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GIUSEPPE DI SALVO: “LA STORIA NEGATA”, UN LIBRO DI ALESSANDRO ZIGNANI SULLA MUSICA FASCISTA DA NON PERDERE!

LA STORIA DELLA MUSICA DEL NOSTRO NOVECENTO DAI NEOFASCISTI DI SINISTRA NEGATA
Sono pochi i musicologi illuminati che hanno compreso la pericolosa censura esercitata dagli esponenti di Sinistra che gestiscono i teatri lirici italiani. Fra questi c’è Alessandro Zignani. L’Italia vanta una grande produzione sinfonica e operistica innovativa legata al Novecento. Ebbene, essa dai nostri sovrintendenti limitati, in genere con pose di sinistra, è stata, di fatto, cancellata. Paolo Isotta, altro critico musicale coraggioso, ha più volte denunciato queste storture; ed è stato dichiarato critico non gradito, per esempio, ad alcuni dirigenti della Scala. Se oggi lo avesse fatto Grillo?! Occorre fermare questi “baronetti” e rilanciare la Musica Alta del nostro Novecento: da Pizzetti a Casella, da Ghedini a Giuseppe Mulè a Michele Lizzi e a numerosi altri. Questo neofascismo -e neofascisti- (con sorrisetti incomprensibili verso il neoclassicismo) si nutre di pregiudizi ideologici meno inclusivi delle stesse idee di Mussolini. Si tratta di ignoranza letale!
In pratica, è stato cancellato dai cartelloni un intero rinascimento musicale capace di far confluire la musica italiana nel grande alveo della Tradizione europea.
“La storia negata” è un ripensamento critico di questa civiltà musicale a noi tanto vicina: tutti i sovrintendenti vi si dovrebbero inginocchiare. Basta! Il loro tentativo è stato quello di seppellire una civiltà musicale di grandissimo valore. Non ci sono riusciti. Appaiono ridicoli. Per fortuna esistono grandi direttori come La Vecchia e Iorio (mai candidati come Toscanini col partito Fascista di Mussolini) che questa civiltà scoprono, incidono, diffondono con l’aiuto di prestigiose orchestre italiane e straniere.
Scrive Alessandro Zignani:
“Ogni epurazione è stata pretestuosa. L’aspetto tragico di questa rimozione è che durante il Ventennio l’Italia diede vita ad una civiltà musicale, anche nella musica strumentale e cameristica, capace di farla rientrare dentro il grande rinnovamento linguistico e stilistico che la musica europea stava operando per salvare la Tradizione- anche, ma non solo tonale- di fronte all’erompere di forze distruttive”.
BASTA COL FASCISMO DEGLI ANTIFASCISTI VOMITATO IN MUSICA!!!
Giuseppe Di Salvo

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