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Archivio Febbraio 2016

GIUSEPPE DI SALVO: MATRIMONI GAY, TRAGEDIA DI GIARRE, “LA MORTE INTERIORE” E LE OPPOSTE OMERTA’!

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
INCHIESTA SUI GAY IN SICILIA, DICEMBRE 1980, FATTA DAL QUOTIDIANO “L’ORA”.
MATRIMONI GAY, TRAGEDIA DI GIARRE, “LA MORTE INTERIORE” E LE OPPOSTE OMERTA’!
Dopo la tragedia di Giarre, era il tardo autunno 1980, furono trovati morti nella cittadina siciliana, tra i limoni, Giorgio Agatino e Antonio Galatola (morti come Giulietta e Romeo), il quotidiano “L’ORA”, attua un’opportuna inchiesta in cinque puntate sulla condizione degli omosessuali in Sicilia. L’inchiesta è curata con intelligenza da Massimo Novelli, giornalista in qualche modo imparentato con l’ex sindaco di Torino.
Già gli omosessuali del FUORI! avevano dibattuto al loro 7° Congresso Nazionale la questione relativa al matrimonio e alle convivenze gay. E l’eco massmediatica si era diffusa in tutta Italia. Massimo Novelli apre l’inchiesta riportando stralci di una mia toccante lettera inviata proprio a “L’ORA”. Novelli ne ha colto lo spirito e l’umana dirompenza. Io vivevo allora un innamoramento condiviso. Ma a Bagheria non poteva avere uno sbocco legato ai processi vitali. Denunciavamo i tanti campi di concentramento con ostacoli psicologici, con barriere irte di fili spinati invisibili, in cui eravamo costretti a vivere noi gay innamorati. Oggi con la legge Cirinnà non c’è stata la Rivoluzione. Si segna, con ritardo di decenni, una semplice evoluzione. Certo è un segno legislativo che va oltre la tolleranza formale. Ma ancora tanto va fatto. E non tutti i gay sono pronti a vivere allo scoperto la loro condizione. Ecco cosa scriveva Massimo Novelli citandomi:
“Se io dichiaro di essere omosessuale, anzi una persona sessuale con diritto di scelta, col diritto di scegliere di praticare o no l’omoerotismo, non sto certamente dicendo nulla di nuovo. Se aggiungo che a causare la morte dei due ragazzi di Giarre, Giorgio e Antonio, al di là delle ombrose vicende di cronaca, è stata l’intera collettività, l’intera comunità di Giarre che continuamente additava e linciava Antonino e Giorgio, so di non esprimere alcuna novità. Però, se rivelo al mondo, prendendo spunto dalla tragedia dei due giovani di Giarre, di aver subito e sentito sentimentalmente una morte interiore , una novità certamente viene fuori”.
Ecco: per parlare -dopo Giarre- di omosessualità e di condizione degli omosessuali in Sicilia -ma sarebbe più corretto dire: di coloro che vivono altre, diverse sessualità- vogliamo proprio partire da qui. Da questo fenomeno di lettera, inviataci da un ragazzo di Bagheria, Giuseppe Di Salvo, fondatore del FUORI! (il movimento di liberazione degli omosessuali e delle lesbiche) di Palermo. Partire, insomma, dalla morte interiore, dalla morte civile, dall’emarginazione dei ‘diversi’ nella terra dove più che in altre parti si sono conservati i codici della virilità, dell’uomo ‘padre, padrino, padrone, amante’; dove più hanno resistito il mito e la pratica violenta del maschilismo. Come dire la ‘diversità’ nelle città e nei paesi del Bell’Antonio, dei Merli Maschi, dei Don Giovanni innamorati e soddisfatti solamente dei loro sguardi di fuoco (quelle occhiate assassine) lanciati alle prede”.
Allora io avevo 27 anni. E tanta acqua è passata sotto i ponti. La società, grazie alle nostre lotte e al nostro venir fuori, si è pure evoluta. Ma va detta una cosa per anni taciuta: sotto il maschilismo siciliano da Novelli citato, e anche da parte di molti critici letterari, c’è tanta ipocrisia: siete sicuri che la mentalità mafiosa sessualmente maschilista, all’ombra, non sia passata anche da tanti maschi corpi, il mio compreso? Perché non si è indagato mai sulla coincidenza di queste due “opposte omertà”? E baci!
Bagheria, 27 febbraio 2016
Giuseppe Di Salvo
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GIUSEPPE DI SALVO: MATRIMONI GAY? NOI VENIAMO DA LONTANO!!!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
DEL COME “IL GIORNALE DI SICILIA” RIPORTAVA LA NOTIZIA

NOI VENIAMO DA LONTANO. IL FUORI! FU LA PRIMA ORGANIZZAZIONE POLITICA CHE IN ITALIA -3, 4, 5, OTTOBRE 1980 A TORINO- AFFRONTO’, AL 7° CONGRESSO NAZIONALE, IL TEMA RELATIVO AL “MATRIMONIO E CONVIVENZA OMOSESSUALE”. LO SI DEVE AD ANGELO PEZZANA. L’UNICO POLITICO PRESENTE? MARCO PANNELLA. IO COORDINAVO LA TERZA COMMISSIONE CHE DIBATTEVA L’ARGOMENTO. IL DOCUMENTO FINALE USCITO DAL CONGRESSO AL PUNTO 1 STABILIVA: “FARE PRESSIONE SU TUTTI I PARTITI POLITICI PERCHE’ QUESTI DIBATTANO LA QUESTIONE RELATIVA AL MATRIMONIO E ALLA CONVIVENZA OMOSESSUALE/LESBICA”.
ERAVAMO UN’OASI NEL DESERTO. E SONO PASSATI 36 ANNI. POSSIAMO ANDARE A TESTA ALTA! QUELLA FONTE DAVA FASTIDIO. MA OGGI E’ CHIARO: A TUTI E’ SERVITA!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: UNIONI CIVILI: 173 VOTI FAVOREVOLI, PASSA IL MAXIEMENDAMENTO VOLUTO DA RENZI!

UNIONI CIVILI PASSANO CON 173 SI’!!!
MAXIEMENDAMENTO CIRINNA’-RENZI-ALFANO SULLE UNIONI CIVILI: SENATORI PRESENTI 245; SENATORI VOTANTI 244; MAGGIORANZA NECESSARIA VOTI 123. HANNO VOTATO SI’ 173 SENATORI; HANNO VOTATO NO 71 SENATORI.
IL VERO SCONFITTO? IL PRIVO DI OGNI IDEA POLITICA SUI DIRITTI CIVILI MAI DA FORZA ITALIA VOTATI PER I GAY: RENATO BRUNETTA!
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GIUSEPPE DI SALVO: UNIONI CIVILI, L’UNITA’ SPUTTANA IL MOVIMENTO CINQUE STELLE!

BUGIARDI!!!
L’UNITA’ DI OGGI APRE CON UNA FOTO STORICA E CON LA PUBBLICAZIONE DEL MESSAGGIO (SMS) INVIATO ALLA SENATRICE CIRINNA’ DAI SENATORI DEL M5S, MESSAGGIO ALL’INTERNO DEL QUALE RASSICURAVANO LA SENATRICE DEL PD CHE I PENTASTELLATI AVREBBERO VOTATO IL CANGURO MARCUCCI CHE AVREBBE, DI FATTO, ANNULLATO I TANTI CANGURI OSCENI DELLA LEGA E DI ALTRE FORZE ILLIBERALI. IL VOLTAFACCIA DEL M5S E’ STATO L’UNICO ANTIDEMOCRATRICO SUPERCANGURO. CE NE RICORDEREMO!

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: UMBERTO ECO SE N’E’ ANDATO. RICORDIAMOLO CON LE PAROLE DI PIER PAOLO PASOLINI.

 

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

 

UMBERTO ECO SE N’E’ ANDATO. PACE ALL’ANIMA SUA! IO LO RICORDO CON LE PAROLE DI PIER PAOLO PASOLINI DEL 1975 CHE SI TROVANO CODIFICATE NEGLI “SCRITTI CORSARI”, DOPO CHE PASOLINI PER LE SUE RIVOLUZIONARIE POSIZIONI SULL’ABORTO SUBI’ UN INCREDIBILE LINCIAGGIO ANCHE DA UMBERTO ECO E, CON PIER PAOLO, TUTTA LA COMUNITA’ OMOSESSUALE DI ALLORA GIA’ IN RIVOLTA.
Citiamo prima un piccolo passo dell’articolo oltraggioso di Umberto Eco apparso sul Manifesto del 2/2/ 1975:
-Ma la tes…i ridotta all’osso (sacro) è molto chiara. Non è l’aborto che dobbiamo discutere, è il coito; il quale, a causa dell’oppressione e della repressione fascistico-consumistica, è sempre imposto come coito fra uomo e donna… Pasolini… lascia intravedere la volontà repressiva di conculcare i diritti di una futura minoranza, quando abbia trionfato la nuova maggioranza… Il che non era passato per la mente nemmeno ad Huxeley, a Orwell, nemmeno a Hitler, nemmeno a Fanfani .
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Ecco come Pasolini giustamente rispose ad Eco e ad altri boriosi intellettuali:
-Hanno finto per inciso una comprensione, puramente verbale, per le minoranze sessuali: in realtà consistente nell’idea di concedere, a tali minoranze, un ghetto dove darsi alle loro pratiche (con chi?), ma da cui sia proibito esprimere pubblicamente un’opinione anche vagamente influenzata dallo “stato d’animo” che fatalmente nasce vivendo appunto un’esperienza minoritaria. Il “punto di vista” deve essere per forza maggioritario, anche sentimentalmente. Pena la caccia alle streghe, se non per le “pratiche”, per il sentimento e la qualità di vita che ne nascono (…). Hanno inscenato una caccia alle streghe -come sempre terrorizzante per le povere streghe- ricorrendo, in sostituzione delle pene corporali che non hanno più a disposizione, alla pura volgarità.
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Dopo la morte di Pasolini, Umberto Eco un po’ si riavrà. Ma, diciamolo francamente, a questo intellettuale noi, e lo ribadiamo con orgoglio, non abbiamo mai creduto. Se lui è stato un grande, io preferisco i fruttivendoli: con carote e banane. Pace all’anima sua. Da allora io Eco non l’ho più letto. Del resto i comunisti di allora non dicevano che noi froci avevamo il vizio piccolo borghese? Altro che Hitler!
Giuseppe Di Salvo
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GIUSEPPE DI SALVO: MONICA CIRINNA’ E LE SUE DIVINE RIFLESSIONI SULLE UNIONI CIVILI IMPATANATE DAL TRADIMENTO DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE!

DIVINE RIFLESSIONI TECNICHE DI MONICA CIRINNA’:

In questi due giorni si sono lette ed ascoltate molte affermazioni che lasciano interdetti.
Pubblichiamo un approfondimento su alcune delle domande più ricorrenti e su cui si fa maggiore disinformazione:
- Se il PD ha la maggioranza approvi la legge senza altri partiti:
NO, il PD al senato non ha i numeri per approvare da solo nessuna legge. E’ per questo che governa con altri partiti. Questi ultimi non avrebbero mai approvato una legge efficace sulle Unioni Civili, motivo per cui i voti di forze che si erano dichiarate favorevoli già in commissione al ddl Cirinnà, sono fondamentali per dare diritti a milioni di persone.
- Il Governo usi la “fiducia”
NO il Governo non può mettere la fiducia.
Quello sulle Unioni Civili è un disegno di legge parlamentare, fatto lavorando insieme e contando sui voti di forze di opposizione, ma su questi temi più progressiste. Sui disegni di legge, non essendo prodotti dal governo in carica (ma dal parlamento appunto), non può essere chiesto un voto di fiducia delle forze che sostengono il governo stesso.
Per chiedere il voto di fiducia, il PD avrebbe dovuto produrre insieme alle forze di governo un decreto di conversione del disegno di legge, ma questo avrebbe significato un inevitabile accordo al ribasso sui diritti delle persone e delle famiglie omogenitoriali.
Stando così le cose, si vuole forse con questo invito annunciare che partiti che non fanno parte della maggioranza voterebbero la fiducia? O, come è più probabile, si sta invece dimostrando che più che l’approvazione di una legge sui diritti delle persone omosessuali, l’obiettivo è solo quello di mettere in difficoltà il Governo e il partito di maggioranza relativa che ne fa parte? Legittima strategia di una forza di opposizione, sia chiaro, basta che questa posizione venga allora esplicitata e spiegata a tutte le persone che da trent’anni, più che una lotta tra partiti si aspettavano e si aspettano un accordo per una legge sui loro diritti negati.
- Il canguro non serve a niente!
NO, non è vero. Utilizzare o non utilizzare lo strumento del canguro può voler dire avere o non avere una legge sui diritti, a prescindere dalle diverse posizioni esistenti in tutti i partiti. Questo perché l’emendamento Marcucci (il canguro appunto) toglierebbe di mezzo tutti quei voti segreti che grazie ai molti nemici di questa legge potrebbero non solo peggiorare, ma invalidare e rendere inefficace la legge nel suo complesso.
- Il “canguro” (meglio un emendamento premissivo di principio) è incostituzionale
No, non lo è. Il cd. “canguro” (emendamento premissivo di principio) rientra a pieno titolo nel potere di emendamento previsto dalla procedura parlamentare, ed è presente nella prassi del Senato da quasi vent’anni.
Dunque artificioso, discutibile quanto si vuole sul piano politico, ma non incostituzionale.
- Il “canguro” annulla la discussione
Non è così. Un emendamento premissivo di principio come quello a firma Marcucci (che potete leggere qui: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp…) non annulla la discussione. Evita semplicemente che si discutano gli emendamenti ostruzionistici, e quelli che vanno in contraddizione con l’impianto della legge.
Insomma: non spariscono tutti gli emendamenti, ma solo quelli pensati per minare alla base l’impianto della legge, che, se approvati, di fatto la distruggerebbero.
Sugli emendamenti che si muovono nel perimetro della legge c’è normale dibattito. Un dibattito – piccola differenza – costruttivo.
- Votate col voto palese e metteteci la faccia
Il PD per primo ha chiesto che i voti siano tutti palesi, ma purtroppo non funziona così. Perché si abbia il voto segreto, basta che 20 senatori ne facciano richiesta su temi specifici. Cosa che con ogni probabilità chiederanno proprio quei senatori interessati a fare crollare la legge, e proprio su quegli emendamenti pensati come trappole perché questo accada.
- Con due giorni si votano tutti gli emendamenti:
NO, non è vero. Non si potrebbe votare la legge in un giorno, ne in due e neanche in tre.
La discussione con questo numero di emendamenti e di incognite sul voto segreto durerà settimane.
Volete un calcolo di quanto?
Per prima cosa, quanti sono gli emendamenti? Ci sono i 580, (non 500 come viene detto) sopravvissuti degli otre 5000 presentati inizialmente dalla Lega. Ad essi ne vanno aggiunti qualche altro centinaio provenienti da NCD, FI, e destre varie (oltre ai 40 residui del PD).
In tutto, circa circa 800 emendamenti che non si votano in due giorni. E chi lo afferma mente sapendo di mentire. Perché? Andiamo per punti:
• innanzitutto per via del loro contenuto, visto che come abbiamo detto specialmente quelli leghisti sono innanzitutto trappole, 500 trappole;
• per le condizioni in cui lavora l’Aula: senza relatore, senza pareri del Governo e, soprattutto, senza possibilità di contingentamento dei tempi, (massimo 2 minuti a intervento) e previsti solo per i decreti legge del governo, (non per un disegno di legge come quello per le Unioni civili in discussione);
• stando così le cose, per ogni emendamento al ddl, ogni gruppo potrebbe parlare 10 minuti. Siccome in parlamento ci sono 10 gruppi, il calcolo del tempo di discussione necessario per gli 800 emendamenti sarebbe di 1333 ore (10 min X 10 gruppi X 800 emendamenti / 60). Circa 166 giornate lavorative di 8 ore ciascuna: un anno di lavoro medio, se l’aula si riunisse tutti i giorni lavorativi occupandosi solo di questo ddl. Dato che potrebbe ridursi a 56 giorni, circa 2 mesi, ma il senato dovrebbe riunirsi in seduta permanente notte e giorno senza mai pause, nemmeno per mangiare o dormire.
• Se, invece, vogliamo guardare il problema da un’altra angolazione, per discutere tutti gli emendamenti in due giorni (l tempo sventolato in questi giorni come realmente necessario), ossia circa 11 ore di aula, il senato dovrebbe e votare un emendamento ogni 50 secondi circa (11H*60Min*60sec/800).
- Ci avete messo 2 giorni a votare 900 emendamenti alla Costituzione allora perché dite che è impossibile?
Perché, come già detto prima, il ddl costituzionale era un ddl governativo che aveva un contingentamento dei tempi (non si poteva parlare più di due minuti a gruppo) mentre il ddl cirinnà non ha alcun contingentamento.
- Il parlamento non ha avuto tempo per discutere questo ddl
NO non è vero che il parlamento non ha avuto tempo per discutere. La legge è in discussione dal GIUGNO 2013, e dal giugno 2013 subisce ostruzionismi di ogni forma e da ogni parte proprio per non essere approvata. E iniziamo a pensare che questo sia solo l’ennesimo.
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GIUSEPPE DI SALVO: RENZI, IL DDL CIRINNA’ E L’ARTICOLO 29 DELLA COSTITUZIONE! SI GIOCHI TUTTO!

RENZI DEVE GIOCARSI TUTTO SUL DDL CIRINNA’: O PASSA O SI SCIOLGANO LE CAMERE E SI VADA AL VOTO ANTICIPATO. IL PD PRENDERA’ OLTRE IL 60%!
Di Maio è, politicamente, il più cinico del Direttorio pentastellato. Si sono preparati in questi due anni, ma per diventare “partiticamente” più partitocrati della partitocrazia che volevano cambiare. Il loro cangiante atteggiamento sulle Unioni Civili ha rivelato tutta la loro spregiudicatezza tattica e strategica a danno di tante persone …che da anni aspettano questa legge. Già questo è un successo. Grazie. Le prove a loro danno, anche per me che al Senato il M5S ha votato, ormai sono indiscusse: le intuivamo, ma i fatti, per fortuna, arrivano. Io brindo in anticipo al loro imminente tramonto. Auguri, invece, per chi continua a credere a questi pentastellati assatanati di potere: vi ricordate la Rete di Orlando? Sparita! E Forza Italia? Rappresentano la peggiore eredità. Grazie per aver tolto i mascheroni. Almeno di questo bisogna dar loro atto. Non è il caso che molti di loro vadano oltre la Seconda Legislatura. Abbiamo garantito, votando il M5S, le Unioni Civili anche ad un Gruppo di parlamentari pentastellati. In seguito vedremo. E sappiano che qui non hanno innanzi nessuno Scalfarotto: la loro vita politica dipende anche da me, e non la mia stupenda vita da loro! Me ne frego di come finirà. E’ il PD che deve lottare e cercare in tutti i modi, come per altre leggi, di trovare una sua maggioranza. E’ Renzi che deve superarli in spregiudicatezza. In che modo? Dicendo che se non viene approvato il DDL Cirinnà si dimette e si va ad elezioni anticipate. Non candidi più cattodem. E se ne freghi dei centristi di Alfano: quelli sono amici degli amici legati ai meandri del potere. Avrà il 60% dei consensi. E potrà fare passare pure i matrimoni, modificando l’articolo 29 della Costituzione. Anche il Referendum confermativo della sullodata riforma si vincerà. Vada oltre la demagogia degli 80 o dei 500 euro. E’ qui che deve giocarsi tutto. Altrimenti perderà ogni cosa!
Gisueppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: UNIONI CIVILI, CANGURO E LA CATTIVA FEDE PENTASTELLATA!

MA RIFLETTETICI: VOI PENSATE CHE GLI EMENDAMENTI OSTRUZIONISTICI DI CALDEROLI E DELLA LEGA TUTTA CHE VUOLE AFFOSSARE LA CIRINNA’ SIANO UTILI ALLA CRESCITA DEMOCRATICA DELL’ITALIA? STA QUI TUTTA LA CATTIVA FEDE DEL M5S! SONO ORMAI DA PRENDERE A PEDATE NELLE PARTI INTERCRURALI, PERCHE’, NON SOLO IL CERVELLO, NEANCHE IL NOBILE DERETANO SONO IN GRADO DI USARE: CON TUTTI QUEI LORO INUTILI VAFFA…!!! A MENO CHE NON SI TRATTI DI PERFIDI OLIGOFRENICI: E I CONGIUNTIVI SBALLATI DI “BANDERUOLA” NON EVIDENZINO QUESTA EMOTIVITA’. MA INVERO SONO SEMPLICIMENTE POLITICAMENTE “FRARICI” COME SI DICE DALLE MIE SUPERBE PARTI!

GIUSEPPE DI SALVO: BAGHERIA, MOSTRUOSITA’ ABUSIVE, PATRIZIO CINQUE E IL BALLO DELLE IENE!

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
PATRIZIO CINQUE, SINDACO DI BAGHERIA

BAGHERIA, MOSTRUOSITA’ ABUSIVE, PATRIZIO CINQUE E IL BALLO DELLE IENE!

 Amministrare una città come Bagheria non è cosa facile. La città dei mostri eredita decenni di cattiva amministrazione con Consigli sciolti per presunte infiltrazioni mafiose e per diverse volte. Presunte. Quale amministratore di spicco eletto dal popolo è finito in galera per reati mafiosi? Presunti. Il dissesto economico, come quello urbanistico, della città non è stato causato dal M5S o dal sindaco Patrizio Cinque. No! No! Ma da tutti quei partitocrati dai cittadini bagheresi sovrani per decenni votati: forse anche da Patrizio Cinque e dalla sua famiglia. Chi di noi non ha peccato scagli pure la prima piuma, visto che pietre per le strade non se ne vedono: piume sì! Circa due anni addietro si votò per cambiare: il M5S, con Patrizio Cinque al ballottaggio, ebbe il 70% dei consensi. Il 70%! Ciò vuol dire che per Patrizio Cinque votarono tanti ex: DC, PCI, PSI, PR, PSDI, PL, Demoproletari, MSI, Radicali, non votanti, schede nulle, bianche… e per Cinque e per i pentastellalti fu un trionfo. Tutti estranei all’abusivismo edilizio e all’abuso di potere? Fra le conseguenti scelte di Patrizio Cinque e della sua Amministrazione a me non è mai piaciuta la riapertura al traffico di Corso Umberto. Sperimentale? Periodica? In verità una sciocchezza di lunga durata ormai. Qui ci fu un improvviso cambiamento di rotta non online, cioè non in linea con lo stesso programma elettorale dei Cinque Stelle, ché anzi! C’è qualche altra cosa che non mi piace. Gli amministratori pentastellati non si vedono più fra la gente. Almeno Evita Peron dedicava un giorno alla settimana al ricevimento dei poveri! Loro s’incontrano solo in cammino. Mai con tavoli funzionali tendenti a spiegare ai cittadini le loro scelte. Qualcuno mi ha detto: “Possono scendere in strada? Possono fare tavoli per contestare se stessi?”. E fra scherzi e giochi grandi verità si dicono.
Ma notiamo: la città è più pulita, gli spazzini scopano e passano per le strade. Fatto! Le scuole crollano? Non essendoci stata costante manutenzione! Eppure si attivano come meglio possono per riportarle all’interno dei canoni della sicurezza. Molte strade sono state asfaltante e presentano un dignitoso manto privo di buche. Fatto. In molti quartieri l’acqua viene erogata con ritmi regolari. Fatto. Tutto perfetto, dunque? Non lo crediamo. Forse nuoce, al Sindaco e ai pentastellati tutti, la mancanza di un approccio più duttile verso la dialettica politica e democratica. Un sindaco governa, amministra, “armonizza” le esigenze legittime di più parti sociali. Quel 70% di voti avuto non sono voti di cittadini tutti pentastellati: è voto di elettori fluttuanti che amano la dialettica politica. Non c’è la logica A perfetta e ciò che non si richiama a questa presunta perfetta A è imperfezione da ghigliottinare. E il diverso da quella A non è necessariamente confinante con logiche criminali. Chi di ghigliottina colpisce, prima o poi, di ghigliottina perisce. E’ necessario confrontarsi sempre sugli obiettivi politici che si vogliono portare avanti nell’interesse della collettività e fare scelte lungimiranti per il vero bene a tutti NON COMUNE! Con stimoli e verifiche periodiche per realizzarli al meglio. Ora Patrizio Cinque, finalmente!, si scusa (e lo fa intervenendo sul Blog di Beppe Grillo) per qualche imprecisione da lui detta sulla casa abusiva di proprietà familiare. Un assessore si dimette. Gli esponenti del M5S sono perfettamente ingenui se pensano che la partitocrazia non controlli i loro comportamenti passati, presenti e futuri. Loro attaccano il sistema partitocratico senza quartiere. I signori partitocrati possono rimanere, inermi, a guardare? Nella Giunta pentastellata bagherese in questi due anni già ci sono stati diversi cambiamenti di assessori. Proprio come avveniva nelle giunte precedenti. Si vede che chi gestisce il potere trova affinità comportamentali nella dinamica di tale gestione. Or dunque, sotto questo aspetto, i pentastellati non si distinguono da quanti li hanno preceduti. Il Sindaco è lì, vuole continuare per cambiare in meglio Bagheria. Io credo che ce la possa fare. So che ascolta anche quando i suoi occhi guardano verso il basso: per timidezza o per rabbia. Ma ascoltare è anche prendere coscienza che c’è gente che va oltre la logica A dei masnadieri impeccabili. Se saprà rendere duttile e più reversibile il suo pensiero ce la farà. Dice un proverbio siciliano: “Calati iuncu ca passa la china”. Ogni canna rigida prima o poi si spezzerà contro gli eventi urticanti altrettanti decisi. Ogni santo ha i suoi devoti, come si dice. Patrizio Cinque ha i suoi. Ma gli altri santi pure. Per non parlare di chi costruisce riti tribali su tante di quelle onorate immagini. Sulle nobili cose da realizzare per far progredire Bagheria nessuno potrà fermarlo. E’ lì che deve misurare continuamente i suoi passi. E sul suo incedere, senza richiami, più o meno espliciti, a motti connotati di atavico fascismo, per i veri democratici per nulla rassicuranti. Buon lavoro, Sindaco!
Bagheria, domenica di San Valentino, 14 febbraio 2016
Giuseppe Di Salvo
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GIUSEPPE DI SALVO: FINALMENTE HO VISTO “CAROL”, IL FILM DI TODD HAYNES: NONOSTANTE SANREMO, NON SI DEVE PERDERE.

FINALMENTE HO VISTO “CAROL”, IL FILM DI TODD HAYNES: NONOSTANTE SANREMO, NON SI DEVE PERDERE.
Il film “Carol” di Todd Haynes è tratto dall’omonimo romanzo del 1952 di Patricia Highsmith (originariamente intitolato “The price of salt”).
Siamo nella New York dei primi anni cinquanta, si racconta una storia d’amore tra due donne molto distanti dal punto di vista dell’appartenenza sociale: una è Therese Belivet (Rooney Mara), una fotografa sulla ventina che lavora ai grandi… magazzini e ha un fidanzato dal quale non si sente attratta; l’altra si chiama Carol Aird (Cate Blanchett), è una donna più matura, elegante e facoltosa che sta divorziando dal marito Harge (Kyle Chandler).
Durante il matrimonio Carol ha avuto una figlia che ama, ma anche una relazione con la sua migliore amica Abby (Sarah Paulson). Poteva il marito non usare la bambina per renderla infelice? Ma la scena più grande esplode quando Carol rivela davanti a tutti i suoi veri sentimenti, senza infingimenti e si dichiara pronta ad affrontare la vicenda anche davanti al Tribunale: marito pietoso, lei comunque vedrà la figlia come stabilirà il giudice. Grande!
Ritmi narrativi, musica, eleganza espressiva, inquadrature delicate…: tutto è sempre poesia legata all’immagine che acchiappa. Che presa di coscienza!
DA NON PERDERE.

Giuseppe Di Salvo

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