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GIUSEPPE DI SALVO: MICHELE LIZZI: “ERO BAMBINO…”, ARIA DEL VECCHIO MIRACOLATO DALLA “SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE” NEL 100° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL COMPOSITORE AGRIGENTINO!

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“ERO BAMBINO…”, ARIA DEL VECCHIO MIRACOLATO TRATTA DA “LA SGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE” NEL 100° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL GRANDE COMPOSITORE MICHELE LIZZI (AGRIGENTO, 5 SETTEMBRE 1915- MESSINA, 31 MARZO 1972)

Michele Lizzi, da vivo, aveva un rapporto conflittuale con la sua data di nascita. Tanto che, nei suoi documenti, era abile con una lametta nell’alterare le cifre. Posso testimoniarlo, essendo stato suo amico per circa due anni fino al giorno della sua morte.   Forse perché, un tempo, i bambini venivano registrati all’anagrafe molti giorni (o mesi) dopo rispetto alla reale giornata di nascita. Sulla venuta al mondo del compositore agrigentino abbiamo tutti un’unica certezza: è nato nel mese di settembre sotto il segno zodiacale della Vergine; successivamente, la critica musicale (Lilia Cavaleri, Angela Bellia) ha stabilito che il giorno fosse il 5 di settembre dell’anno 1915.

   Stando così le cose, quest’anno ricorre il 100° anniversario della nascita di uno dei più grandi compositori agrigentini di tutti i tempi.

   Dai miei archivi storici, grazie ad una registrazione pirata da me effettuata nel corso della Prima Mondiale dell’Opera lizziana “La Sagra del Signore della Nave”, il 12 marzo del 1971 al Teatro Massimo di Palermo, oggi abbiamo per l’occasione preso e immesso in rete  (anni fa lo avevamo fatto col  Preludio) l’aria del Vecchio Miracolato (baritono Domenico Trimarchi): “Ero bambino/ quando vidi portare il Crocefisso/ in questa chiesa…”.

   Lizzi, innovando il melodramma italiano, aveva, per le sue concezioni estetiche e drammatiche, superato le “forme chiuse”; tanto che l’aria cantata dal baritono è preceduta dall’intervento del Coro dei Miracolati e dal gioco melodico degli archi e si chiude con un’armonia nuovamente corale che rende di una estrema bellezza drammatica la veemente forza espressiva del Vecchio Miracolato che rievoca come il Cristo abbia salvato tutta la ciurma di una nave che si era in mare spezzata in due come melagrana. Il libretto venne ricavato da Michele Lizzi dall’omonima novella/commedia di Luigi Pirandello. Fu un trionfo quella Prima Rappresentazione.

   Sulla grandezza di questo compositore agrigentino si sono espressi negli anni tanti musicologi e critici musicali. Qui ci piace riportare quanto ebbe a scrivere il professore Paolo Emilio Carapezza dell’Università di Palermo nella sua prefazione al libro di Lilia Cavaleri “Due compositori Agrigentini: Ignazio Lauria (1859-1929) e Michele Lizzi (1915-1972)”, edizione a cura del Centro Studi Sociali Pastore-Agrigento.  Scrive dunque Paolo Emilio Carapezza:

    -Ma la parte più cospicua di questa storia spetta, a ragione, a Michele Lizzi (1915-1972) la prima figura notevole di musico ch’appaia ad Agrigento dopo Simonide, Pindaro, Mida ed Empedocle, cioè dopo duemila e quattrocento anni. Ed a loro infatti si riconnette: le sue prime opere teatrali, “Pantea” (1950) e “L’amore di Galatea” (1964), rivisitano miti sicelioti, la prima è addirittura filosofia empedoclea teatralmente rappresentata. Di valore letterario sempre più alto i libretti da lui messi in musica: il primo di Gerlando Lentini, il secondo di Salvatore Quasimodo, il terzo. “La Sagra del Signore della Nave” (1968), tratto dallo stesso compositore dalla novella di Pirandello.

   Tutt’e tre queste opere furono rappresentate per la prima volta (1956- 1964- 1971) nel Teatro Massimo di Palermo, proprio in quegli anni al culmine della sua gloria; le prime due furono rappresentate subito dopo al Teatro Bellini di Catania; la prima quindi ancora al San Carlo di Napoli e la seconda al Teatro Greco di Siracusa. Si può ancora sperare che almeno una d’esse venga finalmente rappresentata “in patria”, nell’appena riaperto teatro civico “Pirandello” (che si chiamava, tra il 1881 e il 1946, “Regina Margherita”), ovvero nella Valle dei Templi?”.

Che dire? Di questo centenario oggi nessun teatro siciliano si ricorda. Teatro Massimo di Palermo? Silenzio! Teatro Bellini di Catania? Silenzio! Teatro San Carlo di Napoli? Silenzio! Altri Teatri italiani? Silenzio! Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo? Silenzio! Orchestra Sinfonica Siciliana? Silenzio! Amici della Musica? Silenzio! Come mai tanto silenzio attorno ad uno dei più grandi compositori siciliani di tutti i tempi valorizzato, invece, da sempre dalla critica e dagli studiosi?

   Noi vogliamo rompere con questa nostra iniziativa “corsara” tanto culturalmente “omertoso” silenzio. Con immenso giubilo e piacere! Lo abbiamo da decenni fatto. Continueremo imperterriti a farlo utilizzando in modo fattivo la rete! Andiamo oltre lo spazio occupato dai conservatori e dai teatri. E’ un silenzio che, però, ci rende unici e ci onora! E ciò grazie anche all’abilità tecnica del giovane Salvatore Incandela che, nel corso della nostra amicizia che ormai dura da circa due lustri, delle musiche del maestro Lizzi è da sempre rimasto ammaliato ed esse lo hanno pure spinto all’amore verso l’Opera in generale. Meglio di così?

Bagheria, 3 settembre 2015

Giuseppe Di Salvo

 

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  1. giuseppe di salvo
    3 Settembre 2015 a 19:32 | #1

    Per ascoltare meglio questo brano musicale, occorre prima far scorrere la barra a destra del Blog e staccare con un clic i due brani del maestro Lizzi tratti dalla sua Sagra. E dopo attaccare con questo. Altrimenti vi arriva tanta confusione sonora. Grazie.

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