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Archivio Novembre 2008

GIUSEPPE DI SALVO: ALGO (AD ADA LATTUCA)

30 Novembre 2008 5 commenti

*

Cos’era per me questa Argentina?

Un desiderio, conoscenza di terre del Sud

povere nel mio immaginario-

ma ricche nell’attrazione  -un tempo-

per migliaia di Italiani

qui calamitati contro la calamità

degli antichi luoghi di fame.

 

         Questi colori erano nel cielo, nel mare

         all’alba del secolo. In Sicilia e altrove.

         Intense di speranza, il cielo partoriva

         albe argentine.

         Analfabeti ricercatori…

         La bandiera   -celeste o turchese che sia-

         ha in sé la sapienza del fare, altri colori:

         ché un paese è ciò che dice

         se sventra l’animo di coloro che fanno.

 

Per molti il futuro s’è dipinto,

ahimè, velato da luoghi

ove la nascita è fitta al cuore,

strappo alle budella,

occhi con rivoli di nostalgia:

custodi gelosi

di una lingua che non deve morire.

Nel chiuso vive priva di alimenti.

Si trasmette ai figli con ansia.

E si maledice anche il benedetto!

 

         Rosa è i giocattoli lasciati da bambina.

         E’ danza nell’aria la terra dei padri.

         Sogno. Follia.

 

E tu, Ada, sei Chiarissima.

Nobiliti l’orgoglio dei Siciliani.

Sei: riconosco l’essenza.

Appari Madonna

ironica e suadente.

Dove tu sei è giubilo d’aria argentina,

tumulto mediterraneo.

E ride questa terra che ti accoglie,

ride meno  -ma chi lo sa?-

quella che non ti ha.

Non sei un corpo.

Le tue dimore sono isole segrete,

giochi d’artificio che striano lo spazio.

In te sento la bontà di tutti.

Trasformi in grazia la rabbia.

E so: il sindaco Lo Bue,

Di Fiore e io…

noi per voi non siamo che qualcosa!

 

Mar  del  Plata,  14/11/1991

Giuseppe Di Salvo

*Ada Lattuca e Giuseppe Di Salvo, Mar Del Plata (Argentina), 10 novembre 1991.

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GIUSEPPE DI SALVO: AIDA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO, TRIONFA ZEFFIRELLI E LA “GLORIA ALL’EGITTO”!

27 Novembre 2008 4 commenti

AIDA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO: IL TRIONFO DELLA “MARCIA TRIONFALE” E DEGLI ASPETTI SPETTACOLARI DELL’OPERA!

L’Aida di Giuseppe Verdi andata in scena mercoledì 26/11/2008 al Teatro Massimo di Palermo si può così definire: Il trionfo della “Gloria all’Egitto” e degli aspetti spettacolari dell’opera! La Scena seconda del secondo atto, infatti, da sempre catalogata nei “momenti magici dell’opera”, si è rivelata al numeroso pubblico palermitano davvero toccante ed ipnotizzante. Ciò si deve ad alcuni artisti di alto livello: a Franco Zeffirelli (meritata Standing Ovation per l’84enne regista fiorentino!); al 68enne Vladimir Vassiliev (coreografo di rilievo, ma già apprezzato ballerino: come non ricordare il suo passionale “Zorba il greco” all’arena di Verona nel 1988?); a Lila De Nobili, richiamo assai evocativo di una felice scenografia e di costumi dai colori accesi che sembravano usciti dalla vivida tavolozza del grande Vasilij Kandinskij (si pensi ai colori di “Case a Murnau!); e al coro diretto da Andrea Faidutti (coro assai mirabile nei “pianissimi” e nei richiami ai melismi del canto gregoriano nel quarto atto,  “Scena del giudizio”, nel canto “a cappella” che intonava “Spirto del Nume…”).  E, in parte, all’orchestra diretta da Maurizio Benini. E i cantanti? Il Radames di Marco Berti ci è parso freddo e statico, il tenore è dotato di un buon timbro, ma molte sue emissioni sono proprio sgradevoli. Amarilli Nizza? Ci è piaciuta di più lo scorso maggio in “Suor Angelica”: qui la schiava etiope non filava bene il suono, erano assenti i sovracuti nei concertati e irrilevanti i “pianissimi”  in “O Patria mia”, senza la forza espressiva dei quali si perde la bellezza lirica dei sentimenti intimi della protagonista. Ci è sembrata francamente fuori ruolo.  E l’Amneris della Pentcheva? Voce gradevole nei momenti più lirici, ma priva di forza e volume  negli aspetti drammatici: deludente, quindi, nel quarto atto. Erano più espressivi i violoncelli e l’oboe, e anche i colpi ben ritmati dalla grancassa. Inconsistente, per vis vocale, la sua invettiva contro i sacerdoti. Onore, invece, all’Amonasro di Carlos Almaguer: baritono dalla voce piena e credibile nel ruolo. Ma uno su sei!? Per ritornare allo spettacolo, merita menzione il ballerino José Perez. Questi, nell’immensa scena della “Gloria all’Egitto”, ha coinvolto il pubblico con le sue gioiose agilità gestuali: applausi scroscianti per il ballerino cubano e richieste di bis da parte del sottoscritto. E visto che Perez non cantava, in un’opera, è tutto dire!

Bagheria, 27/11/2008

Giuseppe Di Salvo

ARTICOLO PUBBLICATO DA “IL SETTIMANALE DI BAGHERIA”, N° 322, DEL 7 DICEMBRE 2008.

 

TRANS UCCISA A ROMA: DOV’E’ LA “VITALE” TEOLOGIA DI RATZINGER? SIAMO AL PECCATO DI OMISSIONE!

25 Novembre 2008 11 commenti

 

Lunedì 24 novembre 2008, da AGI.
Non è stato ancora identificato il transessuale ucciso questa mattina in via dei Ribes, a Roma. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Nucleo investigativo di via in Selci, comandati dal maggiore Lorenzo Sabatino, l’uomo sarebbe stato accoltellato una sola volta al petto a bordo di una macchina, al culmine di una lite con un cliente o di una rapina.
Dopo il ferimento, il trans sarebbe sceso dall’auto e si sarebbe allontanato a piedi nel tentativo di trovare un riparo. Dopo circa 15 metri lo sconosciuto è però caduto senza vita al centro della strada dove è stato ritrovato da un passante poco prima delle 5,30 di oggi.
L’assassino ha portato via la borsa della sua vittima.
Circostanza questa che rende piu’ difficoltosa l’identificazion del viados.
Questa la notizia.
Avete sentito la voce del papa, in questa circostanza e in molte altre analoghe, difendere il valore della vita? O quella di qualche eminenza o prelato più o meno “paramentato”? O dobbiamo interpretare il loro silenzio come un grave peccato di omissione e con forza gridare che, anche al di là del Tevere, ci sono grandi peccatori?
Allego un comunicato del Circolo Mario Mieli di Roma che traggo dal Blog di Andrea Maccarrone: a qualcuno/a può sempre servire qualche punto di riferimento davvero cristiano:

“Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli esprime dolore e preoccupazione per l’ennesimo omicidio di una transessuale a Roma.
Il ripetersi di violenze e intimidazioni ai danni delle transessuali, in particolare quelle che lavorando sulla strada sono più esposte, segna una vera e propria scia di sangue in una città che si dimostra sempre più ostile verso le diversità. Sono purtroppo ancora vive le terribili immagini delle ronde e degli inseguimenti feroci che proprio a Roma hanno colpito le transessuali, braccate da poliziotti e dai comitati di quartiere come fossero animali.
La politica di criminalizzazione della prostituzione inaugurata dal Governo Berlusconi e dall’amministrazione capitolina aumentano ulteriormente i rischi, spingendo il fenomeno sempre più nell’oscurità e nella marginalità e rendendo le richieste e gli interventi di aiuto e di supporto sempre più difficili e tardivi.
Proprio oggi parte il “Servizio Lili”, un servizio di assistenza medico-legale per le persone transessuali disponibile tutti i lunedì dalle 15.00 alle 18.00 presso il Circolo Mario Mieli (via Efeso 2/a, Roma). Il servizio offre anche una linea di ascolto e aiuto 24 su 24 al numero 327.53.39.062.
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli,
Andrea Maccarrone – 3497355715.”

Come si vede si sono invertite le parti: le persone che sembrano meno cristiane fanno davvero i cristiani, quelle piene di paramenti tacciono, fanno peccati di omissione e del loro stupido diritto alla vita non resta che un’ipocrita posizione etica: perchè Ratzinger invece di fare lunghi viaggi per visitare potenti e prepotenti non fa pochi passi, per esempio nel luogo del delitto della trans, per portare lo spirito vitale del Vangelo? Dopo tutto sarebbe, e praticherebbe, Alta Teologia!

Bagheria, 24/11/2008
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: COMMEMORAZIONE DEL SINDACO ANTONIO GARGANO AL CONSIGLIO COMUNALE DI BAGHERIA.

21 Novembre 2008 6 commenti

  DISCORSO DEL CONSIGLIERE GIUSEPPE DI SALVO

CONSIGLIO COMUNALE DEL 21 NOVEMBRE 1990.

Me ne ricorderò…, Signori Consiglieri,

ce ne ricorderemo del sindaco, dottor Antonio Gargano.

E chiedo scusa se comincio parafrasando le parole di Villier de L’Isle-Adam: “Ce ne ricorderemo di questo pianeta…”; parole usate da Leonardo Sciascia quale epigrafe incisa sulla lastra bianca che copre definitivamente ciò che resta del suo corpo. Ce ne ricorderemo insieme, quindi, di questa Regione, da Racalmuto a Bagheria, di questa Sicilia portata a metafora della Ragione.

   Me ne ricorderò…, Signori Consiglieri,

ce ne ricorderemo dunque del sindaco Antonio Gargano. Perché oggi la Ragione vuole che la nostra attenzione sia rivolta non già su “chi sarà il Sindaco”, come taluni si chiedono, ma su quali iniziative politiche si dovrà qualificare quello nuovo che si andrà ad eleggere. Del sindaco Antonio Gargano, del resto, ce ne siamo ricordati in più di un Consiglio, ogni volta che si veniva da una crisi e si andava ad eleggere una nuova maggioranza governativa, variazione sul tema di vecchie maggioranze che già manifestavano pochi slanci di vitalità. Ma il Sindaco  a cui facevamo e facciamo anche ora riferimento non era a capo di una “sua” maggioranza; era sempre la “maggioranza” che era a “suo” capo, e lui riusciva ad essere spesso autorevole  -e non autoritaria-  espressione. Se Antonio Gargano fosse stato a capo di una “sua” maggioranza ben altre cose oggi ci sarebbero in questo paese; molti suoi progetti e molte altre idee e progetti che recepiva esserci nel patrimonio politico e culturale degli altri oggi sarebbero realtà concreta o programmi in attuazione.

   Me ne ricorderò…, Signori Consiglieri,

ché funzione del politico è quella di leggere la realtà e dare risposte alle aspettative che essa esprime, venendo incontro ai bisogni della gente.

Molti Bagheresi non sanno di essere bravi politici. Invece lo sono forse più di noi “partitici” che crediamo di fare politica, di essere politici mettendoci a servizio solamente della parte cui si appartiene. Sicché non è da escludere che molti di noi “partitici” possiamo incorrere in valutazioni superficiali dell’estinto; mentre invece alcuni Bagheresi sono in grado di fare più serene valutazioni su ciò che politicamente ebbe ad esprimere Antonio Gargano. Mi si dice, per esempio, che all’alba degli anni Sessanta il D.C. Antonio Gargano faceva politica rompendo alcuni schemi della vecchia D.C.: era coi braccianti, coi coltivatori, col sottoproletariato insomma; parole di allora, della sinistra di allora. Mi si dice ancora che, nel corso della stessa Aurora bagherese, Antonio Gargano anticipava l’idea politica nazionale del Centro Sinistra e, per certi versi, anche la politica dell’Unità Nazionale d’ispirazione morotea.

Ma perché quelle idee e alleanze caddero? Erano solo facciata? O disturbavano qualcuno? Il guaio è che forse non è conveniente saperlo.

Ve ne ricorderete…, anziani Bagheresi?

Così negli anni Settanta il gruppo di Antonio Gargano si legava a Rosario Nicoletti. E questo non mi si dice: lo so. Ma mi si dice che in questo Consiglio il gruppo Gargano porta avanti le solite istanze sociali, parla della zona artigianale, della politica dell’assistenza ed altro. Nel cuore degli anni Ottanta muore Nicoletti; il gruppo di Antonio Gargano entra in crisi. Ma chi era Nicoletti? Ce ne dà essenziale descrizione Leonardo Sciascia: “Ho conosciuto Nicoletti nei giorni in cui Moro stava nella ‘prigione del popolo’, e come me  Nicoletti era penosamente convinto che, nell’intramarsi dell’inefficienza alla stoltezza e agli interessi, non ne sarebbe uscito vivo. E dire che  -da democristiano-  ancor più drammaticamente di me si dibatteva nel problema. Da quel primo incontro si stabilì tra noi un rapporto d’amicizia. Mi pareva, come Pasolini diceva appunto di Moro, che fosse il ‘meno implicato di tutti’.”

   Signori Consiglieri,

ecco perché me ne ricorderò…,

ce ne ricorderemo del sindaco Antonio Gargano: da buon moroteo (sapeva temporeggiare e fare omissis), da ottimo nicolettiano a Bagheria egli era se non “il meno implicato di tutti”, certamente il meno interessato di tutti alla politica del “do ut des” e quindi il più sensibile, il più disponibile alle problematiche sociali: handicappati, infanzia, giovani, anziani, bisogni del “proletariato collettivo” di oggi, vale a dire il bisogno di accedere alle “provisions”  -per dirla con Raf Dahrendorf-  da parte di una fascia di persone che appartengono a tutti e non ad un solo partito: handicappati, bambini, giovani, anziani, infatti, sono di tutti. Le “provisions” rappresentano la crescita economica, l’aumento dei servizi e dei beni, e della loro qualità.

Gli “entitlements”, invece, rappresentano il diritto, i diritti delle persone ad accedere a questi beni. E mi fu facile l’adesione ad una amicizia sorretta da idee politiche comuni.

   Me ne ricorderò…, Signori Consiglieri,

ce ne ricorderemo di Antonio Gargano, moroteo di provincia per carattere e mentalità, perché questa indole conservava anche quando  -dopo Nicoletti-  decise di inserirsi nel gruppo dei limiani bagheresi. Cosa doveva fare? Seguire i mattarelliani? Impossibile: l’attrazione politica lo attirava di più rispetto a quella bancaria; e, mettendosi in pensione, chiudeva metaforicamente qualche sportello, altri invece praticamente li aprivano.

   Anche per questo, ve ne ricorderete, Signori Consiglieri.

La politica degli ultimissimi anni all’interno di questo Consiglio la conosco per partecipazione diretta.

20 luglio 1989. Dichiarazioni programmatiche del Sindaco Antonio Gargano. Giunta Bicolore DC-PSI. Il Sindaco legge: “…Ritengo di potere affermare con la massima serenità che durante la mia vita politica ho dedicato le migliori energie in favore della nostra città ed ho svolto la carica di primo cittadino compiendo interamente il mio dovere nell’intento di vedere la nostra Bagheria progredita civilmente, economicamente e socialmente, affrancata da bisogni e dai condizionamenti, nell’affermazione dei principi di libertà e giustizia e nel rafforzamento della convivenza civile e democratica. Tanto è stato fatto, ma non poco resta da fare…”.

   Per portare avanti un programma chiedeva l’intervento attivo anche delle opposizioni. Leggiamo sempre dalle Dichiarazioni Programmatiche del 20 luglio 1989: “… Da queste considerazioni scaturisce l’esigenza di una maggiore partecipazione alla vita e all’attività amministrativa della nostra città, non solo di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio, ma anche delle forze e componenti sociali, culturali, imprenditoriali, economiche, religiose e sindacali operanti nel territorio…”.  E seppe dare ascolto inizialmente anche agli appelli dei Presbiteri bagheresi. E sempre nelle Dichiarazioni del luglio ’89 leggeva: “…meritano menzione le proposte del consigliere Di Salvo che vogliono garantire i diritti del cittadino, assicurare la vivibilità del paese e del territorio (…) esaltare il valore della vita e del vivere civile, risolvere i problemi giovanili (…). Particolare attenzione la nuova Amministrazione intende dare alla proposta del consigliere Di Salvo che riguarda la costituzione di una Consulta Giovanile Comunale.”

Sono dichiarazioni di facciata? Proviamo a fare un bilancio dopo 15 mesi? Molte persone  -grazie a lui-  hanno avuto risolti piccoli problemi. Erano cittadini che io stesso gli presentavo. Non so se siano stati 7 o più di dieci. Ma hanno avuto la possibilità di risolvere i loro piccoli problemi. Si è impegnato per realizzare la “Giornata per la pace”. Sempre nel luglio ’89. La realizzò alcuni mesi dopo, il 4 ottobre 1989. Non portò a termine l’istituzione dei quei sistemi di “monitoraggio” che avrebbero dovuto informarci sul tasso di inquinamento atmosferico e delle acque presente nel nostro territorio. Ma in un precedente Consiglio riferiva che per ciò aveva provveduto a dare l’incarico.

L’attuazione di un Convegno sulle problematiche giovanili l’aveva già preannunciata nel corso di una conferenza stampa tenuta il 4 ottobre 1990. E poi gli asili, parte dei problemi della scuola, la manifestazione per i portatori di handicaps del 22 aprile ’90… .

No! Il Sindaco Antonio Gargano non mi ha deluso. Mi hanno deluso semmai le continue “crisi politiche”, da altri definite “crisi tecniche”. E se Antonio Gargano ha avuto un limite è stato quello di dare a queste “crisi tecniche” la copertura politica  -di derivazione morotea anche questa-  elaborando così una specie di teoria  che machiavellicamente potremmo definire “Tecnica della crisi”. E a questo limite si aggiungeva, a limitarlo di più, il passar del tempo che lasciava inattuati anche molti progetti a lui cari, come il Piano socio-economico dei saggi, l’attuazione della linea degli autobus cittadini ed altro.

   Ecco perché me ne ricorderò, ve ne ricorderete, ce ne ricorderemo tutti del Sindaco Antonio Gargano. Nel corso della messa funebre padre Muratore ci indicava la traccia per tenere in vita la memoria di Antonio Gargano: portare avanti i suoi progetti. Portare avanti l’IO-SI’ di Antonio Gargano, l’Ego positivo che sempre si apriva e alleava con quanti fossero “altro” dal suo gruppo di appartenenza. Se anche  -e forse soprattutto-  questa era la sua “essenza” perché non riconoscergli  -post mortem-  che ha onorato e arricchito politicamente non solo gli amici dello schieramento limiano, ma l’intero Consiglio?

   Signori Consiglieri,

io me ne ricorderò di Antonio Gargano e vorrei tenere accesa la speranza che anche il vostro Io, non escluso l’ IO dei compagni del PCI, si trasformasse in IO-SI’, andando a realizzare quegli impegni politici utili al benessere della nostra collettività: e ciò perché voglio che voi siate i più implicati di tutti, più implicati di me, nelle cose da fare e da dare alla gente che vive nella nostra città.

   Diceva Platone, se ben ricordo, che l’Essere è ciò che è; il non essere ciò che non è. Ma il non essere non è il nulla; è solo forma altra di essere. Antonio non è più in quanto ora è divenuto altro, altro ancora rispetto a tutti noi. Ma anche noi, nel divenire cui ci  ha relegato la vita e la storia, possiamo essere altro da ciò che oggi siamo. E ce ne ricorderemo, se ne ricorderanno sempre fino a quando alla specie umana non verrà tolta definitivamente la memoria.

Bagheria, 21 novembre 1990.

Giuseppe Di Salvo

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*Pieghevole contenente la mia “Commemorazione” del Sindaco Antonio Gargano. All’inteno c’è anche un intervento di Tommaso Di Salvo che di Antonio era molto amico.

GIUSEPPE DI SALVO: IL CARDINALE BIFFI? VERO DERAGLIAMENTO UNIVERSALE DELLA RAGIONE UMANA E DIVINA!

21 Novembre 2008 1 commento

Il cardinale Giacomo Biffi è da rispettare allo stesso modo con cui egli rispetta gli omosessuali, dei quali, nel suo nuovo libro, dice: "Persone da rispettare, errore da condannare, e duramente, come ‘estromissione di Dio’, portatrice di ‘un deragliamento universale della ragione’ che porta alla ‘caduta comportamentale e teorica nella più completa dissolutezza’. Scritture alla mano: ‘stolti’, ‘contro natura’, ‘traviamento’, ‘intelligenza depravata’, tutte pagine ‘del Libro Ispirato’ che nessuna autorità umana può costringerci a censurare, e neppure ci è consentita la pusillanimità di passarla sotto silenzio per la preoccupazione di non apparire politicamente corretti».
Ricaviamo ciò da "La Repubblica -Bologna IN PRIMO PIANO di venerdì 21 novembre 2008.

Qual è il rispetto che un laico, gay o no, deve portare al cardinale Biffi? E’, di fatto, un non rispetto (quello stesso che egli ha per i gay!) e glielo mostriamo usando le sue parole, e cioè: "Il cardinale Biffi, e quelli come lui, sono un errore da condannare, e più che duramente, come estromissione dell’alito di Dio, estromissione portatrice di un deragliamento universale della ragione che nella storia ha generato crimini e mostruosità indicibili, sì come è da condannare il suo turpiloquio teologico frutto del peggiore pensiero tradizionale della chiesa di cui è ‘degno’ rappresentante da curare, e non solo pastoralmente; è da curare anche per la sua oscena e dissoluta volgarità verbale a danno dell’umanità: infatti, parole diaboliche alla mano, Biffi ci appare ‘stolto’ nella sua perfida morale, ‘contro natura’ nella sua presunta astinenza sessuale che rende i sui pensieri nevrotici, affetto da ‘traviamento’ rispetto alla bontà umana, e animato da un’intelligenza assai ‘depravata’ che lo affossa nel turpiloquio teologico estraneo al limpido linguaggio di un Dio che -il mortale, poverino!- non ha la grazia di conoscere. E, in definitiva, ci appare del tutto "dis-graziato", in quanto privo di grazia divina.
Noi vogliamo essere politicamente lineari e corretti nei confronti di un simile pastore contro cui ogni pecora ha il diritto di ribellarsi e di belargli in faccia: è un detestabile pastore che sputa veleno contro i gay che fanno parte della nobile umanità di cui Biffi non appare per niente degno: e glielo diciamo col cuore perchè non vogliamo essere come al mondo appare lui! Siamo, invece, sinceramente ispirati più di lui e di ciò che vomita nel suo libro e lo vogliamo accarezzare con le nostre davvero sacre parole. Sappiamo solo che esseri eruttanti escreati velenosi come quelli del cardinale Biffi dovrebbero essere affiancati da una dozzina di ambulanze, ammesso che i vari medici riescano a capirci qualcosa. La nobile follia è degna di rispetto. Le folli parole del cardinale Biffi hanno eguali solo nelle parole di Hitler, di Stalin, dei criminali dittatori che hanno animato questa nostra storia nel tempo e nello spazio. Si tratta di pastori accecati mentalmente da Dio. Basta! Il vero Dio ci rivela, inoltre, che questi strani esseri sono pastori che hanno bisogno quotidianamente di sonore e più che divine pernacchie!

Prosegui la lettura…

TRE GRAZIE (ALLA MAESTRA SARA SCIORTINO)*

20 Novembre 2008 3 commenti

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Erano di fuoco

gli anni Ottanta

al Bagnera.

Eravate lì

a srotolare frammenti.

E vi chiamavano Grazie.

Eravate punti per me.

Astri vaganti

-lasciavate scie luminose-

nello spazio globale.

Ora la scuola

non vi ha più.

Anna è divenuta

farfalla,

ci apre il cammino.

Mariella è l’addio

vivente-

governa lo spirito.

Tu, Sara,

ti accingi a sentire

il vocio dei ricordi.

Come soldati

vi onoro.

E se piango

è perché  -da maestro-

vi saluto,

ma sull’attenti!!

 

Bagheria,  17/06/2003

Giuseppe Di Salvo

 

*Negli anni Settanta-Ottanta i maestri eravamo “Unici”. Per quanto riguarda l’insegnamento della lingua italiana nelle classi prime, c’era un dibattito acceso sul metodo globale (molti s’ispiravano a Gaston Mialaret) e su quello fonetico-sillabico. Le mie amiche colleghe citate nella poesia (Sara Sciortino, Mariella Viavattene e Anna Morreale) erano all’avanguardia e, in prima, già presentavano e srotolavano strisce con semplici frasi ben strutturate da leggere e riprodurre globalmente. Mi dicevano con impeto: “Cos’è una ‘A’ per un bambino? E io, contrario a quel metodo uguale per tutti, rispondevo:- Una “A”!

Credevano in quel metodo e i loro alunni certo raggiungevano un buon successo scolastico. Io ero, invece, per il “metodo della costruzione” di parole e frasi formate coi grafemi-fonemi del nostro alfabeto già dagli alunni assimilati: sia in stampatello sia in corsivo. E i miei alunni, tutti, raggiungevano il successo scolastico. La differenza? Col mio metodo anche gli alunni con difficoltà nell’apprendimento (per esempio alunni con lieve deficit intellettivo ancora non diagnosticato o i dislessici che sono anche disgrafici) venivano pure gratificati dai loro lenti progressi. Ecco perchè le mie amiche maestre, note all’interno della scuola come “Le Tre Grazie”,  “Erano punti per me”. Eravamo “Unici” anche nel conflitto pedagogico-culturale. Ma ci si amava e stimava e il dibattito continuava  nei calorosi inviti a cena. I Programmi per la Scuola Elementare del 1985 (ulteriore riforma della scuola primaria senza mai adeguati stipendi!) valorizzavano entrambi i metodi pedagogici e si dava, però, grande importanza al concetto di “individualizzazione dell’insegnamento”, oggi divenuto “insegnamento personalizzato”. E gli insegnanti davvero “Unici” avevamo capito una cosa semplice: gli alunni non sono tutti uguali, hanno “matrice cognitiva” diversa e gli insegnanti si devono “scindere” per adeguarsi ai diversi “stili cognitivi” degli alunni. Maestro Unico, dunque, ma con metodi “Trini” per far raggiungere a tutti il successo scolastico che gratifica. Avete sentito il ministro Gelmini parlare di ciò?

Ripete come un disco incantato che siamo pagati male. Ma allora cerchi i soldi e ci paghi bene:  per le banche il suo governo i soldi li trova, per la Scuola no! Perchè non vede (o rivede) il film “Mary Poppins”? Sulle banche, e sull’aridità dei soldi investiti male, lì ci sono idee molto più chiare delle sue e del suo governo.

Giuseppe Di Salvo

**Sara Sciortino in Messineo, Siracusa, Teatro Greco Romano, 2006. Sara si gode la meritata “attiva quiescenza”.

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GIUSEPPE DI SALVO: CALIFORNIA, USA, PROPOSITION 8, ITALIA E IL RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI!

16 Novembre 2008 12 commenti

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In California  (ma anche in molte altre  città degli USA), dacché con  il referendum del 4 novembre scorso sulla Proposition 8 sono stati bloccati i matrimoni gay, la comunità omosessuale, coinvolgendo numerosi altri cittadini, si è mobilitata quotidianamente. San Francisco, Los Angeles, San Diego, Sacramento, New York, Boston, Chicago… hanno visto  per strada migliaia di persone per ricordare al mondo cos’è la vera uguaglianza  in termini di diritto. E il messaggio appare chiaro in riferimento soprattutto a quei neri che hanno votato per la Proposition 8 dicendo scioccamente che un nero è nero per natura, mentre un gay è tale “per scelta”: ma cosa c’entrano i cromosomi coi diritti uguali per tutti? A questi neri imbecilli,  (ché gli imbecilli  -bisogna ricordarlo!- sono dappertutto) occorre dire una cosa semplice: il gay non sceglie di essere gay, ma sceglie solo di mettere in pratica l’orientamento sessuale interiorizzato verso una persona dello stesso sesso e, oggi, ha pure capito che può coronare ciò con un riconoscimento istituzionale, qual è il matrimonio, per legalizzare l’unione affettiva con un’altra persona. I gay pagano le tasse e vogliono accedere agli stessi diritti codificati per tutti gli altri cittadini. Del resto i neri o i mormoni nascono forse “sposati” per natura? Che c’entra la pelle dunque con la legge uguale per tutti, etero o no? Forse attuare il matrimonio fra eterosessuali o quelli interrazziali è nel colore della pelle? O è piuttosto il ricorrere ad un istituto giuridico creato dalla politica e dalla cultura per coronare i rapporti affettivi fra etero bianchi e -dopo- anche fra bianchi e neri? Ma le discriminazioni subite dai neri e dai mormoni gli hanno forse impedito di attivare  con lucidità le facoltà intellettuali? O più semplicemente dobbiamo pensare che c’è cattiva fede e il desiderio di proiettare su altre minoranze le razzistiche discriminazioni da lo loro subite? E che dire di Joseph Smith, il visionario di Cristo e fondatore della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, ch’era addirittura poligamo? Lui che ha avuto più mogli! I suoi fanatici seguaci non vogliono ora che i gay abbiano un solo convivente legato da “marriage”. Tutto ciò è davvero abominevole! Altro che ignoranza!

   Quale altro messaggio ci arriva dalla California oggi? Semplice: se i diritti dei neri  -per fare un altro esempio-  fossero stati lasciati alla regola referendaria della maggioranza, ancora oggi, negli stati del Sud degli USA, ci sarebbe  un regime di segregazione razziale. E allora è giusto che la rivolta continui davanti ai Templi nazisti dei mormoni e davanti a quei locali, come “El Coyote”, bar di West Hollywood frequentato prevalentemente da gay, che hanno contribuito a finanziare la campagna per la Proposition 8 e contro i matrimoni gay: è giusto che i gay non ci mettano più piede e ne decretino, non entrandoci più,  la chiusura! Cosa credono questi proprietari  imbecilli, con le loro tardive scuse, che i gay americani abbiano interiorizzato la “Sindrome di Stoccolma”?

E in Italia chi parla oggi  di ciò che si sta muovendo negli USA e in California? E dopo dodici giorni di lotte? Nessuno.  Solo “Il Manifesto” di ieri, sabato 3 novembre, ha dedicato una bella pagina alle lotte per i Diritti Civili in corso: gli altri giornali “obamiani”, “L’Unità” compresa? SILENZIO! Come diceva Pasolini, sono adorabili le persone che non sanno di avere diritti e certamente meno adorabili quelli che sanno di averli e perciò lottano. E come sono da definire quelli che tacciono? Sono semplicemente detestabili, perché sanno che ci sono persone a cui si negano uguali diritti, ma usano tali  lotte solo quando a loro è conveniente  ai fini elettorali e di potere. Ecco perché i gay non dovrebbero più votare per il Partito Democratico di Veltroni, neanche se le elezioni interessano qualche cripta o qualche sottoscala: sono contro i matrimoni gay, sono contro le adozioni, sono contro i Pacs, pasticciano coi Dico per mera propaganda, scappano dai luoghi istituzionali dove dovrebbero agire per codificare i diritti dei gay e poi trovano “menti” politiche assai dotate, come Grillini ieri e la Concia oggi, pronti a dar man forte a questi impostori. E così questi partiti ipocriti riescono ad ottenere molti voti dai gay solo per impinguare gli affluenti del loro torbido Potere. E giù ingiuste tasse, queste sì, davvero “uguali”  per  tutti. Basta con questi collaborazionisti dello stato estero Città del Vaticano deputato, in maniera perfida e privilegiata, ad elaborare e produrre discriminazioni a danno dei gay, della ricerca scientifica, di quanti credono all’etica della responsabilità. Basta con questa sinistra davvero “sinistra” che produce mostruosità ciliciate come le parole che vomita la Binetti o la moglie di Fassino o l’intera folta schiera dei “teodem” che di democratico e di teologico non ha davvero nulla. Il Dio che ama produce libertà e tende ad annientare ogni discriminazione. E’ un “Dio” ben codificato nelle Costituzioni degli stati democratici. Basta! Basta con questi impostori! Lottare per i Diritti Civili di tutti vuol dire, in primo luogo, liberarci per sempre da questi impostori fermi ad una specie di “desublimazione repressiva” a danno dei gay, repressione mascherata e più pericolosa di una chiara e fascista repressione. Sono come molti neri d’america: producono a danno dei gay una forma di razzismo che attingono nell’incultura giuridica dei più feroci razzisti. E’ il razzismo degli antirazzisti! E costoro, con la loro sottocultura, occorre prima politicamente cancellare!

Bagheria, 16/11/2008

Giuseppe Di Salvo

*San Francisco: Manifestazione giornaliera a favore dei Matrimoni Gay.

NECROLOGIO IN VERSI (AD ANTONIO GARGANO, SINDACO DI BAGHERIA FINO AL 15 NOVEMBRE 1990)*

15 Novembre 2008 2 commenti

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Mi ricordavi

fra i limoni e il nespolo

di Campofelice  -ma ad Assisi

anche-

la fedeltà all’appartenenza.

E ora sei in disparte.

Inerme a scrutare il mistero.

 

Arbitro e vigile

di schieramenti

alimentati da un’unica fonte:

Bagheria,  sentimento

che onora!

Avevi in mano molte briglie:

le tiravi sempre

al momento giusto?

 

Dotato d’animo e d’ironia…

La tua voce consacrava e… dissacrava.

Poesia!

Celavi qualcosa di spirituale

in ciò che dicevi. Ti tradivi.

Con me talvolta avevi la mano calda.

Cos’era?

Forse la tenerezza

ritrovata nei tuoi cari

nella notte dell’ultima compagnia?

 

 

Bagheria,  15/11/1990

Giuseppe Di Salvo

** Antonio Gargano, fine anni Ottanta.

*Questa poesia è tratta dal mio libro “Da Bagheria Soffi Universali” (2004)

GIUSEPPE DI SALVO: RADICI NAZISTE DI FAMIGLIA CRISTIANA, RIVENDICA IL DIRITTO DI BRUCIARE I GAY!

10 Novembre 2008 15 commenti

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Un invito al Pd affinchè prenda le distanze dal partito radicale e, in particolare, dalla proposta di legge anti-omofobia presentata dalla radicale Anna Paola Concia, viene da Famiglia cristiana, che nell’editoriale di apertura del prossimo numero difende le posizioni della ‘teodem’ Paola Binetti, minacciata di espulsione per le sue posizioni sull’omosessualità.
‘La Binetti ha espresso il suo pensiero su un documento della Chiesa, che vieta l’ingresso in seminario a chi ha ‘radicate tendenze omosessuali’ -scrive il settimanale- senza peraltro chiedere al segretario del Pd di applicare la stessa regola per gli aspiranti dirigenti del partito, come vorrebbe far credere il potente gruppo di pressione degli omosessuali italiani’.
Se la proposta Concia venisse approvata -spiega Famiglia Cristiana- ‘chiunque criticasse i matrimoni gay, le adozioni gay o considerasse ‘disordinati’ gli atti omosessuali potrebbe essere denunciato al tribunale’.

   Famiglia Cristiana con questo intervento butta la maschera e rivela le proprie radici naziste nei confronti degli omosessuali: sì, dovrebbero essere portati davanti ad un Tribunale Internazionale per crimini contro l’umanità questi pseudo religiosi, rei di avere perseguitato storicamente i gay con ogni mezzo violento. Altro che reato di opinione! Vogliamo usare nei loro confronti le stesse parole rovesciate da questi signori, non privi di qualche aberrazione mentale, a danno dei gay? E cioè: questi religiosi ipocriti che predicano l’astinenza sono moralmente disordinati; questi cristiani ipocriti che sono sposi di Dio, cioè di una mera astrazione, sono “contro natura” e un pericolo per ogni tipo di società armoniosamente organizzata; questi presunti religiosi, ciliciati e non, hanno una tendenza radicata alla pedofilia tanto è vero che i reati contro i minori all’interno delle chiese si contano a migliaia e moltissimi restano impuniti;
questi signori amanti della simonia si sanno sposare solo con l’asino d’oro e amano i divini matrimoni col potere e con la roba… e si potrebbe continuare. Ecco: da persecutori ora scrivono stupidi e lagnosi editoriali e vogliono passare per agnelli sacrificali e vittime di turno. Sono penosi e non si rendondono conto, ma forse sì!, che fanno parte di una povera ed infelice razza vile e dannata: ma almeno si curassero e non rompessero l’anima al prossimo. Vergogna! Sì, per voi io voglio un Tribunale Internazionale come quello di Norimberga, perchè siete razzisti della peggiore specie e dovete, con le leggi della democrazia, pagare i vostri storici reati. Chè neanche i rituali dei vostri “mea culpa” vi potranno salvare l’anima, ammesso che davvero ci crediate. Chi fra noi teme di più il Giorno del Giudizio?
E ancora: a che serve la condanna della Notte dei Cristalli fatta da Ratzinger se papa Pacelli (perchè chiamarlo impropriamente Pio?) ha taciuto sui crimini degli Ustascia e di quello psicopatico di Ante Pavelic e dei crimini del Nazismo di Hitler? La prova: papa Pacelli ha scomunicato i comunisti, ma vi risualta che abbia fatto la stessa cosa contro Hitler? E che santo quel Wojtyla! Solo lui poteva beatificare con una solenne cerimonia, nell’ottobre 1998, l’arcivescovo Alojzije Viktor Stepinac complice, col suo silenzio- assenso, dei crimini nazisti degli Ustascia. Che bella figura condannare ora i crimini nazisti, mister Ratzinger! Ma quando mai la chiesa di papa Pacelli o quella dei suoi successori ha condannato i crimini nazisti a danno dei gay nei campi di concentramento con torture e disumani esperimenti medici eseguiti da criminali nazisti fatti poi fuggire in Argentina o altrove con documenti falsi prodotti proprio da molti “religiosi” della Città del Vaticano? Ma dove avete conservato il tesoro a voi consegnato dagli Ustascia? Divina etica del denaro! E a chi volete fare inghiottire la balla che il signor Pacelli non sapeva niente? Certo, Herr Ratzinger, dal suo santificio possono uscire tutti i santi che vuole: del resto il Vaticano fabbrica santi e non certo finocchi. Ma a noi i vostri santi non piacciono e temo che si stiano svalutando anche al cospetto dei vostri stessi credenti. Sappiamo già che il prossimo ad essere santificato sarà proprio Ratzinger: so che a lui non interessa, intanto lasciamolo vivere a lungo qui in terra, vero luogo nel quale è certo di esercitare il suo Santo Potere. Certo ogni vostro precetto etico, per la grande tenuta logica?!, è un vero insulto all’intelligenza umana. Ora se sbagliare è umano, perseverare è davvero diabolico. Ecco il termine: “diabolico”! Il vostro pensiero è pericoloso perchè DIABOLICO e tende ad ostacolare quelle società che con le democratiche Costituzioni mirano alla felicità delle persone umane. La prova? Vi alleate sempre coi peggiori dittatori! E avete proprio rotto… non tanto il volgare senso comune, ma semplicemente il nobile BUON SENSO!

 

Bagheria, 10/11/2008
Giuseppe Di Salvo

*Di questa piovra tutti ne conoscete la mostruosa testa: sappiate che la Binetti e Famiglia Cristiana sono solo alcuni tentacoli mossi da quella Cupola e da quella “autobiografica” testa: nessuno al mondo ha il coraggio di istituire un Tribunale Internazionale per processarla: ha storicamente commesso crimini a danno dei gay, e non solo, rimasti del tutto impuniti!

G.D.

FRAMMENTO (A ENZA VENTIMIGLIA), DAL LIBRO DI POESIE “DA BAGHERIA SOFFI UNIVERSALI” DI G. DI SALVO

10 Novembre 2008 6 commenti

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……………………………

…del leone hai i capelli

e, oserei dire,

la dolcezza del ruggito!

 

…leggendo negli occhi

di chi i segni ti svela

spinta sei

a cercare la donna

che da te sfugge.

Da venticinque anni.

 

 Bagheria,  10/11/1988

 Giuseppe Di Salvo

* Da sinistra:  Salvatore Incandela, Enza Ventimiglia, Giuseppe Di Salvo (foto 2007).