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Archivio Gennaio 2016

GIUSEPPE DI SALVO, PIONIERE GAY DEL FUORI! DI PALERMO, INTERVISTATO DA ROBERTO ODDO

Incontri LGBTQI - Giuseppe Di Salvo

Giuseppe Di Salvo
Giuseppe Di Salvo è di Bagheria, un grande e importante comune proprio alle porte della città. Con tutto il vissuto che si porta dietro, e dentro, è una delle colonne del movimento nel palermitano. Quello con lui è un incontro ineludibile, con la sua verve polemica e per nulla accomodante, se si vuole comprendere che cosa significhi lottare qui per visibilità, dignità e diritti civili. Qualunque sia la posizione che si vuol prendere sulle parole di Giuseppe Di Salvo, dall’adesione totale alla distanza, intervistarlo significa confrontarsi con un pezzo della nostra storia (e ciò senza nulla togliere ai meriti attuali di nessuno). Ci siamo dati appuntamento una mattina di dicembre, subito dopo Natale, ma ha preferito rispondere alle domande per iscritto, questo spiega l’andamento poco dialettico o un po’ più schematico, o se si vuole semplicemente più ordinato, di quest’intervista.
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RO. Come ti definisci come persona?
GD. Sono stato sempre un uomo perfettamente immobile. Non transito. Eppure il mio percorso evolutivo ha visto muovere le certezze desideranti di chi mi ha sempre guardato con desiderio; in breve: attraverso il mutare del mio corpo ho potuto osservare i cambiamenti dell’orientamento sessuale altrui. Va ricordato che i miei amanti sono stati quasi sempre sposati o si accingevano a farlo o pensavano di farlo per poi, in buona parte, divorziare. Due grandi amori ci sono pure stati. Ma, anche per la repressione, la vita finisce per disgiungere chi si ama. E allora? Ho sempre amato come ho potuto amare e mai come avrei voluto; del resto, chi vive come vuole?

RO. E invece come ti definisci in rapporto al movimento arcobaleno?
GD. Sono stato, a 23 anni, nel lontano autunno 1976 -siamo dunque quest’anno al quarantennale di quel grande evento storico striato di coraggiose e intense lotte pionieristiche- fra i fondatori del FUORI! di Palermo. Ci riunivamo nella sede di Vicolo Castelnuovo, numero diciassette. Ho in buona parte ricostruito quella nobile storia di lotte. Chi vuole può trovarla nel mio sito Tiscali “Giuseppe Di Salvo”: basta digitare la parola FUORI! in alto a destra e si resta impressionati; eravamo in pochi (io, Piero Montana, Salvatore Scardina, Franco Lo Vecchio, Rosabianca Colonna, Lina Noto, Anna Maria Schmidt, Benedetto Montenegro, Regina, Formica, Pippo Rinella…), ma abbiamo costruito un patrimonio di lotte che hanno davvero svegliato la città adagiata in un repressivo sonno dogmatico e mafioso. Pionieri di rispetto. Ci autofinanziavamo. Eravamo ospiti nella sede del Partito Radicale. Contribuivamo al pagamento dell’affitto. Il Partito di Pannella fu la prima organizzazione politica ad avere aperto le sue sedi agli “arrusi”. Si lottava con gioia per cercare di modificare la mentalità antigay e, all’alba degli anni Ottanta, già miravamo a realizzare il matrimonio anche per le persone dello stesso sesso. Sempre lungimiranti. L’arcobaleno è venuto dopo e, di tanto in tanto, riappare nel cielo, cioè nella Parate estive.

RO. Raccontaci la situazione delle persone LGBT dal tuo punto di vista…
GD. Palermo è stata sempre, tutto sommato, una città aperta. Sin dall’inizio abbiamo lottato contro tutte le istituzioni antigay presenti anche in città: polizia, manicomi, carceri, chiese (dico chiese e non chiesa!), partiti politici…: per il PCI avevamo il “vizio piccolo borghese”; per la D.C. eravamo malati e peccatori; per i fascisti dei casi clinici da relegare nei meandri della psichiatria. In pratica, lottavamo contro mostri nelle cui teste abbiamo agito con le nostre efficaci terapie: abbiamo fatto capire a tutti costoro che gli unici “malati” culturalmente erano loro. Palermo era la metafora dell’Italia e non solo. Oggi si lotta per codificare leggi positive per le persone LGBTI. Prima si lottava per togliere il pregiudizio e le leggi repressive e naziste: vedi articolo 28 del codice militare; chi, fino a tutti gli anni Settanta, veniva congedato con tale articolo non poteva accedere a cariche pubbliche. Poi, dobbiamo ringraziare il Codice napoleonico.

Giuseppe Di Salvo durante una riunione del F.U.O.R.I.

RO. Se dovessi riassumere i fronti su cui un attivista si gioca oggi la sua partita in Italia e, in particolare, nel palermitano, cosa diresti?
GD. Dacché il FUORI! nazionale si è sciolto (eravamo intorno al 1982) sono nate, per fortuna, altre sigle. Tutte, parlo ovviamente di quelle sopravvissute, da oltre 35 anni, hanno creato utili strutture di servizio e di assistenza legale per le persone LGBTI. Ma va sottolineato un dato: l’Italia non ha ancora una legge sulle Unioni Civili. Il PCI, poi PDS, ora DS, ha messo tanti gay come fiori all’occhiello. Renzi gioca a rinviare e gode accarezzando il termine “tempistica”: è un emerito democristiano da Family Day. Ecco: il Movimento LGBTI, oggi, si deve sganciare da qualsiasi partito che gioca al rinvio o che usa i catto-nazisti per non concludere nulla. Loro, i parlamentari, hanno tutti i diritti che negano ai cittadini. Occorre essere più spregiudicati. Bisogna affossarlo questo PD. Occorre creare un Ordine Laico Nuovo e ribadire che la “sovranità popolare” appartiene a noi e che gli “eletti” possono essere trombati in qualsiasi momento. Io, pur essendo di tradizione familiare comunista del PCI, non ho avuto mai nessuna tessera di partito e rivendico la mia totale autonomia elettorale. I gay tutti, anche alle elezioni condominiali, devono fare valere la loro forza elettorale. Sì, dobbiamo essere lobby: i partiti devono essere a nostro servizio e non noi al loro. Se non fanno i nostri interessi, dobbiamo prenderli a pedate. Senza pietà!

RO. Quali sono, invece, i grandi temi dimenticati delle nostre battaglie?
GD. I gay politicizzati (o partitizzati) danno l’impressione di avere dimenticato se stessi. Devono frocializzare i partiti in cui militano o girar loro le spalle. I partiti sono mezzi, dobbiamo votare per chi porta avanti i nostri obiettivi politici. Il nostro voto deve essere pericolosamente mobile. Il qualunquismo è degli intruppati.

RO. Tu hai molta esperienza di quelli che sono stati gli inizi, laddove non c’era niente. Cosa potrebbe fare oggi un giovane che si trovi in un contesto isolato, dove non ci siano associazioni o punti di riferimento, se volesse dare un contributo?
GD. Noi, da pionieri, i punti di riferimento ce li siamo creati ex novo, dal nulla. E abbiamo pure contribuito a creare ottimi modelli. I gay di oggi si muovono su un tappeto che li porta facilmente verso la liberazione. Tutto sta nel concetto di coraggio e, purtroppo, come si sa, esso non può essere dato a chi non ce l’ha dentro. Chi non lotta contro i modelli culturali repressivi è complice di chi lo reprime. Magari va in chiesa: ecco i chierici luoghi della nostra laica concorrenza!

RO. Come vengono comunicate le battaglie del movimento LGBT dagli organi di stampa generalisti?
GD. Ormai i giovani, gay e non, hanno un mondo digitale che noi non avevamo. E sono più competenti di me. A loro viene facile trovare siti ed informazione alle loro esigenze adeguati. Noi, nel 1976, stampavamo volantini col ciclostile. Eppure facevamo breccia anche nei mass-media alla partitocrazia da sempre asserviti. I nostri organi di informazione rappresentano il riflesso condizionato della mafiosità partitocratica. Sta a noi saper essere alternativi e saper diffondere l’Informazione Corretta. Io posso dire che i miei siti sono molto seguiti. La gente mi legge. E trovo riscontro di ciò sia andando in giro per Bagheria o Palermo sia muovendomi dentro la rete.

RO. Detto ciò, cosa suggeriresti in termini di libri, film, spettacoli, materiale in rete a un giovane che voglia impegnarsi in queste battaglie? Su cosa dovrebbe formarsi.
GD. Chiunque dovrebbe leggere il Simposio di Platone e i frammenti di Saffo. Poi Sandro Penna, Pasolini e… me, naturalmente. Il resto? La vita stessa è guida.

Giuseppe Di Salvo durante un comizio

RO. Fatta la tara degli ostili irriducibili, da quali obiezioni dei non attivisti “informati”, eterosessuali o LGBTQI, pensi che si possano trarre indicazioni o critiche utili?
GD. Dall’ etica della Chiesa cattolica: lì c’è espresso quasi tutto ciò che loro fanno, ma dicono e scrivono che non si deve fare. A parte le polluzioni (notturne o diurne) di cui la loro etica mai parla: altro che castità! Non esistono non attivisti, ognuno sa ciò che vuole e si “attiva” per realizzarlo. Noi lo sappiamo e siamo anche più bravi nel muoverci. Poi c’è chi ha bisogno di supporto psicologico. Ma vale anche per gli etero.

RO. Quali sono le associazioni e le battaglie NON-LGBTQI che un militante come te sente particolarmente vicine?
GD. Fine vita, eutanasia, fecondazione assistita… Personalmente, ho le mie riserve, ma le laiche leggi ci vogliono. I divieti non servono. Ogni cittadino deve poter scegliere. Poi si dovrebbe rivedere la legge Fornero: pensione a 60 anni per tutti. E i sindacati dovrebbero essere più incisivi; di fatto, la partitocrazia li ha sciolti.

RO. Cos’è la famiglia? Quanto è importante oggi per noi e perché ce ne stiamo assumendo difesa?
GD. Ogni formazione sociale felice va sostenuta. E le famiglie sono tutte sacre. Noi lottavamo, anni Settanta, contro le famiglie patriarcali violente e repressive: io ho potuto lottare ed espormi senza problemi perché avevo dietro una famiglia che mi appoggiava; e altre famiglie amiche che mi sostenevano. Era tolleranza reale. Supporto. E anche i legami affettivi è giusto che vengano tutelati. Del resto, io amo anche gli “sposi di Dio”, purché capiscano che non sarò mai a loro immagine. E ho lottato per il divorzio: la famiglia che irradia libertà per tutti è quella in cui si conosce l’amore. Dove non c’è amore ci deve essere immediata dissoluzione. Per la felicità di tutti! In questo contesto, ma anche fuori di esso, lo stesso erotismo è comunicazione sacra a tutti gli Dei!

GIUSEPPE DI SALVO: I NEONAZISTI CLERICALGENDER HANNO GIA’ PERSO. IL LORO FAMILY SGHEI? UN FLOP! ORA SI MODIFICHI L’ARTICOLO 29 DELLA COSTITUZIONE.

I NEONAZISTI CLERICALGENDER HANNO GIA’ PERSO. IL LORO FAMILY SGHEI? UN FLOP! ORA SI MODIFICHI L’ARTICOLO 29 DELLA COSTITUZIONE. E POI AFFRONTIAMOLI QUESTI FASCISTI IN UN GRANDE REFERENDUM!!!
Tutte le minoranze oppresse hanno avuto nella storia i traditori collaborazionisti con coloro che le perseguitavano e reprimevano. E’ successo anche ai cristiani con Giuda che ha tradito Gesù e con altri che lo hanno vigliaccamente rinnegato. Ora, ci sono omosessuali infelici che hanno in…teriorizzato l’omofobia fino al punto di renderla autoerotica e mistica; ebbene, alcuni di costoro hanno partecipato al raduno del Circo Massimo con coerenza. Fatti loro. Noi vogliamo il matrimonio egualitario e vogliamo che si modifichi l’articolo 29 della Costituzione. E poi nessuno di noi ha paura di affrontare un eventuale Referendum. Abbiamo vinto col divorzio, stravinto con l’aborto. Vinceremo col matrimonio gay. Ieri al Circo Massimo c’è stato un eclatante flop: meno di 300.000 mila partecipanti. I vescovi sono stati umiliati. Sconfitti. I neonazisti clericalgender si sono pure sfogati, delirando come la peggiore suburra post-cristiana. Noi vinceremo. Questi neonazisti non li temiamo. Ché anzi, si devono sfidare a viso a perto con gli strumenti della democrazia. Che il sullodato orrendo fronte abbia già perso lo dimostra il fatto che nessun politco, come fece Fanfani col divorzio, ci abbia messo la faccia. I neocatecumenali non rappresentano gli Italiani, sono il volto decadente del fanatismo e dell’odio: remano contro la civiltà e i loro non sono fari che illuminano, accecano loro stessi. E meno male! SI SUONI LA CARICA!!!

Giuseppe Di Salvo

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

GIUSEPPE DI SALVO: PSICONAZISTI, FASCISTI, CLERICALGENDER, DEM(enti!) DI OGNI GENERE MANIFESTANO A FAVORE DELLA RAZZA ARIANA PARLAMENTARE. E CONTRO I FROCI! IPOCRITI!

PSICONAZISTI, FASCISTI, CLERICALGENDER, DEM(enti!) DI OGNI GENERE MANIFESTANO A FAVORE DELLA RAZZA ARIANA PARLAMENTARE. E CONTRO I FROCI! IPOCRITI!
Psico-nazisti, fascisti annidati in molte sigle parlamentari, Dem, ossia dementi cattonazisti della peggiore specie, clericalgender lobotomizzati, ossia sudditi imbecilli senza possibilità di recupero, oggi, di fatto, manifestano contro gli omosessuali e per la razza ARIANA PARLAMENTARE. E sapete perchè? Tutti i Parlamentari hanno… i privilegi legati alle Unioni Civili che da 30 anni negano ai cittadini che considerano subalterni e sudditi. I veri democratici sappiano che questi signori neonazisti sono nostri dipendenti; in Parlamento ce li mandiamo noi col voto, ché nostra è la sovranità popolare. Il Family Sghei (e non Day!) non sta manifestando contro la RAZZA ARIANA PARLAMENTARE CHE GIA’ GODE DI QUESTI PRIVILEGI, manifesta semplicemente contro i froci: dell’ostentato inutile rispetto di questi neonazisti il Nostro Sacro Tempio non sa che farsene. Almeno avessero le palle di dichiararsi neonazisti al pari dei fanatici dell’ISIS; e mi auguro che sia il paleofascista Gasparri a guidare una manifestazione contro i criminali dell’ISIS. I veri democratici non aspettano l’Arcigay, operano ed espandono i diritti per tutti. Alle prossime elezioni vi manderemo tutti in un cantuccio, vi faremo vedere le stelle!!! TANTE.

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

GIUSEPPE DI SALVO: IL FAMILY SGHEI (E NON DAY) E’ CONTRO LE PERSONE OMOSESSUALI, NEONAZISMO CON LINGUAGGIO CANDEGGIATO!

IL FAMILY SGHEI (E NON DAY) E’ CONTRO LE PERSONE OMOSESSUALI, NEONAZISMO CON LINGUAGGIO CANDEGGIATO!
Luogo comune di chi con lingua passata nella candeggina ipocritamente dice: “Il Familly Sghei (e non Day!) non è contro le persone omosessuali, ma per il diritto del bambino ad avere un padre e una madre”. Mi chiedo: forse stanno pensando anche ai piccini orfani di madre o padre o di tutti e due o alle ragazze madri? Si tratta di idiozie naziste post-freudiane. Gli è che costo…ro sono contro ogni diritto per gli omosessuali e non hanno il coraggio di dirlo, sono vil razza dannata che presentano una logica discorsiva vomitevole e ricca di volgari espressioni standard.
La prova? Se da oltre 30 anni in Italia non è passata nessuna legge per le Unioni Civili anche per i gay (indipendentemente dell’adozione del figlio del partner), vuol dire che del diritto e del CONCETTO DI DEMOCRAZIA questi neonazisti clericalgender non conoscono neanche la fonte. Sono neonazisti: punto e basta.
I MIEI ALTI POLPACCI PENSANO MEGLIO DI TANTE LORO LOBOTOMIZZATE TESTE. ANCHE QUANDO ESSI SONO IN ERUZIONE!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

GIUSEPPE DI SALVO: “IL SETTIMANALE DI BAGHERIA”, GIA’ IN TUTTE LE PRESTIGIOSE EDICOLE DI BAGHERIA, PUBBLICA LA MIA POESIA INEDITA “COL 23 E LE STELLE EGUAGLIANZA VERRA’ (A tutte le famiglie vere)”.

“IL SETTIMANALE DI BAGHERIA”, GIA’ IN TUTTE LE PRESTIGIOSE EDICOLE DI BAGHERIA, PUBBLICA LA MIA POESIA INEDITA “COL 23 E LE STELLE EGUAGLIANZA VERRA’ (A tutte le famiglie vere)”.

La poesia sintetizza in versi il mio intervento fatto sabato 23 gennaio davanti al Teatro Massimo di Palermo in occasione della manifestazione a favore delle Unioni Civili. Da non perdere! Tutto passerà. Ma il mio canto resterà a futura memoria. E la civiltà futura lo citerà. Se ancora le mie parole scuotono le menti di chi mi ha ascoltato a Palermo! Certo ho tolto un po’ di noia! In edicola, godrete!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

GIIUSEPPE DI SALVO: LA CHIESA SIMONIACA E I VESCOVI SIBARITICI DEL FAMILY SGHEI

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.OGGI SI PUO’ E SI DEVE USCIRE CON “l’ESPRESSO” SOTTO IL BRACCIO E MOSTRARLO!!!

LA CHIESA SIMONIACA E I VESCOVI SIBARITICI DEL FAMILY SGHEI
Sì, lo affermiamo senza ostia in bocca: le manovre dei vescovi italiani pro Family Sghei è mera lotta per il potere simoniaco. Basta leggere “l’Espresso” in edicola per rendersene conto. Alzate i tacchi, compratelo e portatevelo in giro con voi questo coraggioso settimanale: è un manifesto da mostrare per sputtanare chi rema contro la civiltà. A questi signori che ostentano Cristo non interessa nulla di Dio. Sono interessati agli affari. Sono meno degni dei mercanti del Tempio presi a calci da Gesù. Nell’articolo di Michele Sasso, fra l’altro, si legge:
-Il censimento del tesoro dei vescovi è un mistero paragonabile al terzo segreto di Fatima. Perchè a gestirlo è una pletora di istituzioni in cui sacro e profano si confondono, moltiplicando gli abusi e le malversazioni, che spesso alimentano debiti profondi nelle casse nate con il pio intento di soccorrere i bisognosi.
Lo stesso Bagnasco negli anni ruggenti della fondazione genovese Carige- grazie ai due nomi che indicava nel consiglio di amministrazione- indirizzava sovvenzioni per oratori e ospedali religiosi sotto il suo controllo, mentre la banca ligure finiva nel baratro.
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Ecco chi sono gli “oggettivamente nell’errore” e non c’è Misercordia che ci obnubila. Vi conosciamo: IOR, crimini, pedofilia protetta, Sindona, Calvi, Marcinkus… Ma credete ancora a costoro? Chi li segue E’ SEMPLICEMENTE SENZA DIO E COMPLICE!

Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: COL 23 E LE STELLE EGUAGLIANZA VERRA’ (POESIA INEDITA)

 foto di Alessio Marchese.GIUSEPPE DI SALVO INTERVIENE E TUONA  ALLA MANIFESTAZIONE PER LE UNIONI CIVILI A PIAZZA VERDI (PALERMO): SERA DEL 23 GENNAIO 2016.

No,
i mostri partitocrati
non pensare sanno
all’uguaglianza
dei talami
con gemiti di prole
da due padri o madri
assopiti
Han privilegi
e vi si aggrappano
con orifizi
che la dignità altrui
nel tempo negano
Cento piazze-
giorno 23
con migliaia
di innocenti giovani
radianti lo splendore
di Dio-
l’amore paritario
con sonanti sveglie
e laceranti urla
di uccelli e passere
chiedevano
Ci sarà quando il 29
inciso nell’Alto Codice-
con politici dotati di palle
che i flussi temporali rinnovano
e con menti che
i fascismi sfondano-
in 23 ben cesellato si muterà
L’Irlanda l’ha già cantato
Da noi la Mafia di Regime
ferita starnazza
Cinque Stelle teme
Sì, strillino le sveglie!
Io il furore amo
delle palle
inserite nei cannoni
E con quei sonori rimbombi
sulle stelle gaudente
con gli Dei onorato mi voglio!

Bagheria 24 gennaio 2016
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: PIAZZA VERDI DI PALERMO STRACOLMA PER I DIRITTI DEI GAY

PIAZZA VERDI DI PALERMO STRACOLMA PER I DIRITTI DEI GAY. ANCH’IO, INVITATO, ALLA FINE HO TUONATO. ECCOME!
Come avevo previsto, fra persone stazionarie, fra persone erranti (non nel senso papalino del terminie), fra tantissimi cittadini ambulanti (bar laterali strapieni) la manifestazione a favore delle Unioni Gay a Palermo è stata un trionfo: tantissimi giovani, persone di ogni età e di ogni orientamento sessuale. Volete sapere quante? Ve l’ho già detto con la mia capacità di veggente: decine di migliaia le persone transitanti (quelle statiche oltre 5 mila!). Grazie al sindaco Orlando. Piazza Verdi era davvero tutta arcobaleno. Ho incontrato tanti amici, Bagheresi e non: Scavuzzo, Aronica,Scimonelli, Rinella, Donatello Corleo… Tanti gli interventi toccanti e incisivi. Invitato, quale tonitruante gay storico, alla fine, da Massimo Milani, non potevo non intervenire. Ho tuonato. Come è mio costume. Migliaia di persone hanno apprezzato il mio intervento POLITICO, senza il quale non ci sarebbe stato dialogo. Sono andato oltre la testimonianza. Se ne ricorderanno! Grazie, Palermo!

Giuseppe Di Salvo

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

GIUSEPPE DISALVO: OGGI, SABATO 23 GENNAIO 2016, DECINE DI MILIONI DI PERSONE, GAY E NON, IN PIAZZA PER LA SVEGLIA DELLA CIVILTA’!!!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
MILIONI DI PERSONE SUONANO LA SVEGLIA PER VIGILARE SUI NEONAZISTI DI TANTE SFASCIATE FAMIGLIE DEL FAMILY DAY!!! E’ LA NUOVA CARICA LAICA DEI BERSAGLIERI ARCOBALENO CHE SFONDANO TANTE PORTE NON PIE! E SUCCEDE NEL GIORNO 23!
Sono oltre ottanta le piazze italiane che sabato 23 gennaio 2016, intorno a las cinco de la tarde (come non ricordare lo struggente Canto di Federico Garcia Lorca?) ospiteranno milioni di persone, cittadini di ogni orientamento sessuale, che manifesteranno perché anche l’Italia, il Parlamento, finalmente!, voti una Legge di civiltà per le Unioni Gay: il popolo LGBTI l’aspetta da decenni! Altre migliaia di cittadini manifesteranno contemporaneamente all’estero. Precedentemente il prelato teologo polacco Krzysztof Charamsa l’ha fatto anche all’interno dello stato estero Città del Vaticano.
A Palermo il raduno è a Piazza Verdi (davanti al Teatro Massimo) e già hanno assicurato la presenza oltre centomila persone in transito. In tutta Italia si conterà la presenza di oltre otto milioni di persone liberali che porteranno la testimonianza del concetto democratico di inclusione; la sveglia sarà il simbolo delle discriminazioni in atto per un popolo, quello LGBTI, che paga le tasse e non ha gli stessi diritti degli altri: è questo il RAZZISMO di oggi! E’ inutile girarci attorno.
Il popolo LGBTI contribuisce a pagare i servizi per gli etero e per i loro figli , quelli dei neonazisti clericalgender compresi, e lotta perché questi stessi servizi (diritti) vengano estesi a tutti. Non farlo non è solo inciviltà, è nazismo: e chi trova tutte le scuse per impedire che l’eguaglianza si possa realizzare usa gli stessi argomenti degli eredi di Hitler e di chi nel medioevo bruciava in piazza gli omosessuali -sì, parlo della Chiesa cattolica e dell’Inquisizione!- con fascine di finocchio: ecco perché Vittorio Sgarbi non capisce nulla di arte, agisce come un giullare di corte, ripete tante volte il termine “finocchio” in tivù, riferendolo anche a se stesso, per cercare invano di togliergli la connotazione persecutoria che esso, usato come insulto, di fatto, ancora oggi contiene. Quale Papa si è mai scusato per questi storici crimini antigay? Almeno l’allenatore del Napoli l’ha subito fatto: e si è trattato di mero turpiloquio.
Chi, dunque, ancora oggi pensa che ci siano cittadini che non possano essere legalmente inclusi nel concetto di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione, è un ipocrita erede del fascismo, del nazismo e dei sibaritici prelati sposi di Dio che, al pari di Hitler, storicamente hanno sterminato col fuoco centinaia di migliaia di sodomiti, dissidenti, streghe, vale a dire loro tenaci oppositori. Vera e unica Resistenza. In quanto mai di parte. Certo, anche i clericalgender neonazisti hanno il diritto di manifestare. Lo hanno mai fatto il Family Day contro i preti pedofili? Contro le violenze esistenti in molti orfanotrofi, ove, lì sì, i bimbi non hanno né padri, né madri? Sono ipocriti e infelici e hanno bisogno di sputare all’aperto tutte le loro frustrazioni. Che lo facciano! Dicono di sfilare per la famiglia tradizionale. Forse qualcuno la vuole abrogare, giusto per essere un po’ a loro immagine? Dicono che i bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. Ma hanno forse distrutto la simbolica lupa romana che allatta Romolo e Remo? Dicono che per venire al mondo occorre un uomo e una donna. Ed è come dire che per vivere occorre mangiare. Di grazia, chi di noi sostiene il contrario? Noi diciamo più semplicemente: gli “sposi di Dio”, prelati e monache di tale pessima stazza, di fatto, si sentono colpevoli visto che -loro sì!- sono la perfetta negazione delle loro stesse affermazioni. In pratica, per l’educastrazione sessuale che si sono imposta (e non sempre praticata: e i credenti di tutta Italia ne sanno qualcosa, e io pure!) sono dei poveri dannati e non concepiscono che gli altri siano felici. No, costoro non hanno nessun Dio. E lo cercano percorrendo vie del tutto sballate.
Quanti partecipanti al Family Day si sono serviti dell’istituto del divorzio creato da chi rivendica un perfetto Orgoglio Laico, di fatto allargando e superando il concetto di famiglia che ipocritamente sostengono?! E non ci riferiamo ai soliti Casini e Berlusconi o a coloro che hanno sostenuto i puttanieri al Governo che hanno rovinato l’Italia. La loro macchia è molto più ampia: comprende anche i Sallusti e le Santanchè e via sbrodolando. Sono come i signori di Salò di Pasolini: gli “anarchici del potere” tutto si possono permettere, ma viene negato ai cittadini che considerano sudditi inferiori. Questo è il volto del neonazismo, non altro! Quanti di questi neonazisti clericalgender hanno manifestato contro tutti i parlamentari che hanno i privilegi (non diritti) di cui si parla nelle Unioni Civili? Come si vede, hanno solo bisogno di ostentare le loro idee naziste e lo facciano. Ma si sappia che di questo si tratta! Tutti gli Stati dell’Europa Occidentale (e non solo!) hanno da decenni matrimoni o unioni anche per i gay: e molti di questi stati prevedono per il popolo LGBTI anche le adozioni. Ebbene, lì nulla è crollato, ché anzi il tessuto sociale si è meglio evoluto. Questi emeriti imbecilli non capiscono che molti gay hanno figli propri (sì, molti gay maschi si sposano e fanno figli e la stessa cosa avviene per le lesbiche): è di questi ultimi che si occupa il Disegno di Legge Cirinnà. Ed è perfettamente tarato chi pensa che i gay non facciano figli secondo il rito noto agli “etero”. Gli affetti tra adulti transitano e talvolta rivelano anche il transitare del loro orientamento sessuale. Ma ve lo siete mai spiegato perché quasi il 100% dei miei amanti è sposato? C’è, indubbiamente una sessualità statica, ma ne esiste un’altra dinamica in natura: e i clericalgender o i neonazisti non la possono arrestare; sarebbe come impedire che tuoni o nevichi o lampeggi. Il desiderio eterosessuale non è tolemaico. Newton e Galilei, anche con la loro diversa sessualità, ce lo hanno insegnato. Solo il fascismo di chi ha idee alla Gasparri è degno di quella statica e, per loro, onorevole, tradizione! Anche il sottoscritto è nato da un rapporto uomo donna. E sono fiero della mia tradizionale famiglia. Personalmente, al pari del Papa, non amo avere figli. Non ne voglio neanche adottare. Ma conosco molti papà e mamme lesbiche (in coppia o no con persone dello stesso sesso) che sanno educare molto bene i loro biologici figli. Gli unici ad essere davvero “contro natura” sono i clericalgender e i neonazisti che ci vogliono con violenza a loro brutta immagine! Noi radiamo gioia per tutti. Siamo gay perché felici. E il 23 gennaio 2016 questa gioia e questa felicità inclusiva è come sveglia gaudente in tutta Italia. Noi abbiamo creato sempre diritti anche per i clericalgender. Come è avvenuto per il divorzio. Come è successo per l’aborto da noi tolto dalla clandestinità e dalle mammane che sfondavano l’utero delle donne, spesso anche uccidendole; e abbiamo pure tolto ricchezza ai medici “cucchiai d’oro”, quasi tutti cattolici, che si arricchivano sulla pelle delle donne. Basta! E diciamolo con franchezza: talvolta ci viene l’insana voglia di attizzare per loro i roghi o ripristinare i forni crematori come è stato fatto storicamente contro i gay allora definiti sodomiti o degenerati. Ma siamo laici e davvero alternativi e sappiamo mentalmente andare oltre: se siamo maggioranza in Italia è perché abbiamo contribuito a creare leggi civili anche per questi mostri clericalgender. Lo dico con distacco e disprezzo. Ma con laica e liberale coerenza.
Giuseppe Di Salvo
Categorie:Diritti, politica, Primo piano Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: LA SIBARITICA IMMAGINE DEL CARDINALE ANGELO BAGNASCO CHE NON GODE DELLA GRAZIA EROTICA DI DIO!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

FAMIGLIE ARCOBALENO (GAY E NON) CON FIGLI

LA SIBARITICA IMMAGINE DEL CARDINALE ANGELO BAGNASCO CHE NON GODE DELLA GRAZIA EROTICA DI DIO! GLI ATEI SPOSI DI DIO, QUALE NEGAZIONE REALE DI QUALSIASI FELICE FAMIGLIA!
Il cardinale Angelo Bagnasco dice che le unioni gay non sono una priorità per l’Italia. E’ priorità l’immobilismo, tanto che resta legato al Family Day di tanti prelati sessualmente frustrati, uomini politici stagionati e divorziati. Certo, per loro è sempre prioritario il Concordato e l’8 per mille per fottere, legalmente si capisce, soldi a tutte le famiglie italiane.
Dov’era il presidente della Cei nei cinque anni in cui Roma, Capitale d’Italia, cadde nelle grinfie di Alemanno e di Mafia Capitale? A differenza di Marino che creava registri simbolici per le unioni gay, l’uomo di destra Alemanno non registrava unioni gay e marciava col centrodestra al Family Day: tutto questa chiesa perdona a chi ad essa si genuflette. Noi lasciamoglielo questo pensiero “tarato” al sullodato cardinale: non facciamogli capire che occorre rendere reversibile il pensiero. Lasciamolo nel rosso ove ama cuocere se stesso. A noi basta applicare la Costituzione: loro marcino pure e mostrino come si vive senza il felice volto Dio! Noi lo vediamo nei casti amplessi. Lui se lo immagina a sua brutta immagine! Sibaritica immagine!

Giuseppe Di Salvo