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Archivio Aprile 2011

“THE GREEK PASSION” DI BOHUSLAV MARTINU AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO, UN GIOIELLO MUSICALE AL DI FUORI DI OGNI TERRENO SPAZIO. LA GRAFFIANTE RECENSIONE DI GIUSEPPE DI SALVO? FRA POCHE ORE

Bohuslav Martinu

Bohuslav Martinu

Venerdì 29 aprile 2011 è andata in scena al Teatro Massimo di Palermo la prima italiana dell’opera “The Greek Passion” del musicista  ceco Bohuslav Martinu. Si tratta di un gioiello corale al di fuori di ogni terreno spazio con splendida musica che nasce e si dissolve nel silenzio. E’ stata eseguita con coraggio la Prima versione dell’opera del 1957 detta londinese. Pubblico non particolarmente numeroso (peggio per chi non c’era e consigliamo a chi ama la musica di accorrere per ascoltare e vedere questa preziosa messa in scena): ma le non poche persone presenti rimaste fino alla fine hanno applaudito e apprezzato questo capolavoro della storia del teatro musicale. Grande esecuzione del direttore israeliano Asher Fisch. Miracolato il coro del Teatro Massimo. Superba regia di Damiano Michieletto. Coinvolti emotivamente i numerosi interpreti. Fra poche ore sul nostro Blog la dirompente recensione del nostro Giuseppe Di Salvo.

Da non perdere!

La Redazione del Blog

GIUSEPPE DI SALVO: ROCCO BUTTIGLIONE, UN CLERICO-FASCISTA MANTENUTO ANCHE DALLE TASSE DEI GAY: PERCHE’ NON DOTARLO DI RELIGIOSA MUSERUOLA?

28 Aprile 2011 2 commenti
La Sacra Museruola per l' a-religioso Buttiglione

La Sacra Museruola per l' a-religioso Buttiglione

Certo che alla nostra Italia non mancano esseri viventi dai pensieri omofobici clerico-fascisti, esseri, cioè, dall’insano pensiero omofobico mantenuti anche con le tasse dei gay. Dopo le idiozie vomitate dal pensiero Bunga Bunga di Carlo Giovanardi contro un civile manifesto dell’IKEA aperto alle nuove famiglie gay, poteva mancare di intervenire la ciliciata Binetti dell’Opus Dei (poverina, non la si sentiva più, nonostante le torture che imprime alle sue caste cosce!) e quell’altro essere nomato Rocco Buttiglione dal pensiero filosofico e politico molto tarato? Ora il terzetto clerico-fascista  si può tutto intero dedicare al salto della corda ripetendo: “Monaca, sorella, ricca e poverella”. Perché di questo si tratta: di persone ridicole che vomitano patetiche imbecillità contro i gay nei confronti dei quali provano un anticristiano odio che è la misura delle loro menti infelici striate da pensiero fondamentalista ossessivo irreversibile: pensiero tarato che è diretta proiezione del fondamentalismo teocratico di stampo vaticano. Non ci sarebbe nulla da dibattere se costoro fossero sotto terapia psichiatrica per le violente sciocchezze vomitate dalle loro bocche. Ma passano per persone “di senso” e noi interveniamo ancora per mettere in evidenza le loro affermazioni odiose antigay: questa gente non dovrebbe rappresentare politicamente nessun italiano che si rispetti; e invece e messa lì, in Parlamento, dagli omofobi capi dei loro partiti per accontentare, dicono, l’elettorato ultra cattolico; gli è che questo vizietto elettorale non è solo nel centro-destra, è anche stupido e irriverente calcolo politico-elettorale presente anche nel centro-sinistra. E allora? Gli omosessuali non dovrebbero votare né per gli uni, né per gli altri! Ma qual è l’ultima idiozia affermata dall’attuale membro della Pontificia Accademia delle Scienze “a-sociali”, reverendo Rocco Buttiglione? Citiamola: “Le famiglie etero pagano le pensioni ai gay.” Ora qualsiasi politico avente una mente con pensiero di sana e robusta costituzione dovrebbe prendere a pedate chi afferma idiozie del genere. E per un semplice motivo: sono i gay che, pagando le tasse, contribuiscono a mantenere lo stato sociale a favore di tutti i cittadini, e soprattutto degli etero, visto che proprio i gay non godono, in questa italietta, degli stessi diritti degli eterosessuali. Ma è ancor più grave che gl’Italiani pagano pure lo stipendio di vice presidente della Camera, cioè a questo Buttiglione per sentire poi da costui impunite affermazioni clerico-naziste! Chi è mai questo essere strano chiamato Rocco Buttiglione? Ex democristiano, ex PPI, ex CDU, ex UDR, ex UDC, ex PPE: cioè ex tutto, anche ex cristiano, ma sempre coerente omofobo clerico-fascista! Nel 2004 fu proposto dal Bunga Bunga Silvio Berlusconi a Commissario europeo per la Giustizia; ma subito venne cacciato dal civile  Parlamento Europeo con una mozione di sfiducia per le sue gravi affermazioni antigay (li aveva definiti “peccatori” e “disordinati”). I democratici del Parlamento europeo avevano capito una cosa semplice: i veri peccatori  e i mentalmente disordinati sono coloro che esternano pensieri omofobici alla Rocco Buttiglione, pensieri che sono poi la triste proiezione del disordinato pensiero delle gerarchie vaticane, papi in testa, anche se vengono proposti oggi al propagandistico “santificio di stato” vaticano e non; stato vaticano a cui il Governo italiano versa davvero tanti quattrini per il solo fatto che produce e vende una triste etica della quale a molti cittadini italiani, ed è la stragrande maggioranza!, non gliene frega proprio niente. La verità, dunque, sta tutto nel contrario di quanto afferma il cacciato e ripudiato Buttiglione: sono le non riconosciute coppie gay, e anche i singoli gay con le loro versate tasse, che contribuiscono a pagare le pensioni degli etero e lo stato sociale previsto per tutti! Comprese le pensioni dei presbiteri sposi di Dio: quanti figli hanno partorito costoro con la loro presunta castità? Se il cilicio della Binetti non è certo opera del Cristo, le idiozie del pensiero Bunga Bunga di Giovanardi e  quelle clerico-naziste di Buttiglione avrebbero bisogno di un processo penale come quello inscenato a Norimberga per ben altri simili nazisti omofobi mai censurati dal Vaticano; magari comminando loro una semplice condanna simile al cilicio: una ben stretta museruola per costringerli a un più religioso silenzio!

Bagheria, 28/04/11

Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: CARLO GIOVANARDI, OSSIA DEL PENSIERO FILO BUNGA BUNGA DI NON SANA E ROBUSTA “COSTITUZIONE”

27 Aprile 2011 3 commenti
Esemplare manifesto IKEA: rappresenta una felice coppia gay

Esemplare manifesto IKEA: rappresenta una felice coppia gay

Nessun rapporto socio-affettivo è escluso dalla nostra Costituzione. E ciò per un semplice motivo: gli affetti costruiscono rapporti sociali positivi e funzionali al bene collettivo. Ma è altrettanto vero che la nostra Costituzione protegge la libertà di pensiero. Anche quello assai limitato che tristemente si oppone all’altro del ridente premier ormai noto come Bunga Bunga; ci riferiamo a chi, non avendo sana e robusta “costituzione” nella sua formazione mentale, esprime considerazioni infondate e asociali contro un manifesto pubblicitario dell’IKEA che si rivolge a tutte le nuove famiglie, quelle gay comprese. Avete visto o sentito mai Carlo Giovanardi attaccare le inconsistenti pubblicità davvero antifamiliari presenti nelle televisioni commerciali che amplificano le nude voci dei suoi diretti superiori uomini politici, premier magnate amico di escort in testa!, (quanto ipocriti?!) filo-clericali?

   Noi, e lo diciamo subito con molta lealtà, non amiamo il volto emaciato e abbrutito (si tratta del resto di manifesta propaganda antiestetica di cui si pasce un essere che diffonde affermazioni infelici!) da un’etica famigliare che per nulla condividiamo del sottosegretario alla “famiglia tutta eterosessuale”, signor “non conta niente” Carlo Giovanardi; e crediamo non sia amato neanche dalla maggioranza delle famiglie “etero” italiane che dice di difendere da presunti attacchi anticostituzionali fatti dai fantasmi omofobi che gli frullano nella mente. Fatelo candidare da solo come politico in difesa della sua arcaica concezione di famiglia: sono sicuro prenderebbe più pernacchie che voti.

   Le autentiche famiglie formate da un uomo e una donna si sanno proteggere benissimo da se stesse, non hanno bisogno né di Giovanardi, né del magnate-premier detto Bunga Bunga, amico di escort, tutte  -poverine!-  da sovvenzionare e aiutare. Per quale motivo? Semplice: ogni volta che Giovanardi parla di famiglia esterna frasi davvero “incostituzionali”, cioè prive di forza mentale e quindi non sorrette da  un pensiero caratterizzato da “sana e robusta costituzione”. Carlo Giovanardi è lì, in un contesto governativo e “famigliare” da ipocrita Family Day permanente; e mostra gl’insani aspetti caricaturali di un Governo che ha solo  bisogno di danzatrici del ventre nelle sale dei Bunga Bunga, ossia delle barzellette di Palazzo (noi invece definiamo Bunga Bunga  un tipo d’orgia in cui diverse ragazze adolescenti nude si contorcono per il godimento di pochi uomini vecchi e sessualmente frustrati; uomini follemente legati alla follia del potere: e non stiamo pensando esclusivamente a Gheddafi!); Governo che, sì!, tanti soldi versa solo a una grande sedicente Casta Famiglia, i cui componenti, almeno a parole, sono tutti sposi di Dio, e cioè a quella rappresentata dalle alte gerarchie della Città del Vaticano. L’onorevole famiglia dello IOR per intenderci.

   Sicché questa tipologia di individui (sì, ci riferiamo ai vari Giovanardi che si fingono estranei alla conoscenza dei Bunga Bunga echeggianti negli esemplari Palazzi in cui s’agita il c…uore del Potere) finisce per essere davvero patetica e molto al di “sotto” di qualsiasi civile ruolo di “segretario di stato”; e finisce pure col porsi al di fuori di qualsiasi realtà; si tratta di strani esseri da tenere sotto controllo perché non si accorgono neppure di una cosa semplice: ogni volta che parlano si cingono di pietoso senso  del ridicolo; in uno stato davvero democratico, in loro aiuto, sarebbero già accorse le ambulanze a sirene molto, ma molto spiegate!

Bagheria, 27 aprile 2011

Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: REGINA COELI, RISORGE!

24 Aprile 2011 6 commenti
Regina Coeli: Giovanni XXIII nelle patrie galere. Oggi vi si muore: c'è lì Resurrezione?

Regina Coeli: Giovanni XXIII nelle patrie galere. Oggi vi si muore: c'è lì Resurrezione?

Regina del Cielo,

ogni vergine corolla

tutta s’apre

e-

nuda-

a Te offre

i semi del futuro:

rallegraTi!

Chi-

un tempo-

calci agitava

nel ridente Tuo grembo

oggi è Luce che risorge.

Lo aveva a noi promesso

e ora-

dall’alto-

tutta s’ espande su di noi.

Nostra Alleata Signora

graffiata dal dolore,

concedi a noi di godere-

senza fine-

l’eterna gioia sulla terra.

E in Tuo onore ci prostriamo

al di fuori di ogni chiesa!

Pasqua, 24 aprile 2011

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: VERDE CIELO (POESIA INEDITA DALLA RACCOLTA “INVETTIVE E INVENTIVE”)

Giuseppe Di Salvo, alba del 1991

Giuseppe Di Salvo, alba del 1991

Al buio-

il verde cielo

ci baciava  nel prato

e lì Giovanni-

tunisino

all’italiana nomato-

m’ha-

con forza-

sulla nuda terra infilzato.

Nettare succhiava

dalle mie labbra

da lui assaltate e ferite

e sul mio petto infuocato

il suo getto ansimava-

energia radiando-

sulle nostre due vite.

Coi suoi morsi poi

il mio corpo tutto razziava

con lancinanti incisivi

e saliva al vento

di rosso striata

che ben s’incurvava.

Gli dicevo: -Mi sdrucirai la carne,

mio folletto,

se l’eros che ti accende

cavalcherà sul  rosso mio letto!

Non capiva,

ma certo assai forte

dal suo turgido inguine-

come un pazzo-

ripetutamente gioiva.

Bagheria, alba anni Ottanta

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: L’ONOREVOLE LESBICA PAOLA CONCIA INSULTATA A ROMA: COME MAI NON INTERVIENE IL 25% LESBICO DI SILVIO BERLUSCONI?

21 Aprile 2011 6 commenti
Paola Concia bacia la sua Ricarda in una pubblica manifestazione

Paola Concia bacia la sua Ricarda in una pubblica manifestazione

L’onorevole Paola Concia del Pd, ieri sera verso le 19,30, è stata insultata verbalmente da un nazifascista di 30 anni nel centro di Roma. Questi, rivolgendosi verso Paola Concia che camminava mano nella mano con la sua compagna Ricarda, ha urlato: “Lesbiche di merda, mi fate schifo, vi dovevano bruciare nei forni.”  La Concia ha reagito civilmente come era suo dovere e in sua difesa è pure intervenuto un deputato di Fli, Antonino Lo Presti. Noi esprimiamo la nostra solidarietà sia alla Concia sia alla sua amica. E ringraziamo l’intervento civile del deputato siciliano di Palermo, avvocato Antonino Lo Presti. Onoriamo pure le parole del ministro delle Pari Opportunità, signora Mara Carfagna: “Chiedo scusa a nome degli italiani perbene”. E siccome il ministro fa parte di un Governo altrettanto perbene, noi ci vogliamo augurare che il premier Silvio Berlusconi tiri fuori il suo 25% lesbico e faccia approvare subito la legge contro l’omofobia, così per una volta gli Italiani tutti potranno perdonargli, finalmente!, una legge “ad personam” perché utile a tanti altri cittadini quotidianamente vilipesi e discriminati. Quanto a quell’ominide c’è da dire che vale meno della merda che gli è uscita dalla bocca e, se riconosciuto, andrebbe denunciato e portato davanti a un giudice. Vedremo cosa saprà fare il 25% lesbico del Silvio Nazionale.

Bagheria, 21 aprile 2011

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: IL “SETTIMANALE” PUBBLICA IL MIO ARTICOLO SUL TENORE VINCENZO LA SCOLA

“Il Settimanale di Bagheria”, già nelle edicole cittadine, pubblica il mio articolo sul tenore Vincenzo La Scola recentemente scomparso. Nell’articolo ho aggiunto qualche variante rispetto al post pubblicato in questo Blog il 15 aprile 2011. Riporto il passo più significativo: “Chiudo riportando quanto Piero Mioli scrive a proposito dell’ incisione di Norma di Bellini diretta da Riccardo Muti. Vincenzo La Scola interpreta Pollione e l’incisione risale al luglio del 1994: “Vincenzo La Scola ha bella natura e buona scuola, ma è un simpatico tenore donizettiano o pucciniano, non un grandioso baritenore classicheggiante, e quando si sforza di diventarlo rischia di sciupare il terso velluto della voce.” Noi rileviamo, infine, che quando tendeva verso l’acuto la voce era stridente, perdeva lucentezza e le emissioni risultavano prive di forza e non sempre erano gradevoli. E non abbiamo colto mai carezzevoli sfumature. Ora che non c’è più le incisioni rimaste sono a disposizione  di chi vuole ascoltarlo, per farlo rivivere e per valutarne con serenità l’arte espressa col canto.”

Si diffonda sempre la Sullodata Novella. Grazie.  (G. D.)

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GIUSEPPE DI SALVO: IL MAGNANIMO MAGNATE LESBICO AMICO DELLE PUTTANE

18 Aprile 2011 6 commenti
 
La parte lesbica del magnate amico delle puttane

La parte lesbica del magnate amico delle puttane

 (Breve Fiaba politica con casuali riferimenti alla nostra realtà)

La nostra Repubblica è governata da un  magnanimo magnate amico di auliche puttane. Dice che quando vede una bella prostituta si commuove e sbrodola… assistenza pecuniaria perché non ama vedere quelle belle corporee pietà. E se ci sono le auliche puttane forse la colpa è pure degli insegnanti e delle toghe di sinistra che tendono a distruggere la famiglia? Ci si chiede: quante famiglie, di suo, ha distrutto il nostro generoso magnate? Forse la sua partecipazione al Family Day lo ha purificato dai sensi di colpa?  O doveva mostrarsi magnanimo magnate amico di giovanissime puttane con la nobile voglia di spingere le stesse alla redenzione inserendole in un contesto famigliare tutto suo e a suo modo? Sua moglie, che diceva di fare attenzione  alla  psiche del sullodato magnate, da quale marito è stata spinta a fare queste dichiarazioni? Forse da un insegnante di sinistra  o da un magnate che ama baciare le mani ai dittatori sanguinari? Il magnate delle pulle (diciamola alla siciliana!) o meretrici (usiamo il termine un po’ più aulico!) è grande amico del comunista Putin che ha distrutto molte famiglie della Cecenia: avete mai sentito  il nostro magnate amico delle puttane censurare il comunista Putin per cercare di fermare quel genocidio di famiglie cecene distrutte?. E dire che un tempo piangeva davanti alle telecamere quando a Brindisi sbarcavano gli immigrati. E andava lì per accoglierli. Il magnate amico delle belle prostitute, dunque, sa fare anche l’attore. Col passare degli anni, dopo averne accumulato circa ventimila di migranti in una piccola isola, va a Lampedusa per smistarli (per poi respingerli altrove) e si gonfia il petto promettendo agli indigeni isolani di fondare per loro il Casinò e di proporli al Nobel per la pace. Per i migranti? Nessuna tardiva lacrima esce dai suoi occhi, ora. Solo lager che però lui ama chiamare pomposamente “centri di accoglienza”. Come i nazisti chiamavano “campi di lavoro” i campi di sterminio. Ecco: coloro che sono incapaci di attuare sane politiche per le diverse famiglie accusano gli altri di sfasciare le famiglie etero che si giurano eterno amore inginocchiandosi innanzi all’altare. E non si sa chiedere, limitato com’è, se è proprio l’altare che viene preso in giro dai tipi come lui che le famiglie se le sanno sfasciare da soli. Serve sempre un nemico da demonizzare. E la Costituzione? Va cambiata,  ma forse vuole dire va abolita. O interpretata quando si tratta di dare soldi a palate alle scuole cattoliche, fregandosene di quell’articolo della Costituzione che prevede sì l’esistenza delle scuole private,  però senza oneri da parte dello Stato. Forse mobilita il Parlamento per dibattere obiettivi politici per le famiglie in difficoltà? No, il Parlamento si deve occupare di proteggergli il c…ospetto dalle patrie galere. E il bello è che cita Craxi. Almeno il suo amico socialista ebbe il coraggio, prima di andare a morire a Tunisi, di dire  in Parlamento che tutti, anzi quasi tutti !, rubavano. Il magnate amico delle puttane dice invece che è incompreso e semplicemente perseguitato dai magistrati comunisti, come se costoro avessero fatto un corso speciale nel KGB di Putin, suo sommo  e non lesbico amico. Se poi dalla Germania il teologo David Berger dice che il papa è omosessuale,  non esita a dichiarare che anche lui lo è al 25%. Da quale rifatta apertura? Non lo dice. Ma precisa che la sua parte gay è lesbica. Quindi il generoso magnate, sempre amico delle puttane, tende a diffondere un altro subliminale messaggio, e cioè: “Se aiuto personalmente le prostitute dal punto di vista economico e poi faccio tagli alla scuola pubblica e alla cultura, ciò è dovuto al fatto che tendo ad appagare la mia parte lesbica proiettandola nei confronti delle escort che aiuto; la cultura, invece, è inutile finanziarla, basta del resto che si conosca, insostituibile, la mia; sì come è utile finanziare le scuole cattoliche che creano spiriti casti per imbellire tradizionali famiglie”.

   Si riferisce forse alla famiglia del prelato singolo e casto e santo Ratzinger o al ridente splendore della sua?

   Il magnate amico delle puttane dice, inoltre, che in fondo lui è alto di statura e di pensiero, tranne quando s’inchina per baciare le mani al papa o a Gheddafi. La sua incurvatura, deretano all’indietro, fa apparire più alti gli altri che restano in posizione eretta con abbottonate patte in avanti, uomini della sua scorta compresi. Ma una cosa sfugge al nostro magnate amico delle puttane: i nani di Biancaneve tutti, anche il più nano dei sette, hanno certamente un’altezza di pensiero molto più svettante di quella sua; e verso queste vette della mente il nostro magnate, affetto da insana e fascista goliardia, non potrà mai certo arrivare. Ne proviamo pietà. Si tratta di bieco pensiero comunista incarnato da un impostore che di pensieri antidemocratici ne incarna due: quello illiberale di sinistra e quell’altro altrettanto illiberale di destra; la peggiore combinazione di pensiero totalitario in assoluto! E proietta politicamente un  feroce giustizialismo a danno di carcerati, migranti, non auliche prostitute non degne di arrivare nei suoi palazzi (per essere aiutate)… e si potrebbe continuare. E’ uno strano “eteroide” alle prese con la follia generata dal potere, triste follia di cui è necessario quanto prima sbarazzarsi. Finché i mezzi della nostra democrazia ce lo permettono. Ci sovviene la figura di un  nuovo Frankenstein creato nei laboratori della nostra partitocrazia?  E vuole che dagli stessi laboratori partitocratici escano donne simili a lui per potere davvero amare. Ma questi nemici “comunisti” non lo vogliono più accontentare. Non possono: hanno capito troppo tardi di avere sbagliato politicamente nel creare già lui, ma progettare  in laboratorio donne simili a lui è davvero osare troppo. E allora? Il magnanimo magnate amico delle puttane sta facendo di tutto per distruggere le regole della convivenza civile e della nostra democrazia. Se continua così ci sarà solo distruzione e morte. Occorre fermarlo! Prima che sia tardi. Per il suo bene. E per quello di tutti.

 

Bagheria, 18 aprile 2011

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: IL TENORE PALERMITANO VINCENZO LA SCOLA E’ MORTO IN TURCHIA

Nostro Saluto al tenore palermitano Vincenzo La Scola

Nostro Saluto al tenore palermitano Vincenzo La Scola

Colto da malore durante la tournée, muore il tenore  Vincenzo  La Scola. Era nato a Palermo nel 1958. Per oltre 25 anni ha svolto una carriera di successo internazionale. Si trovava in Turchia. E’ morto in Turchia per un malore dove si trovava in tournée, il tenore Vincenzo La Scola, che era nato a Palermo nel 1958. Per oltre 25 anni ha svolto una carriera di successo internazionale nelle opere del repertorio italiano di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Gaetano Donizetti e Vincenzo Bellini. Ha avuto successo anche nel campo della musica leggera collaborando con Cliff Richard nell’album EMI Vita mia (2009). Nel 2000 è stato ambasciatore dell’UNICEF.
Nel 2003, dopo avere inaugurato la stagione del Teatro Regio di Torino con “Simon Boccanegra”, ritorna al MET di New York con “La Boheme”. E’ invitato dal Maestro Myung Chung a partecipare ai concerti di Natale e New Year a Tokyo per le televisioni giapponesi ASAHI e NHK.
Nel 2004 viene nominato docente principale e direttore artistico dell’Accademia Verdi Toscanini della Fondazione Arturo Toscanini di Parma e nel gennaio 2005 debutta nel ruolo di Manrico de “Il Trovatore” in una edizione che lo vede anche responsabile artistico del progetto registico e scenografico.

La triste notizia l’ho appresa poche ore fa. Mi ha telefonato Pieruccio, un amico bagherese che anima il gruppo dei “giovani”, giovani sempre presenti al Teatro Massimo di Palermo.  Ho ascoltato  Vincenzo La Scola in diverse opere verdiane e non. Ne ho da subito apprezzato il timbro nel registro centrale, ma non sono stato mai convinto delle sue interpretazioni drammatiche sia per quanto riguarda la sua dirompenza scenica sia per potenza e squillo nella zona acuta della sua voce. E non sono stato d’accordo con lui quando ha appoggiato il cenone di Capodanno dai dirigenti del Teatro Masssimo realizzato nel nostro sacro Tempio cittadino qualche anno addietro. Ma la triste notizia mi lascia con una fitta al cuore. E certo il mondo della musica lirica perde un nome di non irrilevante importanza. Ne riparleremo. Spesso lo si vedeva al Teatro Massimo di Palermo, sua città, anche fuori scena come spettatore. Ci uniamo con affetto al dolore degli amici. Pieruccio mi ha invitato ad esprimere, a mio modo, una preghiera. L’ho appena fatto con queste mie brevi e sincere riflessioni.

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: RATZINGER E’ “GAY” O NON LO E’ ? NOVITA’ NELLE RIVELAZIONI DEL TEOLOGO DAVID BERGER?

15 Aprile 2011 2 commenti
Ratzinger e... via col  Sacro (E)Vento!

Ratzinger e... via col Sacro (E)Vento!

Perché occuparci dell’orientamento sessuale di papa Ratzinger? Che rilevanza politica può assumere nella nostra società sapere che il papa tedesco è orientato sessualmente verso gli uomini e non verso le donne? E cosa cambierebbe dal punto di vista teologico? Tutto: perché metterebbe a nudo l’ipocrisia delle gerarchie cattoliche in materia di etica sessuale. E niente: perché sessualmente la gente fa quello che vuole e se ne frega delle indicazioni date dalle gerarchie vaticane. Intanto la notizia.  Secondo il teologo David Berger “Papa Ratzinger è gay”. Lo ha dichiarato in un’intervista al mensile “Fresh”. Il noto teologo, che ha fatto coming out lo scorso anno, ha affermato che l’omofobia di papa Ratzinger nasce dal fatto che odia la propria omosessualità. Lo scoop di Berger ha già fatto in poche ore il giro del mondo ed è in molti siti  web. Il teologo David Berger ha scritto anche un libro in cui svela racconti inediti e molto dettagliati sull’omosessualità di papa Ratzinger; comunica al mondo che il papa tedesco avrebbe avuto relazioni omosessuali con guardie svizzere e viene citata la giornalista Valeska von Roques secondo cui papa Ratzinger durante la sua attività di cardinale avrebbe avuto storie omosessuali con le citate prestanti guardie. Berger inoltre si sofferma sui contatti con l’ambiente Vaticano: “Quando si parla con i teologi,  in privato, tutti concordano sull’inclinazione omosessuale di Ratzinger”. Il teologo spiega come l’odio di Ratzinger nei confronti della propria omosessualità generi anche la sua folle reazione omofobica contro l’omosessualità praticata da milioni di persone liberamente. Dice: “Ratzinger viene da una cultura clericale nella quale il tema dell’amore per persone dello stesso sesso era totalmente tabù. Quello che odia in sé lo proietta sugli altri e lo disprezza”. Del resto è noto che per la Chiesa cattolica e, in modo particolare per le gerarchie ecclesiastiche, l’omosessualità è ancora un tabù. Basti pensare che alcuni “religiosi” hanno recentemente dichiarato che è un peccato criticare gli omofobi.

   Come commentare tutto ciò? In questo semplice modo. Chi conosce i preti sa che dovrebbero praticare la castità, indipendentemente dal loro orientamento sessuale; sa pure che per molti prelati la castità è solo una triste maschera ipocrita; sa chi sono i preti davvero casti, quelli che hanno relazioni con uomini o con donne; sa inoltre chi sono i preti pedofili. Il parrocchiano, in genere, conosce i vizi privati e le pubbliche virtù di chi anima la parrocchia che frequenta. E ha l’ipocrita bontà (ma si può benissimo chiamare cattiveria o invidia!) di raccontarli (questi vizi o queste virtù dei preti) anche agli altri. Se il bigotto (o la bigotta) di turno non vuole far sapere che le notizie  rivelate sono uscite dalla sua bocca, non fa altro che dire il classico motto: “Qui lo dico e qui lo nego”.  E allora? Riconosciamolo un grande merito al teologo David Berger: dice che papa Ratzinger è gay e lo sottoscrive, e se ne assume la responsabilità. In pratica non fa il pettegolo, rivela una notizia. Vera? Falsa? Questo lo giudicheranno gli altri. Noi diciamo semplicemente che non è una novità!

   Ora, con chi sia andato a letto papa Ratzinger, a me personalmente, non me ne frega niente. Della sua surreale etica sessuale (che poi è l’etica del Vaticano, uno stato fondamentalista permeato da infinita sete di potere) non me ne frega altrettanto nulla. E se è vero che Ratzinger ha “amato” (ma saprebbe davvero amare?) gli uomini (e con tutta sincerità non lo escludo, come non escludo che i “casti” abbiano avuto conflittuali polluzioni notturne), posso solo sottolineare che non li ha mai potuti amare come me: non  ho mai pagato gli uomini che ho portato nelle mie diverse alcove più o meno dorate; e affermo che lo scambio erotico è comunicazione che ci mette in contatto con lo splendore di Dio. E’ anche con l’erotismo (l’erotismo è amore!) che l’Altissimo a noi si rivela; l’incrocio dei corpi in amore è la prova ontologica dell’esistenza di Dio. Fra un gay dichiarato e un triste frocio  (papa o no) chiuso dentro l’armadio la differenza sta tutta qui: nel diverso approccio che si ha nel vivere o codificare la teologia e l’etica sessuale; e nel creare felici relazioni sociali in questa splendida vita. In base a quello che ho detto, papa Ratzinger potrà pure avere un orientamento sessuale di tipo omosessuale, ma francamente, a guardarlo bene, “gay” (felice, cioè) non sembra proprio! Se ci si sbaglia, il Dio misericordioso è sempre pronto a rinnovare il suo perdono: più alle pecorelle smarrite e non a quelle infallibili. Amen!

Bagheria, 15 aprile 2011

Giuseppe Di Salvo

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