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Archivio Febbraio 2017

GIUSEPPE DI SALVO: I SADICI DEL POTERE CHE NON SANNO NEANCHE VIVERE E LA DIGNITA’ VITALE DI FABIANO ANTONIANI.

I SADICI DEL POTERE CHE NON SANNO NEANCHE VIVERE E LA DIGNITA’ VITALE DI FABIANO ANTONIANI.
Fabiano Antoniani, noto come Dj fabo, è morto oggi in Svizzera tramite una procedura di suicidio assistito, una cosa che in Italia ancora non si può fare: vergogna, Italia! e politici italiani insensibili al dolore altrui!
La notizia della morte di Antoniani è stata data da Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni. Antoniani era arrivato sabato nella clinica svizzera.
Questa mat…tina era stato pubblicato su Facebook un ultimo messaggio di Antoniani, che era cieco e tetraplegico dal 2014 a causa di un grave incidente stradale: «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato». Antoniani aveva ringraziato Cappato dicendo: «Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie, Marco, grazie mille». Su Sky Tg24 Filomena Gallo, dell’associazione Luca Coscioni, ha spiegato che Cappato rischia 12 anni di prigione perché si è preso la responsabilità di aiutare e accompagnare Antoniani. L’articolo 580 del codice penale italiano punisce chiunque determini «altri al suicidio o rafforzi l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevoli in qualsiasi modo l’esecuzione».
Antoniani era diventato da alcuni mesi il simbolo della lotta per l’approvazione di una legge sull’eutanasia e sul testamento biologico in Italia. Venerdì scorso, la discussione alla Camera dei deputati sulla proposta per un testamento biologico era slittata per la terza volta e rimandata a marzo; le proposte di legge sull’eutanasia sono invece bloccate da circa un anno in commissione. Antoniani aveva commentato così: «È veramente una vergogna che nessuno dei parlamentari abbia il coraggio di mettere la faccia su una legge che è dedicata alle persone che soffrono, che non possono morire a casa propria. E che devono andare in altri paesi per una legge che potrebbe essere fatta anche in Italia».
Noi aggiungiamo: che civiltà è la nostra se ogni persona, ridotta in certe condizioni prive di qualsiasi qualità di vità, non può scegliere di andarsene liberamente come meglio vuole? La verità è che i sadici della nostra classe al potere sono scollati dai sentimenti vitali dei cittadini che rappresentano. Andrebbero processati, non giustificati.
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: IN MEMORIA DI TOTO’ MORANA!

A TOTO’ MORANA PER RENDERLO VIVO NEI RICORDI
Con l’architetto Totò Morana ci siamo prese tante soddisfazioni elettorali insieme. Sapeva, più di me, prevedere. Era in cerca di un metodo più che scientifico per leggere i flussi. Ci azzeccava. La sua opinione ora ci manca. Anche se taluno la giudicava spesso priva di fondamento. In ciò che diceva, occorreva saper leggere… e ascoltare. Ci eravamo visti il 4 dicembre 2016 (ma anche giorni prima in un dibattito sull’imminente scadenza …elettorale) all’alba alla Scuola Bagnera nel seggio elettorale per il Referendum sulle riforme costituzionali. Facemmo poi insieme colazione presso il Bar Eucaliptus. Mi diede una lettura precisa dell’esisto referendario. Lo incontrai altre volte. Poi seppi da suo fratello Filippo che stava male. Non lo vidi più. Ma so che sarà sempre fecondo, anche dall’Alto con le persone che stimava.

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GIUSEPPE DI SALVO: THOMAS QUASTHOFF, BARITONALE VOCE RECITANTE, TRIONFA NEL “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE” DI FELIX MENDELSSOHN AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO. E IN PIENO INVERNO!

L'immagine può contenere: una o più persone e persone seduteTHOMAS QUASTHOFF

THOMAS QUASTHOFF, BARITONALE VOCE RECITANTE, TRIONFA NEL “SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE” DI FELIX MENDELSSOHN AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO. E IN PIENO INVERNO!

Sabato 4 febbraio si è inaugurata la Stagione Sinfonica 2017 del Teatro Massimo di Palermo col “Sogno di una notte di mezza estate”, op. 61 di Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847). Ai brani conosciuti si sono aggiunte altre brevi  interessanti pagine musicali miranti ad accompagnare la voce recitante per queste musiche di scena scritte da Mendelssohn col pensiero rivolto alla commedia omonima di William Shakespeare; non potevano mancare i due Elfi  (soprano e mezzosoprano) e il Coro Femminile e, naturalmente, l’Orchestra.  Ed è  proprio la voce recitante del noto baritono tedesco Thomas Quasthoff, vera proiezione della creatività di Shakespeare, che si è imposta quale coinvolgente protagonista della riuscitissima serata musicale; la narrazione di Quasthoff non era evento letterario, racconto offerto all’ascoltatore con le musiche che via via uscivano dal corpo orchestrale; no, quella calda voce narrante, in quel contesto di meraviglie, diveniva ulteriore personaggio creato da Wiliam Shakespeare. 

    Eccellente la prova del Coro Femminile  curato da Piero Monti.  La bacchetta di Gabriele Ferro, fin dai primi accordi, ci è apparsa ben azionata in ogni reparto orchestrale.  Le voci del soprano Lauryna Bendži?nait? e del mezzosoprano Katrin Wundsam erano davvero appropriate, fresche, luminose: avevamo due veri Elfi in scena, anzi fra il Coro dei simili. Si è trattato di una esecuzione perfetta.  E accade che il pubblico applaude a più non posso e resta fermo a tributare giuste ovazioni agli impeccabili protagonisti: è così che si onora un grande Teatro, il nostro Massimo! E io stesso ad urlare a tutti “Bravi, brave, bravo”, anche al primo cornista Andrea Mastini che nel “Notturno” ci ha fatto sognare prima ancora che il disegno melodico passasse nella zona degli archi: si tratta di musica tedesca con ottima tecnica appresa dai grandi: Mozart, Beethoven…, musica di cui si avvarrà per talune sue composizioni lo stesso Mahler, altro ebreo tedesco che certo conosceva Mendelssohn.

    Diciamo ciò perché nell’ascoltare Mendelssohn il nostro pensiero va al noto saggio di Richard Wagner sul “Giudaismo nella musica”, un saggio che tutti dovrebbero leggere per meglio capire il pensiero dell’autore dell’Anello.  Delle idee infelici sugli Ebrei espresse da Wagner noi sappiamo cogliere la non sempre perfetta adesione al contesto storico in cui il Nostro le ha espresse, ma riportiamo qui un passo relativo proprio a Mendelssohn:

   “Se in campo artistico noi volessimo accordare la nostra simpatia a una personalità così com’è non potremmo certo negarla a Mendelssohn, sebbene tale simpatia venga un po’ meno se consideriamo che egli non  aveva una coscienza in grado di cogliere gli aspetti dolorosi e catartici della sua condizione tragica. (Da “Il giudaismo nella musica”, MIMESIS EDIZIONI, pagina 41).

   Che Mendelssohn fosse figlio di un ricco banchiere ebreo è certo un dato di fatto, ma non può essere un pregiudizio. Che fosse stato un compositore precoce è un vanto per l’Arte tutta: prova ne sia che proprio l’Ouverture op. 21 (1826)  per “Il sogno”, Mendelssohn  l’aveva scritta a soli diciassette anni e la riutilizzerà, senza cambiare una nota, per le sullodate musiche di scena del 1843. Da molti studiosi questo “Sogno” musicale viene indicato come il capolavoro romantico di Felix Mendelssohn. E certo è planetaria la conoscenza della celeberrima “Marcia nunziale”: gli aspetti che in queste musiche trionfano sono sia gli erotici amori giovanili sia i desideri non attuati dei re immaginari, a cominciare da Oberone, re degli elfi e delle fate, che litiga con Titania per l’amore di un giovinetto, tanto che la voce recitante notava con veemenza: “Concedimi il ragazzo, e verrò con te”!

   Certo Wagner sapeva apprezzare le culture storiche più liberali rispetto a quelle di certi Ebrei: fatto! Il grande musicologo cristiano George Grove (1820-1900) così si ebbe ad esprimere sull’Ouverture di Mendelssohn: “La più grande meraviglia di una precoce maturità che il mondo abbia mai visto in musica-  probabilmente in nessuna arte”.

   Siamo perfettamente d’accordo. Basti pensare a quegli accordi che lacerano ogni traccia del concetto di “trinità”: l’accordo ribattuto per ben quattro volte (per essere più volte ripreso anche in altri momenti della partitura e nel Finale: e qui il Coro sposa linee di canto simili ai grandi spirituals) apre orizzonti per nuovi spazi sonori e per logiche espressive non legate al numero tre.

   Come ci ricorda Jan Kott nel suo libro “Shakespeare nostro contemporaneo”:

“…Il sogno di chiavi deve contenerne più di una (…). Gli uomini si davano di gomito, i pederasti sogghignavano discretamente.

Dammi quel paggio, ed io verrò con te.

Questo ragazzo che Titania ha rapito ad un principe indiano per far dispetto ad Oberon, Shakespeare non lo porta mai in scena. Vi si allude però a varie riprese, e con insistenza. E’ un personaggio perfettamente inutile per l’azione del Sogno; si sarebbero potuti facilmente trovare altri cento spunti di dissidio fra i due sposi regali. Evidentemente l’introduzione di questo fanciullo occorreva a Shakespeare per altri, non drammatici, fini….”.

   Quali fini, se non le presunte “mostruosità”  dei  “sogni erotici” anch’essi appagamento di non altrimenti rivelabili desideri?

   Felix Mendelssohn ciò l’ha capito bene. E anche Wagner.  Noi non crediamo che tale concezione estetica dell’amore  fosse patrimonio della cultura ebraica dominante del tempo anche in terra di Germania.  E allora?

Se solo tutti sapessimo leggere un po’ meglio…  Avremmo un altro bel mondo!

Bagheria, 15 febbraio, 2017

Giuseppe Di Salvo

Categorie:Classica, Musica, recensione Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: EMMA BONINO SFRATTATA DAI RADICALI PROSSIMI ALLE VOLONTA’ DI PANNELLA!

EMMA BONINO VIENE SFRATTATA DAI RADICALI PROSSIMI A PANNELLA? “CHI DI SPADA COLPISCE DI SPADA PERISCE”. E’ LA MISTICA DEL CONGRESSO CHE DELINEA PER TUTTI GLI OBIETTIVI POLITICI DA PORTARE AVANTI. E’ QUESTO IL PLURALISMO DEL TOTALITARISMO DELLO STATUTO LIBERTARIO. UN TEMPO LA BONINO ERA COME QUESTI ULTIMI! GIA’ NEL 1979 IO LA CONTESTAI. E LEI, A CEFALU’, PIAZZA DUOMO, MI SI RIVOLSE CON TONO MOLTO ARRAGGIATO. ORA CON MONTI A MILANO DICE: “FORZA, EUROPA”! SI SCHIERA PER IL SI’ CON RENZI. MA CHI LA DEVE VOTARE MAI PIU’? I TARTASSATORI DEGLI ITALIANI SI RIVOLGANO AI LORO AMICI BANCHIERI! ECCO LE MANI CHE SOCCORRONO IL POTERE “APPESTATO” E GUAI AD ALLONTANARSI DAL LESSICO PANNELLIANO. SAREBBE STATO ALTO TRADIMENTO: COI RADICALI HO SEMPRE GODUTO!! E HO CONOSCIUTO LA TECNICA LENINISTA DELLA GESTIONE DEL PARTITO. E IL TIMBRO DI TANTI BELATI

Giuseppe Di Salvo

Alcuni incisivi commenti su facebook

Salvatore Di Salvo
Salvatore Di Salvo Anche lei, Madonna Emma, é alla ricerca della sua “edicola votiva” ,si è sciolta nel brodo di eterna “favorita” che i lestofanti della politica italiana le hanno sempre riscaldato! …ormai può essere votata solo da ricche vedove e inacidite zitelle, o “eterni studenti” che arrivati a casa trovano comunque, nonostante i tempi, una calda minestra!
Franco Lo Vecchio
Franco Lo Vecchio A Piazza Castelnuovo (Palermo-Politeama) fu ancora arraggiata nei tuoi confronti (1979). Per anni, l’ho odiata. Dopo mi ero ricreduto. Ma ora (rassegna stampa di questa mattina) si dice (da cappato) che è finanziata da Soros. Se entra nella formazione di Della Vedova, credo che prenderne le distanze sia il minimo. E’ liberista. Ho detto tutto. Hai detto già tutto tu.
Categorie:politica, Primo piano Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: FRANCESCO GABBANI VINCE COI SUOI NONSENSE: SANREMO E’ SANREMO!

FRANCESCO GABBANI VINCE COI SUOI NONSENSE: SANREMO E’ SANREMO!
Giovedì, venerdì e sabato, essendo ammaccato dal raffreddore, ho seguito il Festival dal letto. Sia ieri sia oggi mi sono perso, visto che a tratti dormivo, Fiorella Mannoia. Con l’ultimo arrivato, Clementino, il raffreddore, quasi per miracolo, se n’è andato. Vigilo. Si aspetta il nome del vincitore o della vincitrice. Eccovelo: FRANCESCO GABBANI!
I premi della critica: ben distribuiti ai primi tre. Al Bano? Viene apprezzato dall’Orchestra di Sanremo: certo le arcate melodiche sono tutte là!

Giuseppe Di Salvo

Categorie:Musica, Pop, Primo piano, Società Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: IL CONSERVATORIO DI PALERMO E LA DAMNATIO MEMORIAE CONTRO MICHELE LIZZI, IL PIU’ GRANDE COMPOSITORE SICILIANO DELLA SECONDA META’ DEL XX SECOLO!

IL CONSERVATORIO DI PALERMO VINCENZO BELLINI CAMBIERA’ NOME? LA “DAMNATIO MEMORIAE” NEI CONFRONTI DI GIUSEPPE MULE’ E MICHELE LIZZI!
Mutatis mutandis: pare che il nome del compositore catanese, noto in tutto il mondo, Vincenzo Bellini non convinca più i dirigenti odierni del Conservatorio palermitano: si pensa di rinomarlo col rinnovato e più antico, ma anche meno rappresentato, nome del compositore Alessandro Scarlatti: ma siamo poi così sicuri se questo compositore, certo importante, della Scuola Napoletana, sia nato a Palermo, giusto per non disturbare i Trapanesi? Ricaviamo queste notizie da un articolo apparso su Repubblica dell’1 febbraio 2017, pagine palermitane, un articolo di notizie risapute, certo utili alla Grande Ignoranza: per quella ci deve essere sempre grande tempo dilatato. Nell’articolo citato per ricordare i 400 anni dalla nascita del Conservatorio non vengono citati due grandi compositori illustri, certo dalla cultura sedicente antifascista dominante destinati alla “damnatio memoriae”: si tratta del compositore termitano Giuseppe Mulè, che del Conservatorio fu prestigioso direttore; l’altro nome assente è l’agrigentino Michele Lizzi che fu docente di composizione polifonica proprio al conservatorio Vincenzo Bellini fino alla sua morte avvenuta nel 1972; e senza alcun dubbio, con Bellini, il compositore siciliano più grande di tutti i tempi!
Come mai queste omissioni? Semplice: i trovatelli della finta ignoranza, in ispecie a sinistra, non mancano mai: ecco perchè anche a Palermo BISOGNA CAMBIARE pure il sonoro corso delle note!!! Per evitare neofascisti silenzi!

Bagheria 1 febbraio 2017

Giuseppe Di Salvo

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