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Archivio Agosto 2014

GIUSEPPE DI SALVO: SUL SETTIMANALE IL MIO MANUALE PER MEGLIO CAPIRE L’ISLAM ED “EVITARE” I TERRORISTI!

SUL SETTIMANALE IL MIO MANUALE PER MEGLIO CAPIRE L’ISLAM ED “EVITARE” I TERRORISTI!

Dopo tre settimane di vancanza, ritorna nelle edicole “Il Settimanale di Bagheria”: vi troverete le mie puntuali riflessioni di geopolitica che contrastano con quelle espresse dal pentastellato Alessandro Di Battista.  Manca, alla fine, il tocco del democratico rossetto. Vi invito alla lettura e  datevene un tocco sulle labbra per sedurre meglio e per svegliare chi vuole farci apparire l’Islam come la religione del terrore. Ogni religione deve unire i popoli, anche negli amplessi espressi con ogni orientamento sessuale. Chi sgozza gli altri non è religioso: è semplicemente mostruoso e va evitato nel senso etimologico del termine. Grazie. (G.D.)

IL MIO SUPERBO ARTICOLO SULL'ISMAN CHE UNISCE!IL MIO SUPERBO ARTICOLO SULL’ISMAN CHE UNISCE!

GIUSEPPE DI SALVO: OLTRE 1.500.000 CONTATTI NEL BLOG TISCALI A ME INTESTATO! CON QUELLI DI FACEBOOK? OLTRE 3.000.000! GRAZIE!!!

OLTRE 1.500.000 CONTATTI NEL BLOG TISCALI A ME INTESTATO! CON QUELLI DI FACEBOOK?  OLTRE 3.000.000! GRAZIE!!!

Il Blog Tiscali a me intestato ha superato 1.500.000 (unmilionecinquecentomila!!!) contatti il 27 agosto 2014. Rallegriamoci! Negli ultimi venti giorni, nonostante fosse agosto!, hanno avuto decine di migliaia di contatti i miei articoli (ma anche quelli da me ospitati, alcuni degli amici di Informazione Corretta) di geopolitica, articoli relativi al conflitto in Medio Oriente. Visitatissimi i miei articoli contro l’ISIS e quello che ribalta le infelici posizioni del deputato del M5S Alessandro Di Battista. I contatti provengono da ogni parte del mondo. Prevale l’Italia con Palermo e dintorni, segue l’Europa (Germania e Francia su tutte le nazioni), gli USA, l’America del Sud, l’Australia, l’Asia, l’Africa e qualche contatto arriva anche dalla Città del Vaticano. Evviva! Un vero e proprio trionfo in rete! Grazie a tutte e a tutti i miei visitatori. Se a questi internauti aggiungo quelli che mi seguono su Facebook, non è da escludere che i mie visitatori sono oltre 3.000.000. Evidentemente nel mio Blog vi entrano sicuri di non trovare luoghi comuni. E idee che esplodono per la crescita intellettuale. Certo mi è estranea la noia. Dico ciò nel bene e nel male, ma con molta franchezza naturalmente! Non ho mai abbracciato le vie degli ipocriti. Lo sanno! Bacioni di gratitudine e godiamoci questi ultimi giorni di agostana vacanza. Magari con qualche Agostino che ci rinfresca.

Bagheria, 28 agosto 2014

Giuseppe Di Salvo

Categorie:Internet, Primo piano, Società Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: AL BAGNO MORESCO (DI ABU NUWAS* CON VARIAZIONI POETICHE DI GIUSEPPE DI SALVO)

AL BAGNO MORESCO  (DI ABU NUWAS* CON VARIAZIONI POETICHE DI GIUSEPPE DI SALVO)

Scoperta viene ora

ogni sua nudità

d’incanto

a me prima nascosta

dai pantaloni

In quel corpo visibile

in libertà vi roteano

i miei occhi

Torniti glutei vedo

e una schiena sottile

verso l’Alto lo slancia

Niente impedisce

il dolce amplesso

Si sussurra appena

la posa amorevole

O Allah,

è il bagno la mia delizia!

Ma…  eccovi rientrare

vocianti ragazzi

avvolti da panni

Un vibrar di palpebre

nel ricordo rivive-

e pur li chiude-

nudi-

corporei rintocchi

dell’andata festa

 

****************

 

*Abu Nuwas (nato ad Ahvaz, Iran, intorno al 747 e morto a Baghdad nell’815) è il più grande poeta iraniano dell’età abbaside. Con le sue meravigliose poesie dedicate ai giovani amati crea una mirabile ed intelligente frattura realistica con le anacronistiche ed omofobiche idee codificate nel Corano. Di questo sommo poeta, forse morto ammazzato per la sua dirompente parola contro le contorsioni mentali di Maometto sull’ omosessualità, qui riportiamo questa bella poesia che fa riferimento al “bagno moresco” dove si esplica il desiderio omoerotico. La mia versione rispetta la struttura del testo poetico di Abu Nuwas, anche se io, in ispecie alla fine, pur rispettando il senso, apporto delle mie poetiche variazioni che la rendono coerente coi nostri più evoluti tempi. E che queste poesie (ne seguiranno altre!) servano d’aiuto, pascendone e affinandone l’intelletto, alle tante persone che meglio vogliono vivere i segreti dell’Islam.

Bagheria, 27 agosto 2014

Giuseppe Di Salvo

 

POESIE DI AB? NUW?SPOESIE DI ABU NUWAS

Categorie:poesia, Primo piano Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: I VERSETTI DEL CORANO, I CRIMINI JIHADISTI CONTRO I GAY, L’IRAN E L’ASSENZA GANDHIANA DEL M5S!

I VERSETTI DEL CORANO, I CRIMINI JIHADISTI CONTRO I GAY, L’IRAN E L’ASSENZA GANDHIANA DEL M5S!

Dal Corano sui sodomiti, Sura VII, versetto 80°: Allah, il Compassionevole, il Misericordioso!

-E Lot disse al suo popolo: ”… Vi accostate con desiderio agli uomini piuttosto che alle donne. Sì, siete un popolo di trasgressori”.

Ebbene, sì! Coerenti con la nostra Rivelazione! Oggi codificata in diritto positivo nella stragrande maggioranza degli Stati democratici occidentali e in Israele (Dio protegga questo grande Stato democratico in Medio Oriente)!

Maometto ebbe le sullodate divine rivelazioni circa 1.400 anni fa. Ma ci voleva Allah per fargli capire che c’erano i sodomiti e coi gay non c’è proprio niente da fare, se non giacere, senza costrizione, supini o bocconi con loro? Che “intelligenze proporzionate” avevano questi uomini scelti da Dio. E se si fosse trattato di impostori? I conti tornano! Quanta ipocrisia! E quanti musulmani sono passati sotto i nostri Sacri Ponti!

Oggi la nazione con il più alto numero di esecuzioni capitali di omosessuali è l’Iran. Dalla rivoluzione (in realtà una feroce restaurazione!) islamica in Iran, il governo iraniano ha mandato a morte più di 4000 persone (calcoliamo per difetto!) accusate di rapporti omosessuali.

Molte organizzazioni internazionali per i diritti umani, come Human Rights Watch e Amnesty International, condannano le leggi che considerano i rapporti omosessuali tra adulti consenzienti un crimine. Dal 1994 la commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha anche dichiarato che leggi di questo genere violano anche il diritto alla privacy garantito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dal patto internazionale sui diritti civili e politici.

Come mai i parlamentari del Movimento Cinque Stelle, Alessandro Di Battista in testa!, non chiedono il ritiro di tutti gli Italiani presenti in Iran, ambasciatore compreso? E non si rispedisce al mittente l’ambasciatore iraniano presente in Italia? Possono i gay vivere (cioè morire!) secondo i versetti del Corano? E dire che i grillini sono abili nel difendere la nostra Costituzione!

Giuseppe Di Salvo

 

IRAN: MOSTRUOSE IMPICCAGGIONI GAY!IRAN: MOSTRUOSE IMPICCAGGIONI GAY!

Categorie:Politica Estera, Primo piano Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: ALESSANDRO DI BATTISTA, L’ISIS E IL DEMOCRATICO E CIVILE ROSSETTO DEL MIO OCCIDENTE!

DELLE OPINIONI RAFFAZZONATE DI GEOPOLITICA DI ALESSANDRO DI BATTISTA, L’ISIS E IL DEMOCRATICO E CIVILE ROSSETTO DEL MIO OCCIDENTE!

 A noi non sono piaciute le analisi geopolitiche elaborate da Alessandro Di Battista del M5S. Le abbiamo trovate assai raffazzonate e rudimentali e non si sposano affatto col pensiero nonviolento di Gandhi e col metodo di lotta del mahatma a cui Di Battista impropriamente si richiama.

Alessandro Sallusti, direttore de “Il Giornale”, nel suo editoriale del 21 agosto 2014, chiede le dimissioni di Di Battista dalla Commissione Esteri della Camera dei deputati, di cui l’esponente grillino è vicepresidente. Noi non condividiamo questa posizione di Sallusti e di numerosi altri esponenti politici di destra, di centro  e di sinistra: Di Battista è stato votato in una lista pentastellata all’interno della quale  -come nelle altre liste partitocratiche- non si potevano esprimere le  preferenze per i candidati; quindi è stata una persona, come tante altre, passata al vaglio di Grillo e dallo stesso nominata dopo legittima consultazione in rete.

In seguito  -e non sappiamo né quando, né con quale sistema elettorale!- penseranno gli elettori se confermare o no Di Battista;  o fare crescere o decrescere il M5S. Ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, anche le più insensate o grossolane. Forse  opinioni sballate non ne sono mai state  espresse da Sallusti o da Daniela Santanchè? O da Berlusconi? E a quanti esponenti di ogni parte politica avremmo dovuto mettere il tappo in bocca per il bene dell’Italia e degli Italiani, e non solo!? E tutto ciò indipendentemente dal complesso del pene piccolo o dall’invidia del pene. Noi proviamo simpatia per Di Battista, ma non sempre le sue idee ci piacciono.

Del direttore de “Il Giornale”, invece,  condividiamo altre affermazioni. Citiamole: “Nei confronti di questo giovanotto  -il riferimento è proprio a Di Battista, n. d. r.-  già si alza una cortina difensiva di parolai senza dignità e coerenza, che trovano ribalta sul sito di Grillo, uno che già si era espresso a favore del regime islamico iraniano, una dittatura culturale feroce di cui fece parte il suocero del comico genovese (che infatti passa le sue vacanze non a Teheran ma a Porto Cervo), io a questi deliri preferisco le parole scritte ieri dai genitori di James Foley:- Non siamo mai stati più orgogliosi di nostro figlio. Ha dato la sua vita cercando di mostrare al mondo la sofferenza del popolo siriano. Ringraziamo Jim per  tutta la gioia che ci ha dato. Era un figlio, un fratello, un giornalista e una persona straordinaria”. (Da “Il Giornale” del  21 agosto 2014, pag. 3).

Queste sono riflessioni davvero gandhiane: non viene espresso  odio o risentimento contro il carnefice. E non ci sono spettrali richiami storici per infierire contro il carnefice dell’IS. Che stile!

Cosa che non sa fare Alessandro Di Battista.  Questi, a proposito  del reporter americano, James Wright Foley, sgozzato in modo impietoso dal mostruoso esponente terrorista, il 22 agosto 2014, nel Blog di Beppe Grillo, scrive: “A quel poveretto gli hanno messo addosso una divisa simile a quella indossata dai prigionieri a Guantánamo. Io penso che la violenza indecente, barbara, inaccettabile che ha subito quel ragazzo sia, in parte, figlia della violenza indecente, barbara, inaccettabile subita dai detenuti nel carcere di Abu Ghraib”.

Alessandro Di Battista ricorre linguisticamente alla metonimia per sollevare la violenza subita da alcuni detenuti nelle carceri di Guantánamo e in quelle di Abu Ghraib: in pratica da un fatto cruento contingente finisce per processare la storia e gli USA, dimentico che gli Stati Uniti sono una democrazia e che, di conseguenza e per fare un esempio, il 29 giugno 2006, in occasione dell’appello di un detenuto, Salim Ahmed Hamdan, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ha sancito la violazione della Convenzione di Ginevra e del Codice di Giustizia Militare statunitense, violazione dovuta sia alle modalità di detenzione dei prigionieri all’interno della base di Guantánamo sia ai tribunali militari speciali istituiti per giudicare i detenuti. E va ricordato che mai nessuno è stato sgozzato. C’è o no, Di Battista, una bella differenza? Chi all’interno dell’IS giudicherà il carnefice del reporter americano sgozzato in diretta mondiale? E la stessa cosa si può dire per Abu Ghraib! Innanzi tutto, in origine, il carnefice di quella prigione era proprio Saddam Hussein, quello che secondo Di Battista in Iraq garantiva l’ordine come Gheddafi in Libia. Che maestri di sterminio! Quanto agli errori dei soldati americani, stando a un rapporto della Croce Rossa Internazionale le autorità statunitensi erano al corrente di quelle torture fin dalla primavera del 2003, motivo per il quale l’amministrazione Bush ha dovuto esprimere davanti alla nazione e alla comunità internazionale, per bocca del ministro della difesa Donald Rumsfeld, pubbliche scuse per l’accaduto. Come si vede,  c’è un’altra bella differenza? Ma, in quel caso, si agiva nella discutibile dinamica  della violenza militare. Ora, il Dibba  vuole dire quali colpe hanno tutti quegli uomini ammazzati dai terroristi dell’IS con colpi di pistola in testa? quelle donne e bambini massacrati, interrati vivi, e quelle donne stuprate e poi  vendute per pochi dollari…  dai neonazisti citati? Forse si è mosso per andare a dialogare con i mostri dell’IS per cercare di salvare quelle vite? Eppure da me Di Battista, Di Stefano e altri parlamentari pentastellalti sono stati apprezzati quando sono stati in Kazakistan, agosto 2013, per il meno grave caso, anche se politicamente violento, Shalabayeva!

Non vogliamo pensare all’opportunismo politico, ma è giusto citare Gandhi: “Non concepisco di vendicarmi di chi mi faceva del male”.  Mi chiedo: il giovane boia di Foley di quale male subito, non essendo gandhiano, si è vendicato? Non siamo alla follia del Califfato neonazista elevata a simbolo del potere? Ed io oggi dubito anche dell’essenza gandhiana di Di Battista che pure trova un sostenitore in Marco Pannella. Chissà cosa pensava Pannella sulla Bonino, allora ministro degli Esteri,  sul caso Shalabayeva?! Non ci fu, mi pare, un certo giornalista, Pino Corrias, che affermava quanto segue:-  l’ignobile è Pannella che non ha digiunato; la colpa è di Emma Bonino che troppo occupata con i “perseguitati di mondi lontani” non ha difeso quelli a portata di mano? O ricordo male? Così gira il nostro mondo!

Sappiamo: nessun parlamentare del Movimento Cinque Stelle  ha niente a che fare con i terroristi dell’IS. Ma mi chiedo: quale presunto dialogo gandhiano si può instaurare con questi neonazisti? Posso dialogare con chi si pente, ma dopo averlo processato in un tribunale democratico. Il dialogo, in origine è degno aspetto psicologico di chi è dotato di logos, è intimo canto libero che arricchisce la melodia della vita. Di Battista pensa di trovare questi aspetti nei carnefici dell’ISIS? Ha espresso non felici opinioni, per carità!, ma certe analisi raffazzonate sono anche cacofonia politica che instaura brutti contatti e mancanza di strategia efficace per sconfiggere i fanatici dell’IS che, in pratica, osservatelo bene!, seguono il 43enne califfo Abu Bakr al-Baghdadi dalle sembianze simili ad un boss mafioso.

E allora ribadiamola una cosa semplice: nei paesi democratici chi sbaglia può essere processato; e, prima o poi, si cambia rotta. Ma i macellai dell’IS da chi saranno processati? Si possono usare, come fa Di Battista,  gli stessi aggettivi per due tipi di violenza completamente diversi? Gandhi ottenne tanti successi coi suoi digiuni: quando essi erano in diretto “dialogo” con gli Inglesi che avevano la dignità della legge democratica da rispettare. Ma contro Hitler non digiunò mai, espresse solo riflessioni campate in aria, sapeva che il Führer lo avrebbe fatto crepare.

Noi siamo filoamericani e filoisraeliani; io amo gli Ebrei e mi sforzo di essere un perfetto sionista. E non ho i complessi di alcuni intellettuali dal pensiero meno che debole: si chiamino Vattimo o  Grossman poco importa. Lo stato di Israele è semplicemente un bene culturale dell’intera umanità da proteggere. In Iran, facciamolo quest’altro esempio, i gay vengono impiccati; ai transessuali, invece, Mahmud Ahmadinej?d ha garantito l’intervento chirurgico per il cambiamento del sesso anatomico come hanno accettato i capi religiosi.  Insomma, c’è la pena di morte.  Beppe Grillo ha spesso notato che anche negli USA c’è la pena di morte. Vero. Ma per crimini indicibili. E non per l’essere gay: c’è o no differenza? Certo, sarebbe meglio che la pena di morte non ci fosse da nessuna parte. Infatti, non mi pare che ci sia in Israele. Ma in tutti gli stati in cui comandano gli jihadisti i gay vengono ammazzati e le adultere lapidate; tranne a vendere poi le donne cristiane stuprate per pochi dollari a islamisti che se ne fottono di rispettare il dettato del Corano, un reperto archeologico cartaceo che interpretano in modo allucinante: mera follia, altro che diritto! Noi amiamo le democratiche Costituzioni che invitano le persone a cercare la gioia! E vogliamo dialogare solo con chi ama questi Sacri Libri Laici. Siamo perché i reati vengano valutati dai tribunali nei vari gradi di giudizio e non per i processi sommari. Non amiamo le guerre, ma se i terroristi carnefici vogliono distruggere i valori del mio democratico Occidente, non ho esitazione a dire che vanno con fermezza fermati con qualsiasi mezzo ultramoderno. E non vengano gli imbecilli di turno a dirmi che non sono giuste le guerre “sproporzionate”: quale guerra nella storia è stata mai proporzionata? In ciò c’è davvero il complesso del pene assente. Le guerre oggi vengono vinte dai generali più intelligenti. In esse si espande sempre ogni proporzione E, guarda caso, si tratta sempre di condottieri che amano la civiltà, le diverse culture, le diverse religioni, la gioia e la vita per tutti. Nei terroristi neonazisti c’è tanto odio contro di noi occidentali e contro Israele che vogliono distruggere. Non sono votato al martirio, meglio che si abbatte il loro odio e chi lo alimenta e incarna. Mi dispiace che non posso firmare questo mio articolo con un tocco di rossetto dal colore cinabro. Ma, almeno, ho parlato forte e chiaro! E da ben altre proporzioni mentali!

 

Bagheria, 24 agosto 2014

Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVOGIUSEPPE DI SALVO

Categorie:Politica Estera, Primo piano Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: ISRAELE E’ UN GRANDE STATO PATRIMONIO CULTURALE DI TUTTA L’UMANITA’. E GLI SI DIA IL NOBEL PER LA PACE!

ISRAELE E’ UN GRANDE STATO PATRIMONIO CULTURALE DI TUTTA L’UMANITA’. E GLI SI DIA IL NOBEL PER LA PACE!

Non sono pochi gli intellettuali che non comprendono affatto la realtà e che continuano a parlare ancora oggi di “guerre sproporzionate”, volendo con ciò censurare la forza militare dello Stato di Israele. Si tratta, in realtà, di emeriti imbecilli che non capiscono che nella storia non c’è mai stata una guerra “proporzionata”: al di là degli armamenti e delle forze in campo, le guerre sono state vinte sempre dai generali più intelligenti. Ecco dunque: l’intelligenza di un popolo è l’unica realtà che determina la proporzione. Io non sono israeliano, ma esprimo il mio modesto punto di vista con onestà: lo Stato di Israele è il più liberale e il più democratico del mondo. E, come scrive in un lucidissimo articolo Deborah Fait, dovrebbe avere il Nobel per la pace. E, io aggiungo: deve essere dichiarato Patrimonio di tutta l’Umanità!

   Per meglio comprendere quanto da me affermato, voglio riportare l’interessante articolo di Deborah Fait tratto dal sito Informazione Corretta di oggi, sabato 23 agosto 2014. Eccovelo, stampatevevlo, fatelo imparare ai vari Di Battista: tutti ne hanno vitale bisogno per riaversi dall’odio anti ebraico. Chi, invece, ha sempre amato Israele, non deve fare altro che rallegrarsi. Buona lettura!

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Il Premio Nobel per la Pace a Israele

di Deborah Fait

 

Quando George Galloway, quel politico inglese rosso di capelli e nero d’anima, ha dichiarato Bradford, la città di cui è sindaco, Israel-free, mi è venuta la pelle d’oca e, come sempre mi accade, in casi di ingiustizia e odio contro Israele, avrei voluto averlo davanti per fargli sapere quello che pensavo di lui come essere umano.

Galloway non è nuovo a queste uscite, è uno dei peggiori odiatori di Israele in Inghilterra, sostenuto dalle più fanatiche organizzazioni antisemite e dirigente di Viva Palestina. Il suo discorso demenziale è culminato con queste parole :

 

” Non vogliamo merci israeliane. Non vogliamo i servizi israeliani. Non vogliamo accademici israeliani a parlare nelle nostre università o college. Non vogliamo eventuali turisti israeliani. Noi rifiutiamo questo illegale, barbaro, stato selvaggio che si chiama Israele”.

Non aveva nemmeno finito di dirlo che un gruppo di israeliani ridenti, con l’Ambasciatore di Israele a Londra, sono andati sotto il cartello che porta il nome di Bradford, alle porte della città, sventolando bandiere israeliane e distribuendo ai cittadini attoniti snack made in Israel. Questo è solo un piccolo esempio di come Israele sia odiato nel mondo a tutti i livelli sociali, dalla marmaglia nazifascista e nazicomunista filoislamica, ai politici, agli accademici che mandano ai governi lettere in cui chiedono il boicottaggio totale di Israele.

 

A tutto questo odio che arriva dall’Europa, alla guerra che incombe, al terrore dei missili, alla disinformazione inetta fatta da persone senza coscienza, gli israeliani, spesso con le lacrime agli occhi e il sorriso sulle labbra, reagiscono dicendo la frase che può essere il leit-motiv di questa Nazione: “Hiyè beseder”, andrà tutto bene.

Dal giorno della fondazione dello Stato, Israele non ha avuto un solo giorno di vera pace, guerre con i vicini arabi, guerre combattute disperatamente con la consapevolezza che, perderne una soltanto, significava la distruzione totale del Paese. Quante guerre con le nazioni arabe? Quante guerre ha fatto Israele quando ancora non aveva armi e anche quando riusciva a comprarle e a pagarle se le vedeva negate?

Lo fece la Francia, avevamo pagato dei sottomarini ma poi De Gaulle decise per l’embargo e non volle consegnarceli, allora siamo andati a “rubarceli”, erano nostri, li avevamo pagati , e che cavolo! La noia stupida dell’odio contro l’inventiva dovuta alla inestinguibile voglia di vivere. Israele ha combattuto contro eserciti regolari arabi, armati fino ai denti (come diceva il caro Montanelli), 4 guerre. Ha combattuto il terrorismo un numero infinito di volte, praticamente senza sosta, ha combattuto contro due Intifade che portavano dentro il paese terroristi disposti a tutto pur di ammazzare quanti più ebrei possibile. Ogni cittadino di Israele sa che deve avvisare la polizia ad ogni sacchetto abbandonato, ormai tutti sanno dove correre, il più in fretta possibile, quando ci arrivano in testa i missili, ogni genitore di Israele sa che potrebbe perdere i propri figli quando, a 18 anni, andranno a servire l’esercito. Durante la guerra con Saddam Hussein ai genitori dei neonati veniva regalata una culla antigas, al posto di talco e cremine.

 

Adesso Israele è di nuovo in guerra contro Hamas, una delle organizzazioni terroristiche peggiori del mondo, alleata di: Hezbollah – Boko Haram – Al-Shabaab – Abu Sayyaf – Ansar al-Sharia – Islamic Jihad (IJ) – Moslem Brotherhood – Jabhat al-Nusra (JN) – Free Syrian Army (FSA) – The Islamic State (IS) – The Islamic Front (IF) – Hizb ut-Tahrir al-Islami – Islamic State of Iraq and Syria (ISIS) – Islamic State of Iraq and the Levant (ISIL) – Sawla al iraq al islamiyyah al-Dawlah al-?Isl?miyyah f? al-?Ir?q wal-Sh?m (DAESH / DAASH)

 

Eppure l’unica organizzazione terroristica che il mondo ama, difende, rispetta è Hamas. Come mai?

Come mai la barbarie dei palestinesi viene accettata come normale “guerriglia”, come mai la marmaglia di cui parlavo prima non manifesta contro le esecuzioni pubbliche, senza processo, con uomini incappucciati e fucilati in piazza, a Gaza, davanti alla popolazione esultante?

Come mai gli intellettuali di tutti i paesi europei e americani hanno l’ossessione di Israele e non scrivono mai una parola contro l’orrore di Hamas, dell’ISIS, di Boko Aram?

Come mai le aggressioni, senza provocazione, dei palestinesi contro la popolazione civile di Israele vengono sempre giustificate e quando Israele risponde si alzano al cielo urla di odio?

Come mai nessuno ha mai chiesto ai palestinesi conto dei miliardi ricevuti di regalo e spesi in armi anzichè in strutture per migliorare il livello di vita della popolazione?

Come mai nessuno urla contro Hamastan che ha reso la vita dei palestinesi un inferno?

Come mai nessuno si indigna che sulle Karte costituzionali di Hamas e dell’OLP/Fatah sia prevista la distruzione dello Stato di Israele?

Come mai questo orrore viene accettato come normale? In 40 giorni 4000 missili sono caduti su Israele da Gaza fino al nord del Paese. Eppure in Israele abbiamo avuto manifestazioni per la pace, Shalom, mai per la guerra, al contrario dei palestinesi che invadevano strade e piazze delle loro città in Cisgiordania urlando A MORTE GLI EBREI. Civiltà contro barbarie, vita contro morte, gioia di vivere contro l’odio che chiama morte e martirio. Ieri, dopo aver rotto la tregua per l’undicesima volta, con quasi 400 missili contro Israele, hanno ammazzato un bambino di 4 anni, i genitori non avevano fatto in tempo a correre nel rifugio, avevano meno di 10 secondi di tempo. Provateci!

Eppure gli israeliani continuano a vivere, a ridere, escono nonostante le sirene, (uscivano a vivere anche quando saltavano autobus e ristoranti), guardano il cielo in attesa che Iron Dome, la nostra salvezza, colpisca il missile in caduta libera, in base alla teoria di Hamastan del ndò cojo cojo pur di seminare il terrore e con la possibilità che sti ebrei muoiano una buona volta.

Muoiano i civili, muoiano i bambini di Israele mentre altri poco più che bambini, che spesso non hanno più di 18 anni, difendono il Paese sacrificando la loro gioventù e spesso, la loro vita.

Questo accade da 70 anni. Generazione dopo generazione.

Il Popolo di Israele è il Popolo più perseguitato della terra, quello perseguitato più a lungo, più di 2000 anni, quello perseguitato per ogni motivo, anche il più cretino. Il popolo di Israele ha sopportato, senza mai pensare alla vendetta, secoli di pogrom, di morti violente, di roghi dell’Inquisizione, di fughe disperate, di atti di fede, convertirsi o morire, perseguitato da tutti, dai ricchi perchè gli ebrei erano poveri, dai poveri perchè gli ebrei erano ricchi, dai comunisti perchè gli ebrei erano fascisti, dai fascisti percè gli ebrei erano comunisti. Dal genere umano perchè considerati non-uomini. Dalla Chiesa che doveva avere un capro espiatorio per fare proseliti e cosa fu meglio di un’accusa di deicidio!

In nome di questa accusa furono ammazzati, secondo l’Università Pontificia di Montecassino, 10 milioni di ebrei nei duemila anni precedenti la Shoà.

 

Finalmente il ritorno in Erez, finalmente poter vivere liberi nel proprio Paese, finalmente Israele! E da quel momento ha inizio la tragedia degli ebrei diventati israeliani. Settanta anni di guerre per la nostra distruzione. Decenni di terrorismo per gettarci in mare. Il -Tornate in Polonia- aveva sostituito l’urlo degli europei –Tornate in Palestina-. Eppure Israele è andato avanti, pur dovendo avere sempre il fucile in spalla è diventato uno dei paesi più progrediti dell’Occidente, una grande democrazia, l’unica in Medioriente. Israele è secondo solo agli USA per la ricerca scientifica, per la ricerca tecnologica. Israele ha sostituito ogni pietra, ogni sasso, ogni granello di sabbia in verde, in fiori, in alberi, in coltivazioni. Israele ha costruito città , villaggi, kibbuz, dal nulla assoluto, sudando sangue e molto spesso, troppo spesso, cadendo nel suo stesso sangue per mano degli arabi.

La nostra Dichiarazione di indipendenza chiede agli arabi di vivere in pace, insieme, e progredire insieme. Gli arabi hanno risposto con le armi e la morte. Israele, quando può evitare la guerra, risponde con grandi manifestazioni per la pace, canta per la pace, non esiste canzone dell’esercito che non parli di Shalom.

A Gaza, Ramallah, rispondono urlando Iftach Yahud, morte agli ebrei. Gli israeliani stanno pagando, senza mai protestare, i conti dei palestinesi tra cui 1 miliardo e 500 milioni di elettricità mai pagata. Durante il periodo degli attentati, quasi nell’immediato, scomparivano sangue, vetri rotti, i corpi senza vita venivano immediatamente portati via e nascosti agli occhi del pubblico. E si ricominciava a vivere e a a lavorare il giorno dopo, il cuore gonfio, l’animo ferito, la disperazione ma si ricominciava.

I palestinesi e gli europei bruciano le nostre bandiere, boicottano i nostri prodotti (meno quelli, molti medicinali scoperti dagli scienziati israeliani, che gli permettono di vivere; meno i prodotti israeliani della tecnologia che gli permettono di usare computer, cellulari ecc.) , rifiutano di riconoscerci come Nazione legittima, rifiutano di riconoscere il nostro diritto ad esistere, taroccano la Storia, mentono, tentano di sterminarci, ci vietano di pregare nel nostro luogo santo più importante, il Monte del Tempio. Il nome del nostro Paese viene infangato. Israele disprezzato, umiliato, sempre condannato, aggredito, odiato. (https://www.youtube.com/watch?v=nZ0pW5xOWDs  http://www.rightsreporter.org/forums/topic/sono-israele-autore-sconosciuto/)  Eppure, nonostante tutto questo male riversato contro di loro, l’esercito israeliano è il più etico del mondo, il più pietoso, il più umano. Non esiste altro esercito che avvisi i propri nemici di mettersi in salvo, non esiste altro esercito che preferisca “perdere” una guerra contro il terrorismo pur di contenere il numero di vittime tra i civili innocenti che i terroristi, loro fratelli, usano come scudi umani mettendo le loro stesse famiglie, con mogli e bambini, sotto il fuoco per essere uccisi, è questo l’orrore della barbarie palestinese di Hamas, come di Fatah e OLP, rami di un unico albero marcio, pieno di odio.

Il Popolo di Israele, nonostante il passato di dolore, un destino infelice, un presente di estrema sofferenza, il futuro incerto sotto la minaccia della distruzione e del crollo economico grazie al boicottaggio planetario che ci colpisce, è un popolo ottimista e paziente, che ama la vita.

Gli israeliani sono tra i popoli più felici del mondo. Sembra strano ma è così e chi viene a visitare il Paese lo capisce, capisce l’anima mai doma e mai rassegnata, la voglia di fare, lavorare, amare, gioire come se ogni giorno fosse l’ultimo. Gli ebrei sapevano trovare la gioia anche sotto le persecuzioni in Europa, strano fenomeno ma vero. Il saper ridere di se stessi e delle proprie disgrazie, l’ironia che non manca mai, hanno creato grandi attori, grandi comici, scrittori, artisti e una letteratura interminale di Witz (chiamiamole barzellete ebraiche) sui propri difetti e sulle infinite persecuzioni patite trovando lo spunto per la risata anche in questo. Raccontava il rimpianto Robin Williams: “Una volta partecipai a un talk show tedesco e una donna mi chiese perché, secondo me, in Germania non ci fossero molti film commedia. Io le risposi: -Ti è mai passato per la mente che voi tedeschi avete ucciso tutte le persone che facevano divertire la gente?”

Il Popolo di Israele ha creato cultura, musica, arte, scienza in un’ Europa che lo massacrava da secoli. Il Popolo di Israele, tornato in Erez, ha saputo elaborare le proprie disgrazie trasformando la paura in coraggio, la disperazione in gioia, la tristezza in lavoro, la povertà in benessere, l’odio degli altri in un commovente amore per il proprio Paese. Ha trasformato le ingiustizie in dignità. La rabbia in ironia. Ha saputo cambiare il proprio destino di perseguitati della terra in un’ esplosione di orgoglio, di successi, rendendo il proprio paese da distesa desolata e pietrosa in una bellezza meravigliosa. Il Popolo di Israele ha saputo incanalare la propria innata natura pacifica nella formazione di un esercito del Popolo fatto di figli e figlie, di ragazzi e ragazze adorati da tutti, soldati per tre anni della loro giovane vita per difendere, solo per difendere il proprio Paese.

Il Popolo di Israele contrappone alle menzogne che arabi e europei raccontano sulla sua Storia, un unica frase che smentisce tutto e che da 2000 anni è sempre la stessa “ L’anno prossimo a Gerusalemme”.

Per la sua sofferenza millenaria e per il coraggio quasi sovrumano, per la sua bontà d’animo pur vivendo in una regione dove incombe il nero delle bandiere dell’odio, per la sua perseveranza, per sapersi mantenere democratico, per saper reagire positivamente alla propria demonizzazione mentre i suoi persecutori non dicono mezza parola di condanna contro i tagliagole, per  Il suo coraggio, per il suo vero pacifismo, non quello dell’odio, per quella che è inesauribile voglia di PACE SHALOM, per la sua gioia di vivere, pur nella disperazione e nel pericolo, nelle guerre e nel terrorismo, per tutti questi valori e qualità che sono un esempio per le altre nazioni, per il suo essere l’ultimo baluardo di civiltà e di difesa per l’Occidente… per il suo essere Israele…

Per tutto questo io chiedo venga riconosciuto a questo Paese, Luce tra le Nazioni, il premio Nobel per la Pace.

DEBORAH FAITDEBORAH FAIT

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GIUSEPPE DI SALVO: L’INNOCENZA DI TRE RAGAZZI DELLA QUINTA D NEL TELEQUIZ DI AMADEUS CI AIUTA A CAPIRE I VOLTI DELLA MALIZIA

L’INNOCENZA DI TRE RAGAZZI DELLA QUINTA D NEL TELEQUIZ DI AMADEUS CI AIUTA A CAPIRE I VOLTI DELLA MALIZIA

Alcune riflessioni su un episodio di costume per me assai interessante nei segni che vi colgo. Da circa una settimana seguo per caso, dopo le ore 19,00, ora in cui mi accingo a cenare quando lo faccio in casa,  il telequiz animato da Amadeus “Reazione a catena”. Perchè mai? E’ un evento che non rientra d’abitudine nei miei interessi. Per chi vuole scuotersi un po’, mi piace ricordare che, in passato, ho letto Liala e ho provato curiosità per alcuni fotoromanzi, in ispecie per la loro struttura narrativa. Ho sempre trovato nella letteratura citata una certa semplicità e un’innocenza espressiva certamente diversa da quella che si può trovare in testi molto più impegnati. E c’è anche una logica ben strutturata. Cosa che non trovo, per fare un attuale esempio, nella recentissima letteratura politica di Alessandro Di Battista: e qui annuncio che quanto prima scriverò in sua difesa per quanto riguarda la sua carica di vice presidente della Commissione Esteri della Camera. Ma ritorniamo al telequiz condotto con maestria da Amadeus: cosa mi attrae in questi giorni di questo gioco televisivo? Semplice: il volto di tre giovani  di una Quinta D di Pavia che hanno già vinto circa 60.000 euro. Vittoria ha diciotto anni, Marco e Riccardo, invece, ne hanno diciannove. E si sono da poco diplomati. Ebbene: tutti e tre hanno, belli, i volti dell’innocenza ed è giusto che quegli occhi, sei occhi da guardare per capire le persone buone che pensano in modo lineare,  vengano premiati. Se poi guardate gli altri, molti altri!,  capirete meglio i volti dove si annida la malizia.  Ma non cercateli in “Reazione a catena”. Provate ad osservare chi parla in un comizio. O un politico in tivvù. E vedrete che anche i programmi di costume ci aiutano a capire i costumi mentali di chi parla e dei politici che con furbizia scrivono. Lo stile viene rivelato dagli occhi.

Giuseppe Di Salvo

AMADEUS E I TRE GIOVANI DI PAVIA.AMADEUS E I TRE GIOVANI DI PAVIA.

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GIUSEPPE DI SALVO: IL SENATO VOTA A STRAGRANDE MAGGIORANZA GLI AIUTI UMANITARI, ARMAMENTI COMPRESI, ALL’IRAQ. COMPLIMENTI!

IL SENATO VOTA A STRAGRANDE MAGGIORANZA GLI AIUTI UMANITARI, ARMAMENTI COMPRESI, ALL’IRAQ. COMPLIMENTI!

Sibilia è più comico delle comiche: vuole mandare i giubbotti antiproiettile ai Curdi e a quanti dall’ISIS vengono sgozzati o uccisi, mani legati dietro, con colpi di pistola in testa. Che oligofrenia! E il bello è che aspettano il passaggio parlamentare. Meno male che, in politica estera, almeno il nostro Governo  -formato da una maggioranza che io non ho votato, ma che in questo caso mi trova concorde!- è mentalmente solido. Non sarebbe meglio che i pentalunati visitassero un comodo nosocomio per riposarsi e riaversi? Ma quelli di SEL sono i peggiori: ecco perché sono politicamente marginali e non servono a nulla, neanche alle donne curde o cristiane dall’ISIS stuprate e vendute per gli ipocriti piaceri dei ricchi islamici che usano l’Islam per i piaceri del loro ipocrita caz…! La sillaba mancante la metta Di Battista, giusto per aprire con quei mostri il dialogo! E Sibilia non gli faccia dimenticare il giubbotto, anzi una tuta antiproiettile: certi reporter, se restano in vita, quelli dell’ISIS non li vogliono neanche mostrare!

Giuseppe Di Salvo

Roberta Pinotti, ministro donna della nostra Difesa!Roberta Pinotti, ministro donna della nostra Difesa!

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LE FINZIONI GANDHIANE DI DI BATTISTA, LA VIOLENZA DI HAMAS, DELL’IS E GLI INTELLETTUALI DA CARTA IGIENICA

LE FINZIONI GANDHIANE DI DI BATTISTA, LA VIOLENZA DI HAMAS, DELL’IS E GLI INTELLETTUALI DA CARTA IGIENICA

Il pentalunatico islamico Alessandro Di Battista ama elevare a dialoganti i necrofili dell’ISIS: si crede un nuovo San Francesco capace di parlare, naturalmente per cerare di cambiarli in meglio e di convertirli chissà a quali valori democratici, con questi indiavolati criminali che andrebbero semplicemente messi in galera e processati per crimini contro l’umanità. Nei tribunali si dialoga meglio. Di Battista lo fa solo in rete e, di fatto, non riesce a cambiare nulla. Speriamo prenda lezioni nonviolente da Pannella, un gandhiano che, però, a differenza di Gandhi, è per due popoli e due Stati. Gandhi voleva che gli Ebrei restassero nelle loro terre d’origine; e sono stati ridotti nello “Stato” voluto da Hitler e da Stalin: il primo non voleva che gli Ebrei avessero uno Stato e un territorio autonomo, cosa che ora hanno; Hamas e i terroristi dell’ISIS e dei nazisti del mondo panarabico, ora meglio nomato Califfato, vogliono la distruzione del già prospero e democratico e liberale Stato ebraico.  Anche i teorici della nonviolenza non sempre sanno vedere bene; e hanno ispirato la “Cecità” di Saramago, altro fine letterato antisionista! Da Nobel! E che spinte hanno dato al linguista Chomsky, linguista in politica sempre privo di logica! Non ci resta che consolarci col divino marchese De Sade che ha reso nobile e da Nobel la carta igienica: almeno ne ha usata tanta per non tracciarla di meno divina merda!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: PAPA FRANCESCO, I CROCIATI QUALI AGGRESSORI FERMAVANO? IL CALIFFATO DELL’ISIS E’ UNA DIVERSA CROCIATA!

PAPA FRANCESCO, I CROCIATI QUALI AGGRESSORI  FERMAVANO? IL CALIFFATO DELL’ISIS E’ UNA DIVERSA CROCIATA!

    Si vede che il Papa è un gesuita da favola: afferma che occorre fermare i macellai (“il termine “macellaio”, va detto, lo sto usando io!) terroristi (ma papa Francesco usa il raffinato termine “aggressore”, quasi un lessico elegiaco!). Ma non si esprime sul come fermarli. E allora? Lasciamolo pregare. Ogni capo di Stato, quindi anche dello stato vaticano d’impronta religiosa, mette una faccia e una posa; personalmente non ho esitazioni nell’apprezzare i bombordamenti americani contro i macellai. Il Papa voli, dunque, e preghi! Soprattutto per le tante anime cristiane -e non- con le teste dall’ISIS sgozzate e mostrate al mondo con ferocia! E ci aspettiamo anche dal Sommo Pontefice un appello ai terroristi macellai di persone umane perché la smettano con la loro ferocia, e ciò per conoscerli meglio tramite il dialogo (certo il Pontefice ha più forza persuasiva di Pannella e di Di Battista!): i nonviolenti amano il dialogo. E sia! Anch’io lo sono. Ma innanzi ai macellai mi sentirei codardo se non reagissi con ogni mezzo per abbattere le belve disumane inferocite e pericolose per il prossimo. Ah, dimenticavo: per fortuna ci si accorge che siamo alla Terza Guerra Mondiale! Io non ho bisogno di sottolineare il verbo “fermare”. Dico: -Forza, America! Il vero aiuto umanitario ai Cristiani e alle altre minoranze religiose è dato  -non solo dai viveri giustamente lanciati dagli aerei (come amerei i deputati del M5S se lo facessero loro con mezzi volanti alternativi!)- soprattutto dal più prosaico e utile intervento millitare contro questi esseri mostruosi.

Giuseppe Di Salvo

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