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Archivio Giugno 2007

Da Pie… Cose… Nona Lirica: ASPETTAVO

IX

ASPETTAVO

Ti aspettavo per rinascere.
Ma fu un Natale di morte.
Era pura espiazione.
Campane a festa
spandevano il rituale vagito.
Mi pugnalavano i rintocchi.
Sul letto vegliavo
solo……….
…………….
…………….
Poi
m’intrappolavi
nella notte
che due anni spezza.
Totò e Gaetano
bandivano il banchetto
e ci lasciavano
nel talamo?
Era dono l’erezione
e la serravi
con grosse mani-
muto canto di paura.
Nel cielo gli spari
creavano arabeschi
con botti e giochi d’artificio.
Ma tu spegnevi gesti
mossi da passione?
E -dentro-
sentivo gemere la gioia.

Trabia: notte di Capodanno 1979/1980

Giuseppe Di Salvo

Da Pie… Cose… Ottava Lirica: ERI VIVO

26 Giugno 2007 7 commenti

VIII

ERI VIVO

Eri vivo,
avevi fredde le tempie.
Nella notte gelida,
le mie mani
ti fasciavano
come lana felpata.
Il desiderio
sembrava perenne.

Eri vivo,
ma fredde erano le tempie!
E chiudevi gli occhi.
Le gote smunte
come nidi aridi
si offrivano
ai baci dell’eros
mendicante.
Muovevi le labbra
come un pesce impaurito
e fuori dalle acque.

Ora sei morto
ed è perenne il caldo
sulle tue tempie.
A me resta
l’eco dei battiti
che illudevano i timpani.

Creano scompiglio
i giochi di Dio.(1)


Bagheria, lunedì 10/12/1979
E’ mezzogiorno!

Giuseppe Di Salvo

(1) Già pubblicata nel mio libro “Da Bagheria Soffi Universali”, edito dal Comune di Bagheria nel settembre 2004.

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Da Pie… Cose…Settima Lirica: …L’HANNO AMMAZZATO

25 Giugno 2007 7 commenti

VII

…L’HANNO AMMAZZATO

Surreale
un Corifèo svetta.
Voce androgina
sedato ha il coro:
-L’hanno ammazzato?!
Chi? E cosa?
Come neve oscilla
la bilancia
e i piatti rovescia.
Lento cadere della legge.
Nel silenzio-
mesti fiocchi al vento-
danzano i codici.

Giuseppe Di Salvo
Bagheria, lunedì 10/12/1979, ore 9,30

Da Pie… Cose… Sesta Lirica: IL DIO DELL’AMORE

23 Giugno 2007 6 commenti

VI

IL DIO DELL’AMORE

Il Dio dell’amore

azzanna il meglio

che è in noi.

Un corteo d’angeli

si offrirà.

Proverò il dolore

che da te mi libera.

Il ricordare

tracannato sarà

da teneri picciotti.

Sfibrando i frenuli

riescono-

con maschio vigore-

le rosee coppole

e  decisi colpi ricevo

che m’inebriano!

Nel ventre calda è la rugiada.

 

Immagine d’eroe goffo,

schiudi i volti

alla pietà che frena.

Ti agiti su un corpo

che assai lento striscia 

e col pugno innalzi

il vessillo del boia.

Cerchi il sole,

ma l’infuocato ano ti divora.

 

Può il libero amare

chi vuole schiavo restare?

Brandirò il pugnale.

Dissangua amore!

 

Giuseppe Di Salvo

Bagheria,  lunedì 10/12/1979,ore 9,00

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Da Pie… Cose… Quinta Lirica: SANGUINERAI NEL GELO

V

SANGUINERAI NEL GELO

Sanguinerai nel gelo-
raspando l?aria
ruggirà con forza
la grossa tua moto-
ed io sotto il tepore
del nuovo sole.
Il desiderio incede,
il volto smunto
ha della Morte.
Il cielo a Solunto
genera gemme.
Geme il silenzio.
Si è soli coi singhiozzi.
L?Amore lacera.
Impietoso Iddio!

Giuseppe Di Salvo
Bagheria, lunedì 10/12/1979, ore 8,30

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Da Pie… Cose… Quarta Lirica: Dissacrato Altare

18 Giugno 2007 9 commenti

IV

DISSACRATO ALTARE

Il meglio di te
come tenero porco
oggi sanguinerà
sul dissacrato Altare.
La Terra mostra
il sadismo
dei rifugiati
nell?assente corpo
di Dio.

Giuseppe Di Salvo

Bagheria, lunedì 10/12/1979, ore 8,00

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Da Pie… Cose… Terza Lirica: Quel Meglio Di Te

15 Giugno 2007 6 commenti

III

QUEL MEGLIO DI TE

Quel meglio di te
come uno spettro vaga.
Già sento i rabbiosi ululati
delle stagioni
e il gelo coprirà
il nostro rinverdire.
Il tuo amore sputa
rose di morte.
La tua essenza
è assenza
che mi tortura
ed io
la voglio scannare.
Inciderà il tempo
su lastre di fango
o su asciutto alabastro
i versi immortali del poeta:
- Ci-gî une rose
Que tous les rois von jalouser.(1)

E si chiederanno:
-Chi era la rosa?
Ma i petali unti erano
del nostro sangue.

(1) Son due versi del poeta Théophile Gautier tratti dalla poesia ?Le spectre de la rose? inserita ne ?Les Nuits D? été, op. 7, musicata da Hector Berlioz.

Giuseppe Di Salvo
Bagheria, lunedì 10/12/1979,ore 7,30

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Da Pie… Cose… Seconda Lirica: ITIFALLICI UCCELLI

II

ITIFALLICI UCCELLI

Itifallici uccelli

si perdono in volo,

mi rubano l’orizzonte:

…beccavano linfa

sulle mie labbra

e io… leccavo piume amare.

 

Volto avvolto di spavento

oggi mostra l’amato

e starnazza come gallo

in ceppi;

e schizza bianco

il fango

sui miei tabernacoli

accesi di passione!

Con me porto i bruciori.

Vorrei non  pensare.

 

Pie… Cose…

Mi colorò la notte

con ritmi muti

e gesti sconnessi,

pietosi umori di un selvaggio.

Aurora nuova a Bagheria?

Fragili bave dorate

ci cingevano.

Ogni incontro

ha segni non rivelati.

E sono qui

a srotolare tracce vitali

con ben riposti versetti.

Bagheria, 07/12/1979

Gisueppe Di Salvo

Da Pie… Cose… Prima Lirica: GELIDA NOTTE

I

GELIDA NOTTE

Gelida Notte,

cercavi ceppi da attizzare.

Vagavi

e incontravi Amore.

Divine sembianze

si espandevano

in ogni spazio.

Le fredde tenebre

divenivano passioni cocenti,

colavano come rigagnoli

di rossa lava

al ritmo del bruciore.

E fondevano…

…………………………..

…eravamo NotteAmore…

…………………………..

… forte stringevi la testa

sulla carnosa verga zampillante…

Tutto si vestiva di gioia.

Bruciava ogni mia fessura.

Nel labirinto  –con forza e grazia-

oscillava l’estasi.

Ricordo il tuo piede gonfio,

il perfetto alluce

che lo sguardo ristora…

Sentivamo galoppare i cuori.

 

Notte,

ritorni a vagare ora

e la pelle assorbe il gelo!

Si colgono i resti

dei tizzoni spenti.

Lampeggia Dio.

Bagheria, 6/12/1979

Giuseppe Di Salvo GIUSEPPE DI SALVO NEL GENNAIO 1980.

*FOTO D’EPOCA

Aspettando ROMA PRIDE, 16/06/07, Pie…Cose… 10 Liriche di Giuseppe Di Salvo

DIECI LIRICHE PER L’AMORE

Col mese di giugno, in tutto il mondo democratico, esplodono i Gay Pride. E l’Amore si colora di un linguaggio inconsulto non comprensibile a molti bigotti che vanno dietro le processioni con prelati “travestiti” e Madonne ingioiellate trasportate con forza da rispettabili devoti. Ognuno va dietro ai propri riti e sarebbe ora che anche i bacchettoni rispettassero il linguaggio legato ai riti degli altri. Ci sono persone come Fini che, nonostante gli sforzi psicologici, non riescono a concepire altri linguaggi, altre espressioni corporee; e chiamano ciò “ostentazione”. E in realtà sono loro ad “ostentare” il loro nauseabondo perbenismo. Non capiscono, per esempio, che non tutti i gay sono maschi ipervirili come quelli che militavano nelle Squadre di Assalto, poi sterminate da Hitler nella “Notte dei lunghi coltelli”. Eppure la convivenza alla Camera con Wladimir Luxuria avrebbe dovuto insegnar loro che le diversità sessuali sono tante e ognuna è dotata di un proprio linguaggio che non può non rendere palese: è l’identità che si esprime, altro che ostentazione!
Per noi italiani (gay e non), quest’anno, l’appuntamento è a Roma, il 16 giugno. E si invitano tutti i cittadini democratici a partecipare e ad accorrere in tanti. Anche Fini ci dovrebbe andare per osservare e capire, magari sfilando con i gay di destra dell’amico Enrico Oliari.
I gay, singoli o in coppia, derivano da famiglie e formano famiglie. E sarà la giornata che onorerà le diverse famiglie esistenti in Italia. Chi ha organizzato il “Family Day”, invece, vuole imporre a tutti la “Famiglia di Stato”: e ciò è la tipica ostentazione di chi vuole lo Stato Etico, in pratica lo Stato fascista. Come non capire che la società cambia? E con essa si rinnovano pure la cultura e gli stili di vita di molte persone in cerca della felicità?
Noi sosteniamo tutte le convivenze fra persone di diverso o dello stesso orientamento sessuale fondate sul reciproco amore. Che si organizzino pure secondo il matrimonio tradizionale. O ricorrano ad altri istituti giuridici, qualora ci fossero!; ebbene, si lasci la scelta alla responsabilità delle persone conviventi: deve essere questo il compito di uno Stato davvero liberale.
E non ci devono essere amori “impossibili” fra persone adulte consenzienti. Chi vive con amore e nell’amore proietta sentimenti positivi verso l’intera società. Al contrario, si creano cittadini frustrati ed infelici: e vedere ostentare l’infelicità nei volti degli altri è l’unica cosa che i politici illuminati dovrebbero evitare.
Ecco perchè sul “nostro” BLOG (www.giuseppedisalvo.blog.tiscali.it) pubblicheremo, in questi giorni di giugno, dieci poesie intime sull’Amore scritte dal nostro poeta Giuseppe Di Salvo, nove delle quali sono ancora inedite. Saranno pubblicate a poche ore di distanza l’una dall’altra. Le Dieci Liriche s’intitolano “PIE… COSE… Dieci Liriche Per l’Amore?” (1979-1980).
In esse si canta un amore, una tentata convivenza a due legata da reciproco innamoramento, ma resa impossibile dal pregiudizio sociale. E certo non trova la felicità chi, poiché non ce la fa, si rivolge altrove, andando davvero contro la sua natura. Sono versi che si inseriscono bene nel tessuto culturale che, in questi giorni, muove l’orgoglio e la dignità dei gay, e non solo! Non si lotta forse perché ognuno possa vivere bene con se stesso o col proprio amore?
Fra poche ore posteremo la prima poesia intitolata “GELIDA NOTTE”. E le altre -giorno dopo giorno e ritmate nel tempo- come granelli seguiranno. Nell’attesa, buon ROMA PRIDE 2007.

Bagheria, 05/06/07

Chiara Audia
Antonio Belvedere
Salvatore Di Salvo
Salvatore Incandela
Francesca Liga
Pippo Rinella
Enza Ventimi
glia