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Archivio Gennaio 2009

CANZONE DEGLI AMORI PERDUTI (Rivelazioni melodiche)

31 Gennaio 2009 5 commenti

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La fredda luna-

caldo-

mi scoprì il tuo corpo

Sul labbro mio

l’alito sperdevi

 

Schizzò in me presto-

fatua-

la tua gioia

Ti raggelava poi

il sole altrove

 

E ripartivo-

solo-

col mio pianto:

m’apparve Iddio

sciolto sul mio volto

 

E bagno il lago

che trovo sul cammino…

Mi bagna e vago

m’è sacro qui il cammino.

 

Palermo, 16 gennaio 2009

Giuseppe Di Salvo

 

*GLI AMORI PERDUTI: FOTO, PALERMO,1981

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ROBERTO BOLLE COME LA SIGNORA PONZA, BORGHESE MASCHERA PIRANDELLIANA!

29 Gennaio 2009 1 commento

 

Roberto Bolle si rivela un’ottima maschera pirandelliana. Qualcuno potrebbe musicare per lui “Così è (se vi pare)” e alle parole della moglie del signor Ponza (discussa donna rimasta per tutta l’opera fuori scena, ma eccentrica nel suo incedere finale col volto coperto da veli neri): “Per me, io son colei che mi si crede”, qualche coreografo gli potrebbe suggerire di eseguire delle piroette a ritmo rallentato per ritornare così, dopo il “Grand jeté en avant”, alla “Prima Posizione”. Ma poi, al di là della tecnica, Bolle è davvero grande? Dove sono quei tratti espressivi del viso tanto cari alla maestria artistica del compianto Paolo Bortoluzzi? O incarnati da quell’eccezionale ballerino argentino che è stato Jorge Donn? Cos’è la danza senza mimica? Non è forse esternazione di tecnica fredda? Proprio la mimica è ciò che manca alle maschere dalle statiche ed immote espressioni! Ma non certo la nobile Ipocrisa caratterizzata da una posa immutabile ad essa intrinseca, ma cangiante dentro.
Si può pensare allora alla “asessualità” di Bolle? Forse ha parlato della sua eterosessualità? O, al di là di Bolle, quest’ultima -la fascista norma sessuale dominante- la dà per scontata?

 

BAGHERIA, 29/01/2009 
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: “MILK” DI GUS VAN SANT E’ UN FILM SACRO. CON IMMAGINI DEGNE DELLE ANIME ALTE!

26 Gennaio 2009 5 commenti

 

NELLE  IMMAGINI  LA LUCE RELIGIOSA DI GUIDO RENI E I CHIAROSCURI DI CARAVAGGIO.

Venerdì 23 gennaio al cinema Tiffany di Palermo, in esclusiva, si proiettava “Milk”, il film del regista Gus Van Sant sul consigliere americano apertamente gay morto ammazzato a San Francisco il 27 novembre 1978.   Ci sono andato all’ultimo spettacolo con Salvatore Incandela, Enza Ventimiglia, Pippo Rinella e il suo amico Filippo di 73 anni. Lì abbiamo incontrato altri amici: Antonio Belvedere con un bel gruppo di ragazzi. E, fra coloro che uscivano dal penultimo spettacolo, c’era Salvatore Scardina e Peppuccio Treviso, ex militanti, insieme a me, in quei lontani anni Settanta, del FUORI! di Palermo, prima organizzazione gay nata in Sicilia nell’autunno 1976.

“Ho applaudito da solo!”, mi ripeteva Salvatore Scardina. E lì per lì non mi sapeva spiegare come mai quel pubblico, accorso numeroso, rimanesse attonito a scrutare le didascalie scritte sulle immagini finali. Salvatore poi aggiunge: “Il film è molto bello, ma noi molte cose le sappiamo già.  In quegli stessi anni, infatti,  mentre Milk lottava in California contro le aberranti idee della cantante Anita Bryant, noi del FUORI!  scendevamo per le strade palermitane, e con quale coraggio!,  per rivendicare i nostri diritti, primo su tutti il diritto ad un’esistenza libera e felice.

La Bryant voleva buttare fuori dalle scuole gli insegnanti gay,  ma in California la battaglia fu vinta dai gay guidati da Milk. E la cantante dei bigotti perse. Non solo. Subì gravi perdite economiche: non vendette più dischi, non le rinnovarono più i contratti pubblicitari perché i prodotti da lei reclamizzati i gay li boicottavano e quindi non si vendevano. E poi si è pure pentita dei suoi atteggiamenti omofobici!

Sì, è vero, a distanza di 30 anni, noi abbiamo vivo il ricordo di quegli eventi! Ma i giovani di oggi che ne sanno? Anche a Peppuccio Treviso il film è piaciuto molto. E altri commenti positivi si ascoltano da parte di alcune persone che, attonite, uscivano dalla sala. Il “The Milk Day” da me lanciato è stato recepito da molti amici gay e non. I gay in sala erano davvero molti anche nell’ultima proiezione.

  Bene, che dire ora del film? E’ un gioiello. Si tratta di un nobile documentario che distrugge una volta e per sempre lo stereotipo che vuole tutti i gay “scheccanti” o effeminati. Questo luogo comune tanto caro agli “etero-macchiette” viene annientato dalla magistrale arte interpretativa di Sean Penn che nel film è proprio Milk: il regista e l’attore danno dei gay una corretta visione comportamentale, senza nulla togliere alla sapiente arte ironica propria dei gay liberi (i freudiani “motti di spirito” sono ben altra cosa!) e alle checche che della rivoluzione gay americana sono state le antesignane. Basti pensare alla rivolta dei gay dello “Stonewall Inn”   (il ritrovo dei gay e dei travestiti del Greenwich Village,  Christopher Street di New York, nella notte tra venerdì e sabato del 28 giugno del 1969)  per rendersene conto. Gus Van Sant lo sa e non omette di citare nel suo Milk la deliziosa canzone  “Somewhere Over the Rainbow”  cantata da  Judy Garland, attrice particolarmente amata dai gay americani, morta poche ore prima della rivolta di Stonewall. Chi vuole può vedere l’ottimo film omonimo di Nigel Finch (1996).

Del resto, forse tutti gli etero hanno comportamenti  da “macho” o sono tutti dinoccolati nel camminare? Solo per questo aspetto, come già successe a  Tom Hanks per il film “Philadelphia” diretto da Jonathan Demme (1994), a Sean Penn dovrebbero dare l’oscar (migliore attore protagonista maschile) per la sentita e ben riuscita interpretazione di Milk.

Tutti gli altri attori sono molto bravi e il bel James Franco (30enne), il compagno Scott Smith, vero amore di Milk, meriterebbe l’oscar quale migliore attore maschile non protagonista.

E che dire dei continui richiami all’opera lirica? Milk ama l’opera. Ascolta con passione i dischi della  Callas che interpreta la pucciniana “Tosca”: ama il timbro bronzeo della grande tragediénne, con le mani batte compiaciuto il tempo. Con questi richiami operistici Gus Van Sant scardina un altro luogo comune coniato da alcuni gay che assumono pose da “intellettuali-imbecilli”, e cioè fa ingoiare a costoro, e tutto in una volta, lo stupido termine: “melochecca”.  La lirica piace perché canta i sentimenti dell’uomo.  Chi ha dimenticato la seducente spiegazione fatta da Tom Hanks dell’ aria “La Mamma Morta” interpretata dalla Callas ? Aria tratta dall’ “Andrea Chenier” di Umberto Giordano e citata nel film “Philadelphia”.  E la seduzione affettuosa e commovente in cui cade Denzel Washington grazie alla toccante drammatizzazione di Tom Hanks sulla esecuzione della Divina?  Gus Van Sant sembra aver interiorizzato bene la lezione estetica  di Puccini: Eros e Thanatos, Amore e Morte, si equivalevano nelle opere del compositore di Torre Del Lago che considerava l’amore come una colpa tragica che doveva essere scontata con la morte.

Se Puccini piace ancora oggi molto anche ai gay è perché essi si identificano in quelle melodie che mettono a nudo i tanti amori impossibili. Ed è proprio con la visione delle immagini di “Tosca” che Milk si spegne dopo aver subito gli spari da parte di quella maledetta  criptochecca frustrata di Dan White: e qui la nuda  psicosi è bene interpretata dal simpatico quarantenne Josh Brolin. A proposito: cosa gli dicono i poliziotti quando lo chiamano nei loro uffici? Quelli che un tempo si divertivano a fare retate di omosessuali? E come non notare che Gus Van Sant non fa alcun richiamo al reverendo Jim Jones del Tempio del Popolo, amico e alleato politico di Moscone e di Milk? Si vede che il regista non ha voluto occuparsi di altre vicende storiche un po’ imbarazzanti. E i ripetuti richiami alla “speranza” fatti da Milk non rischiano di apparire un po’ retorici? E’ vero, ma capita a molte persone semplici di avere un’idea un po’ retorica della vita.

Ma qual è l’aspetto magico del film?

Senza nulla togliere all’ottima scena della vittoria contro la Proposition 6 (qui Milk condivide da un palco la gioia  con la folla trionfante: e si notino gli smaglianti giochi di luce azionati dal regista  sulla bianca maglia di Milk, sulla sua collana di fiori, sulle splendide parole del consigliere che escono con forza e foga espressiva dalla sua bocca come un gioioso canto drammatico  per intonare la melodia dell’uguaglianza codificata dai grandi padri dell’America democratica nella Costituzione del 1789, sui luminosi volti ridenti…), sì, il grande aspetto magico è dato, a nostro avviso, dalla silenziosa e religiosa scena finale che lascia davvero ammutoliti: non occorre andare in chiesa per sentire Dio, egli è lì, in quei 30.000 volti che formano un nobile e lungo corteo in marcia verso il Comune per andare ad onorare la memoria di Milk e del sindaco Moscone. Ogni persona in marcia tace. Ognuno ha in mano una torcia e quelle luci, per le cattive menti oscure e prive di carità, sono gli unici segni religiosi che esternano i nobili messaggi delle vere anime alte. Qui il regista sembra essersi ispirato ai dipinti religiosi di Guido Reni e di Caravaggio, grandi pittori, che hanno saputo ben rappresentare il silenzio divino coi loro giochi di luce e coi religiosi e mistici chiaroscuri: quelle torce oscillano sui volti commossi del popolo di Milk che vuole rispettare le parole-testamento del loro leader, ammazzato proprio da chi offende e oltraggia Dio, ripetendo ossessivamente e dannatamente di credergli.

Per questa scena finale, che avvince e commuove, a Gus Van Sant dovrebbe certamente andare l’oscar per il suo lavoro, giustamente definito il “miglior film dell’anno”.

Finita la proiezione, io e i miei amici siamo rimasti ammutoliti e mi sono spiegato pure, pensando alle parole dette prima dalla Patrizia (cioè da Salvatore Scardina), perché non si applaudisse.

In macchina, mentre ritornavamo a casa, ho chiesto a Filippo, 73enne: “Ti è forse sembrato troppo lungo?” E questi con voce pacata: “No, no, mi è sembrato troppo, troppo corto.” Ci avvolse uno strano silenzio.

 

Bagheria, 25 gennaio 2009

Giuseppe Di Salvo

ENZA VENTIMIGLIA: AMMUTOLITI DA MILK!

25 Gennaio 2009 1 commento

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Ammutoliti: è esattamente questa la reazione registrata a fior di pelle… d’oca nella sala cinematografica del Tiffany ieri sera a Palermo, mentre scorrevano i titoli di coda, le foto e  le relative didascalie, del film Milk di Gus Van Sant.

Una delle opere cinematografiche più emozionanti che io abbia visto negli ultimi anni. Uno di quei film che istintivamente includeresti nella raccolta dei 10 film che vorresti salvare e che ti piacerebbe passassero alla storia. Un impatto emotivo che ha contagiato ed attraversato tutti gli spettatori della sala…muti, immobili anche alcuni secondi dopo l’ultima scena. “My name is Harvey Milk and I want to recruit you”. ” Il mio nome è Harvey Milk e voglio reclutarvi tutti!”  È questo lo  slogan diretto, energico con cui Milk inizia ogni suo comizio, lo slogan che identifica la forza, l’energia del primo omosessuale dichiarato ad aver conquistato un’importante carica pubblica negli USA. Militante attivista, per caso e per destino,  per la difesa dei diritti dei gay, decide di candidarsi per una carica nel governo cittadino. Sconfitto due volte per pochi voti, Milk, che nel frattempo si è dotato uno staff elettorale variopinto e combattivo, non abbandona il suo sogno e anche a costo di perdere l’amore del suo compagno decide di riprovarci per l’ultima volta. Eletto Consigliere, prosegue la sua battaglia politica riuscendo anche ad allacciare collaborazioni politiche prima impensabili per la comunità omosessuale. Proprio all’indomani della storica vittoria elettorale contro la Proposition 6 (proposta dal Senatore repubblicano Briggs che intendeva bandire gli insegnanti omosessuali dalle scuole e rimuovere anche i loro sostenitori), il 27 novembre 1978 viene ucciso, assieme al sindaco di San Francisco, George Moscone, dal rivale e collega Dan White (Josh Brolin). Milk diventa così un simbolo della lotta alle discriminazioni e per l’uguaglianza dei diritti per la comunità gay di tutto il mondo. Il messaggio è quanto mai esplicito e l’invito viene ribadito anche nel corso della suggestiva marcia funebre che chiude la pellicola: fare outing, uscire allo scoperto, ribadire senza paura e con orgoglio la propria natura. Perché solo così si può sperare di ottenere  la considerazione e la piena accettazione degli altri e di se stessi. Milk chiede pari diritti e opportunità per tutti (non è un caso che nella scena più potente citi il passaggio della costituzione in cui si dice che tutti gli uomini sono creati uguali) e il grande amore che prova per la città e per la sua gente gli fa guadagnare le simpatie di giovani e anziani, omosessuali e eterosessuali – in un periodo in cui il pregiudizio e la violenza contro i gay sono apertamente accettati e considerati la norma. Apprezzabilissima l’operazione tecnica-artistica del regista: egli immerge lo spettatore in un perfetto contesto d´epoca, mischiando la pellicola nuova (trattata con colori anni 70, alla “Woodstock”) a riprese di repertorio ed  affida  l’impatto emotivo del dramma alle note di “Tosca”, opera molto amata da Harvey. L’interpretazione di Sean  Penn è magistrale: l’attore riesce a calarsi nel personaggio con intensità ed autenticità, tirando fuori la parte femminile che è in lui, come in ciascun uomo.

BAGHERIA, 24 GENNAIO 2009 

ENZA VENTIMIGLIA

 *Enza Ventimiglia davanti al cinema Tiffany, venerd’ 23 gennaio 2009.                                                        

ATTENZIONE, ATTENZIONE: MILK, FRA POCHE ORE LA SORPRENDENTE RECENSIONE DI GIUSEPPE DI SALVO!

25 Gennaio 2009 1 commento

Fra poche ore non perdetevi sul nostro blog l’originale recensione del film Milk di Giuseppe Di Salvo. Passate parola.

La Redazione

STORIA E CONTEMPORANEITA’: 1978 MILK LOTTA A SAN FRANCISCO GIUSEPPE DI SALVO E ALTRI A PALERMO

24 Gennaio 2009 3 commenti

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Ricordiamolo: il primo movimento di liberazione sessuale ed omosessuale, in Sicilia, è il FUORI!, nasce a Palermo nell’autunno del 1976. E’ l’anno in cui i Radicali riescono a mandare in Parlamento 4 deputati: Pannella, Faccio, Bonino, Mellini. Ce n’erano altri quattro supplenti e, fra questi, Angelo Pezzana, leader del FUORI! nazionale, federato al Partito di Pannella. Molti furono i gay a votare per il Partito Radicale. E, tra questi gay,  Giuseppe Di Salvo e Piero Montana che organizzarono volantinaggi e dei piccoli comizi anche a Bagheria. Per il PCI, ma non solo, era il Partito dei froci. Ma la maggioranza dei “froci”  -per i comunisti di ogni stazza avevano il vizio “piccolo borghese”-   si autoflagellava, come il cilicio della Binetti, votando per il PCI o per altri partiti: votavano cioè per i loro carnefici. E ora molti di costoro esultano, sempre in ritardo di oltre 30 anni, per il film “Milk”. Si tratta di ritardati storici che, però, non si sanno mettere da parte. Ma del danno politico causato ai gay ne parleremo dopo. Qui occorre ricordare che il FUORI! di Palermo era quasi tutti i giorni sulla stampa cittadina e su quella nazionale per le numerose iniziative politiche che portava avanti.  Chi ha scritto libri storici sul movimento gay italiano, e spesso si tratta di gay miopi e ignoranti, tace volutamente su questo lustro di lotte del FUORI! di Palermo (dal 1976 al 1981, ma anche dopo, vista la produzione scritta successiva resa pubblica da Giuseppe Di Salvo!). Come mai? Semplice: i gay settari e stalinisti non vogliono che si sappia che prima dell’Arci-gay, cioè prima del 1981, in Sicilia ci fu ben altro. Gli esponenti del FUORI! lottavano per portare avanti chiari obiettivi politici per i diritti civili dei gay e non per impinguare col loro voto i vari partiti che solo successivamente ai gay si aprivano, a cominciare dal Partito Liberale (molto piccolo) e poi dal PCI (molto grosso, ma inutile per i diritti dei gay).

E così mentre a San Francisco lottava Milk, a Palermo c’era Giuseppe Di Salvo,  Piero Montana, Salvatore Scardina ed altri. Il primo è morto ammazzato e Gus Van Sant, col capolavoro da lui prodotto, lo ha reso immortale ai posteri. Anche se su Milk esistono altri documentari e opere meno conosciute. Giuseppe Di Salvo, Piero Montana, Salvatore Scardina…, invece,  vivono e continuano a lottare coi mezzi che oggi ritengono più opportuni. Ma quel “LUSTRO” di lotte si è ucciso pechè gli storici del nulla lo hanno del tutto oscurato. Ora noi pubblicheremo diversi documenti tratti dagli eloquenti archivi di Giuseppe Di Salvo. Così gli storici dell’ignoranza non hanno più alibi.

La Redazione

 

*Con questa lettera pubblicata dal quotidiano “L’Ora” Giuseppe Di Salvo e Piero Montana criticavano un articolo apparso sul “Giornale Di Sicilia” su “omosessualità e psichiatria”. Non c’è forse contemporaneità fra le parole di Milk e quelle dei due esponenti del FUORI! palermitano? Ma chi ve l’ha mai detto?

1976/1977: MILK LOTTA A SAN FRANCISCO. GIUSEPPE DI SALVO FONDA IL FUORI! ANCHE A PALERMO

23 Gennaio 2009 3 commenti

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Il primo movimento di liberazione omosessuale in Sicilia, il FUORI!, si comincia ad organizzare nei mesi autunnali del 1976. Tutto avvenne con un incontro preliminare a Villa Sperlinga. I volti più noti sono Giuseppe Di Salvo, Piero Montana, Salvatore Scardina, Mario Blandi e pochi atri. Le prime riunioni si tengono nella sede del Partito Radicale di Palermo in Vicolo Castelnuovo, 17. Lo sapevate? No, non c’è storico che ve lo abbia detto. L’Arci-gay verrà solo un lustro dopo. Sempre in ritardo! Ed è stata necessaria la batosta elettorale subita dall’allora PCI alle elezioni politiche del 1979, quando i Radicali portarono in  Parlamento ben 18 deputati, a far nascere l’associazione gay legata ai comunisti di Berlinguer.  Milk lottava a San Francisco. Giuseppe Di Salvo ed altri a Palermo, ma sezioni del FUORI! erano sparse in tutta Italia con sede principale a Torino, animata da Angelo Pezzana. Inutile dirvi che in Sicilia le lotte non furono facili. Eppure  quei pionieri riuscirono ad agire sulle teste delle persone. Tanto che Giuseppe Di Salvo, nel 1989   -il FUORI! si era già sciolto a Vico Equense-  viene eletto Consigliere Comunale al Comune di Bagheria. In pratica, a Bagheria, solo un decennio dopo, rispetto a MILK, un gay dichiarato viene eletto ad una carica pubblica e la  sua esperienza viene ricordata dai Bagheresi con gratitudine ed onore.

Passate informazione e parola.

La redazione del BLOG.

 

*1976/1977: NASCE IL FUORI! ANCHE A PALERMO NELLA SEDE DEL PARTITO RADICALE: riunione. Giuseppe Di Salvo è al centro con carta e penna in mano. Alla sua destra c’è Lucia Caldara, sigaretta in mano, ci lascerà anni dopo.

GIUSEPPE DI SALVO: VENERDI’ 23 GENNAIO, “THE MILK DAY”. AL CINEMA PER L’ ORGOGLIO GAY E NON SOLO!

21 Gennaio 2009 8 commenti

PER IL “THE MILK DAY”!  Il film “MILK” di Gus Van Sant nelle sale cinematografiche italiane: passiamo parola. Ricordiamolo! Venerdì 23 gennaio 2009 sia il THE MILK DAY. E’ un grande evento per i gay, per gli etero e per… gli angeli! E anche per il Sommo Pontefice!

Si affollino le sale cinematografiche. Andiamo, è ora di sollevare alta e con orgoglio la testa e la ragione. Imitiamo Milk ovunque, si butti a gambe all’aria la paura. La vergogna deve provarla chi opprime e nega i diritti ai gay. In Italia c’è una classe politica vecchia, corrotta dai privilegi di casta e non solo; ci sono le gerarchie vaticane ipocrite e sempre a caccia di tesori prelevati dalle nostre sacre tasse; ci sono sibaritici religiosi che usano la morale per clonare gli altri: tanto loro possono fare quello che vogliono! E ci ricordano tutti la pasoliniana “anarchia del potere” ben sputtanata in “Salò” dal nostro amato e compianto  regista. Sia il GIORNO DELLA PRESA DI COSCIENZA perchè al più presto, con l’uso spregiudicato del nostro voto, si spedisca in pensione ogni componente di questa nostrana casta che non riesce più a capire i bisogni della gente, trattando come sudditi i cittadini italiani che sono tutti eguali e dotati degli stessi diritti. Su, coraggio, petto in alto e andiamo fieri! Dei valori estetici del film parleremo dopo averlo visto. Vi basti sapere che è già stato definito il MIGLIOR FILM DELL’ANNO.

Giuseppe Di Salvo

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FANTASMI: GRANELLO SESTO DEL MIO ROSARIO (AD UN CALCIATORE)*

20 Gennaio 2009 1 commento

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 “VATTENE!!!

L’amore è energia, vibra nella carne

e vuole essere rappresentata.”

 

M’amò. L’amai.

In lui viveva incappucciato

il seme velenoso

che alimenta la paura;

ogni tiro parava

col suo volto ombroso,

lo slancio in aria lo eccitava,

col tuffo penetrava

ed emetteva i germi

della vittoria!

Ma la palla del timore

lo colpiva al ventre

e cadeva inetto,

sanguinava sul campo.

Amava l’Inter

e perdeva il match

della vita.

Io non fui più in lui,

ma restai in quella squadra.

Eppur, si disse,

non va ucciso ciò che si ama.

 

Col mutar della stagione

le acetoselle avvizzivano,

l’infingardo seme

divenne polline di morte:

non lo vidi più

ed ebbi freddo al ventre

nei tiepidi dì della Resurrezione.

 

Ritornai a peccare,

il mio spirito liberò

il chiarore dei  Fantasmi

vaganti di notte;

le armonie dei tramonti

divennero furenti dissonanze…

 

Al dolce suono si riebbe l’alba

e carnosi petali del Male

sui flussi anelanti del mio corpo

danzarono: mimavano la gioia.

 

Padova, Pasqua 1985

Giuseppe Di Salvo

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*”Fantasmi”, Sesto Granello Del Mio Rosario, è l’unica lirica delle sei già pubblicata nel mio secondo libro di poesie “Da Bagheria Soffi Universali”.

Grazie per aver seguito questa breve poetica storia d’Amore con un ex calciatore. Altri anni. Erano gli anni Ottanta. Ed eravamo più giovani. Ma ora siamo più ricchi d’esperienza.

G.D.

UN SOGNO: GRANELLO QUINTO DEL MIO ROSARIO (AD UN CALCIATORE)

19 Gennaio 2009 1 commento

*

Era voce chiara

e dissonante

in una cappa d’aria cerulea:

tutt’intorno piccole stelle-

leggero era il bagliore.

La pioggia?

Forse erano lacrime.

Vibravo di forte gioia

e il labbro mio così parlò:

“Non sono che un ricordo,

né cenere, né polvere,

ma ancor qui sono.

Tu, oggi, Pulcino-

cip ciptando-

rappresenti l’assoluto

per l’eterno che è l’attimo-

fuori dal SEMPRE.

La tua essenza è assenza

che appare

e trasformi in Gattone

il Gattino che ami.

Randagio più di prima

altrove l’occhio mira

e le celate tue certezze

colpisce e spettina!”

………………………

Sembianze folli

sulla tua triste sposa…

era pianto il figlio tuo!

………………………

Tacque l’oracolo-

e mi svegliò.

Graffiato io ero!

Ma… parlai nel sogno?

 

Bagheria,  12/03/1985

Giuseppe Di Salvo

 

FRA POCHE ORE NON PERDETEVI IL GRANELLO SESTO DEL MIO ROSARIO, CHE E’ ANCHE L’ULTIMO, ED E’ GIA’ STATO PUBBLICATO COL TITOLO “FANTASMI” NEL MIO LIBRO DI POESIE “DA BAGHERIA SOFFI UNIVERSALI” (2004).

*Giuseppe Di Salvo a Lecce, il 7 luglio 1995: ” Alors vraiment/ Avec le temps on n’aime plus.” (Léo Ferreé).