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Archivio Settembre 2007

RINGRAZIAMENTO (10 ANNI FA ERANO 50): PER IL COMPLEANNO DI PIPPO RINELLA

27 Settembre 2007 8 commenti

Nel dì del ringraziamento

è alla Natura

che si tessono le lodi:

copiose quelle al Signore!

E’ dal ’47  un’anima

in un corpo,

oggi è il suo momento…

e si benedice l’attimo:

contro  NATURA, TUTTI !!!

Dio si rivela,

imperfetto,

e la tensione,  Pippo, è alta!

Diciotto corpi attorno.

Molto silenzio!

Tu senti l’amore

non solo la Gran Cassa.

Il tuo orecchio percepisce il solista.

E taci. E baci.

Non rimpiangere nulla!

Solo il distacco

da chi si ama ci rende felici,

divini.

La salvezza

è nel colore di più strumenti.

Su uno solo ci si fissa,

si crede d’amare,

ma invero si muore!

E tu più volte sei morto!

Oggi rinasci.

Sii felice.

Urla di gioia…

mediterranea!!!

 Palermo,  26-27/09/1997

Giuseppe Di Salvo

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EPICEDIO IN ONORE DI CATERINA DI SALVO, MIA MADRE. (Ringraziamenti in versi)

23 Settembre 2007 8 commenti

 

Nel cuore della Primavera

s’incise la sua Passione-

Canto Sedicesimo del maggio 2007.

Col fuoco dentro

ad accusare il peperoncino-

rara droga  della mia cucina.

A nulla valsero i sedanti farmaci.

Perduto del suo corpo il controllo.

Digrignava i denti

sulla commessura sinistra

della sua bocca.

Dimagriva e impallidiva

con corporea luce surreale.

Al diavolo medici ed ospedali-

si chiedeva se avesse “un timuni”.

Reagì. Fu lotta vana.

Il cancro la strozzava

e i solidi non più deglutiva.

Il 12 luglio l’eco della sentenza:

ricamo intestinale

con metastasi sparse.

E noi figli nell’inventiva

per imbellire quei giorni di vita.

Ma l’estate bruciava

anche il filiale soccorso.

Se ne andò col Sole:

ora nona, sedici del mese

che le porte apre all’autunno-

crepuscolo con brezza

e richiami di scirocco.

Divorata dalla febbre,

ci aspettò:  tutta la baciai

e  -fra i rantoli-  sollevò le palpebre;

percepì poi Graziella e-

dall’occhio destro  -agonizzante-

una lacrima versò;

alfine giunse Vincenzo, serrò la bocca,

due volte forte le ciglia strinse

e -coi figli piangendo- spirò.

Centinaia i pellegrini

nell’umile Camera Ardente.

La Chiesa Madre accolse

il popolo compassionevole.

Onorato venne il suo dolore.

Grazie a coloro

che tessuto hanno

il valore della nostra dignità.

 Giuseppe Di Salvo

Bagheria, 18/09/07

                                                                                  

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ADIÓS A MAMÁ

16 Settembre 2007 10 commenti

 

Di te, mamma,

poche gioie

si possono riferire

al mondo:

vita rinchiusa in pensieri-

perenne danza

con le ombre dell’amato.

Vorrei sbraitare

per sgelare ogni forma

che pellegrina ti rende-

in marcia verso il nulla.

Sul corpo si notano i colpi-

pelle tesa

per il sadico rullare

dei mazzuoli sui timpani.

Com’era furente

il solista alle  percussioni!

Teatro le regali tue rivalse!

Proietti nell’aria

tristi immagini del passato

e sola parli coi fantasmi.

Non ti è mai bastato il silenzio.

Verrà la fine dei suoni

quando libera vagherai

nel Regno dell’ Invisibile.

Ma nei segni eterna vivrai-

rigagnoli da fonti intime emessi

con ronzii che-

in sordina-

forte singhiozzano.

 

 

Bagheria,15/07/2007

Giuseppe Di Salvo

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DA INEDITI VERSI SACRI: NEW STABAT MATER

12 Settembre 2007 5 commenti

Vacilla-*

trafitta dal dolore-

la Madre corrucciata

e lacrime versa

sui luoghi inzaccherati

da oscure macchie

di sangue.

Trucidato il Figlio-

spenta

la bianca voce d’Alto.

Geme la Femmina:

brucia dentro

il ferro conficcato.

Nel silenzio s’alza

di donne un coro

e detti acuti

da Lei echeggiano,

memore di Colui-

l’Unico-

strappato alla passione

e al ristoro

del Suo abbraccio.

Singhiozzi e croce

a noi ciò rivelano:

ogni parto è bagno

e l’onda spande

del Divino.

                                                                           II

 Chi non si strugge

nel vederLa

in quel supplizio?

Gli amori generano

tormenti

ed è peccato

non opporsi

alle fonti sadiche

del dolore-

anche se  -schioccando-

s’agitano roghi o verghe

e  -come belve

assai furenti-

divorano  -dilaniando-

la nostra dura carne.

Ecco l’essenza

del Cristo

nell’abbandono:

veste fibre di donna

se la Madre stanca-

al Cielo-

Pura-

l’anima vi rende

III

O Mère, Sainte Mère,

fonte di affetti,

conosco il vento dispettoso

che i Figli porta via:

restano-

vaganti nel mio sangue

come granuli amari-

i chiodi infetti

del legno infradiciato-

cenere  nel tempo.

Si vive con ferite

che ricamano apparenze.

E si resiste.

Ci regge il piede la Terra

coi creati ingozzati

per la Salvezza.

Il silenzio abbraccia

con parole che inchiodano.

E le croci dragano,

sfiorando col sorriso

le insidie del cammino:

non s’apre

il petto delle Madri,

cui si celano

le fitte dei segreti.

 IV

 Ti ero accanto, Mother.

Il labbro torcevi.

Rughe fendevano

il volto assente del Padre.

Il suolo vibrava

e divorava corpi e croci.

Venne il sollievo

col sorriso di un ladro:

porgeva  -acuminata

e di sangue unta-

la corona regale  per me.

Il lutto genera pensieri

che dimorano nel gelo

e il  vocio promiscuo

si accordava dentro.

Un angelo tesseva arcate

su una viola triste.

Di un eunuco  -grave-

si levò il lamento.

 V

 Süße Frau,

vergine è ogni fonte

che dall’inguine genera.

Muore chi vive nell’onta.

Si cresce con le piaghe.

Ferito dalle offese-

oggi inebriato sono

da figli che baciano.

Spenti i ruggiti delle pire-

al Tuo  fianco sarò

nel festoso Giorno del Giudizio.

 VI

 Me ne andrò,

mani immacolate

sul mio corpo

adageranno palme

per la vittoria.

E l’anima errante

sposerà il Paradiso.

*Letta  da Giuseppe Di Salvo in occasione del XII Concorso Internazionale di Poesia ALAPAF, il 04/12/2005 nell’Auditorium della Chiesa San Pietro di Bagheria davanti a circa cinquecento persone ammaliate e commosse con un’ovazione finale che davvero ha fatto onore alla poesia e al poeta.

 Bagheria, 09/10/05

Giuseppe Di Salvo

 

                                                                             

                                                                            

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DA INEDITI VERSI SACRI: IN PARADISO

8 Settembre 2007 9 commenti

Un bianco fiore

dischiude appena

la sua corolla.

Lingue solari

cantano l’amore

con bocche mute

che s’acchiappano.

Così baciai e bacio

labbra

con strisce e macchie

di corallo:

eternità-

dono dei momenti.

Gocce bianche

dietro porte

serrate ai vedenti.

 

Non rimpiango

chi non è più

in me

Si vive in Paradiso

con colpi intermittenti

e le bonheur

è nettare

su tube protese

di angeli

e su pause

che  -da me-  le ritraggono

Bagheria, 05/01/06

Giuseppe Di Salvo

 

 

 

                                                                   

                                                                                         

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DA INEDITI VERSI SACRI: NOC MAJOWA (NOTTE DI MAGGIO)

5 Settembre 2007 4 commenti

Con gioiosi gorgheggi-

ricami del mio canto-

io-  su specchi d’acqua

volo:  e il mio riflesso

o il fogliame

degli alberi-

di sotto-  gaudente sfioro…

Le radure-

nel bosco-

felici accolgono

gli amplessi miei notturni…

ché congiunto sono

a una Dea

e tutti-

gli uccelli tutti-

con protese piume-

a me-

omaggi rendono.

 

Nei pressi del lago-

cinti di fiori

dalla corolla scarlatta-

pelle mutiamo.

E  -ridenti-

timorose lacrime inebrianti

noi  versiamo

nell’incandescenza

del nostro amore.

…………………………….

…………………………….

Asini con corone

di fango   -ansando-

sull’erba si sdraiano-

e lucciole abbracciano-

con profondi baci-

la rosa selvaggia.

 

E mentre sulla pozza

la morte danza-

per me  -dentro-

assai lascivo

risuona un canto.

 Bagheria, 27/09/05

Giuseppe Di Salvo

Schizzi  e  variazioni  su  versi  di  Tadeusz   Micinski   che  il   Violin   Concerto  n° 1  di   Karol    Szymanowski   ispira.

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DA INEDITI VERSI SACRI: DALLE ASTURIE

2 Settembre 2007 4 commenti

Lenta melodia mesta di don Manuel de Falla

Per veder se mi consolava-

mi avvicinai ad un Pino Verde:

e mi sentivo consolare.

Nel vedermi piangere  piangeva:

e il Pino com’era verde:

vedendomi piangere  -anche Lui- piangeva!

 

Bagheria,21/08/05

 

Libera traduzione dallo spagnolo di Giuseppe Di Salvo

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