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Archivio Febbraio 2013

GIUSEPPE DI SALVO: LA PANSESSUALITA’ VISIVA DEL REGISTA INGLESE GRAHAM VICK TRIONFA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO CON “DIE WALKÜRE” DI RICHARD WAGNER

La Walkiria di Wagner al Teatro Massimo di Palermo

 

 

 

 

 

 

E’ arrivata l’ora che ad ogni cultore e amante dell’Opera Lirica si dica una cosa semplice: Richard Wagner ha avviato un grande processo di sessualizzazione della musica e si è servito del mito per cercare di ripristinare una concezione pansessuale (o transessuale  -o transgender, come si dice oggi!) della vita sessuale umana. Eros e Thanatos, nobili attrazioni incestuose e comportamenti sado-masochisti, ma soprattutto bisessualità e androginia psicologica (oggi diremmo orientamento sessuale) sono tutti aspetti erotici codificati nella musica del geniale compositore tedesco, amico e amante del grande re Ludwig.

   L’idea di sessualizzare i rapporti fra poesia e musica, in Wagner, risale proprio al 1848, anno di tante rivoluzioni: la musica di Wagner è, quindi, rivoluzione sessuale ante litteram. E’ lotta di liberazione del desiderio erotico represso da secoli dalla morale giudaico-cristiana priva di armonia. Nella “Tetralogia”, infatti, Wagner tenta di ripristinare una “grecità originaria”, grecità distrutta dal giudaismo, dal cristianesimo, dal denaro: ed ecco che ora rendiamo un po’ più esplicito anche il significato dell’ “Oro del Reno”.

   C’è “unità dialettica” fra poesia e musica nelle partiture di Wagner: e si tratta di espressioni estetiche all’interno delle quali deve svettare, però, la poesia; la musica, invece, tende a decodificare, pur rimanendo in qualche modo criptata  -sia col ritmo sia con le indicazioni agogiche sia con le combinazioni armoniche sia col canto-  quanto di metaforico c’è nell’espressione poetica.

   Il grande etnomusicologo francese, ora cittadino canadese, Jean-Jacques Nattiez, per fare un primo mirabile richiamo di grande interprete della musica di Wagner, ha evidenziato quanto segue: nel brusco accordo finale che chiude il Primo Atto de “La Walkiria” ci sarebbe espressa la virile evocazione musicale dei colpi di schiena (quindi il vero e proprio amplesso amoroso!) di Siegmund proprio nel vibrante atto erotico col quale tende a penetrare Sieglinde. A questa lettura, probabilmente, si è richiamato il regista Graham Vick nel mettere in scena “La Walkiria” di Wagner al Teatro Massimo di Palermo giovedì 21 febbraio 2013. Vick, alla fine del Primo Atto, dal punto di vista visivo, non ha fatto altro che mettere in scena l’amplesso da noi sopra descritto. E ha suscitato in noi forti emozioni e approvazione. E ha pure reso visiva una Primavera di passioni amorose, con tante coppie-comparse sparse in platea, che era la Primavera delle passioni pansessuali: il tutto espresso con delicatezza geniale. Complimenti a Vick!

   I due gemelli incestuosi Siegmund (figlio del dio Wotan e di una donna mortale che trova rifugio, in piena tempesta, nell’abitazione di Hunding) e Sieglinde (vive le sue infelici nozze proprio con Hunding e soccorre Siegmund) s’innamorano e vivono subito, dopo che Sieglinde ha fatto addormentare il marito Hunding con un sonnifero, la loro forte attrazione erotico-amorosa. Si rispettano le leggi dell’ospitalità, ma al contempo Hunding progetta il duello.

   L’Inno alla Primavera degli autentici sentimenti segue l’iniziale tempesta musicale con la quale si apre magicamente l’opera; una tempesta in cielo che però è destinata a trasformarsi in perenne tempesta interiore dei personaggi nel corso di tutta l’opera. Di questi conflitti amorosi i personaggi hanno sempre coscienza, non ci sono mai complicazioni inconsce. Nell’opera di Wagner tutto l’erotismo è perfettamente conscio. E nell’unità espressiva di parola e musica (aspetti tanto cari anche a Ildebrando Pizzetti e a Michele Lizzi) ci sono tutti gli aspetti evidenti di questa “coscienza” erotico-amorosa che certo, semmai, va a cozzare contro il Super-Io censorio della morale politica allora  -e in buona parte ancora oggi- dominante.  Questo Super-Io censorio nella Walkiria è rappresentato dal personaggio di Fricka: Vick ce la rende come una contrita e contratta figura pirandelliana compita e attaccata alla sua borsetta piccolo-borghese, vale a dire una pericolosa moralista che spinge Wotan a reprimere e ad annientare il desiderio amoroso incestuoso dei due fratelli gemelli e mira a distruggere gli adulteri stessi. Questo insano moralismo distruttivo è anche incarnato nella “maschia” e rozza figura (talvolta attraente anch’essa!) di Hunding, marito non amato di Sieglinde; questi non fa altro che trasformare in dirompente sadismo la consapevolezza di essere privo di corrisposto amore.

   Nell’interessante libro  del pensatore Slavoj Žižek intitolato “Variazioni Wagner” (Asterios Editore), alle pagine 56 e 57 possiamo leggere: “Sigmund e Sieglinde, l’unica coppia autenticamente romantica di tutto il Ring. Per quanto sia un eroe solitario, un escluso che aiuta gli altri che si trovano in angoscia, Sigmund diventa pienamente cosciente di se stesso nell’amore che prova per Sieglinde: per entrambi questo amore incestuoso è la sola cosa che conti e scaccia tutte le altre considerazioni”.

   Quello di Sigmund e di Sieglinde è un amore miracoloso. È degno della gloria divina e dell’autentico “Walhalla terreno”! Ed è questo amore che spinge la Walkiria Brunilde, prendendone coscienza, a disobbedire anche al volere del padre Wotan in preda a scelte e a conflitti morali paranoici di cui, visto che rappresenta l’Ordine e la Legge divina, non riesce a liberarsi. O semplicemente non può! C’è qui tutta la grandezza di Wagner: “La sua ideologia della relazione sessuale, dell’amore sessuale come ultimo punto di riferimento che dà il suo senso alla vita degli uomini”. (Žižek, op. cit. pag. 62).

   E gli obbrobriosi moralisti non capiscono che il vero adulterio non sta nell’accoppiamento sessuale al di fuori del matrimonio, esso semmai sta tutto nei rapporti sessuali fatti senza amore all’interno del matrimonio. Esso è mero stupro! Ma come farglielo capire all’impupata Fricka e a tutti coloro che hanno erotizzato una tale infelicità?

   La regia di Vick è tutta da elogiare. Lo stesso elogio, purtroppo, non possiamo esprimere dal punto di vista musicale e vocale alla produzione palermitana ascoltata. Diciamo subito che a noi è piaciuta, fin dall’inizio, l’ottima presenza scenica del basso russo Alexei Tanovitski: ha saputo dare al personaggio di Hunding quella forza sadica che la sua rozzezza merita; e ci ha incantati con la sua corposa voce ricca di armonici: una vera lezione su come va interpretato Wagner! Peccato, l’avremmo voluto ascoltare in Wotan, ruolo di basso nobile e cantabile a Tanovitski certo ben congeniale. Chissà come avremmo vissuto il suo fraseggio nel famoso “Addio”! Abbiamo apprezzato anche la Fricka del mezzosoprano Anna Maria Chiuri: c’era, nel suo canto, una buona espressione e una dignitosa corposità vocale. E gli altri? Erano lì, tutti bravi attori. Ma dov’era l’Heldentenor? E le figure dei corposi soprani drammatici wagneriani? E l’orchestra? Era pure lì, e stavolta contavo pure quattro arpe: incredibile! Mi veniva la voglia di essere tuba wagneriana aggiunta. Per ben altre cavalcate senza cavallo. Ma si apprezzava nel silenzio. E il direttore Pietari Inkinen? Era pure lì… mentre Wagner vagava oltre la sua amabile innocenza. La bacchetta di Inkinen era strumento oscillante fra sonorità che, alla fine, ci hanno rivelato che non c’è tempesta nel vero Walhalla: su questa terra e oltre il cospetto di Wagner!

Bagheria, 27 febbraio 2013

Giuseppe Di Salvo

 

GIUSEPPE DI SALOV: VINCE LA PARTITOCRAZIA E L’ANTIPARTITOCRAZIA DI GRILLO

Chi ha vinto? Diciamolo con due semplici parole: la Partitocrazia e l’Antipartitocrazia di Grillo. E ha perso la Chiesa col suo appoggio a Monti. Ma la partitocrazia, purtroppo, ha la maggioranza. Di notevole rilievo il circa 6% in più degli Italiani astenuti rispetto alla politiche precedenti. (G.D.)
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GIUSEPPE DI SALVO: AFFLUENZA IN CALO, A CIRCA MENO 7,5%, IL POPOLO SOVRANO PRENDE A PEDATE LA PARTITOCRAZIA!

UNA FEROCE TEMPESTA POLITICA STA PER COLPIRE LA PARTITOCRAZIA. IL POPOLO SOVRANO  (RE E REGINE VOLUTE DAI PADRI COSTITUENTI) ESULTI!

Altro che cattivo tempo! Se l’affluenza è in calo del 7% vuol dire che il cattivo tempo si è abbattuto tutto contro la partitocrazia di stampo montiano. In Sicilia, infatti, la percentuale degli astenuti è molto più alta. E a Bagheria tocca il 12%: e vi assicuro che qui il tempo ieri invitava la gente ad uscire. Gli è che il popolo sovrano non ne può più di questi partitocrati e dei loro cantori come Eugenio Scalfari. Ma lo volete capire, sfacciati partitocrati, che il Popolo Sovrano vi sta prendendo a pedate? Vi sta cacciando dalle soglie del Palazzo. Dimettetivi tutti come ha fatto Ratzinger. Il Vaticano che tanto adulate vi darà ospitalità! Una feroce tempesta si è abbattuta contro di voi. Correte ai ripari. E non usate tacchi a spillo per scappare, potreste inciampare per la folle e inconsulta corsa!

   Ecco come gl’Italiani hanno votato alle ore 22,00.

Per le elezioni relative al rinnovo della Camera dei Deputati, alle ore 22 di ieri ha votato il 55,17% degli aventi diritto. Nelle precedenti elezioni del 2008, alla stessa ora, aveva votato il 62,55% degli elettori. Il calo dell’affluenza è quindi, a livello nazionale, di circa  7,5 punti.

Giiuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: HO DUE AMORI: RIVOLUZIONE CIVILE DI ANTONIO INGROIA ALLA CAMERA (SCHEDA ROSA) E M5S DI BEPPE GRILLO AL SENATO (SCHEDA GIALLA)

Antonio Ingroia

Come cacciare dai centri del sano potere le tante maschere ipocrite partitocratiche che hanno ridotto la nostra gloriosa Italia e i cittadini Italiani allo sfascio? Certo, occorre dire che la partitocrazia, in qualche modo, è a nostra immagine. Ma ora gli Italiani si sentono feriti nel loro io profondo. E tentano una rivolta democratica. Ci sarà. Dalle urne, il 25 febbraio 2013 uscirà un’Italia politica certamente diversa. E molti partitocrati hanno paura, la temono.

   Perché mai? C’è forse qualcuno che vuole parlare della Scuola Pubblica? E’ senza soldi. I Contratti Collettivi non si possono attuare: stipendi bloccati, incentivi economici per i progetti che tendano ad arricchire l’offerta formativa degli alunni e delle famiglie inesistenti; ma i finanziamenti per le scuole private, anche se anticostituzionali, si trovano, i partitocrati li hanno sempre trovati. E alla scuola pubblica dell’obbligo è venuto meno pure il materiale di facile consumo. Sanità? Come non apprezzare il lavoro di tanti medici e personale sanitario davvero competente, ma la sanità è anche un luogo di stampo clientelare dove i nostri partitocrati da sempre hanno collocato i loro pezzi da 23  – e vi prego non decodificate “culo”-(quelli da 90 non esistono più!), per non parlare degli immani interessi economici da parte delle mafie partitocratiche su un fondamentale servizio che dovrebbe costare molto meno alla salute di ogni cittadino.

    Già i Cittadini… Come sono stati tartassati da quel signor Mario Monti  -prima fattosi nominare senatore a vita con stile medioevale dal nostro “saggio” in partitocrazia, presidente Giorgio Napolitano-   per poi essere appoggiato da tutti i partitocrati  -onesti e non- (Radicali compresi), tranne lo “sgrammaticato” Di Pietro che pure sa rompere però con le più “volgari” grammatiche dell’ipocrisia e coi tanti mascheroni della politica italiana: forse è meglio la Bindi, Berlusconi o Casini… per citarne solo tre tutti affetti da assai nobili interessi partitocratici e genuflessi ai voleri del Vaticano? Già il tecnico… come ha fatto in fretta ad apprendere i comportamenti della peggiore partitocrazia in campo il nostro Monti! Ma quando mai è stato tecnico? E’ stato il gioco delle tre carte partitocratico, la proiezione di un Regime appestato che, di fatto, esterna solo odio per le libertà civili ed economiche  degli Italiani.

   Già… i Diritti Civili! Come osano i Cittadini pretenderli? La Costituzione non è per loro. Per la riprovevole Casta sì. Infatti, i parlamentari hanno tutti i diritti sia per i loro conviventi sia per gli amanti sia per i lecca-mascheroni da schifo sia per la stampa da loro prezzolata, fatte sempre le dovute eccezioni per qualche Testata e per alcuni giornalisti. E per la Casta non ci sono mai tagli economici, anzi è giudicato populista chi glieli vuole fare. E allora? BASTA! BASTA! BASTA!

   Ribadiamo un sacro e democratico principio: i parlamentari che il 24 e il 25 febbraio 2013 andremo ad eleggere devono essere a servizio dei Cittadini! Chi entra nell’urna per votare non è suddito; deve esprimere il suo voto col piglio di un Grande Re, come vuole la nostra Costituzione. Sono i Cittadini i tanti sovrani che delegano i loro rappresentanti in Parlamento perché essi legiferino per governare desideri ed esigenze del popolo sovrano e non gli interessi della Casta. E banche e banchieri devono essere a servizio dell’economia che tenda a creare crescita e sviluppo, e non politiche partitocratiche fallimentari a danno di tutti. I Parlamenti ritornino ad essere luoghi vivi e non assemblee dove nel vuoto si agitano anime morte. Basta con queste leggi elettorali fatte su misura dei partitocrati che animano la putrefazione dell’ orripilante Casta: tutto questo è antidemocratico; e ciò che è antidemocratico è CONTRO NATURA perché  lede la dignità di tutti i Cittadini. Ma non si vergognano questi parlamentari eletti perché, di fatto, nominati con uno stile da investitura medioevale? Il vero eletto è “scelto” dai cittadini col voto: è mai possibile che nessuno vede l’incostituzionalità di questa legge elettorale che tende ad accrescere il potere delle mafie partitocratiche? Non è forse lotta contro la mafia partitocratica schierarsi con forza contro questa porcata di legge elettorale? Come farla questa Rivoluzione Civile se non col  libero voto? Gli Italiani oggi si sentono stuprati dalla gestione partitocratica del nostro Stato. Contro questo immondo abuso ci dobbiamo ribellare e condividere sane proposte alternative.

   Personalmente le trovo nelle liste di Rivoluzione Civile di Ingroia. E alla Camera voterò Ingroia mettendo lì la mia sovrana  X (Scheda Rosa); e siccome l’8% è difficile che al Senato in Sicilia Ingroia lo raggiunga, più realisticamente nella Scheda Gialla la mia regale X sarà tracciata sul M5S di Beppe Grillo. Del resto, molte proposte politiche contro la Casta dei due schieramenti sono simili. Come molte proposte per i Diritti Civili ed economici dei Cittadini. E poi… a vincere con un orgasmo politico innovativo a due è sempre meglio che con un movimento solo!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: ALEXEI TANOVITSKI, AITANTE BASSO RUSSO, NEL RUOLO DI HUNDING, DA’ SENSO ALLA “WALKIRIA” DI WAGNER AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO!

Alexei Tanovitski

Un aitante e bel basso russo gira per i Teatri lirici del mondo. Bello non solo per la mirabile e gradevole stazza fisica. Ma anche  -e diciamo soprattutto!-  per la sua voce corposa di basso ricca di armonici. Noi già lo abbiamo ascoltato e apprezzato in disco nel ruolo di Ivan Yakovlevich ne “Il naso” di Shostakovich diretto da Valery Gergiev. Giovedì pomeriggio 21 febbraio 2013 ce lo siamo trovati innanzi al Teatro Massimo di Palermo in occasione della Prima della “Walkiria” di Wagner. Interpretava il ruolo di Hunding. Che dire? Vedere e ascoltare questa Walkiria a Palermo vale la pena (sì, di pena nell’insieme si tratta!) soprattutto per la presenza di questo statuario basso. Chi è mai costui? E’ una persona di grande sensibilità musicale che vi dice come va cantato Wagner. In lui espressione e spessore vocale coincidono. E la sua voce è presenza scenica che si sposa con qualsiasi dotta regia. Come oscillava e batteva… quelle catene con fare da sadico! Valeva più di tutte le nove Walkirie! E ben altre cavalcate… sonore. Come mi spingeva indietro nel tempo e nel timbro: rimembravo il grande basso italiano Ivo Vinco nel ruolo di Sparafucile nel Rigoletto di Verdi. Riveliamo il suo nome: ALEXEI TANOVITSKI. Ah, se avesse interpretato lui Wotan! Veniva la voglia di farsi incantare e cingere dal fuoco al posto di Brunilde. A presto la mia recensione della Walkiria giovedì sera ascoltata. E non senza scalpore!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: ALLA CAMERA OCCORRE VOTARE PER LA RIVOLUZIONE CIVILE DI ANTONIO INGROIA!

Alla Camera voto Rivoluzisone Civile di Ingroia

Io per dirvi che voterò, alla Camera, per le liste di Rivoluzione Civile di Ingroia, non ho bisogno che me lo dica Fiorella Mannoia che pure tanto amo: me lo dice la mia coscienza e la seguente consapevolezza: i partiti che appoggiano Ingroia  -ma il nostro magistrato palermitatno su tutti-  non fanno altro che mostrarvi i punti della nostra Costituzione che ancora non sono stati del tutto applicati. Mi riferisco all’articolo 1, al 2 e al 3. Personalmente, come tutti i cittadini che hanno il senso dello Stato, pago le tasse: mi vengono trattenute alla fonte, prima ancora che mi venga dato lo stipendio. E allo stesso modo voglio uguali diritti: sia che mi voglia sposare con un uomo o no. Non me lo devono dire i Casini d’Italia come devo regolare la mia vita. Voglio uguali diritti e occorre mettere fine a qualsiasi discriminazione economica o che riguardi i diritti civili delle persone. Voto Rivoluzione Civile alla Camera perchè sono fiero della mia identità e sono gli altri che si devono vergognare. Voto Ingroia alla Camera perchè mi affascina il suo bianco sorriro espresso sulla Costituzione e non sui partitocrati che ci umiliano e tartassano. Rivoluzione democratica nelle urne. Punto… e non basta!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: SANREMO “SVELI” UNA GRANDE STATUA A NUNZIO FILOGAMO: IL PRIMO PRESENTATORE DEL FESTIVAL SIA ONORATO!

Nunzio Filogamo, Primo Grande Presentatore del Festival di Sanremo.

Che a Sanremo sia stata scoperta una statua a Mike Bongiorno lo riteniamo giusto. Anche noi abbiamo un buon ricordo del presentatore. E onoriamo la sua memoria di partigiano. Infatti, Mike Bongiorno, durante la seconda guerra mondiale, dopo l’invasione tedesca dell’Italia, fu costretto ad abbandonare gli studi (aveva conseguito la maturità soltanto nella seconda sessione, l’8 ottobre 1943, in quanto nella prima era risultato insufficiente in matematica e fisica) per rifugiarsi sulle Alpi. Decise così di entrare a far parte dei gruppi partigiani e, grazie alla sua conoscenza dell’inglese, fu impiegato in un’importante e pericolosa “staffetta”, in cui doveva attraversare nel periodo invernale i contrafforti alpini innevati per portare in Svizzera, per conto della Resistenza, dei messaggi che permettevano le comunicazioni fra i partigiani italiani e gli Alleati di stanza nel Paese elvetico.

   Ma perché un roseo busto coronato di alloro non si è mai scoperto al primo presentatore radiofonico del Festival di Saremo, e cioè a Nunzio Filogamo, pseudonimo di Annunziato Filogamo nato a Palermo il 20 settembre 1902 e morto a Rodello il 24 gennaio 2002?

   Ve lo ricordate come allargava le braccia in segno di saluto, dicendo con voce seducente: “ Miei cari amici vicini e lontani, buonasera, buonasera ovunque voi siate!”. Che stile raffinato per i  bigotti di allora! E’ stato il primo conduttore televisivo che negli anni Cinquanta aveva forme del tutto dissimili dalle attuali; erano forme più auliche e ricercate. Ma piaceva. E certo diede origine alla moderna professione del presentatore in tv, poi chiamato anche conduttore.

Nunzio Filogamo era colto, dopo gli studi in legge, alla Sorbona di Parigi e all’Università di Torino, fece l’avvocato per due anni a Torino, poi approdò al mondo dello spettacolo recitando in celebri compagnie teatrali insieme a Dina Galli e alle sorelle Emma ed Irma Gramatica. All’inizio degli anni Trenta incominciò a lavorare nella compagnia teatrale del celebre Ruggero Ruggeri. vi restò per una sola stagione. Entrato nell’EIAR (1934), Riccardo Morbelli lo chiamò per interpretare Aramis nella celeberrima rivista I quattro moschettieri (di cui curò anche la regia nelle ultime puntate del 1937).

   Filogamo caratterizzò magistralmente il proprio personaggio con la “erre moscia” e un atteggiamento che poteva apparire un po’ raffinato o effeminato, ma in verità si trattava di eleganza espressiva certamente eccentrica: un modo linguisticamente -non compreso dai più-  di un uomo che doveva sfidare (e convivere) con la quotidiana ipocrisia. Divenuto ormai un vero divo della radio italiana, diresse la Compagnia di rivista dell’EIAR di Roma che debuttò il 24 novembre 1940 e, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, fu incaricato di presentare gli spettacoli organizzati per le forze armate, affiancando dopo l’arrivo degli Americani, stelle come Marlene Dietrich e Gene Krupa.               

   Nunzio Filogamo diede il battesimo al Primo Festival di Sanremo (1951), che nella seconda edizione (1952) aprì pronunciando la frase, divenuta ben presto un simbolo del mezzo: “Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate!”. 

   In realtà tale frase (ripresa come titolo da un libro di Gianni Isola, e da una trasmissione televisiva di Arbore del 1984 per i 60 anni della radio italiana) nacque sì in quell’anno, ma non a Sanremo. Fu infatti pronunciata per la prima volta all’interno di un’altra trasmissione condotta da Filogamo: Il microfono è vostro (1950-52). Presentò anche le due edizioni successive del Festival, per poi venirne estromesso, con l’arrivo della televisione, in quanto ritenuto poco telegenico. Balle!

   Gli è che subì una pesante discriminazione perché  -si diceva allora-  fosse omosessuale.

Anche i partitocrati democristiani negli anni Cinquanta avevano un forte controllo sulla RAI, e probabilmente contribuirono a tale esclusione le sempre più ricorrenti voci sull’omosessualità di Filogamo: ad esse faceva esplicito riferimento nelle movenze il grande imitatore Alighiero Noschese. Il popolare presentatore tornò comunque al Festival nel 1957, al fianco di Marisa Allasio, cui non risparmiò i rimproveri, nell’ultima serata, per le numerose “papere”.

   Ricordiamo le caratteristiche comportamentali di Filogamo: era sempre elegante, educato, colto, fine dicitore; fu il modello del presentatore classico, quello dei grandi spettacoli di Broadway. E fu amato da Federico Fellini e dall’avanguardia teatrale. La sua misura era lo stile; e lo smoking  rappresentò, come è stato detto, “la sua torre d’ avorio”. Indipendentemente dalla sua omosessualità, una grande statua deve essere innalzata a Sanremo a Nunzio Filogamo: fu il padre di tutti i moderni presentatori. Onore alla sua memoria! E alla nostra che siamo orgogliosi di ricordarlo come merita!

   Nel sito “OggiBologna.it” si legge: “In questo Paese di misteri, nel passato, convivevano le contraddizioni di un presentatore gay adulato come Nunzio Filogamo e ostracismi nei confronti di Bindi: chi capisce la logica è bravo. Filogamo è morto in una casa di riposo alla veneranda età di 99 anni, osannato e ricordato come uno dei miti di Sanremo; Bindi è morto nel 2002, a 70 anni, in povertà e con la concessione della legge Bacchelli, che gli venne riconosciuta solo un mese prima della morte”.

   Noi diciamo che anche Nunzio Filogamo venne discriminato. Ma era amato dalla gente. Della sua omosessualità non se ne parlava. Ma a qualcuno certamente faceva storcere il naso, c’era sempre il pericolo che essa potesse venire fuori!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: SANREMO GIOVANI 2013: A RENZO RUBINO PREMIO CRITICA MIA MARTINI

Renzo Rubino vince il Premio della Critica Mia Martini

 

 

 

 

E’ andato a Renzo Rubino con la canzone Il Postino (amami uomo) il premio della Critica Mia Martini. Rubino ha ricevuto 27 voti. Hanno votato 114 colleghi accreditati presso la Sala Stampa Ariston Roof. Voti validi 110, schede nulle 3, bianche 1. Seguono Andrea Nardinocchi (21), Antonio Maggio e Ilaria Porceddu (18), Il Cile (11), Blastema (7), Paolo Simoni (6), Irene Ghiotto (2).

   Come si vede, ogni critico ha i suoi gusti musicali. Ma Renzo Rubino, alla fine, ha vinto il prestigioso premio della Critica Mia Martini. Meritatamente: lo avevamo segnalato circa una settimana fa. Complimenti per l’emozionante vis interpretativa di Renzo che ha saputo cogliere ciò che matura all’interno della nostra società. Una società, quella italiana, che si è sostanzialmente evoluta, e la sostanza è religione, ossia comprensione sacra che lega.  Se persino i nostri papi omofobi vanno in tilt con la loro astratta  e fredda mente teologica e si dimettono, le coscienze dei cittadini davvero religiose, invece, proiettano energie positive e trionfano! Qualcuno dubita ancora dell’esistenza di Dio? Se non è chiuso fra clericali mura, Egli si rivela nel cuore limpido della gente. Anche col canto: ogni melodia che (com)muove radia ed espande sentimenti divini.

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: IN FRANCIA L’ASSEMBLEA NAZIONALE VOTA PER I MATRIMONI E LE ADOZIONI GAY. IN ITALIA UN PAPA OMOFOBO SI DIMETTE! VITTORIA! VITTORIA!

Christiane Taubira, Grande donna nera, Ministro della Giustizia francese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalla Francia si eleva alta la voce dell’eguaglianza: il matrimoni gay passsa alla Camera (ASSEMBLEA NAZIONALE) per 329 voti a favore e 229 contro. VITTORIA!  VITTORIA! VITTORIA!

Les députés adoptent le projet de loi sur le mariage pour tous

12 février 2013 à 17:18 (Mis à jour: 17:59)

Après des jours de débat, le texte a été voté par 329 voix contre 229. Le projet de loi doit désormais être examiné par le Sénat, dès le 2 avril.

Da Libération:

L’Assemblée nationale a adopté mardi, en première lecture, par 329 voix contre 229, le projet de loi ouvrant le mariage et l’adoption aux couples de même sexe. Ce vote met fin à un marathon législatif, qui aura donné lieu à plus de 110 heures de débat dans l’hémicycle.

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Dès que l’issue du vote a été annoncée, les députés de la majorité ont scandé : «Egalité, égalité !» Sans surprise, les députés de la majorité ont voté pour le projet de loi, tandis que la grande majorité des députés UMP et UDI ont voté contre, malgré quelques exceptions notables.

Le détail du vote, affiché à l’Assemblée nationale. Quatre députés membres du groupe socialiste ou apparentés ont voté contre : Bernadette Laclais, Jérôme Lambert, Patrick Lebreton et Gabrielle Louis-Carabin. Cinq se sont abstenus : Ibrahim Aboubacar, Marie-François Bechtel, Jean-Luc Laurent, Jean-Philipe Mallé et Dominique Potier.

Deux de leurs collègues UMP ont voté pour, Benoist Apparu et Franck Riester, tandis que cinq se sont abstenus : Nicole Ameline, Nathalie Kosciusko-Morizet, Pierre Lellouche, Bruno Le Maire et Edouard Philippe.

A l’UDI, quatre ont voté pour : Philippe Gomes, Yves Jégo, Sonia Lagarde et Jean-Christophe Lagarde, auxquels il faut ajouter Jean-Louis Borloo qui a voté par erreur contre, mais a ensuite fait savoir sur l’analyse officielle du vote qu’il avait voulu voté pour.

«Un grand jour d’égalité»

C’est «un grand jour d’égalité pour la France, une immense fierté pour les socialistes», réagit Harlem Désir, premier secrétaire du parti socialiste, dans un communiqué. «Grâce à l’engagement de François Hollande, c’est une grande réforme de progrès qui voit le jour dans notre pays», ajoute-t-il, soulignant qu’«après la dépénalisation de l’homosexualité en 1982 et l’instauration du Pacs il y a 15 ans, les socialistes montrent une fois de plus leur attachement à la reconnaissance de l’égalité des droits entre tous les couples».

«C’est une victoire pour toute la société française : les familles ne seront plus démunies juridiquement, les enfants ne seront plus soumis à l’inégalité devant la loi, et toute la société bénéficiera d’une réforme au service des valeurs républicaines.»

Pour célébrer l’adoption du texte, le PS a déployé à Solférino une banderole sur laquelle on peut lire «Bonne fête à tous ceux qui s’aiment… Vraiment tous».

Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: BENEDETTO XVI SI DIMETTE! NON LO RIMPIANGEREMO!

Ratzinger: Addio del passato!

Benedetto XVI si dimette. Non siamo sorpresi e non lo rimpiangeremo. E’ un teologo freddo, non ha mai parlato al mio cuore. E quando ha parlato di omosessualità lo ha fatto in maniera disordinata. Noi non sappiamo se parlava di se stesso, ma coglievamo un linguaggio poco caritatevole nei confronti di migliaia di gay. I suoi continui appelli per conservare una presunta “famiglia naturale” erano affermazioni noiose peggio di un disco inceppato. Ratzinger si riposi. Veda e contempli il suo Dio. Noi vogliamo altri Sommi Sacerdoti. Più adeguati alle esigenze della Contemporaneità. Con dissenso e rispetto: le sue parole non ci mancheranno. Ma questo suo ultimo gesto, da vivo, e al di là di ogni patria retorica, lo apprezziamo.

Giuseppe Di Salvo