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Archivio Aprile 2013

GIUSEPPE DI SALVO: MASTRANGELI, I CODICI, LA COSTITUZIONE E LO STALINISMO MOVIMENTOCRATICO “ON LINE”!

Io non so cosa abbia firmato Marino Germano Mastrangeli prima di candidarsi, so solo che qualsiasi processo sommario, anche “on line”, non sposa i nostri principi costituzionali. Il senatore è libero di fare ciò che vuole. Possiamo condividere o no ciò che dice. Io amo statuti più libertari, anzi non amo affatto gli statuti dei partiti o dei movimenti; li posso apprezzare dal punto di vista antropologico, come si può apprezzare il codice di Hammurabi. Non sono mai stato iscritto a nessun partito: i movimenti finiscono per diventare “movimentocrazie”. E, anche se ho votato alla Camera e in Sicilia M5S, questa decisione da “neosoviet” illiberali, comunque finisca la vicenda, NON LA CONDIVIDO! Del resto il senatore Mastrangeli ha da tempo fatto la sua eretica scelta. Auguri sia a chi lo butta fuori sia a Mastrangeli che fa saltare ogni codice movimentista perfettamente stalinista.

Giuseppe Di Savlo

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GIUSEPPE DI SALVO: LA LEGGE ELETTORALE SIA QUELLA INDICATA DAL REFERENDUM, COLLEGI UNINOMINALI! MODELLO ANGLOSASSONE! I GAY? PER LETTA NON ESISTONO!

GIUSEPPE DI SALVO: LA LEGGE ELETTORALE SIA QUELLA INDICATA DAL REFERENDUM, COLLEGI UNINOMINALI! MODELLO ANGLOSASSONE!

Se personalmente Enrico Letta si auspica di ritornare alle legge elettorale che c’era prima del Porcellum, cioè il Mattarellum, abbiamo già capito le riforme strutturali che vuole attuare il sullodato Governo: cambiare tutto per non cambiare nulla! Ricordiamo che i Cittadini avevano votato un Referendum che mirasse all’attuazione del collegi uninominali di tipo anglosassone: questo deve essere il cambiamento. Altrimenti, altro tempo ci accingiamo a perdere. Buona razza democristiana non mente! Con disincanto. Davide colpì Golia. Noi continueremo a farlo nelle urne. Non ci siamo! Cos’ha detto Letta sui diritti civili?

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: LUCIDA ANALISI DI BEPPE GRILLO SUL NASCENTE GOVERNO, OSSIA LA SALO’ PARTITOCRATICA CHE NON VUOLE MOLLARE IL POTERE!

LUCIDA ANALISI DI BEPPE GRILLO SUL NASCENTE GOVERNO, OSSIA LA SALO’ PARTITOCRATICA CHE NON VUOLE MOLLARE IL POTERE!

E’ ufficiale. Un banchiere all’Economia, Saccomanni, per salvare le banche. Un manichino parlante, Alfano, con incarico doppio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Interni. Enrico Letta, capitan findus, lo stoccafisso scongelato, Il nipote di suo zio, il più amato dalla Goldman Sachs, come presidente. Lupi, la nipote di Fantozzi, ai Trasporti e alle infrastrutture, là dove volano gli appalti e la TAV in Val di Susa. Mauro, un filosofo ciellino alla Difesa degli F35. Una signora che ha frequentato il liceo classico, la Lorenzin, alla Sanità, leggerà Leopardi (“sempre caro mi fu quest’ermo colle”) e Carducci in corsia. Franceschini a parlare con il Parlamento. De Girolamo, la moglie pdl del Boccia pdmenoelle, alle Politiche Agricole, l’inciucio nell’inciucio. Quagliarello alle Riforme Istituzionali, quello di “Eluana non è morta, è stata ammazzata” e ho detto tutto. La Bonino agli Esteri, la radicale più vicina allo psiconano, liberale, liberista e libertaria, mondialista e frequentatrice del Bilderberg. L’uddicino Giampiero D’Alia alla Pubblica Amministrazione, autore di un emendamento per obbligare i provider a oscurare siti, blog e social media su richiesta del ministero degli Interni, persino la Idem, una canoista tedesca (a quando un rugbista neozelandese?), e Zanonato, “l’uomo del muro di sinistra” allo sviluppo economico.

Questo governo ricorda un animale fantastico, mitologico, con molte teste ma un solo cervello con due emisferi separati: quello destro è Berlusconi che sarà prescritto, quello sinistro la finanza internazionale che spolperà l’Italia. Un club dei mostri, una famiglia Addams che ubbidisce allo schioccar di dita della BCE e delle agenzie di rating.

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

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GIUSEPPE DI SALVO: UN GOVERNO POPULISTA PER CONTRASTARE IL POPOLARE POPULISMO. VEDREMO!

28 Aprile 2013 2 commenti
Tanti volti nuovi in questo Nuovo Governo di Enrico Letta: è indubbiamente un Governo formato da partitocrati (o proiezione di persone della partitocrazia da decenni imperante) che dicono di voler salvare l’Italia che certo dalla stessa partitocrazia è stata ridotta male sia dal punto di vista economico sia per quanto riguarda i diritti civili e sociali. Avranno tanto lavoro da fare: c’è la legge Bossi-Fini da cancellare e tante altre leggi che contribuiscono ad affollare le nostre disumane carceri, quindi una Giustizia da riformare. Una Legge elettorale da riscrivere. La cultura e la scuola pubblica da potenziare. Il lavoro e le imprese da salvare e incentivare. Ci riusciranno i diretti eredi della partitocrazia onesta e non? Noi siamo scettici. Ci sembra questo il vero populismo antipopulista. Vedremo. Auguri al nuovo Governo. Valuteremo. Ma non siamo illusi. Perplessi, sì.

Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: IL TEATRO MASSIMO INVITI LA GRANDE RENATA SCOTTO A TAGLIARE IL NASTRO DEL RIGOLETTO DEL 3 MAGGIO 2013

IL TEATRO MASSIMO INVITI LA GRANDE RENATA SCOTTO A TAGLIARE IL NASTRO DEL RIGOLETTO DEL 3 MAGGIO 2013. PER ANDARE OLTRE IL BICENTENARIO!

L’ultimo grande “storico” Rigoletto messo in scena al Teatro Massimo di Palermo, prima della ventennale chiusura, risale al 30 dicembre 1971:  interpretato da un grande baritono dimenticato, Licinio Montefusco: voce corposa, ricca di armonici, ma sempre pronta ad adeguarsi a sfumature delicate espresse in pianissimo; era veemente nell’invettiva (“Sì, vendetta, tremenda vendetta…”) e tonante nell’esclamazione furente (“Ah, la maledizione!”). Ma Licinio Montefusco se n’è andato l’8/02/ 2012. Il Duca di Mantova era Alfredo Kraus, uno dei più grandi “tenori di grazia” del secolo scorso: voce squillante negli acuti, timbro argentino; Kraus è stato definito dai critici “Duca di rara eleganza”. Anche Kraus non c’è più, se n’è andato il 10/09/1999. Gilda era Renata Scotto: forse la più grande Gilda degli anni Settanta e, certamente, fra le più grandi della storia. C’era anche un assai incisivo interprete di Sparafucile: il basso Ivo Vinco. Dirigeva Giuseppe Patanè, morto d’infarto il 29 maggio 1989 a Monaco di Baviera mentre dirigeva Il Barbiere di Siviglia.

   Avevo 17 anni e vidi l’opera in compagnia del grande compositore agrigentino Michele Lizzi (anche lui dimenticato). Perché ricordare ciò? Nel bicentenario verdiano, in occasione del Rigoletto che andrà in scena il 3 maggio 2013, sarebbe opportuno invitare la vivente Renata Scotto (e/o lo stesso Ivo Vinco) per tagliare il nastro di questa ulteriore messa in scena dell’opera verdiana. L’iniziativa, in aggiunta agli interessanti costumi e bozzetti verdiani esposti, servirebbe a ricordare ai Palermitani e al mondo che nei decenni precedenti i più grandi cantanti lirici sono stati ospiti del Teatro Massimo di Palermo per interpretare Verdi: e per molti giovani, cantanti e non, l’evento servirebbe come memoria e come ottimo modello di riferimento!

 

Giuseppe Di Salvo

Rigoletto al Teatro Massimo di Palermo, 30 dicembre 1971: IL GRANDE CAST!
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GIUSEPPE DI SALVO: NEL BICENTENARIO VERDIANO RICORDIAMO IL GRANDE RIGOLETTO DI LICINIO MONTEFUSCO!

Licinio Montefusco se n’è andato l’8 febbraio del 2012. Fu uno dei più grandi baritoni che meglio ha interpretato Rigoletto (circa 500 recite) nella seconda metà del Novecento. Io, già 17enne, l’ascoltai per la prima volta in una recita di Rigoletto il 30 dicembre del 1971 al Teatro Massimo di Palermo: Gilda era Renata Scotto, il duca Alfredo Kraus, Sparafucile Ivo Vinco. Il più grande Rigoletto da me ascoltato (tanto rispetto e onore va dato solo a Leo Nucci circa quattro decenni dopo): se la memoria serve! Onore all’arte del grande Licinio Montefusco! 

Aggiungiamo subito che non esistono le “voci verdiane” (anche se Licinio Montefusco cantò prevalentemente ruoli verdiani), esistono semplicemente le grandi voci: e, quella di Licinio Montefusco, voce grande e bella lo era: sia quando interpretava Verdi sia quando interpretava altro.

 

Giuseppe Di Salvo

Licinio Montefusco, grande Rigoletto degli anni Settanta.
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GIUSEPPE DI SALVO: LA FRANCIA, I MATRIMONI GAY, L’UGUAGLIANZA E LE MENTI TARATE

GIUSEPPE DI SALVO: LA FRANCIA, I MATRIMONI GAY, L’UGUAGLIANZA E LE MENTI TARATE DEI FANATICI INTEGRALISTI.
La Francia di Hollande ha dato prova di tenacia, laicità, uguaglianza costituzionale fra i cittadini con una semplice frase che ha modificato il codice civile:

“Il matrimonio è contratto tra due persone di sesso opposto o dello stesso sesso”.

Gli aberrati dai pregiudizi che intossicano loro le idee e le menti sono quei cattolici fanatici e razzisti che non hanno mai voluto lo spirito di eguaglianza codificato nelle nostre costituzioni repubblicane; in verità, questa gente tarata non ha mai recepito neanche i concetti di amore egalitario codificato nei principi del Vangelo. Si tratta di una frase, di una semplice frase, di una  proposizione davvero rivoluzionaria per mandare in tilt gli accecati “irreligiosi” di sempre. Sì, onore alla Francia socialista che codifica principi di uguaglianza  per tutti, TARATI COMPRESI!

 Giuseppe Di Salvo

 

IN FRANCIA IL MATRIMONIO E’ ANCHE GAY!
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GIUSEPPE DI SALVO: PRESIDENTE NAPOLITANO, CI COMMUOVA INVIANDO TANTI MESSAGGI POLITICI ALLE INETTE CAMERE!

GIUSEPPE DI SALVO: PRESIDENTE NAPOLITANO, CI COMMUOVA INVIANDO TANTI MESSAGGI POLITICI ALLE INETTE CAMERE!
Giorgio Napolitano ha giurato di rispettare e applicare, quindi, i principi democratici della nostra Costituzione. Quanti messaggi ha mandato alle Camere nei sette anni precedenti? Sulla Scuola, sulle Carceri stracolme, sulla Legge Elettorale da riformare, sui diritti civili…? Chi lo sa me lo ricordi. Io ho corta memoria. Vedremo quanti saranno i messaggi che manderà alle Camere nel corso di questo suo Secondo Mandato. La Costituzione prevede la nomina di Saggi Partitocratici per temporeggiare? Ora parla di “secessione”: l’ha forse risolta il Governo Monti? Ha vigilato dando corrette indicazioni economiche da fare dibattere alle Camere coi Suoi Superiori messaggi ad esse mai inviati? Ora di che si commuove? Di aver consapevolezza o sensi di colpa per i messaggi non inviati? Noi, Presidente, le diciamo con onestà che non riusciamo a commuoverci, eppure non manchiamo di sensibilità verso l’Istituzione che Lei rappresenta. Le Sue “omissioni” politiche passate vanno ricordate. Mi auguro che le Sue parole non restino mera demagogia: quali sforzi di persuasione? La Costituzione Le assegna un nobile compito: TEMPESTI DI MESSAGGI LE CAMERE! SE PROPRIO CI VUOLE COMMUOVERE!

I Suoi 88 anni meritano rispetto, ma i Suoi 88 messaggi, si fa per dire, non inviati alle Camere sono peccati di omissione politica che non si possono rispettare.

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: L’ARTICOLO 1 DELLA COSTITUZIONE TRIONFI CONTRO I PLURIELETI DELLA MAFIA PARTITOCRATICA

GIUSEPPE DI SALVO: L’ARTICOLO 1 DELLA COSTITUZIONE TRIONFI CONTRO I PLURIELETI DELLA MAFIA PARTITOCRATICA. RICORDIAMO CHE LA SOVRANITA’ APPARTIENE AL POPOLO.
In italia ci sono ormai due espressioni antropologiche per la gestione del Potere politico: quella Mafiosa Partitocratica Plurielettiva arrogante fino alla pazzia; e quella dei Movimenti veramente legata all’articolo 1 della nostra Costituzione: occorre schierarsi. Io amo la Nobiltà della Seconda Espressione!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: GIA’ IL 19 OTTOBRE 2008 COMUNICAVO AL MONDO DA QUESTO BLOG CHI FOSSE IL PARTITOCRATE GIORGIO NAPOLITANO

GIUSEPPE DI SALVO: I NON DIRE “NO” DI NAPOLITANO SONO FORSE NOBILI SI’ ALLA CASTA E A BERLUSCONI?

19 Ottobre 2008

Giorgio Napolitano non era onorevole uomo della destra Pci, area migliorista, anzi “modernista”? E la Fininvest di Berlusconi non “finanziava” forse con rilevanti inserzioni pubblicitarie “Il Moderno”, periodico comunista dalle vendite inconsistenti (500 copie!!) legato all’ala migliorista del PCI di cui Napolitano era illustre esponente? Quale paura dunque? E quali “no” per partito preso? Chi manifesta esprime i suoi SI’ per una scuola di Stato che va indubbiamente migliorata (ma forse è meglio dire “adeguata ai tempi che cambiano”, per non confonderci almeno semanticamente col linguaggio politico del Presidente), e non con riforme più o meno biennali con la palese conseguenza di non cambiare proprio nulla. E, ancora, tutti dicono che gli stipendi degli insegnanti italiani sono bassi: ebbene, perchè nessuno li aumenta adeguandoli davvero a quelli europei? E siamo stanchi di sentire la balla che non si sa da dove prendere i soldi! Come vede, Presidente Napolitano, i “no” vengono solo da chi vuole distruggere la scuola. E cos’ha detto mai il nostro pacato Presidente sugli insegnanti di religione, con scatti biennali privilegiati, nominati dalle varie curie e pagati dallo Stato italiano; e sui finanziamenti alle scuole private che dovrebbero essere senza “oneri per lo Stato?” Non abbiamo la presunzione di ricordare alcunchè al nostro Presidente che è il garante della nostra Costituzione, ma contro questi atti legislativi palesamente anticostituzionali, il Nostro ha mai inviato un messaggio alle Camere o l’istituto dei messaggi è stato abrogato di fatto dai nostri  moderni Presidenti “esternatori”? Alla luce di ciò, non sono forse le più alte cariche dello Stato che dicono NO all’applicazione del democratico dettato costituzionale? E, coerentemente a molti suoi “sì”, quelli suoi, o amato Presidente Napolitano, non si ha il coraggio politico di dire NO al Lodo Alfano che mette sotto una cappa privilegiata quattro cittadini che divengono intoccabili e “più uguali” degli altri che vivono nella Repubblica italiana: Presidente, ci vuole dire, allora, chi deve dire NO a molte scelte politiche che si ritengono sbagliate di Berlusconi ? Non credo Lei ci voglia a sua immagine e somiglianza! E’ nel concetto di “dialogo” in sè la natura intrinseca delle idee opposte. E non ci può convincere che gli oppositori non debbano contrastare la demagogia dell’italico manovratore dal canto simile alla stridula voce di Nerone. Questo davvero NO! Perchè i “Veri Moderni” non sono finanziati con la pubblicità della Fininvest di Berlusconi, chè anzi vogliono mettere la parola fine a questa Sagra di Privilegi di cui godono coloro che , in questi anni, hanno davvero sfasciato l’Italia. E sono tutti là, facenti parti di una Casta che si vuole intoccabile. Io, al suo posto, -e mi si conceda qualche licenza!-  avvierei procedure politiche per sciogliere le Camere, mi dimetterei da Presidente e porterei il Paese a Nuove Elezioni con volti Nuovi e non legati ai “paleolitici Moderni” che vedevano in Berlusconi il grande innovatore aziendale: io sono convinto che di quest’uomo l’Italia, che è uno Stato e non un’ azienda!-  per evolversi, non ha proprio bisogno. Ma nessuno ha regalato al nostro Presidente il libro “Il Baratto” di Michele De Lucia? Con l’età si dimentica: ma i libri servono anche per rimembrare! Chi può dirmi di NO?  E lunga vita all’amato Presidente!

Bagheria, 19/10/2008

Giuseppe Di Salvo

*Consultare le pagine 148 e 149 del libro “Il Baratto” di Michele De Lucia, KAOS edizione.  La Fininvest, con pagine pubblicitarie, finanziava il periodico comunista “Il Moderno” della corrente “Migliorista”, di cui, allora, Giorgio Napolitano  era notevole esponente.

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