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Archivio Gennaio 2008

LA MEMORIA, I TRIANGOLI ROSA E L’ODIERNO SILENZIO SULLE IMPICCAGIONI DEI GAY IN IRAN.

29 Gennaio 2008 5 commenti

 

Per alcuni cittadini la Shoah non è una ricorrenza storica, ma è un processo educativo che si svolge con l’impegno culturale e nella lotta politica per i diritti civili. E, per comprendere ciò,  non si aspetta il 27 gennaio, giorno dedicato alla memoria. La Shoah non è stata solo la distruzione degli Ebrei nei campi di sterminio nazisti. Ci sarebbe da chiederci: “Perché Hitler ha perseguitato gli Ebrei? Voleva davvero affermare la superiorità del popolo ariano? E come si concilia ciò con la sua alleanza panarabica? O bisogna credere che la persecuzione degli Ebrei  venne attuata per il mancato appoggio di questi ultimi per l’ascesa al potere del Führer? Noi tendiamo a rispondere positivamente a quest’ultima domanda. Del resto Hitler non fece fucilare nella “Notte dei Lunghi Coltelli” i gerarchi e i soldati delle SA (Squadre d’Assalto) che lo avevano portato al potere? E lo fece quando il capo delle SA, suo amico intimo,  Ernst Röhm non gli serviva più perché entrò in conflitto con le SS. Le Squadre d’Assalto di Röhm erano piene di omosessuali ipervirili. E tutti lo sapevano. Ma Hitler si dovette sbarazzare di questi amici divenuti scomodi. Così le persecuzioni antiomosessuali del Führer non facevano che mettere in evidenza i suoi personali fantasmi omofobici. Più di uno storico avanzò l’ipotesi che Hitler stesso fosse orientato anche verso l’omosessualità. L’avrebbe praticata sia come prostituto quando era giovane squattrinato sia all’interno di rapporti amicali e sessuoaffettivi . Ma doveva allontanare da sé ogni diceria e ogni traccia del passato. Che c’era di meglio che perseguitare gli “altri” omosessuali? E li fece arrestare, uccidere, internare nei campi di sterminio con tanto di marchio: un visibile triangolo rosa attaccato al petto della divisa del detenuto. Per approfondire ciò si legga il libro assai documentato di Massimo Consoli “Homocaust”, KAOS Edizioni.  Nel saggio di Consoli viene ricordato anche August Kubizek, amico d’infanzia di Hitler. Questi pubblicò un libro sui suoi rapporti col Führer, un libro ricco di allusioni a situazioni omosessuali. Ciò va detto per ricordare che i peggiori persecutori dei gay  sono omosessuali loro stessi e non vogliono vedere rispecchiata negli altri la loro infelice immagine.

Le testimonianze dei gay internati nei campi di sterminio di Hitler sono poche. Ma chi, come me, da giovane leggeva libri sulla persecuzione nazista degli Ebrei non poteva fare a meno di scorgere fra le righe di molti libri che anche i “diversi sessuali” venivano trattati come gli Ebrei, e  anche peggio.

Nell’estate del 1994  vengo a contatto con due testimonianze dirette di gay deportati.

La prima la trovo -con precisione il 3 luglio 1994-   nel libro di Heinz Heger intitolato “Gli uomini con il triangolo rosa”, edito in Italia dalla casa editrice “Sonda” nel 1991; ma la testimonianza di Heinz risale al 1972. La seconda la trovo, circa un mese e mezzo dopo, a Parigi, il 16 agosto 1994, presso la libreria gay “Les mots à la bouche”, in un altro libro intitolato “Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel”, edito da “Calmann-Lévy e pubblicato nel mese di febbraio dello stesso anno. La testimonianza di Seel risaliva al 1982, la rese pubblica dopo trent’anni di silenzio. Questi due libri sono diventati due preziose e rare testimonianze personali dei gay perseguitati da Hitler.

Heinz Heger è lo pseudonimo di Josef Kohout (Vienna 1917- Vienna, marzo 1994). Era cittadino austriaco. Venne perseguitato per la propria omosessualità considerata un crimine a norma del famigerato paragrafo 175 del codice penale tedesco. Josef apparteneva ad una famiglia cattolica. Il padre era impiegato statale. La madre era una donna affettuosa e premurosa nei confronti del figlio. Quando Josef decise di aprirsi con la madre, ella rispose: “Mio caro figlio, se credi di trovare la felicità con un altro uomo, questo non ti rende in nessun modo mediocre… Non hai nessun motivo di disperarti… Ricorda, qualsiasi cosa ti succeda, tu sei mio figlio e potrai sempre venire da me coi tuoi problemi.”  E noi oggi aggiungiamo: che madre! Quando nel 1938, l’Austria venne annessa alla Germania nazista, Josef era studente universitario a Vienna, e nel marzo 1939 venne arrestato dalla Gestapo in seguito ad un imprudente appunto inviato al suo amante Fred, figlio di un gerarca nazista. Gli scriveva: “Al mio amico Fred in amore eterno e profondissimo affetto.” Josef venne arrestato e condannato a sei mesi di carcere come “degenerato”. Il padre perse il lavoro e, disperato, si suicidò.

Dopo aver scontato la pena prevista, Josef non venne liberato, ma venne internato nel campo di concentramento di Sachsenhausen, dove  fu obbligato ad indossare il triangolo rosa. Josef  e altri 180 detenuti gay non potevano avere contatti con gli altri prigionieri, perché potevano essere “sedotti”. I lavori più duri e inutili venivano assegnati agli omosessuali. Josef riuscì a sopravvivere perché divenne l’amante di un kapò imprigionato come criminale comune, era un rapporto “di convenienza per ambo le parti.” Nel 1940 venne trasferito nel campo di Flossenbürg, in Baviera. Qui subì un durissimo regime carcerario, il disprezzo delle SS, ma riuscì a sopravvivere grazie alle amicizie con altri kapò e di una SS, forse omosessuale: lo protessero da una morte quasi certa. Nei lager, infatti, l’omosessualità era duramente osteggiata, ma clandestinamente praticata, soprattutto dai delinquenti comuni che ricoprivano posizioni di comando all’interno della gerarchia degli internati.

Nel 1943, il comandante delle SS, Heinrich Himmler, decise che gli omosessuali “ariani” si potevano “rieducare”. E gli fecero frequentare obbligatoriamente i bordelli creati nei campi con delle internate ariane. Josef Kohout ci dice che si trattò di “esperienze imbarazzanti e strazianti.” Il 25 aprile 1945 il campo venne sgombrato e Josef, insieme ad altri, venne obbligato a marciare verso la morte nel campo di Dachau. Ma venne liberato dagli anglo-americani nelle vicinanze di Chaim, prima di raggiungere Dachau. Dopo la guerra Kohout ritornò a Vienna e cercò di ottenere i risarcimenti previsti per gli ex internati. Ma le discriminazioni continuarono con gli antinazisti. Infatti i risarcimenti venivano dati agli ex internati per motivi politici. Il Paragrafo 175 era ancora in vigore e molti omosessuali, caduto il nazismo, furono beffati: dovettero ritornare in carcere per terminare di scontare le pene che i tribunali nazisti avevano comminato loro. Quando Josef morì, tra i suoi effetti personali venne ritrovato il triangolo rosa con sovrapposto il suo numero di prigioniero, era il n° 1.896. E’ l’unico esempio di triangolo rosa appartenuto ad un gay conosciuto. Oggi è proprietà del “United States Holocaust Memorial Museum”. Quando il libro di Kohout uscì ebbe un impatto notevole all’interno della comunità gay, e non solo: era la prima volta che una vittima gay delle persecuzioni hitleriane rompeva il silenzio e per una decina di anni fu il solo documento in prima persona che si poteva consultare sull’argomento.

In seguito, si trovarono altre testimonianze che aprirono la strada ad opere redatte con metodi storiografici molto più scientifici, per esempio “Paragraph 175″. Il paragrafo 175 verrà abrogato nel 1969 (saranno consenti rapporti fra uomini con età superiore a 21 anni). Successivamente l’età verrà abbassata a 18, poi a 16 e, nel 1994 il paragrafo 175 viene del tutto abrogato. Oggi in Germania le cose sono notevolmente cambiate. Il Governo tedesco ha chiesto scusa per le torture subite dai gay durante il regime nazista e  la prossima primavera  verrà innalzato un monumento alla memoria degli omosessuali uccisi da Hitler, sorgerà al centro, nei pressi della famosa Porta di Brandemburgo. Si calcola che sotto il regime nazista, nella sola Germania, vennero arrestati oltre 54.000 omosessuali, 7.000 dei quali morirono trucidati e seviziati nei campi di concentramento.

Nel 1982, un altro gay rompeva il silenzio. Si tratta di Pierre Seel (Hoguenau, 16/ agosto/ 1923- Tolosa 25/ novembre/ 2005). Pierre, indignato per gli attacchi omofobici del vescovo di Strasburgo, decise di parlare e di rivelare perché fosse stato arrestato e incarcerato dai nazisti nel 1940, a 17 anni. Seel era nato e cresciuto in Alsazia (Francia), in una famiglia cattolica. Nel 1939, a 16 anni, venne derubato dell’orologio in un parco noto come luogo di incontro fra omosessuali. Denunciò il fatto al Commissariato, ma venne schedato come omosessuale a sua insaputa. Con l’invasione tedesca della Francia, Seel aderì alla Resistenza contro il Nazismo. Il 13 maggio 1941 fu deportato. La Gestapo aveva messo le mani sugli schedari del Commissariato: Pierre venne arrestato, torturato per due settimane e spinto a fare il delatore. Poi venne internato nel campo di concentramento di Schirmeck, a 30 chilometri da Strasburgo, dove subì violenze e torture. Con la Liberazione, come la maggior parte dei gay superstiti, non poté parlare dell’inferno vissuto. Tornò in Francia. Si sposò e mise al mondo tre figli. Quando decise di parlare non gli fecero vedere più i suoi nipotini. La persecuzione dei gay veniva nascosta persino dalle democrazie europee del dopoguerra. Nel suo libro narra, con accenti emotivi assai toccanti, del come dovette assistere impotente alla fucilazione del suo amante Jo, amore che ricorderà per tutta la vita. La testimonianza di Seel è stata molto preziosa in Francia, dove le associazioni di ex deportati e di partigiani hanno a lungo rifiutato di ammettere gli esponenti del movimento di liberazione gay alle cerimonie in memoria delle vittime del nazismo. Ci furono persino episodi di distruzione delle corone di fiori portate dagli omosessuali in tali occasioni. Ma successivamente gli episodi di intolleranza esercitati da ex deportati a danno degli omosessuali finirono con lo spegnersi e diedero il via al dialogo odierno fra movimento gay e associazioni di ex deportati e partigiani. E lo stesso Seel, a partire dal 2001, cominciò ad essere invitato per celebrare la Giornata della memoria e alla fine anche il presidente francese Chirac ammise l’esistenza della deportazione degli omosessuali. In un suo pubblico intervento, Chirac dichiarò: “In Germania, ma anche sul nostro territorio, coloro che la loro vita personale rendeva diversi, io penso qui agli omosessuali, erano perseguitati, arrestati e deportati.” La testimonianza di Seel appare inoltre nel filmato “Paragraph 175″. Ed ecco come, grazie a Pierre Seel, ora sepolto nel cimitero di Bram (Aude), il presidente Chirac poneva fine a quello che per decenni fu il “fascismo” degli “antifascisti” presenti nelle associazioni di ex deportati e partigiani. Oggi la Shoah a danno degli omosessuali continua in molti stati teocratici islamici. In Iran giornalmente si assiste a impiccagioni di omosessuali. E l’Occidente tace. E il Vaticano tace. Ratzinger si occupa del “feticcio embrione” e non interviene sulle impiccagioni dei gay iraniani. Perché anche il vicario di Cristo si rifugia nel peccato di omissione? Quando si romperà questo silenzio? A che serve ricordare la tragedia della passata e nazista Shoah? La storia è o non è “Maestra di vita?” O ci deve mostrare ridicoli somari che ragliano contemplando i loro “scecchi d’oro” e in cammino per le retoriche vie che portano a riesumare le comode tragedie legate al passato? A che serve la Memoria se non prepara a capire e prevenire, per cercare di bloccarle, le tragedie del presente e quelle future?

Bagheria, 29/01/2008.

Giuseppe Di Salvo

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LA SHOAH E’ DISTRUZIONE NAZISTA ANCHE DEGLI OMOSESSUALI. OGGI AVVIENE IN IRAN. E IL PAPA TACE!

26 Gennaio 2008 5 commenti

 

I passi che seguono sono tratti dal libro:”Moi, Pierre Seel, déporté homosexuel”, edito dalla casa editrice francese “Calmann- Lévy” (1994), da me comprato a Parigi il 16 agosto 1994, alla libreria “Les mots à la bouche”. E’ l’unica testimonianza di un gay francese deportato. Pierre Seel è morto a Tolosa il 25 novembre 2005, ventitrè anni dopo aver reso pubblica la sua storia (1982).

Scrive Pierre Seel: “C’ était le signalement des détenus, une codification assez difficile à décrypter et connue de nos seuls geoliers.  Bleu, d’après les tableaux que j’ai consultés plus tard, signifiait que j’ étais catholique ou asocial. Il incluait également dans ce camp les homosexuels. En Allemagne, les déportés homosexuels étaient déjà marqués du triangle rose. Je n’eus pas ce signe et je n’en vis jamais au camp de Schirmeck. Il y en eut plus tard dans le camp voisin du Struthof.” (op. cit. pag.44)

Rifletteteci, perchè questo è stato!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: CARMEN DEI. OTTAVA CONTEMPLAZIONE. RIVELAZIONI CELESTI SULLE CONVIVENZE

25 Gennaio 2008 3 commenti

Variazioni poetiche al Canto Satirico n°  8.3: dai “Carmina Burana”

S’impone-

oggi-

l’arroganza del clero

al cospetto misero

di tanti pavidi laici!

La mia sposa-

nata per essere generosa-

s’è mutata ormai

in baldracca assai ingorda

con incensate cosce

divaricate al mercato:

e il suo corpo

di gelido marmo

tutto vende nell’ara

con suadente bocca

votata

a barocchi obelischi

maestri.

E merce diviene-

al suo interno-

l’oriunda purezza

al levarsi candido

dell’eucaristia.

Ma la grazia venduta-

martirio per l’anima-

del tutto annulla

il suo sacro valore!

Bagheria, 25/01/2007     

Giuseppe Di Salvo

…TABU’ FASSINIANI: RIVELAZIONI CELESTI SULLE CONVIVENZE: VII CONTEMPLAZIONE, SACRO ROTULO B

23 Gennaio 2008 4 commenti

 

Occorre ricordare a Fassino ciò che Vittorio Lingiardi scrive su “L’Unità” del 24/01/07: “…sono appena stati pubblicati su ‘Pediatrics’ (…), rivista ufficiale dell’ ‘American Academy of Pediatrics’, i risultati di una ricerca: ‘Effetti delle leggi su matrimonio, unioni civili e domestic partnership sulla salute e il benessere dei  bambini’. Vale la pena di darci una lettura, soprattutto alle conclusioni dove si legge che ‘non si evidenzia una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e le dimensioni emotive, psicosociali e comportamentali indagate nel campione dei bambini…Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, siano essi uomini o donne, etero o omosessuali, possono essere ottimi genitori.’ A conclusioni analoghe sono giunte tutte le principali associazioni americane nel campo della salute mentale, compresa l’ American Psychoanalytic Association (‘è nell’interesse del bambino sviluppare un attaccamento verso genitori coinvolti, competenti e capaci di cure. La valutazione di queste qualità genitoriali dovrebbe essere determinata senza pregiudizi rispetto all’orientamento sessuale’).”

   Come si vede, la “clonazione etica” della Chiesa gerarchica (leggasi sempre  “stato Vaticano”) trova terreno fertile nei pregiudizi e nell’ignoranza: è etica che uccide l’estetica, annichilendo le capacità creative anche di quei politici che per sopravvivere si attaccano agli spettri e ai tabù.

Ai Fassino e alle loro consorti, ai Ruini, ai Ratzinger ci permettiamo di consigliare (ma è solo un esempio) la lettura di un libro molto interessante di Monica Bonaccorso intitolato “MAMME E PAPA’ Omosessuali”, ed. Riunite. Ma che parlate a fare di “vita” se non sapete come vivono le persone? Spesso le vostre parole risuonano come stonate campane coi rintocchi che accompagnano il morto, ché è morte non capire ciò che vive nelle vite delle persone. E chi vuole può trovare ulteriori approfondimenti su “Babilonia”, n° 227 del gennaio 2004: e grazie a Tiziano, nostro lettore internauta, per avercelo ricordato.

     E la smettano i “comunisti credenti” e i “liberali” clonati dall’etica cattolica di parlare di “deriva zapaterista”! Cosa avete da insegnargli?  Forse volete imporre agli altri capi di governo le vostre tattiche e le vostre fobie? Perché, invece, non andate a lezione da chi -con coraggio-  non ha interiorizzato fantasmi e ossessioni? Chiudiamo con le parole di Lella Costa: “Sono convinta che l’introduzione dei Pacs non scandalizzerebbe proprio nessuno, non ci sarebbe nessuno shock. E in più questa è una battaglia di civiltà, perché fino a quando non saranno riconosciute le coppie di fatto non sarà vero che i cittadini italiani hanno uguali diritti”.

Finisce qui la mia “Lettera al Mondo”. Ma ci sarà una sorpresa: un’ Ottava Contemplazione in versi. Sono sicuro che non la perderete. Vedremo cambiare questo mondo perché abitato anche da noi che, in coscienza, produciamo nuove idee per la serenità di chi in esso vive con amore: e mani amiche giungano perché siano tenute nel nostro intimo.

Dalla mia postazione di Bagheria, un abbraccio v’invio, e un bacio virtuale do sulle vostre guance:  a voi tutti, o Internauti, esprimo la mia gratitudine. Chi vive bene ha già con sé Iddio. E, al mondo, una luce di gioia, con i suoi propri occhi, fuori da ogni buia spelonca, liberamente emana.

Bagheria 05/02/07          

Giuseppe Di Salvo

P.S.  L’Ottava Contemplazione è una breve poesia   -mi è stata rivelata da una danza di angeli oscillanti Grosse Tube con candidi schizzi di armonia; con facce da bulli,  vestivano maschi tessuti stracciati e, sfiorati dalla voluttà delle mie labbra, i volti in dolcezza mutavano- : s’intitola “CARMEN  DEI”. M’ispiro a quei versi latini (tratti dai “Carmina Burana”) che v’invitavo a tradurre, rendendoli attuali, nella mia “Seconda Contemplazione”.

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PER UNA SANA ESTETICA DEL POTERE: RIVELAZIONI CELESTI SULLE CONVIVENZE: VII CONTEMPLAZIONE, ROTULO A

22 Gennaio 2008 5 commenti

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SACRO   ROTULO  A          Totem   Vaticani e…

Chi va a Fatima  trova un grande mercato ricco di oggetti “religiosi”: vi trova anche il volto di Cristo che apre e chiude gli occhi a seconda dal punto di vista in cui si trova l’osservatore. E che puzza di cera arriva dalla grande piazza dove si radunano i pellegrini.  Però non appare più la Madonna. Lì, ormai si sono amplificate le leggi del mercato religioso e sono leggi intrinseche al capitalismo reale e, quindi,  al consumismo. Non sono per niente scandalizzato: ma non è questo mercato “relativismo economico”? Perché in Italia questi “mercanti” non dovrebbero pagare  l’ICI? Cosa hanno di speciale le aziende intestate ai religiosi? Il Vaticano forse clona eticamente anche i soldi che passano  dalle “sante banche”?

   E allora si abbandonino le “fissazioni etiche” per la tenuta del potere  politico. A lungo andare conserva il potere  chi offre “prodotti” migliori per la gioia di vivere dei cittadini.

E lo perde, invece, chi si nasconde davanti all’evidenza:  è la terra a girare intorno al sole!

Questa è Scienza e Ragione. E ci sono molte altre Ragioni per negare valore ai principi etici della Chiesa: ha ritardato il progresso nel corso della storia, andando contro i disegni estetici del Dio misericordioso, disegni emersi proprio con la creatività delle sue creature.

   E ora un consiglio: si legga il libro “Senza Pacs” di Raffaella Ammirati e Federica Iannetti (Edizioni MEMORI). Ci sono sette brevi storie di coppie di fatto discriminate. Ma questo libro, a proposito di bimbi che crescono con i gay, si consiglia anche a Fassino, segretario dei DS.

I bambini hanno bisogno di affetto e amore: non insegna niente la “Lupa” di Roma? Come non capire che il mito volge i suoi insegnamenti alla realtà? Fassino  sulle adozioni per i gay è strutturato nel pensiero con la stessa etica del papa: ha forse commissionato uno studio per sapere come va la crescita dei bimbi affidati ai gay in quegli stati dove ciò è consentito? Non ci pare, ma non esita a mostrarsi “sapiente” in tutto. E invece, come la Chiesa, si nutre di ignoranza, e come i “chierici” si fa portavoce del “senso comune”.  Basta con questa mistica della figura paterna e materna del cavolo!  L’equilibrio della persona  -nel corso del suo sviluppo- è determinato dalle cure positive che riceve e non dal sesso anatomico o dall’orientamento sessuale di chi adotta il bambino. Ma, cari amici e compagni, al peggio non c’è mai fine. E, in Italia, “queste adozioni” non sono nell’agenda di nessun partito politico. Non si ragiona, si fanno solo danze tribali attorno a schemi mentali elevati a totem da proteggere e contemplare.

Bagheria 05/02/07 

Giuseppe Di Salvo

P.S.  Il  SACRO  ROTULO”  B   col  titolo  ” …Tabù  Fassiniani” verrà postato prossimamente.

*I santi Sergio e Bacco

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ANGELUS O COMIZIO? VERSIONE RIVEDUTA E AGGIORNATA

21 Gennaio 2008 6 commenti

Con la chiamata all’Angelus, a mezzogiorno di domenica 20/01/2008, cosa si è incarnato a Piazza San Pietro? Ricordiamolo: l’Angelus richiama ai credenti il mistero dell’Incarnazione. Il nome deriva dalla parola iniziale del testo latino “Angelus Domini nuntiavit Mariae” (L’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria). La quale fu, come sapete, concepita dallo Spirito Santo. Si trattò di un caso di convivenza (o gestazione) non naturale, nel senso che avvenne per rivelazione divina, e quindi valeva di più quel prezioso embrione in crescita nel grembo della Gestante scelta da Dio. Se è un mistero, è perché va al di là della comprensione umana  e non c’è Ragione o Scienza che si può cimentare a spiegare ciò. E’, come si dice, un mistero della Fede. Nell’Angelus domenicale il papa rievoca col suo Verbo il fascino del mistero dell’Incarnazione, viene ricordato cioè come il Verbo si è fatto carne.

Come può un papa essere contraddetto se la sua parola è verità che s’incarna? Perciò ha scelto di non andare alla Sapienza: la sua parola è verbo divino incarnato e non ammette contraddittorio, è una logica perfetta, non si può discutere e vuole obbedienza. Ogni dubbio umano deve essere cancellato con la forza della Fede. Ma come spiegare ciò se poi si dice che la Fede non si impone? E se non si impone vuol dire che può essere messa in discussione. E se si discute entra in scena la Ragione, la quale non accetta nessun mistero per fede e ci spinge a divergere dai significati dati a noi dal papa. Che dire allora della chiamata all’Angelus di Ruini? Chi può tenere il passo ai fedeli? Sono andati i Casini (come sono fedeli alla famiglia e allo Spirito Santo!); c’erano idealmente i Cuffaro (come preparano bene in terra la loro anima per il Regno dei Cieli!); c’era pure Mastella (si apprezza la sua devozione alla “famiglia allargata” oggi inquisita, e noi la presumiamo innocente fino a prova contraria!), e il volto mistico di Pezzotta (cosa volete che ci importa se taluno strizza l’occhio all’Opus Dei? ma ad un ex sindacalista non va ricordato che la Costituzione italiana prevede le scuole private, purchè non abbiano finanziamenti dallo Stato?); c’era la Binetti dalle cosce “ciliciate” (ma il masochismo non è una malattia e chi ne è affetto, con le preghiere, mira all’ascesi?); c’erano molti esponenti del Partito Democratico, a quanto pare più numerosi rispetto agli esponenti politici del centro destra (e i democratici laici come me se ne ricorderanno al momento del voto!); c’erano tanti fedeli casti, pare duecentomila, pochini in verità! (chissà come saranno assillati quei poveri preti che nel confessionale se la devono vedere  con  racconti che richiamano le polluzioni notturne di questi ubbidienti fedeli!); c’erano pure coloro, beati loro! che hanno bisogno di una “sacra etica” per poter vivere. Evviva la libertà!

Ma la mia Ragione una breve impressione la vuole esprimere. Non vorrei che in “questo” Angelus s’incarnasse anche la gratitudine che il re del Vaticano esprime ai nostri politici che ascoltano il suo Verbo perché versano nelle sue tasche l’equivalente della metà di una nostra finanziaria. E, se è così, si capisce come in Italia non ci sono più laici, sono  tutti chierici che contemplano le costose scarpette rosse Prada del pontefice. E allora noi rispettiamo i santi, la Madonna e chi crede. Ma perché alimentare la Fede con tutti questi nostri soldi? E’ una cifra che il matematico Odifreddi stima intorno a 18.000 miliardi all’anno delle vecchie lire, cioè l’equivalente al 45% della manovra economica per la Finanziaria del 2006. E allora è proprio vero che la fede non si impone? E quale bavaglio ha il celebrante dell’Angelus che è presente nelle nostre TV dalla mattina alla sera? Ma la nostra Alta Ragione ha ben capito a cosa servono i misteri. E non ho alcun dubbio: meglio di me l’ha capito il Sommo Pontefice dalle rosse scarpette Prada! Si vede che il partito di Dio, accecato dall’oro, comincia a confondere il valore religioso del Verbo e chiama “Angelus” ciò che i veri seguaci del Vangelo dovrebbero chiamare “Comizio”. E ora giochiamo con la fantasia: cosa succederebbe se avessimo al potere un nuovo Filippo il Bello? E questi arrestasse il papa? E poi facesse una politica mirante a distribuire questi 18.000 miliardi ai pensionati, ai disoccupati, a tutti coloro che, in Italia, hanno stipendi bassi tanto da far lamentare lo stesso governatore della Banca d’Italia? Sarebbe politicamente uno Schiaffo Santo, più santo di quello di Anagni! E, credetemi, io andrei alle adunate laiche di un tale Filippo, anche se le convocasse, come faceva il nostro Duce, nell’italica Piazza Venezia. E sempre a Roma!.

Giuseppe Di Salvo

ANGELUS O COMIZIO?

20 Gennaio 2008 1 commento

 

Con la chiamata all’Angelus di Ruini, a mezzogiorno di domenica 20/01/08, cosa s’incarna a Piazza San Pietro? Ricordiamolo: l’Angelus richiama ai credenti il mistero dell’Incarnazione. Il nome deriva dalla parola iniziale del testo latino “Angelus Domini nuntiavit Mariae” (L’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria). La quale fu, come sapete, concepita dallo Spirito Santo. Si trattò di un caso di convivenza (o gestazione) non naturale, nel senso che avvenne per rivelazione divina, e quindi valeva di più quel prezioso embrione in crescita nel grembo della Gestante scelta da Dio. Se è un mistero è perché va al di là della comprensione umana  e non c’è Ragione o Scienza che si può cimentare a spiegare ciò. E’, come si dice, un mistero della Fede. Nell’Angelus domenicale il papa rievoca col suo Verbo il fascino del mistero dell’Incarnazione, viene ricordato cioè come il Verbo si è fatto carne.

Come può un papa essere contraddetto se la sua parola è verità che s’incarna? Perciò ha scelto di non andare alla Sapienza: la sua parola è verbo divino incarnato e non ammette contraddittorio, è una logica perfetta, non si può discutere e vuole obbedienza. Ogni dubbio umano deve essere cancellato con la forza della Fede. Ma come spiegare ciò se poi si dice che la Fede non si impone? E se non si impone vuol dire che può essere messa in discussione. E se si discute entra in scena la Ragione, la quale non accetta nessun mistero per fede e ci spinge a divergere dai significati dati a noi dal papa. Che dire allora della chiamata all’Angelus di Ruini? Andate pure, chi può tenere il passo ai fedeli? Vadano pure i Casini (come sono fedeli alla famiglia e allo Spirito Santo!), vadano pure i Cuffaro (come preparano bene in terra la loro anima per il Regno dei Cieli!), vadano pure i Mastella (si apprezza la sua devozione alla “famiglia allargata” oggi inquisita, e noi la presumiamo innocente fino a prova contraria!), vadano i Pezzotta (cosa volete che ci importa se taluno strizza l’occhio all’Opus Dei? ma ad un sindacalista non va ricordato che la Costituzione italiana prevede le scuole private, purchè non abbiano finanziamenti dallo Stato?), vadano tutti i fedeli casti (chissà come saranno assillati quei poveri preti che nel confessionale se la devono vedere  con  racconti che richiamano le polluzioni notturne di molti fedeli!), vadano, vadano pure coloro che hanno bisogno di una “sacra etica” per poter vivere. Evviva la libertà!

Ma la mia ragione una breve impressione la vuole esprimere. Non vorrei che in “questo” Angelus s’incarnasse anche la gratitudine che il re del Vaticano esprime ai nostri politici che ascoltano il suo Verbo perché versano nelle sue tasche l’equivalente della metà di una nostra finanziaria. E, se è così, si capisce come in Italia non ci sono più laici, sono  tutti chierici che contemplano le costose scarpette rosse Prada del pontefice. E allora noi rispettiamo i santi,  la Madonna e chi crede. Ma perché alimentare la Fede con tutti questi nostri soldi? E’ una cifra che il matematico Odifreddi stima intorno a 18.000 miliardi all’anno delle vecchie lire, cioè l’equivalente al 45% della manovra economica per la Finanziaria del 2006. E allora è proprio vero che la fede non si impone? Oggi andate pure all’Angelus. Ma la nostra Alta Ragione ha ben capito a cosa servono i misteri. E non ho alcun dubbio: meglio di me l’ha capito il Sommo Pontefice dalle rosse scarpette Prada! Si vede che il partito di Dio, accecato dall’oro, comincia a confondere il valore religioso del Verbo e chiama “Angelus” ciò che i veri seguaci del Vangelo dovrebbero chiamare “Comizio”.

Giuseppe Di Salvo

Bagheria, 20/01/2008, domenica di un celeberrimo Angelus.

DEI PACS: Rivelazioni Celesti Sulle Convivenze: SESTA CONTEMPLAZIONE

20 Gennaio 2008 2 commenti

I PACS sono i Patti Civili di Solidarietà, sono forme sociali di convivenze, e quindi altre forme di organizzazione familiare: per ora sono qualcosa che in Italia non c’è. Ma ci sono le unioni di fatto,  le quali ambiscono ad avere la stessa dignità legale delle altre forme di convivenza. Ad ogni cittadino si lasci la possibilità di scegliere il “rito di iniziazione” a lui più congeniale.

   E, in verità, il cosiddetto “matrimonio naturale” (che i Santi Padri non praticano e non conoscono perché “di fatto” sono dei singoli e dovrebbero essere casti  -ma della loro castità a noi qui poco  importa-) oggi a molti cittadini appare un rito assai dispendioso e invaso dal kitsch (costa troppo: tempo, oro e denaro) e molti se ne allontanano perché lo trovano semmai perfettamente “innaturale”. Cosa volete che ci sia di “naturale” nei corsi prematrimoniali gestiti dai preti nelle parrocchie?  Si chiama natura ciò che è cultura.

   Inoltre, oggi, non tutti  si vogliono fare unire in matrimonio da un prete se questi è corrotto  o indagato per reati di pedofilia. Io vivo bene da singolo. E condivido le idee socialiste di Zapatero, per ciò alle ultime elezioni politiche ho votato “Rosa Nel Pugno”: credo che il socialismo liberale, o il “socialismo dei cittadini”, come lo chiama lo stesso Zapatero, non faccia male proprio a nessuno.

Ed è giusto che chi mi legge sappia come sono orientato politicamente: è un atto di lealtà che devo agli internauti. E in ciò credono anche Enzuccia, Pippo, Salvatore e molti nostri altri familiari e amici.  Ma ritorniamo a Sua Santità: i suoi “ripetuti” richiami al  concetto di famiglia non sono conformi ai richiami dei gerarchi nazisti? Buona razza non mente! Crede davvero che la gente non sappia da quale parte sta Dio?  E ancora, se il papa non fosse Padre Santo, si farebbe sposare in uno di quei comuni dove c’è il sindaco che fa affari con le famiglie mafiose di turno? O da un suo delegato? Noi crediamo che l’unico atto sacro è quello di sottoscrivere, notificandolo in un registro comunale, un Patto Civile di Convivenza, la cui responsabilità morale cade tutta sulla coppia (etero o omo) in amore coinvolta. L’amore vero non necessita di corsi di formazione gestiti dai sacerdoti. E se, fino ad oggi, molti matrimoni si sono sfasciati, la colpa non è certo delle convivenze di fatto ancora non legalizzate. E quante convivenze di fatto, invece, durano da diversi decenni, non avendo seguito gli insegnamenti dei preti? Legalizzare forme di unioni civili vuol dire una cosa sola: ogni cittadino che paga le tasse non deve essere discriminato! Che religione è  quella che crea discriminazioni? Non è forse causa di disordine nella “polis”? La salvezza dei laici è nei sacri principi codificati nella Costituzione europea che invita tutti gli stati sovrani a creare un “ordine legale” che renda davvero uguali tutti i cittadini di fronte alla legge. Queste belle radici generano Uguaglianza, Vero Sacramento per tutti. E “i diritti civili non sono materia ideologica. Sono qualcosa di più, diritti appunto.” (Daniela Repetto, pag. 7 in “Senza Pacs”, ed. MEMORI)

   L’articolo 2 della nostra Costituzione così recita: La Repubblica “riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità…”.  E quindi non può esserci Paese democratico che privi i cittadini di questi diritti fondamentali: e in ciò risiede l’etica della libertà che è responsabilità.

Bagheria, 01/02/07  

Giuseppe Di Salvo

 

P.S. La Settima Contemplazione s’intitola “PER UNA SANA ESTETICA DEL POTERE”: verrà postata fra poche ore.

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DEL CELIBATO DEL PAPA E DEL RELATIVISMO: Rivelazioni Celesti Sulle Convivenze: QUINTA CONTEMPLAZIONE

18 Gennaio 2008 2 commenti

 

Un pontefice non genera figli e produce parole, non è forse silente teorico del relativismo? Dio è il suo uomo e anche la sua donna, è legato a un’astrazione, a una “derealtà”. I preti o le suore  sono, di fatto, sposi di Dio: vivono da soli o in gruppo nelle istituzioni religiose scelte; e non spetta a noi indagare sulla loro vita privata: ci mancherebbe altro! Della loro “castità” sono responsabili davanti a Dio. Dei loro “tradimenti” spesso se ne occupano i confratelli nel segreto del confessionale, luogo di sfogo terapeutico, postazione da cui i preti leggono in anticipo i cambiamenti sociali e orecchio di Dionisio (latomia),  grazie al quale i detentori del plagio etico percepiscono (e con che sensori!) gli  imminenti attacchi alle loro astrazioni che condizionano e rendono infelici molti abitanti della “polis”.   Orbene, il celibato dei preti è una forma di “matrimonio”: non coinvolge un uomo e una donna, ma è legame religioso con Dio, con un concetto privo di carne e ossa. E ancora: chi non ha mai conosciuto una persona votata a Dio con l’amante uomo o donna? Tutto naturale per noi, per carità! Ma vogliamo evidenziare solo i diversi tipi di famiglia di fatto esistenti e il conseguente “sano relativismo” che permea l’interno delle comunità  religiose: un “relativismo etico” mai teorizzato in positivo dalle gerarchie vaticane, tollerato ipocritamente e represso solo se messo in evidenza per disconfermare principi etici che non si sposano più con i comportamenti ideali teorizzati “a priori” da parte della Chiesa. Ma ciò che si reprime vuol dire che è assai praticato! La Ragione, dunque, non è unica, ci sono le Ragioni sommerse anche all’interno della Chiesa. E, per camuffare ciò, i teorici della Ragione unica non fanno altro che ripetere ossessivamente posizioni etiche che mal si conciliano con i bisogni concreti di molti cittadini. E poi: le gerarchie vaticane credono davvero di avere a che fare con degli imbecilli quando ci ricordano continuamente (anzi, in modo ossessivo) che la “famiglia naturale” è quella fra un uomo e una donna? Tutte le famiglie, anche quelle che generano i papi, sono famiglie “artificiali” perché costruite culturalmente. In natura ci sono i fenomeni, i popoli si danno le leggi, le quali variano da cultura a cultura: nel tempo e nello spazio. Perché non ricordare, per fare un esempio, che nel Corano è ammessa  la poligamia? E che essa fino al 1896 fu praticata dai mormoni?

E allora i cattolici offrano la loro clonazione etica a chi li vuole seguire e non la utilizzino per cercare di clonare gli altri al fine di conservare a lungo il potere temporale, per amor del quale anche don Camillo Ruini produce in continuazione non certo figli, ma faziose parole. Che prosopopea!   Noi paghiamo le tasse allo stato italiano e troviamo i valori etici nei principi costituzionali, anche dove viene prevista l’esistenza delle scuole private “senza oneri da parte dello stato”: non sono forse anticostituzionali i soldi che lo stato dà alle scuole private cattoliche e non? Come siamo bravi a tirare dalla nostra parte la Costituzione quando ci conviene! Le Costituzioni (quella italiana e quella europea)  a noi garantiscono libertà politiche e sessuali. Sicché le continue ingerenze da parte delle gerarchie vaticane negli affari degli altri stati  appaiono del tutto arbitrarie, violente e invasive.Tanti soldi delle nostre tasse vanno ad impinguare le casse del Vaticano: vedi otto per mille e non solo!  Lo dobbiamo ai molti “chierici” travestiti da “laici” a servizio della Santa Sede. Sono infiltrati e vanno smascherati: non sono traditori del nostro Stato laico e democratico? Teniamo d’occhio quanti bramano poltrone e potere, agiti ognuno la Campanella Del Sud per beatificare le “coscienze angeliche” alla Clemente Mastella,  non votiamoli ovunque siano candidati e contribuiamo a scardinare i loro interessi, i quali  con i problemi reali delle famiglie, spesso, non hanno nulla a che fare.  Come fanno i nostri politici più progressisti a non prendere esempio da Zapatero? Non si tratta più di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio: Dio non c’entra proprio!  Qui la lotta è tutta per il potere dei Cesari: il papa non è che un Cesare in più. E nel talamo non viene abbracciato dal calore di nessuna “regina”!

 

Bagheria, 29/01/07      

Giuseppe Di Salvo

     P.S.   La Sesta Contemplazione col titolo “DEI PACS” sarà pubblicata nelle prossime ore.

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DELLA SANTA IPOCRISIA: Rivelazioni Celesti Sulle Convivenze: QUARTA CONTEMPLAZIONE

17 Gennaio 2008 5 commenti

 

Un esempio per farci capire. Se, prima dell’elezione di un papa, i capi di governo di tutti gli stati democratici convocassero i cardinali presenti nel loro territorio e dicessero loro  -nel corso di una conferenza stampa- di eleggere papa quel cardinale più vicino alle posizioni abortiste, sostenitore dei diritti dei gay,  dell’elezione da parte dei cittadini del papa e di altre posizioni non conformi all’etica della chiesa gerarchica…, ebbene, in questo caso, come reagirebbero i politici-prelati del Vaticano?  Apriti cielo!!

   Ma se un papa parla davanti ai rappresentanti di ben 175 paesi accreditati presso la Santa Sede e dice: “La famiglia naturale è quella fondata sul matrimonio fra  un uomo e una donna…” e demonizza i PACS o altre leggi che i civili e democratici parlamenti si accingono a codificare, non sarebbero politicamente imbecilli i rappresentanti di quegli stati se non facessero tuonare il loro cielo democratico?  Posizione etiche? Ma scherziamo?  Il papa farebbe politica anche se si trovasse a parlare davanti a 175 spie come l’arcivescovo Stanislaw Wielgus. I prelati collaborazionisti di stati fascisti o stalinisti non rappresentano per noi una novità: la chiesa sceglie il metodo che volta per volta reputa migliore per infiltrarsi e ramificarsi nelle  società, e ogni scelta tattica per espandere la sua etica repressiva è un “nobile” fine che giustifica i mezzi.

   Scrive Fabio Croce nel suo “Delitto In Vaticano. La verità”: “E’ tempo che, dopo duemila anni di bugie, (…) la Chiesa Cattolica, smetta di navigare nel mare della menzogna, mettendo a frutto tutta la loro preparazione culturale, necessaria per ingannare meglio il prossimo loro.” E certo, continua Croce, una “bugia si è consumata il 5 maggio 1998, il giorno seguente alla tragica morte del comandante del Corpo delle Guardie Svizzere Alois Estermann, di sua moglie Gladys Meza Romero e di Cedric Tornay, vicecaporale dell’esercito della Santa Sede.” (pag. 5, ed. Libreria Croce)

   E chi era la moglie di Estermann?  Era “una dottoressa venezuelana naturalizzata svizzera, che si era formata nell’Opus Dei  e che era stata addestrata alla carriera diplomatica-spionistica, destinata poi a sposare il collega già celebre per la sua brillante carriera.” (Fabio Croce, op. cit. pag. 31.)

   Dallo stesso libro citeremo ancora quest’altro episodio assai significativo  per la curiosità dei lettori:

 “Ho avuto anche conoscenza di un ragazzo, che a quei tempi era l’amante di un giovane prelato… Mi ha raccontato che un giorno, attendendo fuori dallo studio del suo amante in Vaticano, fu intrattenuto in affabile dialogo da un personaggio all’apparenza mellifluo, che lo invitava garbatamente a osservare le opere d’arte nel suo studio. Infatti il giovane aveva appena dichiarato al prelato di essere interessato alla storia dell’arte. Uscito dal lavoro il fidanzato-prete, di nascosto al prelato, faceva ampi gesti all’amante affinché percepisse l’importanza del personaggio che aveva di fronte. Liberatosi del garbato ma insistente prelato, seppe con chi aveva avuto a che fare: il Cardinale Ratzinger, il più moralista tra i moralisti del Vaticano.” (op. cit. pag.30.)

Non è forse questa Santa Ipocrisia?

 

Bagheria, 25/01/07      

Giuseppe Di Salvo

 

P.S. La Quinta Contemplazione ha per titolo “DEL CELIBATO DEL PAPA E DEL RELATIVISMO” : verrà postata prossimamente.

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