Archivio

Archivio Aprile 2009

GIUSEPPE DI SALVO: “ARCHELOGIA DELL’ESTASI”

27 Aprile 2009 2 commenti

*

(Enjambements sulle “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar)

I

Nega il senso il mio gesto

ai confini del sogno?

Ridestiamoci!

Grida l’eroe

con mente spinta alle virtù

e a giochi ardui assai.

Eccovi i miei luoghi natii-

radiati da sguardi che ardono.

E voci nel silenzio dei fogli

striati di linee ammalianti.

L’aria qui si muove

con suoni emessi da gole

che stridono.

Nelle taverne-

amati ghetti del potere-

rifugio trova

chi pian piano si decompone:

e si ama il Bello

se nell’uomo è canto

di pura imperfezione!

E sangue, sesso,

rigagnoli di sperma

al marrone sposato:

onore al fango elevato dalla terra.

Dove ormai il meretricio è arte-

rivelazione di misteri?

Senso è il mio gesto

in danza con l’amore:

ai ricami sfugge di chi si prostra

alle pazze logiche del Tempio.

Sacerdote Sommo di vita, vacillo:

fra la sacra polvere vedo

le ceneri sparse

dell’amato mio Antinoo.

II

Notti insonni

Le mie ambizioni

non spingono al potere

Sete d’amore alimenta il pensiero

Bruciano gli amori morti-

bruciano ancora su assolate spiagge

E il fumo acre

evapora col tempo

S’apprezza in guerra

lo scettro della pace

e forte rende chi si perseguita

Mi ama tanto Bagheria-

qui mai mi muore il giorno

coi lividi del rancore

Il successo è alba-

luce del coraggio

Sulla folla detesto

l’impuro sangue tragico

I libri accendono piaceri

con l’ardore dei casti

Se la legge non s’inarca-

ogn’uomo l’aggredisce

E nei canti di Saffo-

coi Greci-

linfa ciuccio

per non comuni sensi.

 

III

Moglie è affetto

dato nel consenso

e non stupro ripugnante.

L’osceno intermediario

sussurra fra taverne

e zozzi banchi di mescita

impaziente affolla.

E amplessi sceglie voluttuosi.

Se non v’è amore

il profitto è nel piacere.

E al sesso le pupille

forte legano il danaro.

In viaggio il corpo-

l’aria frantuma delle abitudini.

Qui vi son membri colossali.

Sfila vetusta l’arte greca

con maschi corpi ben torniti:

nelle fronti levigate

v’è forza che agile li rende:

sempre vive il siculo pensiero.

L’animo si appaga-

incede, danza l’eternità.

La bellezza è nei denti

che mordono-

dimensione euclidea rompe lo spazio:

col canto delle Muse saltella, Terra!

Balza, il nome muta, o mio Antinoo.

IV

Mi nutre Iddio

di frutti umani-

bestie pazze nel talamo

dove  -con l’estasi-  dura amore

Età perfetta sotto i quarant’anni-

l’eternità incede ricca di bava

e ristora bocca ed inguini

Fuori doni ho di sguardi-

preludi erotici

con gesti ricchi di moti celesti

Gli astri uniti eiaculano

nel firmamento gocce di stelle

Agli astrologi sfugge-

nelle sere d’autunno-

ogni amplesso nello spazio

A tarda notte

la volta celeste io contemplo

e mi crea magiche attese…

Vagano gli atomi

ed io nel globo mi dilato-

nei punti fermi lo spirito danza

Bagheria mi cinge di allori

con itifallici scettri d’amore-

letterari incontri in mio onore

Un ragazzo con sguardo di bullo-

cinto di pelli che belano-

ascolta in disparte

e il pomo sul collo muove

La sua mano stringe la foresta eretta

e attende strilli sacri

Ha voce con suoni vernacoli

e i fonemi spaccano timpani

Il suo albero maestro

gonfia al vento ampie vele

ed io varco verso cieli striati di sangue-

ma in Terra lascio gocce di acre miele

Canti di desiderio

mi richiamano al suolo

Antinoo è  più bello

se  - per me-  il suo volto rinnova.

 

Bagheria, febbraio 1988

Giuseppe Di Salvo

*Ritratto di Antinoo, da Delfi. Delfi, Museo.

 

**

**Statua di Antinoo, Napoli, Museo Nazionale Archeologico.

Categorie:Primo piano Tag: , ,

FRA POCHE ORE “ARCHEOLOGIA DELL’ESTASI”, SORPRENDENTE POEMA INEDITO DI GIUSEPPE DI SALVO

26 Aprile 2009 2 commenti

Fra poche ore pubblicheremo un sorprendente poema inedito di Giuseppe Di Salvo. Si intitola “ARCHEOLOGIA    DELL’ESTASI” (Enjambements sulle “Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar). Risale al febbraio 1988. Non ve lo dovete perdere!

Anticipiamo solo alcuni versi:

……………………………………

Senso è il mio gesto

in danza con l’amore:

ai ricami sfugge di chi si prostra

alle pazze logiche del Tempio.

Sacerdote Sommo di vita, vacillo:

fra la sacra polvere vedo

le ceneri sparse

dell’amato mio Antinoo.

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Fra poche ore ci sarà il poema integrale. Pippo Rinella l’ha già ascoltato in anticipo e lo definisce “Coinvolgente e avvolgente come in una danza mentale che ci trascina nell’estasi.”

La Redazione del Blog.

Categorie:Primo piano Tag: , ,

GIUSEPPE DI SALVO: I RADICALI PRESENTANO “LA PESTE ITALIANA” PER UNA NUOVA LIBERAZIONE

23 Aprile 2009 2 commenti

*

Radicali: 24 aprile, alle ore 10,30, presso la sede romana del partito, presentazione di un importante documento politico intitolato “La Peste italiana”. E il 25 aprile manifestazione per un nuovo modello di Liberazione contro il sessantennio partitocratico. Pubblichiamo qui con molto piacere la lettera apparsa nel sito di “Radicali.it”. E invitiamo chi può a partecipare alle annunciate iniziative. Siamo d’accordo anche con l’uso della “Stella Gialla”: simbolo di persecuzione, di violenza di ogni storico clerico-fascismo. Non solo: dico subito, in attesa dei nomi dei candidati militanti (ma attenzione ai Capezzone!), che è alla lista Bonino che darò il mio voto alle prossime elezioni europee. E inviterò altri a farlo! Con convinzione e con orgoglio!

Giuseppe Di Salvo

 

ECCOVI L’EMAIL DEI RADICALI:

Carissimi,

sabato 25 aprile il Regime antidemocratico italiano manifesterà, unito nelle sue svariate componenti, per celebrare la liberazione dal Regime fascista. Il giorno prima, venerdì 24 (ore 10,30 presso Partito Radicale), avremo presentato pubblicamente la prima versione del documento su “La Peste italiana”, sull’avvenuta sessantennale cancellazione della democrazia e dello Stato di diritto nel nostro Paese, alla vigilia di elezioni europee che già si possono definire illegali.

Il lavoro che ci ha impegnato in questi giorni e notti di satyagraha documenta come il “male” del ventennio fascista si sia in realtà trasformato e sia sopravvissuto in altra forma nel sessantennio partitocratico, attraverso innanzitutto la negazione della Costituzione e della legge scritta, la sottrazione delle grandi questioni sociali e di libertà alla conoscenza e alla possibilità di scelta dei cittadini.

Sabato 25 aprile abbiamo deciso di manifestare “per una nuova Liberazione: dal sessantennio partitocratico ora, come dal ventennio fascista allora!”. Ci troveremo alle ore 9.30, presso la sede del Partito Radicale in Via di Torre Argentina n. 76 a Roma. Da lì ci muoveremo in fila indiana verso l’Altare della Patria, da dove proseguiremo verso il Quirinale, o almeno fino a dove ci sarà consentito.

Coloro di noi che lo vorranno, indosseranno il simbolo della “stella gialla”, in segno di monito e di allarme su come là dove vi è strage di legalità, di democrazia, di informazione, di giustizia, di diritti umani… vi sarà anche strage di vite e di popoli.

Ti chiediamo conferma della tua partecipazione rispondendo a: info@radicali.it
Per informare altri di questa azione non abbiamo che questa email. Ti chiediamo percio’ di avvisare tu direttamente le persone che potrai raggiungere.

Marco Pannella, Emma Bonino, Sergio Stanzani, Antonella Casu, Marco Cappato, Sergio D’Elia, Niccolò Figà-Talamanca, Giorgio Pagano, Carlo Pontesilli, Marco Perduca

 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

*Riportiamo questo breve testo di Odifreddi perchè la Stella Gialla non nasce affatto con Hitler.

Dall’intervista ad Hitler di Piergiorgio Odifreddi nel suo “Il Matematico Impertinente”: “Non dica cretinate. Il mio modello per la soluzione del problema ebraico è stato il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l’analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell’america del Nord. Quanti indiani rimangono negli Stati Uniti, oggi? Qualche centinaio, mantenuti in riserve come i bisonti. E quanti Ebrei rimangono, invece, al mondo? Milioni, e hanno addirittura uno stato tutto per loro: il quale, tra l’altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione su come trattare le minoranze etniche (sic!-ndr) …Non è forse stato Elie Wiesel, premio Nobel per la pace nel 1986, a dire che ‘tutti gli assassini dell’Olocausto erano cristiani, e il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile del passato dell’Europa cristiana’? Non senza motivo le mie SS portavano scritto GOTT MIT UNS sulla fibbia della cintura.”

G.D.

Categorie:Primo piano Tag: , ,

GIUSEPPE DI SALVO: SUL LIBRO “DIRITTI DIVERSI” DI ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE

L’ITALIA  DISCRIMINA E PERSEGUITA  I GAY: E’ UNO STATO FUORILEGGE!

La pesante accusa di Annamaria Bernardini de Pace nel suo libro “Diritti Diversi. La Legge negata ai gay”.

Da diversi decenni molti libri sono stati pubblicati per cercare di smontare il pregiudizio antigay. Libri utili sul piano teorico che ben hanno messo in evidenza una semplice verità: la seria questione da affrontare è la pazzia omofobica che permea molte menti sedicenti religiose e alcune istituzioni della nostra società. Oggi consiglio a tutti di leggere il libro “Diritti Diversi. La Legge negata ai gay” di Annamaria Bernardini de Pace, edito dalla casa editrice Bompiani,  pp. 226, euro 17,50.  E’, almeno sul piano giuridico  -e quindi politico-  fra i libri più interessanti pubblicati sulla questione gay in questi ultimi decenni. E’ utile sia ai gay sia agli etero, contiene informazioni pratiche sia per chi si vuole sposare sia per chi vuole convivere. Chi è l’autrice? E’ una donna ed esercita la professione di avvocato da oltre 25 anni. Ma è una signora che si presenta bene fin dalle prime pagine del libro: “Ho voluto rivedere il mio giudizio sul Gay Pride… Lo consideravo una carnevalata insopportabile e masochista. Avevo sempre pensato che bisogna avere il coraggio di affermare le proprie idee, ma che bisogna  anche rispettare il codice di comportamento altrui per essere ascoltati. Ho cambiato idea, radicalmente. Oggi penso, invece, che il coraggio stia nel far valere la propria dignità con qualsiasi mezzo, fosse anche quello di scandalizzare o di infastidire gli altri. La dignità, infatti, non merita alcun compromesso, ma solo una risposta efficiente ed efficace all’attacco altrui. L’autentica persecuzione, perché non solo di discriminazione si tratta, di cui sono oggetto i gay merita dunque la rivoluzione. Anche dei metodi, anche delle parole. Il Gay Pride è un metodo.  E’ un buon sistema per affermare con fierezza la propria identità, pur se portata all’ennesima potenza.” (op. cit. pp. 11-12)

    Ma la rilevanza politica e culturale del libro sta anche nell’analisi che l’autrice fa degli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione. L’art. 2 stabilisce: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”

Ci sono dunque diritti inviolabili per l’individuo: sia lo si valuti come persona singola sia lo si consideri come essere umano facente parte di “formazioni sociali” dove può esprimere se stesso. E che cos’è un rapporto di coppia se non una “formazione sociale” in cui la persona  -anche gay-  esprime se stessa? “Questo vuol dire che ciascuna persona ha la libertà di autodeterminarsi nello spazio che lo stato le concede.” (ib., p. 17). E che vuol dire “diritti inviolabili”? Nella Costituzione non vengono precisati, né sommariamente indicati. Spiega però la Bernardini de Pace: “La ragione di questa omissione è da ricercare nel fatto che (anche nel volere dei costituenti) questa è una categoria necessariamente ‘aperta’. Nella quale possono e devono essere, via via, ricompresi tutti quei diritti nuovi e mutevoli che sono il frutto del cambiamento e della trasformazione non solo della società, ma anche del comune sentire dei cittadini. Tra questi, deve senz’altro essere annoverato anche quello alla sessualità e all’identità sessuale. Cioè il diritto del singolo a vivere ed esprimere liberamente (…) l’affettività e la sessualità, nel rispetto della propria indole e del proprio orientamento. Anche, dunque, omosensibile, omosentimentale,  omoaffettivo, omosessuale…”. (ib., pp. 18-19).  Del resto la Corte di cassazione recentemente si è espressa su questo punto affermando che “il diritto alla sessualità deve essere inquadrato fra i diritti inviolabili della persona, come “modus vivendi” essenziale per l’espressione e lo sviluppo della persona (Cass. Civ., Sez. III, sent, n. 2311/2007.) E la Suprema  Corte ha pure precisato: “L’omosessualità va riconosciuta come condizione dell’uomo degna di tutela, in conformità ai precetti costituzionali, assunto da cui discende che la libertà sessuale va intesa come libertà di vivere senza condizionamenti e restrizioni le proprie preferenze sessuali in quanto espressione del diritto alla realizzazione della propria personalità, tutelata dall’art. 2 della Costituzione.”  (sent. N. 16417/2007). E la Bernardini de Pace aggiunge: “Anche il successivo richiamo, sempre all’art. 2, allo ‘svolgimento della personalità’ deve necessariamente comprendere la sfera sessuale. (…) Di conseguenza, la scelta del partner, di sesso diverso o uguale, è un diritto inviolabile, al riparo dall’altrui ingerenza, anche da quella dello stato, perché rappresenta la più ampia e completa espressione e manifestazione dell’identità affettiva e sessuale dell’individuo.” (ib., pp. 19-20).

La norma fa esplicito riferimento all’espressione della personalità individuale nell’ambito delle “formazioni sociali”.  Certo la “famiglia”, le nostre famiglie, sono formazioni sociali. Ma non possono essere in alcun modo esclusi dalla tutela costituzionale le famiglie “affettive” costituite da persone dello stesso sesso.

 

L’articolo 3 della Costituzione

Proseguendo con l’analisi delle norme costituzionali occorre ora riportare l’art. 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

   E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori  all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

   Orbene, questa norma dice chiaramente che tutti sono uguali, indipendentemente dalla condizione personale. Anche l’orientamento sessuale è innegabilmente una condizione individuale. E parafrasando la norma costituzionale, la Bernardini de Pace afferma: “… lo stato ha il compito di rimuovere gli ostacoli limitativi della libertà  e dell’uguaglianza dei cittadini se impediscono loro di sviluppare appieno la personalità.” (ib., p. 21). Ma poi aggiunge: “Non mi sembra che nel nostro paese tale principio trovi effettiva attuazione: l’omosessuale, oggi, non solo non può concretamente godere della pari dignità sociale e tutela giuridica dell’eterosessualità, ma la Repubblica non ha neppure compiuto passi effettivi e concreti per rimuovere le gravi discriminazioni e gli enormi ostacoli sociali che affliggono gay e lesbiche.” (ib.). Ma allora chiediamocelo: contro i gay è solo discriminazione o si tratta di vera e propria persecuzione? Diciamolo senza mezzi termini: E’ PERSECUZIONE CATTONAZISTA IMPUNITA!

Ed è ciò che fanno finta di non capire gli omofobi del “Family Day”. E non solo.

La Bernardini de Pace, a proposito dell’articolo 29, si chiede: “Dov’è scritto che il matrimonio debba e possa essere celebrato esclusivamente tra persone di sesso diverso? Dove è scritto che i coniugi non devono essere del medesimo sesso? Dove è scritto che i coniugi debbano necessariamente procreare?” (ib., p. 22). L’autrice del libro sa inoltre che il nostro codice civile è del 1942 e la Costituzione è del 1948: epoca in cui sia la società sia il legislatore erano influenzati dalla morale cattolica. Ma dal 1948 ad oggi la società (e così anche l’orientamento giurisprudenziale, cioè l’interpretazione che i giudici danno della legge) ha subito profonde trasformazioni. “Ne segue che l’articolo 29 della Costituzione, oggi,  potrebbe ben essere letto in una prospettiva moderna ed evoluta, tale da rispecchiare e comprendere le significative mutazioni della famiglia.” (ib., pag. 23).

E comunque, in caso di vuoto normativo, l’interpretazione della legge deve ispirarsi ai principi dell’ordinamento. Non solo: gli stessi ordinamenti sopranazionali e dell’Unione Europea impongono ai paesi membri  -e quindi anche all’Italia- di vietare qualsiasi forma di discriminazione. Che dice l’autrice dell’omofobia di Ratzinger e di altri gerarchi della chiesa cattolica? Citiamola: “Secondo me, queste prescrizioni della chiesa costituiscono un’invasione indebita nel territorio normativo statale.” (ib., p. 50). E ancora: “…l’atteggiamento cattolico verso l’omosessualità è assolutamente omofobico e intollerante. (…) Il Vaticano  -pur avendo il diritto, e il dovere verso i fedeli, di esprimere la propria posizione, viola il principio costituzionale di autonomia, anche politica dell’art. 7 della Costituzione, secondo il quale stato e chiesa sono ciascuno, nel proprio ordinamento, indipendenti e sovrani.” (ib., p. 51). E ciò non ci ricorda Michele Ainis quando in “Chiesa Padrona” sottolinea che “indipendenza” vuol dire reciproca “incompetenza” dello Stato e della Chiesa?

 

Plateali discriminazioni sulla pensione di reversibilità

Infine, in caso di morte del coniuge regolarmente sposato, il vedovo etero ha diritto alla pensione di reversibilità. Per le coppie conviventi gay e non, invece, la legge non concede alcuna forma di tutela previdenziale. Non è discriminazione razziale o di “condizione personale” questa? I gay o i conviventi etero forse non pagano le tasse come tutti gli altri cittadini? E con due eccezioni aggravanti. Citiamo ancora l’autorevole parere della Bernardini de Pace: “…i partner di onorevoli deceduti hanno diritto alla loro pensione di reversibilità e possono usufruire dell’assistenza sanitaria a quest’ultimi riservata; così come il convivente, anche omosessuale, di un giornalista può beneficiare della cassa mutua sanitaria della categoria professionale.” (ib., p. 129). Non sono questi privilegi di casta? Chi non capisce ciò è nazista, democratico o utile idiota? Non ci può essere via di mezzo. C’è solo cattiveria e malafede!

 

Bagheria, 18/ 04/2009

Giuseppe Di Salvo

Categorie:Primo piano Tag: , , ,

GIUSEPPE DI SALVO: DESIDERIO*

18 Aprile 2009 4 commenti

Perché insistente

mi contempli?

Vedo nel tuo sguardo

sequenze d’amore

imploso:

con te dorme

un battito eterno

e muove l’aria

l’erezione

ad alta notte.

Attarda ogni cosa

la paura.

Chiuso sei

in ciò che intreccia

il filo della timidezza.

Contemplare chi si ama

è seppellire nella bara

il desiderio:

sempre in alto balza

e nella gola rinasce.

 

Io leggo

con l’occhio del poeta,

colgo lampi e vibrazioni

e parole cerco

per rendere la lingua

molto più sonora.

Vorrei rompere l’inerzia

e distruggere il buon senso

con gesti ricchi

di segni nuovi

e graffianti più che mai.

Ma a frenarmi

è la voce del candore:

-nel silenzio-

perso ha già

ogni suo smalto.

Resta in forma

e vaga un corpo:

cerca incerto

il suo cammino.

 

Bagheria,  19/11/2003

Giuseppe Di Salvo

*Poesia tratta dal mio libro “Da Bagheria Soffi Universali” (2004)

 

 

Sul mio  “DA BAGHERIA SOFFI UNIVERSALI”

“Da Bagheria Soffi Universali” è il mio secondo libro di poesie pubblicato nel mese di agosto del 2004. Raccoglie alcune poesie che vanno dal 1976 al 2004. Venne presentato a “Palazzo Cutò” (in presenza dell’ex sindaco di Bagheria Pino Fricano, Biagio Sciortino, sindaco  oggi in carica, ma allora Assessore alla Cultura) alla fine di settembre dello stesso anno.

   La sala era gremita. C’erano circa trecento persone. E giorni dopo la gente faceva la fila alla “Biblioteca comunale” per avere copia del mio libro. Erano più di mille copie. Oggi non se ne trovano più. Il libro, se richiesto, si può avere in prestito: è catalogato presso la nostra pubblica biblioteca. Di quella magica serata riportiamo alcuni passi del lungo intervento fatto dal professore Franco Lo Piparo: “…è un libro di poesie molto ricco. Non faremmo onore al libro se lo leggessimo come un insieme di versi dell’amore omosessuale: leggeremmo malamente il libro e sarebbe una lettura che non merita… C’è la passione civile del maestro…”

   Anche di questo libro inseriremo periodicamente in rete alcune liriche.

Categorie:Primo piano Tag:

PASQUA 2009 (Con questa nuova lirica di Giuseppe Di Salvo auguriamo Buona Pasqua a tutti)

 

Se guardo le acacie

a nuova vita risorgo

Il sole è fra i rami

e m’irradia di gioia

la pianta

coi  porosi granelli dorati

Da lì si eleva

il trionfo dell’Uomo

con linfa succhiata

alla terra

che a sogni beati

m’invita

 

Macchine fra chiese-

non vi circola sangue

Oscillano corpi ingessati

e la noia anima

i gesti e i baci

del rito che appaga

Ma io-

con la nuova alba-

ho piedi da baciare

fra silenti sguardi

nel cielo grigio celati-

fragili radici d’amore

 

 

Bagheria, 12 aprile 2009

Giuseppe Di Salvo

Categorie:Primo piano Tag: ,

GIUSEPPE DI SALVO: “NEW STABAT MATER”*

 

 

A CHI SOFFRE OGGI IN TERRA D’ABRUZZI!

Questo mio poetico “New Stabat Mater” è stato pubblicato già nel nostro BLOG il 12 settembre 2007, quattro giorni prima che morisse mia madre. Giovedì 09/04/2009, viene pubblicato da “Il Settimanale di Bagheria”. Lo riproponiamo per la sua straziante attualità.

 

 

N  E  W      S  T  A  B  A  T      M  A  T  E  R

I

Vacilla-

trafitta dal dolore-

la Madre corrucciata

e lacrime versa

sui luoghi inzaccherati

da oscure macchie

di sangue.

Trucidato il Figlio-

spenta

la bianca voce d’Alto.

Geme la Femmina:

brucia dentro

il ferro conficcato.

Nel silenzio s’alza

di donne un coro

e detti acuti

da Lei echeggiano,

memore di Colui-

l’Unico-

strappato alla passione

e al ristoro

del Suo abbraccio.

Singhiozzi e croce

a noi ciò rivelano:

ogni parto è bagno

e l’onda spande

del Divino.

 

                                                                           II

Chi non si strugge

nel vederLa

in quel supplizio?

Gli amori generano

tormenti

ed è peccato

non opporsi

alle fonti sadiche

del dolore-

anche se  -schioccando-

s’agitano roghi o verghe

e  -come belve

assai furenti-

divorano  -dilaniando-

la nostra dura carne.

Ecco l’essenza

del Cristo

nell’abbandono:

veste fibre di donna

se la Madre stanca-

al Cielo-

Pura-

l’anima vi rende.

 

III

O Mère, Sainte Mère,

fonte di affetti,

conosco il vento dispettoso

che i Figli porta via:

restano-

vaganti nel mio sangue

come granuli amari-

i chiodi infetti

del legno infradiciato-

cenere  nel tempo.

Si vive con ferite

che ricamano apparenze.

E si resiste.

Ci regge il piede la Terra

coi creati ingozzati

per la Salvezza.

Il silenzio abbraccia

con parole che inchiodano.

E le croci dragano,

sfiorando col sorriso

le insidie del cammino:

non s’apre

il petto delle Madri,

cui si celano

le fitte dei segreti.

 

IV

Ti ero accanto, Mother.

Il labbro torcevi.

Rughe fendevano

il volto assente del Padre.

Il suolo vibrava

e divorava corpi e croci.

Venne il sollievo

col sorriso di un ladro:

porgeva  -acuminata

e di sangue unta-

la corona regale  per me.

Il lutto genera pensieri

che dimorano nel gelo

e il  vocio promiscuo

si accordava dentro.

Un angelo tesseva arcate

su una viola triste.

Di un eunuco  -grave-

si levò il lamento.

 

V

Süße Frau,

vergine è ogni fonte

che dall’inguine genera.

Muore chi vive nell’onta.

Si cresce con le piaghe.

Ferito dalle offese-

oggi inebriato sono

da figli che baciano.

Spenti i ruggiti delle pire-

al Tuo  fianco sarò

nel festoso Giorno del Giudizio.

 

VI

Me ne andrò,

mani immacolate

sul mio corpo

adageranno palme

per la vittoria.

E l’anima errante

sposerà il Paradiso.

 

Bagheria, 09/10/2005

Giuseppe Di Salvo

 

*Poesia letta  da Giuseppe Di Salvo in occasione del XII Concorso Internazionale di Poesia ALAPAF, il 04/12/2005 nell’Auditorium della Chiesa San Pietro di Bagheria davanti a circa cinquecento persone ammaliate e commosse con un’ovazione finale che davvero ha fatto onore alla poesia e al poeta.

**

**STABAT MATER, DISEGNO DI DAVIDE, UN ALUNNO DI V DELLA SCUOLA PRIMARIA.

Categorie:Primo piano Tag: ,

GIUSEPPE DI SALVO: SULLA MAFIA? O DELLE MAFIE? E DEL COM’E’ FINITA LA NOSTRA DEMOCRAZIA!?

 

Il libretto di Dacia Maraini ci spinge a delle riflessioni: come e dove collocare la Partitocrazia di Casa Nostra?

Sono lontani i tempi in cui si diceva che la Mafia non esiste. Ormai  -da oltre un ventennio- tutti sanno che esiste e lo dicono. Ma non basta: oggi, in molti, sono convinti che esistono più mafie. E, diciamolo, c’è una buona parte della società, forse maggioritaria,  che ha pure qualche “mafia” di appartenenza. Che intendiamo dire? Ci esprimiamo con una domanda: c’è in Italia, ma anche altrove, una classe politica  capace di fermare, redimere, annientare o rendere innocue le organizzazioni criminali di ogni genere? O sono forse le varie mafie che hanno contaminato  -rendendoli fuorilegge- molti dei nostri esponenti politici, religiosi, imprenditori, o appartenenti ad altre  istituzioni come alcuni personaggi delle stesse forze dell’ordine? Le mafie, sappiamo, ruotano tutte intorno agli affari, e si tratta di affari miliardari! Questi miliardi vengono dal “pizzo” o esso non rappresenta altro che una forma arcaica di controllo del territorio da parte della criminalità organizzata, uno dei pochi retaggi della vecchia Mafia? Questo fiume di miliardi non proviene, invece, dalla distribuzione e vendita delle sostanze stupefacenti? E come viene “incanalato” o “investito”? Sono forse immuni le grosse imprese, alcuni settori della sanità o altri e vari centri commerciali? E queste imprese mafiose dove “lavano” e proteggono tutti questi miliardi? E forse le banche mostrano qualche forma di allergia per questi soldi? E che giochi ci sono in borsa? E di quali sacri o profani paradisi fiscali si avvalgono? Forse c’è qualche casa-fortezza o banca che ha timore di Dio? E più una banca è sacra e meno si può accedere per eventuali controlli da parte degli investigatori. E chi sono i nostri “intellettuali”  -tolti quelli di area radicale e altre poche eccezioni- che vi parlano di “antiproibizionismo” e di legalizzazione delle droghe per poter dare così un duro colpo alle finanze delle varie mafie criminali e di quei politici protettori o collusi? Non è forse grazie anche a tutto questo denaro che gli abili ed intelligenti esponenti mafiosi acquisiscono forza politica e consenso sociale?

   Queste riflessioni e questi interrogativi mi vengono in mente, sì da esprimerli e codificarli, nel leggere, non senza perplessità, il libretto “Sulla Mafia” di Dacia Maraini (Giulio Perrone Editore, pp. 91, euro 9,00). Lo stile della scrittrice è asciutto e la prosa è dotta. Vi sono riportati diversi articoli già pubblicati sul “Corriere della Sera” dal giugno 1992 al dicembre 2008. Alcuni Bagheresi due di questi articoli già li conoscono: in essi si elogia il periodico “Il Nuovo Paese” e alcune persone che lo animano coi loro interventi, la Maraini ne valorizza la coraggiosa funzione di denuncia. E noi aggiungiamo che è una pubblicazione utile per tenere aggiornata la memoria collettiva. Ogni piccolo “archivio”, anche cartaceo, è un gioiello che può contribuire alla presa di qualsiasi coscienza, insomma è utile sia come “specchio” per la “mafia” sia come mezzo di informazione per “L’Antimafia”. E anche per chi è “a-mafioso”.

   Ma c’è un articolo  -su tutti-  che, secondo me, va segnalato: è quello che parla di “Alia, piccola città della Sicilia contro i prepotenti”. E’ apparso sul “Corriere” dell’11 luglio del 2000.  Ed è anche il più lungo. Vi si colgono considerazioni interessanti. Citiamole. “Piccola com’è, Alia dispone da pochi anni di una bella struttura polivalente destinata alle attività sportive e culturali, di una piscina coperta, di un istituto tecnico commerciale, di ben due musei; uno antropologico e uno etno-antropologico, di un parco botanico didattico e di un archivio storico, di ben tre teatri all’aperto costituiti da anfiteatri naturali che si possono ricavare all’interno delle sue piazze. (…) Verrebbe voglia di dire: è una città che si vuole bene, cosa rara da queste parti dove regna il principio dell’arraffa- arraffa, dell’autodistruzione, dell’odio di sé.” (Op. cit. pagg. 46-47). Nello stesso articolo Dacia Maraini chiede al sindaco di allora, Gaetano D’Andrea, (oggi ce n’è uno di Forza Italia o PDL)  se ad Alia esiste la Mafia. E questi risponde: “Certo che esiste, come in tutte le città siciliane, soprattutto come mentalità vandalica e repressiva. E’ chiaro che qui non si tratta di grandi investimenti, ma i prepotenti che vogliono prendersi i soldi degli appalti per poi lasciare le imprese a metà, quelli che vogliono costruire  in economia impossessandosi della differenza e facendola pagare alla comunità, ci sono.” (Op. cit. pag. 47).

Chiede ancora la Maraini : « Come vi regolate per combatterli ? »  E D’Andrea risponde: “Con dei progetti trasparenti ed applicando le regole in modo pignolo e preciso. Io non credo che una battaglia frontale, ideologica, con la mafia, serva a qualcosa. Bisogna prenderla dal basso, dalle piccole cose quotidiane: chiunque presenti un appalto da noi sarà preso in considerazione, ma quando ne scegliamo uno  poi controlliamo attentamente che i lavori siano fatti secondo gli accordi e non ci siano scappatoie. Nel caso contrario scindiamo il contratto.” (Op. cit. pagg. 47-48). E quel sindaco, ora ex, in quell’articolo aggiunge che quasi tutti i giorni si deve recare in Procura per affrontare le denunce di abuso di ufficio “che mi vengono rivolte da chi è disturbato nelle sue accuse truffaldine.” Altre minacce?  “Due volte mi hanno bruciato la macchina…”. C’è in queste parole una semplicità disarmante. E viene suggerito, in qualche modo,  come i nostri amministratori potrebbero mettere in pratica il pirandelliano “piacere dell’onestà”. Ma, proprio grazie a queste parole riportate dalla Maraini, ci si chiede:-Perché poi, moltissimi cittadini in Sicilia  -e non solo!- votano a valanga per quei politici a cui le macchine non vengono bruciate? E’ solo una “mentalità sbagliata” o dietro a questo noioso e antidemocratico luogo comune (“mentalità sbagliata”!) il cittadino, in verità, non riesce a vedere credibili alternative?

A Bagheria, per esempio, il “disordine edilizio” che ha  pure  rovinato i “dintorni ambientali” delle “nostre” storiche “Ville” è stato tutta opera dei nostri “amministratori presunti mafiosi” o ci sono state storicamente altre complicità? Chi ha incassato allora i soldi dei metri quadrati di terra venduta per fabbricare case intorno alle storiche “Ville”? Erano menti piccolo-borghesi o “intelletti aristocratici” in cerca di quattrini? Quanto avevano in comune col citato sindaco di Alia? Cosa potrebbero rilevarci (e rivelarci!) al riguardo l’ingegnere Giammanco  e gli addetti all’Ufficio tecnico o tutti quei politici mai condannati dei passati Consigli comunali sciolti per “presunte infiltrazioni mafiose” o tutti quei giudici che si giravano dall’altra parte o…? Cosa? O è sparando sul mucchio che si acquisisce una “coscienza antimafia” che ci rende politicamente appagati e con l’intelletto a posto?

 E nel completare di leggere il libro della Maraini sorge una curiosità a proposito del celeberrimo “conflitto di interesse” del nostro capo di Governo. Ci si chiede: da quando Berlusconi è entrato in politica, da oltre quindici anni quindi,  abbiamo avuto dei governi di centrosinistra, quello D’Alema e quell’altro Prodi… Ebbene, come mai non l’hanno risolto loro questo “strano conflitto”? Forse perché a sinistra erano interessati al famoso “Baratto” di cui parla Michele De Lucia nel suo libro “Il Baratto”, edito dalla casa editrice KAOS? Veltroni,  per l’allora PCI,  non si è accontentato di controllare la Terza Rete televisiva della RAI, ossia di RAI3? E allora risulta chiaro che il “conflitto berlusconiano” non si è mai voluto risolvere, e Berlusconi ha pure vinto un referendum! Gli Italiani sono imbecilli o non hanno alternative alla presa partitocratrica (altro che mafia!) del nostro Stato?

La cultura ci piace e la Maraini anche. Ma oggi sarebbe meglio scrivere sulle varie mafie che stanno divorando le istituzioni democratiche del nostro bel Paese. La Maraini mi aiuti: dove collocherebbe buona parte della nostra casta giornalistica e partitocratrica? Fatta eccezione per quei quattro gatti radicali che si occupano imperterriti di liberarci dalla Piovra Etica Vaticana ( coi suoi gerarchi casti e non procreativi a cui diamo il 45% circa di una nostra finanziaria) e di pochi altri, non ci sono forse tanti prepotenti privilegiati all’interno della nostra intoccabile Casta? E finito Pasolini e morto Sciascia,  chi sono nell’Italietta di oggi gli intellettuali non organici che  possono davvero contribuire a liberarci di questo vigente monopartitismo sempre più perfetto? Ci piace chiudere proprio con Sofocle citato dalla Maraini, ma con qualche lieve variazione: “L’offesa alla verità sta all’origine della nostra catastrofe!” A Bagheria e altrove.

 

Bagheria, 08/04/09

Giuseppe Di Salvo

Categorie:Primo piano Tag: , ,

GIUSEPPE DI SALVO: “IL BEL PASTORE” (VERSI SUL VERBO DI GIOVANNI)

“DIRITTI DIVERSI” DI ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E’ IL PROSSIMO LIBRO DI CUI CI PARLERA’ GIUSEPPE

 

Dopo l’interessante libro “Chiesa Padrona” di Michele Ainis, “Bibbia laica”, da tenere sotto il guanciale, un altro importante libro sui diritti negati al popolo gay intitolato “Diritti Diversi” e scritto dall’avvocatessa Annamaria Bernardini De Pace sarà quanto prima recensito dal nostro Giuseppe Di Salvo. Dalle prime pagine lette, Giuseppe dice che, sul piano del diritto, ha la stessa importanza culturale e giuridica del libro di Ainis. Ed è fra i libri più belli che sono stati scritti in questi ultimi anni sulla questione omosessuale. E’ edito dalla casa editrice Bompiani e costa solo17,50 euro.

Nel retro copertina si leggono le seguenti affermazioni di Annamaria Bernardini de Pace: “L’ipocrisia e la paura del diverso, nella cultura prevalente, sanno fare ancora tanto male, contro ogni principio di verità e di libertà. Contro ogni sentimento di umanità.” E’ certo un altro libro che non può mancare al nutrimento del nostro spirito e della nostra cultura. A Presto!

La Redazione del Blog.