convivere diverse etiche e diversi stili di vita. Le diversità sono sacre e non negoziabili: chi vuole mediare, a danno dei valori laici, si è già genuflesso all’etica dei papi. E di questi politici noi, veri democratici, non sappiamo cosa farcene. Perciò siamo per il socialismo dei cittadini di Zapatero. Chi vuole leggi per le convivenze di fatto non toglie nulla a nessuno, mira solo ad includere nella civiltà giuridica europea chi ancora oggi è discriminato.
Bagheria, 06/05/07

Giuseppe Di Salvo

New Chierici Illiberali E Privilegiati

Berlusconi? Divorziato. Risposato. Famiglia naturale!

Riepiloghiamo:
1) Dal 1992, cioè da quindici anni, i parlamentari italiani hanno la possibilità di estendere l’assicurazione sanitaria al convivente, dopo averne dichiarato l’esistenza all’inizio del loro mandato.
2) Gli onorevoli possono lasciare al loro partner convivente la pensione di reversibilità, anche se tra loro non sussiste alcun legame matrimoniale.
3) I parlamentari maturano la pensione già a metà del loro mandato…
Sono privilegi comuni agli esponenti di Forza Italia, di Alleanza Nazionale, dell’ UDC di Casini, della Lega Nord di Bossi: quasi tutti contrari ad estendere gli stessi diritti agli altri cittadini italiani. Come mai? Molti di questi privilegiati hanno disgregato le loro famiglie, ma accusano chi vuole leggi civili per le convivenze di fatto per tutti i cittadini di essere contro la famiglia tradizionale, definita impropriamente “naturale”; sono una minaccia vagante per la loro stessa sottocultura, ma non rinunciano a godersi i propri privilegi: per purificarsi, però, negano gli stessi diritti agli altri cittadini; si genuflettono innanzi al re dello Stato Vaticano (come appariva scostante quel senatore a vita di nome Cossiga genuflesso ai piedi di Ratzinger, mentre questi sfilava divino per raggiungere i musicisti in occasione dei festeggiamenti dei suoi ottant’anni: sembrava una star di Hollywood ), come a sposare una morale davvero innaturale legata ai prelati, sposi di Dio: sono, almeno a parole, tutti scapoli, e parlano in modo astratto di “famiglia naturale”: e con che coraggio!
E con che facce! E’ davvero una grande famiglia di scapoli in astinenza quella dei prelati italiani o esteri? Chi segue i giornali o vive nelle parrocchie o conosce sibaritici presbiteri si dia da sé le risposte. Potete sempre sostenerli andando al “Family Day”. E comunque sia, non sono questi sposi di Dio (o d’altro) davvero “contro natura”? Ma potete sempre sostenerli andando al “Family Day”. E se praticano la castità, sempre stando a ciò che loro dicono, come garantiscono il futuro del mondo? Ha ragione Andrea Rivera: sono contro l’evoluzionismo perché nati per non evolversi!
Ah già: forse in futuro partoriranno come la Vergine Maria? Aspetteremo, pazienti, nuove Annunciazioni. Ma intanto sosteneteli, andando al “Family Day”. A noi invece non resta che continuare col nostro rosario laico, anzi laicista, ché siamo militanti della divina Laicità. Si tratta di continuare ad elencare i parlamentari del centrodestra che difendono il matrimonio (sempre quello naturale!), ma c’è un piccolo fatto: loro per primi l’hanno sfasciato, servendosi anche del Divorzio che noi, veri liberali, vorremmo si ottenesse in tempi più brevi e con meno costi. Oggi tocca agli esponenti di Fi. E lo facciamo sempre ricorrendo al superbo articolo di Barbara Romano scritto su “Libero”, diffuso giornale di destra, il 31/01/07. Ecco cosa scrive la giornalista:
“I matrimoni vanno anche più a rotoli dalle parti di Fi. E’ il capo a fare da battistrada. Dopo essersi separato da Carla Dall’Oglio, dalla quale sono nati Marina e Piersilvio, Berlusocni ha convissuto con Veronica Lario sei anni e l’ha sposata nel 1990, dopo la nascita di Barbara, Eleonora e Luigi, quando ancora non aveva avuto il divorzio. (…) Ad aprire la lista degli ex mariti è il capogruppo alla camera Elio Vito. Segue il suo vice Antonio Leone. Mentre l’altro vice, Paolo Romani, è già al suo secondo matrimonio: ‘E non è mica finita qui’, minaccia il deputato azzurro, che si professa ‘divorziato e felicemente risposato’. Ma chi vanta la nomea di ‘sciupafemmine’ tra i forzisti è Gaetano Pecorella. L’avvocato di Berlusconi ha alle spalle un divorzio ma più di qualche convivenza, che lui conferma con disinvoltura: ‘Ho avuto diverse compagne’. La schiera dei divorziati di Fi annovera anche un altro famoso (ex) legale del Cavaliere, Cesare Previti, oltre a Ferdinando Adornato, Giuseppe Vegas, Lorenzo Piccioni, Osvaldo Napoli. Tra le donne, spiccano l’ex moglie di Paolo Berlusconi (fratello di Silvio), Mariella Bocciardo, Margherita Boniver, ex consorte di Massimo Pini, fondatore delle edizioni SugarCo, ed Elisabetta Gardini: un figlio, da anni (raccontano le cronache) convivente con un regista. Tra le fila azzurre dei conviventi c’è anche il vicepresidente della Commissione europea Franco Frattini (separato, una figlia, da quattro anni ha una nuova compagna, l’avvocato Simona Ingaglio), così pure Aldo Scarabosio e Roberto Rosso. Ci sono poi i separati veri, come Gaspare Giudice, e quelli ‘ di fatto’, come Antonio Verro, che si professa ‘contrarissimo ai Pacs’. I risposati, come Lucio Malan, Antonio D’Alì, Luigi Casero, Mario Valducci, Gabriella Carlucci. E quelli che, come Romani, hanno già all’ attivo due matrimoni, tipo Paolo Guzzanti (tre figli dalla prima moglie e altrettanti dalla seconda) e Stefania Craxi (un figlio dal primo marito, due dal secondo). Anomalia anche in casa Prestigiacomo: Stefania è moglie di un divorziato, il notaio Angelo Bellucci.” (Barbara Romano, Libero del 31/01/07)

Che prosopopea! Quanti di costoro e come costoro andranno al “Family Day”per purificarsi? E quanti, invece, andranno a Piazza Navona il 12 maggio per il Coraggio Laico, sì da festeggiare l’anno trentatreesimo, dacchè, grazie a Loris Fortuna, ai socialisti e ai Radicali, s’è introdotto il Divorzio in Italia? Ma, si sa, le vie del Potere sono infinite: ma lasciate in pace il Signore! Certo, le strade portano tutte a Roma; però quelle del potere legato alla laica coscienza portano solo a Piazza Navona, dove si lotta per il bene delle famiglie, dei conviventi e dei diritti civili per tutti i cittadini. O impeccabili parlamentari, onorevoli, forse quando voi firmate per estendere ai vostri conviventi i privilegi di cui godete lo fate davanti a un notaio? Alla prossima. Visiteremo la purezza della Lega di Bossi e di qualche altro parlamentare in cerca di Dio. Noi cerchiamo diritti e concretezza: in ciò sappiamo, con certezza, di trovare davvero Iddio.

Bagheria, 02/05/07

Giuseppe Di Salvo