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Archivio per la categoria ‘Cucina’

MARCELO KAIROS PUPELLA E I PIONIERI DEL FUORI! E DELLA PRIMISSIMA ARCI-GAY!!!

 LA GIOIA DI MARCELLO KAIROS PUPELLA  28 dicembre alle ore 14:05 · Monreale·
 ”I pionieri” alla Taverna del Pavone, con Salvo Scardina, Giuseppe Di Salvo, Massimo Milani, Enzo Scimonelli, Franco Lo Vecchio, Lorenzo Canale e Gino Campanella ????
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GIUSEPPE DI SALVO: LA MIA DIROMPENTE PREFAZIONE A “LE RICETTE” DI NINO DEL PARDO SUL “SETTIMANALE DI BAGHERIA”

"Le Ricette" del Settimanale

Appartengo ad una famiglia di noti e bravi ristoratori. Mio fratello Enzo ha coltivato (e ancora oggi lo fa in famiglia) due grandi passioni: l’agricoltura e la cucina; ha prima gestito e poi  anche fatto il cuoco in diverse trattorie e ristoranti. Chi si ricorda della trattoria “Croce di Malta” o di quell’altra intestata a mia cognata “Graziella”?

   Dico ciò perché, leggendo queste ricche ricette curate da Nino Del Pardo (uno spagnoleggiante pseudonimo che sa di transnazionale paella) per “Il Settimanale di Bagheria”, non mi resta che mettere in evidenza una cosa semplice: per le persone umane (e quindi anche per noi Siciliani) le “Ricette” (i testi regolativi che insegnano come preparare i cibi) non solo  servono a rievocare la nostra condizione di viventi che, per vivere appunto, abbiamo bisogno di alimentarci, ma rappresentano ed evidenziano anche una connotazione estetica legata alla comunicazione culinaria; in pratica la ricetta diviene arte, e il cuoco è artista legato ai fornelli  -e non solo; prova ne sia che ogni testo è accompagnato da immagini tendenti ad esplicare il risultato finale della ricetta: sia che si parli di come preparare il “Cous-cous” (siamo ancora all’invasione araba, visto che il piatto pare sia stato creato in Marocco? o le invasioni delle ricette straniere ormai sono tutte volute e sono avvenute senza alcun colpo ferire? di fatto le ricette si esportano e si importano!) sia che si indichi come cucinare la pasta con le sarde (più vicina alla nostra terra) o i “babbaluci” alla palermitana con le varianti tipiche apportate da noi Bagheresi.

   Già, le “varianti”… Occorre ricordare che ogni chef o cuoco che sia, essendo un artista, non può non apportare le sue personali variazioni negli ingredienti o nel modo di cucinare un “piatto” rispetto alla ricetta che legge. E, capita pure  che, spesso,  le ricette se le inventa. Quindi, come è ovvio, neanche la cucina nel corso della storia è stata ferma. Essa si evolve.

   Come non ricordare alcuni film, i cui titoli alle ricette da cucina sono legati? Esempi? “Il pranzo di Babette” (1987) scritto e diretto dal 94enne regista danese Gabriel Axel, tratto dal bel racconto omonimo di Karen Blixen; e che dire di quel capolavoro che è “Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno)” del 1991 del regista Jonathan Michael Avnet ricavato dall’omonimo romanzo di Fannie Flagg? O del film “Chocolat” (2.000) del regista svedese Lasse Hallström tratto dal romanzo omonimo della scrittrice britannica Joanne Michèle Sylvie Harris : grandi capolavori che hanno contribuito ad elevare il nostro livello di umanità e di civiltà.

   Ma mi sia consentito di ritornare a mio fratello Enzo: se lo chef è davvero bravo artista sa che deve attingere, perché i suoi piatti si elevino all’approvazione degli dèi, la materia prima proprio dagli ecosistemi naturali. Ecco il legame con la nuda Terra: tinnirumi, pomodoro-ciliegino, cucuzze, melanzane…;  tutti questi prodotti ed altri mio fratello li coltiva nel suo piccolo orto. Ancora oggi. E fa sì che il cibo servito a tavola si innalza davvero alla benedizione degli dèi, anzi del Dio del cibo. Chi è mai costui? In terra è rappresentato dal bravo cuoco: vero messaggero di tanti dèi appartenenti a culture diverse.

   Fra le ricette non descritte dal nostro Nino Del Pardo, per evocare con forza tutta la nostra “sicilitudine”, ci sarebbero da ricordare gli “Spaghetti alla carrettiera” (che connotazione machista!), “U purpu bollito” (che allusione derisoria a danno dei gay!) , gli “Spaghetti alla mafiusa” (cipolla, pomodori, funghi, zucchine, timo, basilico, carote, melanzane, pepe nero…): che richiamo alle coppole e alla lupara! E  -perché no?- ricordiamo anche i “Finocchi gratinati”! Almeno questa volta l’allusione va agli “arrusi” belli e abbronzati. Come si vede, tutte le ricette sono legate al lessico che caratterizza gli aspetti culturali della nostra società: nel bene e nel male. Esse sono nate dacché l’uomo da predatore è divenuto sedentario. Ma si è allontanato dalla natura e dalle stesse piante. La prova?

   E’ nella “fotosintesi clorofilliana” la Grande Ricetta naturale utile all’uomo. Si sa: le piante, in quanto esseri viventi come noi, hanno bisogno di nutrirsi per ricavare l’energia necessaria per vivere. E da sole si costruiscono il cibo. La loro cucina è nella “foglia”: in essa si svolge il lavoro destinato a produrre il nutrimento delle piante. Nella foglia, infatti, c’è la clorofilla: la sostanza verde che cattura l’energia solare. La foglia assorbe dall’aria l’anidride carbonica attraverso gli stomi, piccole aperture presenti sulla superficie delle foglie stesse. Poi, grazie all’energia solare, l’acqua e l’anidride carbonica vengono combinate fra loro e trasformate in zuccheri, nutrimento della pianta (e ricordiamo che l’acqua e i sali minerali la pianta li assorbe grazie alle sue radici per poi risalire lungo il fusto fino ad arrivare alle foglie). Perché abbiamo citato questa “Ricetta Naturale”? Perché nella generosità delle piante c’è l’ossigeno, senza il quale noi non potremmo vivere. Infatti, durante la “fotosintesi”, la foglia libera nell’aria ossigeno che non serve alle piante, ma serve all’uomo e agli animali tutti.  E ciò vuole insegnare ai cuochi che le loro ricette non devono inquinare il corpo umano. Per la nostra bellezza estetica sono necessari molti vegetali e oli vegetali, come quello extravergine di oliva. E il burro? Il vero Grande Chef lo deve lasciare all’uso che se n’è fatto nel film di Bernardo Bertolucci “Ultimo tango a Parigi” (1972): che bel Marlon Brando! Che fece? Una ricetta non da cucina e non estiva, ma certo utile per tutte le stagioni dell’uomo in…  amore.

   Ma forse le ricette da cucina del nostro Nino Del Pardo, nel leggere ingredienti e nell’osservare le immagini, non hanno la loro  “culi(naria)”seduzione?

Bagheria, 30 giugno 2012

Giuseppe Di Salvo