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Archivio Maggio 2016

GIUSEPPE DI SALVO: RIFLESSIONI SULLA MORTE DI UN RAGAZZO SUICIDA A BAGHERIA

RIFLESSIONI SULLA MORTE DI UN RAGAZZO SUICIDA A BAGHERIA
Nella Giornata Internazionale contro l’omofobia, era martedì 17 maggio 2016, a Bagheria un ragazzo di circa 18 anni è morto, a quanto pare, suicida. Frequentava l’istituto Ragioneria. Era studente esemplare. La disconferma della sua personalità legata ai brutti voti si è rivelata un’inutile diceria. Si dice che era un ragazzo educato, sensibile e che, per ciò, avesse subito a scuola atti di bullismo. Quanto c’è di vero? Una cosa è certa: ha scelto per suicidarsi il giorno in cui si celebrava la Giornata contro l’omofobia. Una coincidenza? O un chiaro messaggio?
Si dice che fosse praticante della Chiesa cattolica. Ma quando mai dalle nostre parti si subiscono atti di bullismo per palese cristianofobia?
Negli anni Settanta, alba anni Settanta, io ero diciassettenne, da qualche parte a Bagheria venne ritrovato un ragazzo impiccato. Si disse che avrebbe commesso quell’azione in base ad una delusione amorosa, la ragazza lo avrebbe lasciato. Tutti noi, invece, sapevamo che era “arrusu” e viveva quel fidanzamento voluto dalla famiglia come una tortura… La fece finita. Chi poteva dire la verità, se non la famiglia che non l’ha mai rivelata? Le famiglie omofobiche preferivano dire che il figlio era “pazzo” o “morto” in seguito a depressione e non ammettere di avere un figlio finocchio in casa propria.
Di questo ragazzo, Filippo, suicidatosi il 17 maggio, non abbiamo notizie certe sul suo orientamento sessuale. Era certamente un ragazzo sensibile, bravo a scuola, comunque un “diverso”. Non c’è, a quanto pare, nessun messaggio ritrovato che aiuti a tirare fuori il movente: non sappiamo quindi se si tratti di omofobia interiorizzata; da altri coetanei, invece, esternata in veri e propri atti d’insulti omofobici.
Ogni madre conosce la vera identità dei figli, anche se spesso non se ne parla. Chi sa, dunque, parli! Ci auguriamo solo che nessun parente del ragazzo sia persona omofoba: omofobia e cristianofobia sono due brutti mostri. E ancor più mostruosi, là dove essi si manifestino, sono gli atti di bullismo.
Chi sa, dunque, collabori con le forze dell’ordine che indagano. Ciò servirà come deterrente per ogni azione di violenza futura contro persone che hanno una certa fragilità del proprio IO. So che non tutti i giovani sono bulli. Non riesco ad immaginare “branchi” di bulli. Ci saranno pure dei bravetti, ma la maggioranza dei giovani ha coscienza civile. Questa deve prevalere.
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: “COME UNA CAREZZA” DI GIUSEPPE ROMANO: DOMENICA 5 GIUGNO 2016, ORE 18:00, VILLA ARAGONA-CUTO’, UN GRANDE EVENTO SCUOTERA’ LA CITTA’ CON LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO IN CUI C’E’ OGNUNO DI VOI.

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.DOMENICA 5 GIUGNO 2016, ORE 18:00, VILLA ARAGONA-CUTO’, UN GRANDE EVENTO SCUOTERA’ LA CITTA’ CON LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO IN CUI C’E’ OGNUNO DI VOI.
DA “COME UNA CAREZZA” DI GIUSEPPE ROMANO:
-Alcune sere, quando i miei genitori andavano a letto, sentivo attraverso i muri confabulare entrambi a bassa voce. Solo pochi anni fa mia madre mi rivelò che entrambi temevano per le mie tendenze sessuali. Soprattutto mia madre pregava la Vergine Maria affinché il mio matrimonio fos…se prosperoso. Invece mio padre Gaspare ripeteva a sua moglie che se non avessi solcato l’uscio della chiesa, non considerava caduti i suoi timori!
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Un romanzo che racconta un ipocrita gioco di travestimenti attuato da una famiglia (e da una società) che vuole anche il figlio Antonio “travestito” per muoversi nella violenza degli asociali infingimenti e con un procedere narrativo che spesso costringe la Terza Persona narrante a ricorrere alla bellezza riflessiva dell’Io, riflesso di un altro vero IO in cerca di liberazione: il tutto in uno sfondo politico che pur… si muove verso lidi di liberazione.
Domenica 5 giugno non vi resta che assaltare Villa Cutò per cogliere il fascino storico di un evento che, a distanza di 40 anni dalla nascita del FUORI! palermitano, farà certo SCALPORE!
NON MANCHERA’ LO SPECCHIO DELLA MATRIGNA DI BIANCANEVE: REALTA’ MAI ESTINTA!

Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: EI FU! (A MARCO PANNELLA)

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

EI FU! (A MARCO PANNELLA)

Ei fu
anche FUORI!
da non fertili orti…
con rivelazioni tardive
di amorosi affetti
al maschile coniugati-
ché la natura
a cogliere invita
efebiche effigie-
tremolio d’occhi
il desiderio-
muto-
dirompente rivela
Ei fu
messaggero e lucciola
per ribalte
mai illuminate
con palese visione
tolemaica-
investiture amava
Ma ad ogni alba
v’erano copernicane
presenze e l’Astro geniale
forte graffiavano

Imperfetto
in cerca d’esecutori
di azioni perfette
La pazzia scorre
e mai s’ingabbia
in un solo IO
Si arrendeva così all’evidenza
al pari del non vedente
tendente a carpire indomiti segni
Entrava nei cuori
di chi vigile tiene la mente
Il Requiem
l’incompiuto commuove
Rinnova il sapere:
il riposto eterno
non è più gesto
e nessuno mai
AL CENTRO rimane!

Bagheria, 22 maggio 2016
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: SAMUEL BARBER, DUKE ELLINGTON, LEONARD BERNESTEIN: EBREI, GAY E NERI D’AMERICA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO, AL CALAR DEL SOLE, VI FARANNO PERCEPIRE IL LORO VERO CANTO DI AMORI DIVERSI E DI LIBERTA’

SAMUEL BARBER, DUKE ELLINGTON, LEONARD BERNESTEIN: EBREI, GAY E NERI D’AMERICA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO, AL CALAR DEL SOLE, VI FARANNO PERCEPIRE IL LORO VERO CANTO DI AMORI DIVERSI E DI LIBERTA’: RISORGE LA LITURGIA RELIGIOSA CON SONORITA’ CHE HANNO DAVVERO CONTRIBUITO A RINNOVARE I POPOLI.
Samule Barber offrirà il suo sublime canto d’amore per Menotti, Duke Ellington, nel settembre del 1965, ci regala echi del suo Sacred Concerts, creazione jazz di una liturgia cristiana tendente a scrostare abitudini; è stato detto: “Duke non è un nome, è un titolo: Duke Ellington ha saputo essere per il jazz ciò che Diaghileff fu per il balletto russo. » (André Coeuroy, Histoire générale du jazz).
E poi c’è Leonard Bernstein: incisivo pedagogo, amante del grande direttore d’orchestra greco Dimitris Mitropoulos; Leonard, il bisex, l’ebreo che ha saputo rendere sonoro il Simposio di Platone e guardato negli angoli più oscuri delle città dove pullulano tutte quelle persone biblicamente definite la “Spazzatura del Mondo”. Ecco un esempio lancinante del come la musica rinnova l’anima dei popoli, rivelandone la vita. Contiamo di poter apprezzare le diverse esecuzioni. Ne parleremo, in seguito, in recensioni non conformistiche: forse troverete nei giornali ingessati cenni di quanto da me sopra esposto per poi essere approfondito? La Musica è sempre più avanti dei pavidi critici! SI ASSALTI IL TEATRO. L’EVENTO VI FARA’ VEDERE IL VOLTO DI DIO!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: STEFANO ROLANDO SU PANNELLA: “EREDE DELLA BORGHESIA RISORGIMENTALE”!

STEFANO ROLANDO SU MARCO PANNELLA: “EREDE DELLA BORGHESIA RISORGIMENTALE”. EI FU!
Scrive Rolando nel suo libro-intervista dedicato a Pannella e intitolato “LE NOSTRE STORIE SONO I NOSTRI ORTI”:
“Pannella è figlio di quella parte di generazione che ha rifatto a metà del Novecento l’Italia. La sua parte è quella, per semplificare, di stampo liberal-democratico e, ancora più stringatamente, potrebbe essere rintracciata nello schieramento dell’antifascismo che si riconobbe in Giustizia e libertà. Meglio ancora in Risorgimento liberale. Un ceto politico austero, borghese, onesto, presuntuoso, elitario. Con l’etica della Resistenza e l’idealità del Federalismo. Pannella non è strettamente uno di loro. Ne è figlio, ne eredita parole, pensieri, stili. (…) E dunque popolarizza, movimentizza, modernizza, socializza, quel pensiero che -politicamente parlando- quella generezaione aveva atrofizzato. Lo fa interpretando la macchina del tempo. Stando cioè nei contenuti del suo tempo -in qualche modo anche anticipando il tempo- ma adottando lo stile politico di un tempo remoto, quello del Risorgimento. Quello delle azioni esemplari, quello non solo delle gesta garibaldine ma anche del Pisacane. E giocando così con i quattro tempi della nostra storia civile (il passato remoto, il passato prossimo, il presente e il futuro) Pannella ha trovato originalità, non contaminazione e durata”.
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Cosa noi non abbiamo mai amato di questo grande genio risorgimentale? Il suo liberismo in economia, l’appoggio dei Radicali al Governo Monti, un “libertarismo” codificato nello Statuto del Partito Radicale, vale a dire una plateale contraddizione: nessun partito ha una gestione libertaria; e, anche se non ci sono probiviri, c’è sempre la tendenza a “demonizzare” il dissenso, a torto o a ragione. E in questo senso ereditava anche qualcosa di non libertario della borghesia del Risorgimento. Con atteggiamenti da snob un po’ decadente. Anche in questo, ovviamente, grande. E lo diciamo perchè, più che commossi, siamo certo mossi da questo evento da tempo annunciato già col pellegrinaggio dei tanti visitatori nella sua casa romana. Del resto era Pannella stesso ad affermare: “I partiti politici italiani si sono mossi nella vicenda italiana famelicamente come eredi del Partito Fascista”.
Ma, nell’organizzazione e gestione partitica, quanto a fascismo libertario, neanche il Nostro, scherzava. Ma, ormai, “EI FU”!
Giuseppe Di Salvo
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Nella foto: da sinistra Giuseppe Di Salvo e Marco Pannella, in un comizio a Piazza Politeama di Palermo, 29 maggio 1987, Comizio PANNELLA AZZOLINA.

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: MARCO PANNELLA E’ MORTO. LO RICORDO CON LA MIA POESIA “L’AHIMSA DI PANNELLA”

MARCO PANNELLA E’ MORTO. LO APPRENDIAMO DA RADIO RADICALE CHE TRASMETTE IL REQUIEM DI MOZART DA PANNELLA TANTO AMATO. SE N’E’ ANDATO ALLE ORE 13:45. SI TROVAVA NELLA CLINICA “NOSTRA SIGNORA DELLA MERCEDE” A ROMA.
PER ORA, LO RICORDO CON UNA MIA POESIA A MARCO DEDICATA E PUBBLICATA NEL MIO SECONDO LIBRO DI POESIE “DA BAGHERIA SOFFI UNIVERSALI”. S’INTITOLA:

L’AHIMSA DI PANNELLA

Ad affetti celati molto dovevo.
E a pagine chiuse da freddo cèllofan:
un pulcino usciva FUORI!
da ipocrita guscio
e mai più vi si ritraeva.
Tesseva Pezzana
inaudite parole di liberazione.
Dalla stazione di Bologna
-vestito di rosso- con me volò
in caserma un nudo amico
con testa di medusa:
coprii i serpenti con carta grigia
e -disteso sulla branda-
fra commilitoni dalle cosce tornite-
cuori bramosi di sesso e vaganti-
Daniel-Baudry in camerata leggevo.
E meglio giocai con calde lingue
di maschi nel mondo privo di uguaglianza.
Il Simposio di Platone
alzò il mio braccio e il pugno.
Ero corpo in lotta e vibravo di rabbia.
Nell’anno Settantasei l’Italia è urlo gay.
Uomo incivile la civiltà dei Papi rompe.
Ha nome profumato di candidi petali
e -con forte polmone di ahimsa-
rose offre per nuove speranze.
E pugni e sputi e parole turpi
accoglie da comunisti furenti,
ma un marxista l’ama, eccome!
E’ Pasolini, apprezza il corsaro
nella koiné di morte della politica rituale.
Irriconoscibile, sempre!
Beve urine Pannella coi colori dell’alba.
Digiunano bianche nubi-
Satyagraha di stelle-
abbraccio d’amore nello spazio.
Baciato ho le sue calde gote:
pizzicore pungeva le aperture del mio naso
e un silente Cristo a me gli occhi bagnava.
Canto un abruzzese geniale
e razzature verdi aggiungo
sul camice azzurro della mia dignità!

Bagheria 15 gennaio 2004
Giuseppe Di Salvo

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: 17 MAGGIO, GIORNATA PER LIBERARSI DALL’OMOFOBIA. OCCORRE UNA ROSA GAY!

GIORNATA TERAPEUTICA PER CHI SOFFRE DI OMOFOBIA INTERIORIZZATA: OGNI OMOFOBO PUO’ DIVENTARE GAY FELICE. BASTA CHE SI GUARDI ALLO SPECCHIO E NON SI SPUTI PIU’ IN FACCIA. E REGALI UNA ROSA A CHI AMA, ANCHE SENZA DIRGLIELO CON LA VOCE. I NOBILI GESTI POSSONO AVERE PIU’ SENSI.

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: UNIONI CIVILI PER GLI OMOSESSUALI E IL TRIONFO DELL’ITALIA FESTOSA DI MATTEO RENZI. VOTANO LA FIDUCIA 369 DEPUTATI; VOTANO NO 193 PARLAMENTARI. TRIONFO! SUONATE, CAMPANE, L’ITALIA S’E’ DESTA!!!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.MATTEO RENZI

11 MAGGIO 2016: UNIONI CIVILI PER GLI OMOSESSUALI E IL TRIONFO DELL’ITALIA FESTOSA DI MATTEO RENZI. VOTANO LA FIDUCIA 369 DEPUTATI; VOTANO NO 193 PARLAMENTARI. TRIONFO! SUONATE, CAMPANE, L’ITALIA S’E’ DESTA!!!
L’Italia di Renzi s’è desta e fa trionfare con un’opportuna Fiducia al Governo le Unioni Civili anche per gli omosessuali. Sì, è un evento storico per questa nostra arretrata Italietta che con questa legge si spinge in avanti, checché ne dicano i clericalgender e gli omofobi frustrati -e di diversa stazza!- di ogni incivile risma politica. Aspettavamo questa legge da circa 40 anni. Se pensate che 45 anni fa nasceva a Torino il FUORI!, il primo Movimento di Liberazione Omosessuale; e in Sicilia, a Palermo, gli omosessuali si organizzavano in Movimento (sempre nel FUORI!) proprio 40 anni fa, nel 1976.
Sono state presentate tante proposte di legge per le Unioni Civili in questi decenni, da diverse parti politiche progressiste e davvero libertarie. Ma tutte sono finite nel dimenticatoio illiberale sia di Forza Italia (con Berlusconi a saper produrre solo battute omofobiche) sia dei vari centrosinistra bigotti, limitati, incapaci di sapere andare oltre l’inciviltà dei DICO, avendo al loro interno ciliciate come la Binetti o i diversamente etero alla Clemente Mastella o Dini o altri impostori amanti del Family Day. Ora sia chiaro che per molti di noi la Fiducia non è al Governo Renzi in sé, ma a questa Legge da Renzi e dal suo Governo voluta certamente sì!
Non siamo ancora al Matrimonio Egualitario e all’adozione dei figli del partner o all’adozione in sé anche per i gay, ma con questa Legge Matteo Renzi porta alla Ribalta (sì, con festa e giubilo!!) l’Italia, i cui cittadini, in maggioranza, sanno affermare i Diritti Civili per tutti. Ieri col divorzio e con la legalizzazione dell’aborto, il diritto di famiglia e altro; oggi con questo primo grande passo avanti verso l’uguaglianza.
Noi siamo orgogliosi per aver contribuito, lottando nelle piazze e ovunque, a raggiungere questa prima vittoria. Ma sapremo ancora lottare perché ogni persona LGBTI abbia gli stessi diritti costituzionali degli altri cittadini. Or dunque, viva il Governo Renzi, vivano tutti i Deputati (e i Senatori prima) che oggi hanno votato la Fiducia al Governo Renzi perché si arrivasse a questa necessaria Legge.
MERCOLEDI’ UNDICI MAGGIO 2016: L’ITALIA RICORDA A TUTTO IL MONDO DI ESSERE DEMOCRATICA E RICORDA AI VESCOVI CHE HANNO LA FUNZIONE DI PREGARE ED ATTENZIONARE LE ANIME, LE LORO PER PRIME. Chi è felice e sceglie Dio sa sempre cosa fare per il bene di ogni cittadino, il “bene comune” è volgarità che tutti gli dei rifiutano.
Noi, godendo e certamente anche un con un po’ di commozione, diciamo che siamo vere e proprie anime salve. Le famiglie tutte allargano il Diritto. Oggi in Italia torna a splendere tanto Sole: è davvero questo il Paese del Sole!!! E dell’Amore!
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: STONEWALL INN E IL “MONUMENTO AL GAY IGNOTO” IN OGNI CITTA’ OCCIDENTALE: SIA IL DEMOCRATICO MESSAGGIO AGLI OMOFOBI E AI NEONAZISTI DELL’ISIS!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
STONEWALL INN E IL “MONUMENTO AL GAY IGNOTO” IN OGNI CITTA’ OCCIDENTALE: SIA IL DEMOCRATICO MESSAGGIO AGLI OMOFOBI E AI NEONAZISTI DELL’ISIS!

Stonewall, giugno 1969, segna una tappa storica fondamentale per gli omosessuali di New York e di tutto il mondo. Sono stati realizzati due film con questo titolo: nel 1995 e nel 2015. Entrambi da registi gay dichiarati e militanti. I registi etero dormono o hanno spesso poco da dire. Esprimono pose. Ma i gay al mondo ci sono stati sempre, diversamente organizzati o semplicemente visibili checche che, come la pelle di una persona nera, non riuscivano a nascondere il loro orientamento sessuale. Con Stonewall si ha l’impatto della reazione contro la violenza impunita a danno delle persone omosessuali da parte della polizia di allora che prendeva mazzette dai gestori di quei bar come la mafia. Il comune visibile “frocio” che si dichiarava in ogni città o paese o villaggio che fosse non viveva felice: vivere apertamente secondo “diversità” equivaleva a essere quotidianamente deriso, linciato, spesso anche ammazzato: si tratta di milioni di persone ignote; meritano il nostro rispetto per il coraggio mostrato nel rompere con l’ipocrisia e per aver lottato con la sola forza dell’esserci per agire contro forze politiche, religiose e culturali infinitamente più forti (non più grandi!) di loro.
Pensate: solo poche città hanno dedicato il Triangolo Rosa in memoria degli omosessuali ammazzati da Hitler nei campi di sterminio. E a Berlino c’è anche un cubico monumento. Ma le cosiddette “società democratiche”, ante e post hitleriane, sono state tutte a danno dei gay più feroci della sincera ferocia nazista: cacciati dalle famiglie, dai contesti religiosi, ammazzati, costretti a prostituirsi, a suicidarsi, a subire torture psichiatriche e tante violenze assai disumane…; cosa che ancora oggi succede in oltre 70 stati e altre parti del mondo e che trova la sua espressione amplificata nelle impietose lanciate dai piani alti degli omosessuali da parte dell’ISIS.
Ebbene, Stonewall ci deve ricordare che tutti questi omosessuali meritano in ogni città, in ogni paese, in ogni villaggio un onorevole MONUMENTO AL GAY IGNOTO.
Non certo per creare abitudini percettive, ma per ricordare, al pari dei Triangoli Rosa, che la Democrazia e le lotte per i Diritti rappresentano un processo su cui si deve quotidianamente vigilare.
Il monumento al Milite Ignoto serve per onorare chi è morto o si è disperso in guerra per la sua Patria. Allo stesso modo, il Monumento al Gay Ignoto deve essere innalzato per onorare chi ha lottato anonimamente contro l’omofobia che disonora ogni democratica Patria anche in tempi di pace!
Barack Obama ha ben capito ciò e, nel dichiarare lo STONEWALL INN monumento nazionale, ha fatto il passo corretto. E’ andato oltre l’opportuno spettacolo del momento storico e al di là di ogni forma d’arte.
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: STONEWALL DI ROLAND EMMERICH E’ UN FILM METASTORICO!!

STONEWALL E’ UNA STORIA CHE VA OLTRE STONEWALL!!!
David Cubitt è il padre di Danny (Jeremy Irvine) nel film di Roland Emmerich. Fra le cose più belle del film: la dedica agli oltre mille volti anonimi che nel lontano giugno 1969 parteciparono all’insurrezione gay di Ney York, cioè ai tanti ipocriti Joe e ai pochi coraggiosi Danny che si unirono all’impeto privo di infingimenti del travestito Sylvia Rivera: questi ha contribuito a segnare la storia del Movimento Gay in tutto il mondo.

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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