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GIUSEPPE DI SALVO: JENUFA DI LEOS JANÁCEK PER LA PRIMA VOLTA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO?

JENUFA DI LEOS JANÁCEK PER LA PRIMA VOLTA AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO?
Sì, Jenufa di Leos Janacek non è stata mai rappresentata al Teatro Massimo di Palermo. Tanto è vero che anche molti melomani non solo non se ne ricordano, ma non conoscono la stessa esistenza dell’Opera del compositore ceco. Niente di male: nessuno è perfetto. Ora, però, il Teatro Massimo tende a colmare questa lacuna: e peccherà chi non andrà a vedere ed ad ascoltare questo capolavoro. Va detto che le musiche di Leos Janacek raramente (o quasi mai) vengono eseguite nella nostra città. Si vede che, probabilmente, le “volpi astute” legate alle agenzie, che nei Teatri fanno il bello e il cattivo tempo, non lo ritengono produttivo. E, invece, i vari Direttori Artistici, loro sì!, dovrebbero andare un po’ in giro per il mondo, a cominciare dalle strade della propria città e della propria regione, per vedere che capolavori della musica classica nostrani restano tacitati. La cultura lirica, diciamolo, non è legata all’arte che rinnova i popoli, ma a quello che offrono i “pacchi” delle varie agenzie. Altrimenti come si spiegherebbe la collaborazione con gli altri Teatri in fatto di allestimento e regie?
Va ricordato, inoltre, che Jenufa venne rappresentata al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo il 30 maggio del 1979 con un cast ceco di tutto rispetto. Dirigeva Jirí Pinkas (1920-2007)   -e altri- e ci furono ben otto rappresentazioni. Era chiaramente la Stagione del Teatro Massimo al Politeama spostata per la nota storica chiusura del principale teatro cittadino. Quindi risale ad oltre 37 anni fa.
Ora c’è una grande occasione da non perdere. E sono amabili quei musicologi che vengono chiamati a commentare l’opera; ma sono più adorabili quegli altri che tendono a tirare fuori tante altre opere, anche siciliane di grandi musicisti di Casa Nostra, che, purtroppo, baciano il silenzio.
E’ PECCATO NON ANDARE A VEDERE JENUFA!!!
Giuseppe Di Salvo

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Categorie:Classica, OPERA LIRICA, Primo piano Tag:
  1. giuseppe di salvo
    22 Ottobre 2016 a 13:56 | #1

    Che c’entra il rosmarino? Mi viene chiesto. E’ la pianta simbolo di Jenufa. E’ lei che ha in mano la pianta al Primo Atto e dice: “Mi sono ricordata del rosmarino, che si stava seccando; sono andata a bagnarlo nell’acqua. Se mi si fosse seccato… lo sapete, nonna, come si dice: che poi si seccherebbero tutta la gioia e la felicità”. Ecco i simboli del rosmarino. La simbologia del rosmarino è molto varia ma sempre positiva.
    Da sempre ha rappresentato la buona salute ispirando una serie di leggende e credenze. Nell’Ottocento si credeva che i fiori posti a contatto della pelle donassero la felicità così come le foglie messe sotto il letto facevano si che non si avessero incubi o che coltivare la pianta sul davanzale allontanasse le malattie.
    Ha inoltre rappresentato la rinascita e l’immortalità.Per gli antichi Egizi rappresentava l’immortalità tanto è vero che se ne metteva una manciata in mano al defunto per facilitarne il viaggio nell’oltretomba. L’uso funerario di questa pianta ha trovato nel passato una grande diffusione in tutta l’Europa e in molti paesi c’era l’usanza di accompagnare un defunto al cimitero tenendo in mano un ramoscello di rosmarino o si componevano le corone funerarie di rosmarino, mirto e alloro.
    Da sempre è considerata una pianta di buon auspicio, sincerità, fedeltà e felicità e si usava infatti dare al pastore officiante un matrimonio un mazzo di rosmarino.
    Il rosmarino è anche un simbolo di buon auspicio infatti in Inghilterra si credeva che portare all’occhiello del rosmarino favorisse qualunque impresa.

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