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Archivio Maggio 2014

DIUSEPPE DI SALVO: DON GIOVANNI DI WOLFGANG AMADEUS MOZART METTE A NUDO IL PUBBLICO DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO

DON GIOVANNI DI WOLFGANG AMADEUS MOZART METTE A NUDO IL PUBBLICO DEL TEATRO MASSIMO DI PALERMO

Quando parliamo di Don Giovanni, dramma giocoso in due atti di Lorenzo Da Ponte, musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, noi non andiamo mai in cerca del “demone”, semmai cerchiamo di mettere a nudo la psicologia del protagonista che ama cacciare le donne senza mai renderle sue definitive prede; il nobile gentiluomo non tratta mai male le donne che seduce, offre loro, semmai, un’offerta d’amore erotico davvero dotta, erotismo che proietta sul gentil sesso sì come egli stesso ama viverlo; erotismo che finisce per illudere tutte quelle creature alle quali il Nostro non potrà mai rimanere legato fondamentalmente perché, al pari delle donne che seduce, Don Giovanni, in realtà, prova le sue vere pulsioni affettive nei confronti degli uomini. Don Giovanni è, dunque, il vero perseguitato dalla società omofobica e dal conformismo sociale etero.

Don Giovanni, fin dalla  Prima Scena, uccide con la figura del Commendatore, quel Super Io censorio che, di fatto, lo perseguita e vuole portarlo nel regno di Thánatos. Lo stesso invito a cena del Commendatore, alla fine, è un minaccioso richiamo nell’aldilà, dove chi vive in modo non conforme alle regole sociali dominanti deve per forza andare. Don Giovanni è un vero uomo, affronta l’offerta con altissima forza e dignità; la sua figura s’impone tutta con orgoglio nella Scena del Cimitero, scena che, di fatto, avvia il dramma al pirotecnico finale. Il Commendatore è vedovo, simbolo infelice del Super Io che reprime, acchiappa, imprigiona, toglie ogni erotica libertà. E, mentre Leporello, servo un po’ pavido, afferma -innanzi a queste tumultuose scene- : “La terzana d’aver mi sembra”, Don Giovanni tira sempre fuori i suoi consistenti attributi non solo per sedurre tantissime donne in ogni parte del mondo, ma per sfidare chi non vuole la liberazione umana dell’ Eros; con impeto davvero virile sfida il Commendatore e dice con un canto toccante: “Parla dunque: che chiedi? che vuoi?” (…) Parla, parla: ascoltando ti sto”;  se tutta l’opera di Mozart affascina, queste affermazioni di Don Giovanni rappresentano  -a mio avviso- il capolavoro espressivo e musicale dell’intero dramma musicato da Mozart. Da queste pagine finali non mi riesco mai a staccare: sento il dirompente coraggio di Don Giovanni che frantuma l’animo di chi lo ascolta; sento l’orchestrazione di Mozart che raggiunge momenti sonori sublimi con archi che svettano e fendono con delicatissime melodie percepite nel cosmo: come non restare ammaliati e rapiti?

Con la morte fisica di Don Giovanni  -guarda caso muore arso in quelle stesse pire dove un tempo gli inquisitori bruciavano i finocchi!- si afferma, inutile negarlo, l’ostentazione del desiderio erotico in cerca di libertà; pulsione erotica che mai nessuna statua di gelo potrà frenare, contenere o debellare; Don Giovanni sfida le fiamme, ne viene travolto, ma ci lascia in eredità la nobile eresia di una sessualità non conformistica, dirompente, pansessuale: essa non potrà mai essere annientata da nessuna morale sanguinaria. Sicché non ci resta che notare: senza libertà sessuale condivisa non c’è felicità sociale e ogni persona che non realizza le proprie pulsioni, in verità, si trova a vagare nella tristezza della solitudine. Don Giovanni coi suoi ripetuti “No”gridati in faccia al Commendatore, che lo invita al pentimento, afferma il desiderio di libertà erotica per tutti, anche per coloro che vogliono fare, come i papi e i preti, una scelta casta ed auto-castrante. Tutto ciò che, nell’opera, precede queste ultime magiche scene rappresenta il segno dell’ironia e del patetico melodico e dell’inganno ricco d’incanto musicale (le arie di Leporello, quelle di Donna Elvira e di Donna Anna e di Don Ottavio e Don Giovanni e di Zerlina e di Masetto…), ma dalla Scena del Cimitero in poi l’opera cambia, diviene drammatico interludio musicale perenne: Mozart si rivela geniale e ci offre una linea melodica ricca di vita e di aneliti di libertà; è il capolavoro che si fa Ouverture, dramma che nell’apertura musicale tutto si incarna. Ed è giusto che, dopo la morte di Don Giovanni, quindi secondo la versione di Vienna, il dramma si chiude? Nel “presto” finale della versione di Praga tutti cantano l’ovvia morale: “Questo è il fin di chi fa mal”.  E’ una scena inutile? Non bisogna cogliere nella lotta fra libertà e giustizia la triste vittoria del conformismo e del “senso comune”? Otto Klemperer (Breslavia, 14 maggio 1885 – Zurigo, 6 luglio1973), grande direttore d’orchestra, al contrario di Mahler che la morale finale ometteva, venne rimproverato da Adorno; ma Klemperer, come tanti altri, ci vuole offrire la sconfitta dell’eros repressivo e la reazione del conformismo sociale: Mozart ha dato vita a due possibilità. Era lungimirante. La società è formata, purtroppo, dagli uni e dagli altri. Noi, naturalmente, preferiamo i luoghi dove si canta: “Viva la libertà!”. E, guarda caso, il desiderio di libertà accomuna tutti: conformisti e libertari. E qui il canto diviene monodia che fende!

Venerdì 16 maggio 2014, il Teatro Massimo di Palermo si è messo a nudo: ci ha regalato una rappresentazione del Don Giovanni degna di nota, grosso modo quella viennese del 7 maggio 1788. La compagnia di canto era dignitosa: complimenti al Don Giovanni di Carlos Álvarez (avremmo voluto più forza nei momenti drammatici finali citati!), a Leporello di Marco Vinco (notevole la sua prestazione attoriale), a Donna Anna di Rocio Ignazio, a Donna Elvira di Maija Kovajevska, a Zerlina di Barbara Bargnesi, a Masetto di Biagio Pizzuti; non squillante il Don Ottavio di Tomislav Mužek, ma certo dotato di decente fraseggio.  Degno di rilievo il Commendatore di Michail Ryssov. Nuda la direzione di Stefano Ranzani e, nella sua nudità, presentava tratti musicalmente discontinui: non sempre i “segreti” espressivi di Mozart venivano portati alla luce, ma alcune pagine erano ben curate e le sonorità dignitosamente cesellate (“Già la mensa è pronta”, tutta la penultima scena… per fare solo degli esempi); curato il coro; la regia di Lorenzo Amato ci proiettava la nevrosi erotica della classe borghese immersa nella sua tragica solitudine: essa contrastava col gestuale “preludio” che esplicava il senso amoroso del nudo che libera; il corpo nudo maschile offriva le gioie che causano i genitali mentre la drammatica Ouverture si dipanava con forza nell’immaginario collettivo; il resto? Veniva affidato ai costosi gigolò, i quali  -se ci sanno fare- sono più convenienti delle lettighe degli psicoanalisti di derivazione borghese. Alla fine, applausi per tutti.

 

Bagheria, 29 maggio 2014

Giuseppe Di Salvo

Il Conte gay di Villamediana da cui prende origine Don Giovanni.

Il Conte gay di Villamediana da cui prende origine Don Giovanni.

GIUSEPPE DI SALVO: SUL SETTIMANALE LA MIA DIROMPENTE ANALISI DEL VOTO COMUNALE ED EUROPEO SENZA MAALOX!

GIUSEPPE DI SALVO: SUL SETTIMANALE LA MIA DIROMPENTE ANALISI DEL VOTO COMUNALE ED EUROPEO SENZA MAALOX!

“Il Settimanale di Bagheria”, già in tutte le prestigiose edicole cittadine, pubblica il mio articolo sul recente voto  comunale ed europeo: viene spiegato il successo del M5S locale e le difficoltà del Movimento a sfondare a livello europeo. Un articolo che tende a creare la pace politica in chi legge (o l’insonnia!). Da non perdere. Comunico solo che già il Settimanale sta andando a ruba. E non certo per il mio solo dirompente articolo, anche per altro. Da conservare a futura memoria! Grazie! (G.D.)

La mia analisi del voto comunale ed europeo sul Settimanale.

La mia analisi del voto comunale ed europeo sul Settimanale.
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GIUSEPPE DI SALVO: A BAGHERIA, CITTA’ DAVVERO EUROPEA!, TRIONFA COME PREVISTO IL MOVIMENTO 5 STELLE. A GRILLO NON SERVE IL MAALOX!

A BAGHERIA, CITTA’ DAVVERO EUROPEA!, TRIONFA COME PREVISTO IL MOVIMENTO 5 STELLE. A GRILLO NON SERVE IL MAALOX!

A Bagheria il polso di chi scrive sul successo del Movimento 5 stelle ha registrato il giusto pulsare elettorale sia alle elezioni europee sia a quelle comunali:  in città Patrizio Cinque, candidato sindaco del M5S, risulta il primo eletto con circa 5 mila voti e con una percentuale del 25%; va al ballottaggio con Daniele Vella del Pd (23% di voti) e, a mio avviso, Cinque potrebbe vincere la competizione anche se i partitocrati tradizionali potrebbero indicare  di votare per Vella; del resto, come si dice: “Nuddu si pigghia si un s’arrassimigghia!”.

Per quanto riguarda le elezioni europee, tutti parlano di una perdita del M5S. E’ certo così se il confronto viene fatto con le politiche del febbraio 2013; ma cos’è successo rispetto alle elezioni europee del 2009? Allora il M5S non c’era. Oggi prende 5.807.362 voti (21%) e -per la prima volta-  entra al Parlamento europeo con 17 deputati: è forse cosa da poco?

Il Pd di Renzi ha un indubbio trionfo elettorale. Gli 80 euro sono forse politica europea? Esso, rispetto al 2009, guadagna, con l’appoggio di tutti i poteri forti italiani e non, più di 3 milioni di voti e porta 32 parlamentari in Europa, 11 in più rispetto al 2009: ma i 17 di Grillo non sono un numero maggiore rispetto agli 11 in più del Pd? Il vero vincitore, dunque, è il M5S!

Gli altri partitocrati perdono tutti. Entra Tsipras con 3 seggi, ma dove sono finiti i 7 deputati di Di Pietro (IDV) del 2009?  Anche la Lega Nord ne perde 4 rispetto al 2009 e FI 16 (anche se allora era nomata Pdl) e gli stessi centristi di Alfano sono lì per sopravvivere. La Zanicchi sta cantando con Mastella “Fra noi (è finita così)” con la direzione gay di Cecchi Paone: ma cosa hanno espresso costoro? Giustamente Trombati!

Certo, rispetto alle politiche del febbraio 2013, il M5S perde circa 3 milioni di voti, finiti a decine di migliaia nel Pd o -moltissimi di più!-  nell’astensionismo. Perché mai? Cosa criticare a Grillo? Nulla per quanto riguarda il declino politico ed economico italiano; ma certo, vista la nostra democratica Costituzione, sappiamo che essa Costituzione non può essere usata a misura delle convenienze politiche di chi parla: noi amiamo il concetto costituzionale che gli eletti “non hanno vincolo di mandato”; devono rispettare i punti portanti del programma politico dei partiti in cui sono stati eletti, ma la libertà di coscienza non può essere abrogata da un impegno sottoscritto fra due parti; se poi l’eletto non condivide un bel nulla rispetto allo schieramento in cui si è candidato, saranno gli elettori, successivamente, a trombarlo o le organizzazioni politiche di appartenenza a non candidarlo; amiamo anche i diversi poteri, sia pure ben ordinati, codificati nella nostra Carta fondamentale. Anche per celia, i processi sommari non si devono evocare, la rete telematica non processa, può esprimere opinioni e commenti (chi lì può frenare il turpiloquio?);  i processi devono rimanere potere sovrano dei giudici nel rispetto dei tre costituzionali gradi di giudizio. So che Grillo lo sa, ma il suo linguaggio è stato recepito da molti elettori come brutta veemenza forcaiola. Ne ho avuto diretto riscontro. I nostri partitocrati non adeguati devono essere sconfitti politicamente o  -se rei- dopo i tre gradi di giudizio dai tribunali democratici della nostra Repubblica. Ai pentastellati giustamente non piace la ghigliottina di Nostra Signora Boldrini. Ai cittadini democratici non sono piaciuti i continui richiami ai processi di piazza evocati da Grillo nei suoi spettacolari comizi. Anche per i politici corrotti la nostra società, permeata da idee cristiane di pietà, vuole una giustizia non vindice. Allora? Si usi la rete per fare l’amore: Eros non mette paura a nessuno, se non ai tristi sessuofobi che vanno curati con visioni di carezze e di baci opportuni sul corpo.

La civiltà non ama la gogna per nessuno, neanche di tipo linguistico. Al ballottaggio bagherese, personalmente, ritornerò a votare per Patrizio Cinque: il nostro dissesto partitocratico va governato da politici nuovi dal volto vergine e dai gesti incolpevoli. La sfida, dunque, nella sacralità democratica delle urne, a Bagheria e altrove, continua. E a Grillo si inviino altri tipi di baci con sane connotazioni democratiche. Inutile ricorrere alle pillole: in politica non serve la chimica del maalox. Il linguaggio democratico, anche se veemente, tranquillizza di più! E non fa i girare i tacchi a nessuno.

Bagheria, 27 maggio 2014

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: A BAGHERIA IL TRIONFO DEL MOVIMENTO 5 STELLE!

A BAGHERIA IL TRIONFO DEL MOVIMENTO 5 STELLE SCUOTE IL PALAZZO!
AMMINISTRATIVE 2014 BAGHERIA, DATI DEFINITIVI: 55 SEZIONI SU 55:
PATRIZIO CINQUE 4651 (25,4%);
DANIELE VELLA 4195 (22,9%);
ANTONINO COSTA (CDX) 3914 (21,4 %);
DI STEFANO (L.CIVICA) 3542 (19,4%);
ATANASIO MATERA (L.CIVICA) 1990 (10,9 %).

Vanno al ballottaggio dell’ 8-9 giugno: Patrizio Cinque (M5S) e Daniele Vella (PD).

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GIUSEPPE DI SALVO: A BAGHERIA CAPOVOLTO IL RESPONSO ELETTORALE NAZIONALE, TRIONFA IL MOVIMENTO 5 STELLE

GIUSEPPE DI SALVO: A BAGHERIA CAPOVOLTO IL RESPONSO ELETTORALE NAZIONALE, TRIONFA IL MOVIMENTO 5 STELLE

A Bagheria, completato lo spoglio, trionfa il Movimento 5 Stelle col 29,59% alle elezioni europee! Ecco come hanno votato i Bagheresi (alta la percentuale dei votanti, 66,73%, si votava anche per il Comune!): FI= 31,34% (con 8617 voti); M5S= 29,59% (con 8135 voti); Pd= 23,49% (con 6460 voti); NCD= 6,21% (1707 voti); Tsipras= 2,80% (con 709 voti).

In città, quindi, andando in giro, si sentiva un polso elettorale ben diverso da quello nazionale. E ora appare pure chiaro chi andrà al ballottaggio per la carica di sindaco. Comunque lo scalpore c’è stato! Il 57% dei votanti, in Italia, ci dice una cosa chiara: molte persone che nel febbraio dell’anno scorso hanno votato per il M5S non sono andate a votare o hanno votato per Renzi. E sono milioni di votanti che Grillo perde. Il controcanto di Bagheria a Grillo non basta, anche se resta il secondo partito d’Italia e con una consistente pattuglia di deputati che manda al Parlamento europeo. Certo è che molti ex elettori hanno avuto paura del linguaggio di Beppe: può essere decodificato dalle menti più elastiche, ma preoccupa la zona delle persone caute. Non ci resta che augurare buon onesto lavoro a tutti. E complimenti ai pentastellati di Bagheria!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: HO VOTATO ALLE 8

HO VOTATO  ALLE 8

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Ho votato alle 8

Unità magiche

nel calcolo

per le cose in movimento

Nell’urna ero Sovrano

con stellare corona

da me al cielo rapita

Valgo più io oggi

del Berlusca dalle

urne esiliato

Anch’ei fu!

Poca gente ai seggi

clima temperato

con matite che oscillano

Ma il Sole sorge ancora

come l’uomo dei fiori

che poi per le  strade passa

Andrò al cimitero

luogo di scandalo

ché domani molti vivi

il volto avranno dei defunti

Ma per loro

dormirà ogni fiore!

Bagheria 25 maggio 2014

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: SUL SETTIMANALE IL MIO MANUALE DELL’INTELLIGENTE ELETTORE PER IL MOVIMENTO 5 STELLE!

GIUSEPPE DI SALVO: SUL SETTIMANALE IL MIO MANUALE DELL’INTELLIGENTE ELETTORE PER IL MOVIMENTO 5 STELLE!

“Il Settimanale di Bagheria”, già in tutte le Superbe edicole bagheresi, pubblica  -tra i tanti comuni appelli elettorali- il mio Sublime Manuale per l’Intelligente Elettore, ossia i miei pirotecnici motivi per i quali votare, domenica 25 maggio 2014, per il Movimento 5 Stelle: lo faccio dalla mia postazione di persona Vedova della Mafia e dell’Antimafia, cioè da persona sovrana che nell’urna è stata sempre a-mafiosa. Da non perdere. Dà una nuova ottica a queste elezioni europee (e non) che certo questa volta stanno appassionando e mettendo fifa alla partitocrazia che ci ha rovinati. Buona lettura e, domenica 25, buona (e)lettura!

Giuseppe Di Salvo

Il mio seducente articolo elettorale per il M5S!

Il mio seducente articolo elettorale per il M5S!
Categorie:politica, Primo piano, Società Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: ASCOLTANDO MOZART, UN BEL DISEGNO DI DANIELE (QUINTA A, SCUOLA PRIMARIA GIUSEPPE BAGNERA)

GIUSEPPE DI SALVO: ASCOLTANDO MOZART, UN BEL DISEGNO DI DANIELE (QUINTA A, SCUOLA PRIMARIA GIUSEPPE BAGNERA

Mozart è un genio. Chi lo interpreta deve essere ispirato e conoscere nel profondo le sue partiture. Ma la sua magia sonora  si rivela anche nell’ascolto; esso suscita in noi delle immagini. Il canto soave di Mozart raggiunge facilmente anche la mente dei fanciulli e delle fanciulle della Scuola Primaria. Ecco ora, mentre ascolta Mozart, che stupende immagini rappresenta Daniele, alunno della Quinta A della Scuola Giuseppe Bagnera di Bagheria. Le sonorità divine di Wolfgang Amadeus Mozart  (1756-1791) catturano anche la sua l’attenzione e lo incantono.

Giuseppe Di Salvo

 

Ascoltando Mozart, disegno di Daniele.

Ascoltando Mozart, disegno di Daniele.
Categorie:didattica, Pedagogia, SCUOLA Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: ASCOLTANDO MOZART, UN BEL DISEGNO DI MARIKA (QUINTA A, SCUOLA PRIMARIA GIUSEPPE BAGNERA)

GIUSEPPE DI SALVO: ASCOLTANDO MOZART, UN BEL DISEGNO DI MARIKA (QUINTA A, SCUOLA PRIMARIA GIUSEPPE BAGNERA)

Mozart è un genio. Chi lo interpreta deve essere ispirato e conoscere nel profondo le sue partiture. Ma la sua magia sonora  si rivela anche nell’ascolto; esso suscita in noi delle immagini. Il canto soave di Mozart raggiunge facilmente anche la mente dei fanciulli e delle fanciulle della Scuola Primaria. Ecco, mentre ascolta Mozart, che stupende immagini rappresenta Marika, alunna della Quinta A della Scuola Giuseppe Bagnera di Bagheria. Le sonorità divine di Wolfgang Amadeus Mozart  (1756-1791) catturano l’attenzione e incantono.

Giuseppe Di Salvo

Ascoltando Mozart, disegno di Marika.

Ascoltando Mozart, disegno di Marika.
Categorie:Arte, didattica, Pedagogia, SCUOLA Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: DEL MIO VOTO BAGHERESE ED EUROPEO PER IL MOVIMENTO CINQUE STELLE, MA SULLA CIVILE CORDA LINGUISTICA DEL GIA’ QUESTORE ANTONINO COSTA

DEL MIO VOTO BAGHERESE ED EUROPEO PER IL MOVIMENTO CINQUE STELLE, MA SULLA CIVILE CORDA LINGUISTICA DEL GIA’ QUESTORE ANTONINO COSTA

Che dire di questa campagna elettorale comunale ed europea del 25 maggio 2014? Chi scrive ama presentarsi subito perché ogni lettore  -se ne dovesse avere ancora necessità-  sappia a quali convinzioni politiche ed elettorali sia arrivato il sottoscritto nell’esercitare la sua funzione di elettore attivo. So che molti cittadini bagheresi avrebbero voluto che si esercitasse su di me anche l’elettorato passivo. Ma a Bagheria non sono pervenuto alla convinzione di esprimere nessuna mia candidatura. Candido lo sono sempre stato. E il concetto di elettorato passivo non avrebbe reso più aurea la mia pubblica verginità. Voterò, dunque, sia per le comunali sia per le europee per il Movimento Cinque Stelle. E ne spiego il perché.

Ho seguito dal vivo il dibattito dei candidati al non facile ruolo di Sindaco della città di Bagheria, dibattito svoltosi nella piazzetta Larderia sabato 17 maggio 2014 e coordinato da Angelo Gargano. Ero presente lì come persona vedova. Vedova antropologica della Mafia. E dell’Antimafia. Vedova a-mafiosa. E, come cittadino bagherese, mi sentivo persona ingiustamente vessata dall’una e dall’altra. Un esempio? L’anno scorso (2013) la mia tassa “addizionale comunale” (ma è la tassa che pagano tutte le persone che vivono a Bagheria!) era complessivamente di euro 9, 83; dal marzo 2014 è, invece, di euro 29, 95: più euro 20, 18, praticamente più che triplicata. E’ una tassa che cambia da comune a comune e, a Bagheria, grazie all’amministrazione Lo Meo e alla sua affine partitocrazia, essa è forse la più alta d’Italia o fra le più alte. La cifra viene puntualmente prelevata dalla mia (nostre) busta paga, cioè da uno stipendio certo non adeguato e da oltre un lustro non sottoposto a rinnovo contrattuale nazionale con conseguente perdita del potere d’acquisto. Il fu Governo Monti, appoggiato da tutta la partitocrazia  -Berlusconi del Pdl in testa e Pd in coda- ha pure pensato di usare i nostri risparmi come funzionale Bancomat di stato dalla durata perenne. Con quale conseguenza? Non c’è nel Paese nessuna crescita economica; il debito pubblico continua ad aumentare, il Fiscal Compact dalla partitocrazia voluto continuerà a strozzare la nostra economia; il pareggio di bilancio con questi governi tartassatori non avverrà mai; e, con le loro politiche economiche, non ci saranno  miglioramenti nei servizi e la nostra qualità della vita ne subirà sempre più tragiche conseguenze. Fermiamoci un attimo a Bagheria: forse la qualità della nostra vita è migliorata, nonostante l’aumento di queste tasse (e ricordiamo pure che la tassa sui rifiuti è stata raddoppiata!)?

Il COINRES che servizio continua ad offrire alla nostra città? Non rispetta forse l’immagine non adeguata della partitocrazia di sempre che si annida in quasi tutte le liste? Sui rifiuti gli unici ad avere attivato una proposta alternativa sono i candidati del M5S! Vedremo, se andranno al governo della città, come sapranno trasformare i rifiuti solidi in risorsa, magari con conseguente riduzione delle tasse. Non amo usare un linguaggio da operatore ecologico agente all’interno di certo stallatico sociale per cercare di esorcizzare la Mafia. Anche perché tutte le Mafie sono legate al potere squisitamente caratterizzato da connessioni partitocratiche. Per un ex questore ricordare che quando era in servizio lottava contro la Mafia è come ribadire che solo quando l’acqua bolle occorre mettere dentro la pasta per avviare la sua cottura (personalmente l’amo al dente!); eppure ogni affermazione  -e quella del dottor Costa è stata la più civile o la meno innervosita dal punto di vista linguistico-  contro la Mafia fatta da quasi tutti gli altri probabili sindaci tendeva a creare l’illusione nei cittadini presenti che la Mafia si può sconfiggere. Come si vede, ho parlato di “illusione” e non di “speranza”. Come mai?  Perché per cercare di “arginare” (non “sconfiggere”: è davvero impresa ardua!) qualsiasi fenomeno criminale bisognerebbe azzerare ogni intervento economico e finanziario sia che interessi i grandi appalti sia che coinvolga i grandi giri di denaro; a meno che tutte le imprese partitocratiche non cambino il loro punto di vista ed entrino in una logica francescana oggi religiosamente ritornata di moda: credo che gli unici pervenuti a questa visione di gestione della cosa pubblica siano oggi i militanti del M5S.

Dacché il cittadino, bagherese e non, è pervenuto ad una presa di coscienza antropologica della realtà mafiosa, ha sempre sentito parlare di lotta alla Mafia: decenni fa per alcuni sindaci essa addirittura non esisteva! Ora, per tutti, invece, esiste: miracolo! E viene relegata nel linguaggio neometafisico del “merdaio” e dello “schifo”.  Ma se i cittadini tutti vengono vessati con tasse non condivise di chi è la colpa di questo “schifo”? Se non funzionano i servizi di base e le strade cittadine sono piene di immondizia e di buche, di chi è mai la colpa di questo visibile “merdaio”? Se il nostro Cimitero comunale viene irriverentemente profanato e nessun partitocrate al Governo o all’opposizione ne ravvisa lo scempio, da dove dobbiamo spalare “schifo” e non fertilizzante “stallatico”, quando io stesso circa tre anni fa ne ho denunciato pubblicamente  gli arroganti sintomi? Se il nostro assetto urbanistico e i nostri Beni Culturali non si presentano adeguatamente curati al nostro cospetto, dove dobbiamo cercare i lanciatori di “schifo” e di “merda”, come a me non piace dire, ma taluni candidati amano affermare? Certamente la presenza del dottor Antonino Costa a quel dibattito mi faceva sentire persona sicura e meno vedova. Con lui, visto che eravamo davanti ai cancelli delle Sacre Suore, avrei voluto fare salti innocenti con la corda: li ho comunque fatti mentalmente con la sua riverente civile corda linguistica. La corda civile, per citare Pirandello de “Il berretto a sonagli” (e qualcuno lo dovrebbe (ri)leggere!), sta al centro della nostra fronte, ma oggi, purtroppo, non serve. Serve la “corda seria” per cercare di capire come stanno le cose. Ma per votare, e cercare di cambiare davvero pagina!,  oggi occorre ricorrere alla pirandelliana “corda pazza”: dobbiamo essere specchio per far riflettere sul volto dei partitocrati e delle persone con la partitocrazia colluse di non essere più in grado di controllare o governare il danno politico da loro fatto. Ecco perché voterò per il giovane incolpevole Patrizio Cinque e per il Movimento Cinque Stelle:  lo comunico a voi (Matera, Di Stefano, Vella…) con lo stesso affetto di cui sapete circondarmi. Più “corde pazze” per cambiare! La Corda Civile e la Corda Seria, per ora, le dobbiamo proprio, e almeno per alcuni lustri, accantonare, nell’attesa che anche i partitocrati riscoprano il valore racchiuso nella dirompente Corda Pazza! Il prezzo del pane? Caro Angelo, quanti filoni e lunghi toscani a me i panifici regalano! Il piacere dell’onestà non ha prezzo e non lo si trova in nessuna bilancia dei pagamenti o delle ingiuste tasse!

 

Bagheria, 18/05/ 2014

Giuseppe Di Salvo

Patrizio Cinque, candidato sindaco di Bagheria.

Patrizio Cinque, candidato sindaco di Bagheria.
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