Home > elezioni, politica, Primo piano > GIUSEPPE DI SALVO: LA FORZA DEI COMIZI E LE CAMPANE INGENUITA’ DI LUIGI DI MAIO A PIAZZA BOLOGNI. POTEVA MANCARE LA VERVE DI UGO FORELLO SULLE PERIFERIE, SUB-URBE DA ATTENZIONARE?

GIUSEPPE DI SALVO: LA FORZA DEI COMIZI E LE CAMPANE INGENUITA’ DI LUIGI DI MAIO A PIAZZA BOLOGNI. POTEVA MANCARE LA VERVE DI UGO FORELLO SULLE PERIFERIE, SUB-URBE DA ATTENZIONARE?

LA FORZA DEI COMIZI E LE CAMPANE INGENUITA’ DI LUIGI DI MAIO A PIAZZA BOLOGNI. POTEVA MANCARE LA VERVE DI UGO FORELLO SULLE PERIFERIE, SUB-URBE DA ATTENZIONARE?
Partecipare a un comizio non è più un evento politico e non credo che esso possa spostare voti; chi vi partecipa aderisce, invece, ad un evento sociologico, sapendo pure che quanto gli oratori dicono ha poco di logico; si tratta di andare a vedere il laeder “amato”: che si presenti in auto blu o in bicicletta d’altro colore più affine alla lista che rappresenta (al di là dei costi che, nel primo caso, ricadono sui cittadini) poco cambia: la scenografia teatrale è uguale, si mira ad attirare l’attenzione; il comizio è un media vetusto: dal palco allestito in pompa magna o da una semplice pedana rialzata, l’oratore parla ex-catedra e dice quello che vuole; ma per i partiti che ancora li praticano, i comizi (al chiuso o all’aperto) rappresentato una prova di forza; ora, i candidati a sindaco con numerose liste che l’appoggiano hanno già assicurato il bacino d’utenza dei loro stessi candidati; nel caso del Movimento Cinque Stelle, visto che hanno una sola lista, vi accorrono più persone non legate alle liste o ai partiti; questi ultimi, pur di attirare voti, non fanno altro che trasformarsi in continuazione.
Ebbene, ieri, sabato 27 maggio 2017, a Piazza Bologni c’era il comizio di Ugo Forello, candidato a sindaco per il comune di Palermo; è venuto ad appoggiarlo il portavoce Luigi Di Maio che, come si sa, essendo vicepresidente della Camera dei Deputati, è anche portavoce di tutti i cittadini italiani: ma in quella piazza c’era quale rappresentante del M5S; sono comizi in tour, i loro, come un tempo faceva Pannella coi suoi “nominati”; col prevedibile ritardo di un’ora (si doveva cominciare alle ore 18:30, invece la sfilata in bicicletta si è vista solo alle 19:30, e va qui ricordato che Pannella aveva l’accortezza, un tempo, di mandare in avamposto altri oratori nell’attesa del suo intervento conclusivo nelle piazze, sì che i suoi comizi erano quasi sempre puntuali!); vi starete chiedendo: c’era gente? Certo. Un migliaio di persone e, nell’attesa che Di Maio arrivasse, forse ce n’erano anche di più. Come si sa io non voto a Palermo. Conosco l’agire del M5S. In qualche modo vivo la città e leggo i sondaggi. Qualcuno dal palco ha detto che il M5S a Palermo, stanno ad alcuni sondaggi, è al momento il secondo partito. Certo è che questa volta a Palazzo delle Aquile entrerà una pattuglia pentastellata, e quindi ci sarà un’opposizione. Di Maio è sicuro che a novembre il M5S vincerà le elezioni Regionali e i pentastellati governeranno la Sicilia e le discariche siciliane. La partitocrazia tutta sta preparando il suo Macron-Grasso a cui affidare le chiavi di San Pietro Siculo. Io una cosa la so: non c’è nello schieramento partitocratico nessuna Destra e nessuna Sinistra (qui sono daccordo con Di Maio). Con Di Maio condivido pure che i valori di Destra e di Sinistra esistono; ma a Di Maio, che cita Berlinguer, sfugge una cosa assai semplice, e mi dispiace che ancora non l’abbia capita: caduto il Fascismo, in Italia non c’è mai stata una Destra e una Sinistra e un Centro alternativi: c’è stata solo la demagogia del fascio partitocratico, degno erede del paleofascismo che i partitocrati facevano finta di attaccare: in pratica, hanno solo creato fantasmi da demonizzare per fottersi l’Italia e per impoverire gli Italiani: e il colpo di grazia ai cittadini del Bel Paese gliel’ha dato il Governo Monti e la Fornero, governo votato anche da Berlusconi che ha contribuito al suo “autogolpe”. Renzi è solo un inquietante epigono.
Di Maio va dicendo che il M5S non è di Destra, nè di Sinistra. Abbiamo capito: E’ DI CENTRO! Altra ingenuità tutta campana di Di Maio: chi vota M5S non lo fa per atto di fede (tranne il solito zoccolo duro o zoccola dura), lo fa per cercare di scassare il fascio partitocratico e per far emergere volti nuovi affidabili; e lo fa anche perchè valuta i fatti e i contenuti: dei programmi è meglio non parlare. Sono proclami imposti per legge. Tutti sappiamo copiare: è un’attività didattica nociva e noiosa. I cittadini valutano le leggi e i fatti. E in molte città italiane il M5S vanta medaglie. A Bagheria siamo sotto il bronzo. In Parlamento abbiamo apprezzato l’opposizione pentastellata, ma non sempre (vedi comportamento del M5S sulla Legge Cirinnà…).
Altro limite di tutti i pentastellati: se sono dove sono lo devono a questa Partitocrazia: voi del M5S dovete solo ringraziarla in TUTTE LE PIAZZE. I populismi non esistono, esistono i partitocrati che i populismi creano. In bocca ai lupi pansessuati a tutti!
Giuseppe Di Salvo

L'immagine può contenere: 1 persona, in piedi, barba e sMS
L'immagine può contenere: 1 persona, fumare e primo piano
Categorie:elezioni, politica, Primo piano Tag:
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
Codice di sicurezza: