Archivio

Archivio per la categoria ‘Diritti’

GIUSEPPE DI SALVO: IL FUORI! DI PALERMO CANTA SEMPRE A PALERMO E ALTROVE!!!!

SABATO 19 NOVEMBRE 2016 A PALERMO IL PATRIMONIO DI LOTTE DEL FUORI! CERTAMENTE (IN)CANTA!!!
Palermo, presso la Bottega dei sapori e dei saperi della legalitá, in Piazza Castelnuovo 13, ore 16:15: Arcigay Palermo e Palermo Pride 2016 celebreranno i 40 anni del “Fuori!” di Palermo, la prima associazione di liberazione (omo)sessuale cittadina che ha saputo prevedere ogni azione di lotta futura. Titolo dell’incontro: “Il Fuori di Palermo. 40 anni. L’inizio del movimento gay in cittá, la lezione, il metodo.” Interverranno Mirko Pace, Massimo Milani, Giuseppe Di Salvo, Salvatore Scardina e arriveranno belle testimonianze da tante parti d’Italia. Coordinerà Lorenzo Canale. LA MEMORIA DETERMINA E ILLUMINA SEMPRE LE VIE DEL FUTURO!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
Categorie:Diritti, FUORI!, Memoria, politica Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: ROSA FICANO ALL’ESAME DI MATURITA’ RICORDA IL QUARANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL FUORI! DI PALERMO

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

ROSA FICANO ALL’ESAME DI MATURITA’ RICORDA IL QUARANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL FUORI! DI PALERMO CON UNA TESI INTELLIGENTE: “QUEL MATTO SONO IO! DIVERSITA’ O UGUAGLIANZA?”

Fondai il FUORI! di Palermo nell’autunno del 1976: Primo Movimento di Liberazione (Omo)sessuale di notevole rilievo nel Regno delle due Sicilie- e che Movimento! Cominciammo in pochi: con me c’erano Piero Montana, Salvatore Scardina, Mario Blandi; ci riunivamo nella scrostata sede del Partito Radicale, ogni giovedì, ore 18:00, Vicolo Castelnuovo, numero diciassette; e subito si aggiunsero altre persone: Rosabianca Colonna, Lina Noto, Lucia Caldara, Franco Lo Vecchio, Regina (il vero nome di Regina, se ricordo bene, era Campobello Francesco, nato a Ciminna, se ne andò intorno ai 50 anni: va da noi sempre onorata!),  Formica, Benedetto Montenegro, Trentacosti (Calimero) e non numerosi altri. Pensate un po’: quaranta anni fa, quando -sì e no- a condividere le nostre idee di liberazione c’era forse l’8% dei cittadini italiani. Pionieri non violenti in lotta contro il rimanente 92% di omofobi, e fra questi molti omosessuali frustrati (magari sposati e con figli e con una infelicissima immagine di se stessi). Nel corso di questi anni, mi è capitato più di due volte di dare consigli ad altrettante ragazze che all’esame di maturità hanno voluto presentare una tesi per denunciare l’omofobia e per sostenere le giuste lotte di liberazione del popolo oggi definito LGBTQI.
Una ragazza -e mi pare siano passati già oltre dieci anni- mi è stata presentata dalla mia collega Giusi Mineo: l’incontro avvenne nel corso di una cena amicale e colloquiale. Con un’altra la consulenza avvenne per via telefonica: i social network erano ancora poco diffusi. I consigli si danno anche se poi non se ne sa più nulla. Come si sa, quest’anno (2016) ricorre il 40° anniversario della nascita del FUORI! di Palermo. Sui Blog a me intestati (Blog Tiscali, Facebook) e su “Il Settimanale di Bagheria”, a puntate, io ho già pubblicato le azioni di lotta e gli interventi culturali più significativi fatti a Palermo e in altre città italiane; ho, in pratica, ricostruito e narrato solo tre anni della Storia del Glorioso FUORI! di Palermo: 1976, 1977, 1978. Lotte e interventi culturali per smascherare i luoghi classici dell’omofobia, spesso anche luoghi interiori, ma anche covi istituzionali (partiti, chiese, scuole, manicomi, carceri, strutture sanitarie…).
Ebbene, questa volta chi ha voluto ricordare questo “quarantennale” se non una mia pronipote, Rossella Ficano, figlia della figlia di mio fratello Enzo, Sonia Di Salvo, ragazza di 18 anni, con una tesi ben articolata da discutere nel giorno del suo esame di maturità il 13 luglio 2016 al Liceo Scientifico G. D’Alessandro di Bagheria? Titolo della tesi? “QUEL MATTO SONO IO! DIVERSITA’ O UGUAGLIANZA?”.
Rossella mi ha chiesto dei consigli ed io glieli ho dati. Ma lei ha saputo spaziare con la sua cultura, le sue ricerche e con la sua intelligenza. Il giorno dell’esame è stata accompagnata da sua madre, da suo cugino Baldo, altro mio pronipote, e da alcune compagne. Io, volutamente arrivai dopo, non entrai in aula. Quando uscirono, dopo circa un’ora e mezza (va qui ricordato che l’interrogazione orale è interdisciplinare e che la discussione sulle tesi presentate rappresenta solo l’avvio al balletto del colloquio generale), ho notato il volto di Rossella, di sua madre e di Baldo positivamente eccitati; le sue compagne sembravano ammaliate e coinvolte. Si festeggia con un rinfresco al bar l’evento; giorni dopo seppi che gli orali sono andati bene a quasi tutti gli studenti di Bagheria. Complimenti. Ritornando alla originale tesi presentata da Rossella, mi è stato riferito che ha suscitato interesse e scalpore. E, nonostante i docenti fossero quasi tutti di nobile impronta cattolica, hanno apprezzato il documento presentato: nessuno pretende che sulle tesi degli studenti si deve essere d’accordo, ma esse rappresentano anche la misura del livello culturale raggiunto da tutti all’interno delle istituzioni scolastiche. E al Liceo Scientifico Statale Giuseppe D’Alessandro il 13 luglio 2016 si è certamente narrata una storia mai evidenziata in una struttura pubblica educativa italiana.
Per non parlare dei libri di storia: gli studenti non solo apprendono nelle istituzioni scolastiche, ma sono portatori ed integratori di cultura, ché la vera Storia va oltre i libri di storia. Naturalmente per gli studenti conta anche il voto. Il giorno dopo, anche per Rosa Ficano, arrivò: 30/30 alla prova orale per un totale di 88/100. Complimenti a Rossella e alla Commissione esaminatrice, il cui Presidente si era pure congratulato con Rossella per l’originale tesi presentata. E’ un modo di fare circolare idee, combattere omofobia e, come dice papa Francesco, “Chi sono io per giudicare i gay?”. Riportiamo ora alcuni passi più significativi della tesi di Rosa Ficano:
-La mia tesi è incentrata su un tema che ancora oggi è oggetto di critiche e polemiche. Questo mio interesse nasce grazie a mio zio Giuseppe Di Salvo che, insieme a pochi altri, nel 1976 ha fondato il “FUORI!” di Palermo e nel 1977 con altre decine di persone, gay e non, ideò la prima manifestazione non organizzata per le vie di Palermo per difendere i diritti di tutti coloro che da sempre sono considerati diversi, ossia gli omosessuali (…). Fu il primo Gay Pride italiano in assoluto!!!
-I rapporti omosessuali, durante la seconda guerra mondiale, vennero considerati “sterili”, “egoistici” in quanto non erano in grado di dar vita alla riproduzione e portare avanti la “Razza Ariana”. La maggior parte degli omosessuali vennero arrestati, minacciati, uccisi e portati nei “Campi di Lavoro” con un visibile triangolo rosa all’altezza del petto proprio per distinguerli (…).
Poi viene citata la notte del 28 giugno 1969 coi moti di Stonewall, la politica sui gay di Bill Clinton e quella decisamente più liberale di Obama. Rossella cita Sandro Penna (“Felice chi è diverso…”), Charles Taylor, Habermas e non si esime, giustamente, di aggiungere:
“La cultura giudaico-cristiana, a differenza di quella greco-latina, aveva escluso tutti i rapporti non finalizzati alla procreazione e in particolare l’omosessualità che era punita con il rogo come l’eresia”.
E, ancora, cita Petronio e il Satyricon, Giulio Cesare, Oscar Wilde e il fotografo Urs Luthi. Scrive: “La caratteristica di Luthi è il trucco e il travestimento; egli ama la diversità e anche il rendersi diversi (…) Il travestimento per Luthi è la forma più importante perché riesce a dare una forma visibile ai risvolti più intimi della propria personalità e indurre lo spettatore a cercare questi aspetti segreti della propria sessualità”.
Rosella così conclude: “LA SAGGEZZA E’ SAPER STARE CON LA DIFFERENZA SENZA VOLERLA ELIMINARE. PERDENDO IL DIRITTO DI ESSERE DIFFERENTI PERDIAMO IL PRIVILEGIO DI ESSERE LIBERI”.
Come dare torto a questa studentessa? Si dovrebbe cingere con una corona arcobaleno. Io l’ho fatto con un anello ereditato da mia madre, sua bisnonna. Come si vede: giammai aristocratica prosapia mente! Ma contribuisce a nutrire le menti!
Bagheria, 18 luglio 2016
Giuseppe Di Salvo
*****************************************

ROSA FICANO E LE IMMAGINI ALLEGATE ALLA SUA TESI PER RICORDARE IL 40° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL GLORIOSO FUORI! DI PALERMO: SCATTI PER UNA TESI CHE SEGNA LA STORIA!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

GIUSEPPE DI SALVO: CHIESA VALDESE DI PALERMO E IL PRIMO MATRIMONIO GAY, 9 LUGLIO 2016.

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.LA CHIESA VALDESE DI PALERMO E IL PRIMO MATRIMONIO GAY, 9 LUGLIO 2016.
Era l’anno Duemila quando, in pieno Giubileo legato al papa polacco, si svolse a Roma il Pride 2000, forse il più affollato di tutti i tempi. L’elicottero del Partito Radicale dava il benvenuto ai manifestanti. Il polacco era avvezzo a portare le sue croci e voleva che anche i gay vivessero la loro condizione come prova sulle spalle e nei loro cuori. Il polacco venne clamorasamente sconfitto. E non solo dai gay.
Davanti alle chiese cattoliche c’erano le macchine delle forze dell’ordine. Imbecilli precauzioni. Volevate che i gay colpissero i luoghi di culto altrui?
Ma vicino a Piazza Cavour, sempre a Roma, svettava, davvero divina, la Chiesa valdese con in alto un motto sacro di benvenuto ai gay manifestanti. Non c’era nessuna pattuglia della polizia. C’eravamo solo noi ad osservare e commuoverci per quelle braccia aperte di ristoro.
Ora è davvero il Giubilo della cristiana Misericordia che ci spinge a riportare la sacra notizia che ieri, 9 luglio 2016, nella Chiesa valdese di Palermo si sono celebrate le prime nozze gay.
Per la cronaca riportiamo semplicemente quanto leggiamo nel sito di Repubblica:
-Cerimonia alla chiesa Valdese di Palermo dove, secondo il culto, è stato “benedetto il matrimonio” fra due omosessuali. Roberto Sucameli e Giovanni Bonanno hanno detto il loro sì davanti al pastore Peter Ciaccio. Roberto, 38 anni e Giovanni, 25 anni, già iscritti nel registro delle unioni civili da 2 anni, si sono conosciuti ad una festa in discoteca. Entrambi palermitani adesso vivono e lavorano a Milano. “Con il nostro amore, vogliamo dare un segno di speranza a tutte quelle coppie che rimangono nell’ombra”. La festa è proseguita con 150 invitati in riva al mare. Le bomboniere, pensate come cadeau per gli invitati, saranno solidali in favore dei bambini di Burkina Faso. La chiesa Valdese non include il matrimonio fra i sacramenti ma prevede sia la benedizione dell’unione e la possibilità di celebrare un matrimonio con effetti civili grazie agli accorti stipulati con lo Stato italiano. Ma prevede anche di accogliere e benedire l’unione di persone di altri culti che dimostrino di non potere celebrare il loro matrimonio con il loro rito. Questo per il principio valdese dell’accoglienza.
*********
La Chiesa cattolica non riesce ancora ad abbozzare le sentite scuse per le violenze storicamente sferzate contro la Comunità LGBTIQ. Si tratta di un grande popolo che aspetta il giorno in cui il capo del Vaticano, invece di fare propaganda, si limiti a fare una sola cosa: DISTRUGGERE TUTTI QUEI NAZISTI E OMOFOBI DOCUMENTI VATICANI CHE, COME E’ NELLA TRADIZIONE DELLA POCO SANTA INQUISIZIONE, NON HANNO FATTO ALTRO CHE VIOLENTARE TEOLOGICAMENTE (ma solo nominando il nome di Dio invano!) MILIONI DI CITTADINI LGBTIQ.
Eravamo “materia foetida”… Ma quando scrivevano ciò nelle bolle papali non facevano altro che riflettere la loro immagine di dannati e frustrati. Poi “moralmente disordianti”: ma avete mai guardato attentamente Ratzinger? Che pontificato tristemente omofobo, altro che “uno dei pontificati più gay della storia moderna”, come nel suo libro “La prima pietra” ci ricorda con sensata ironia Krzysztof Charamsa, in riferimento allo scenario gay della Roma barocca!
E allora? VIVA, VIVANO I VALDESI. E LUNGA VITA ANCHE AI CORAGGIOSI SPOSI!

Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: IL DIBATTITO SU PANNELLA AL CIRCOLO MALAUSSENE DI PALERMO

https://www.radioradicale.it/scheda/479238

GIUSEPPE DI SALVO: UNIONI CIVILI PER GLI OMOSESSUALI E IL TRIONFO DELL’ITALIA FESTOSA DI MATTEO RENZI. VOTANO LA FIDUCIA 369 DEPUTATI; VOTANO NO 193 PARLAMENTARI. TRIONFO! SUONATE, CAMPANE, L’ITALIA S’E’ DESTA!!!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.MATTEO RENZI

11 MAGGIO 2016: UNIONI CIVILI PER GLI OMOSESSUALI E IL TRIONFO DELL’ITALIA FESTOSA DI MATTEO RENZI. VOTANO LA FIDUCIA 369 DEPUTATI; VOTANO NO 193 PARLAMENTARI. TRIONFO! SUONATE, CAMPANE, L’ITALIA S’E’ DESTA!!!
L’Italia di Renzi s’è desta e fa trionfare con un’opportuna Fiducia al Governo le Unioni Civili anche per gli omosessuali. Sì, è un evento storico per questa nostra arretrata Italietta che con questa legge si spinge in avanti, checché ne dicano i clericalgender e gli omofobi frustrati -e di diversa stazza!- di ogni incivile risma politica. Aspettavamo questa legge da circa 40 anni. Se pensate che 45 anni fa nasceva a Torino il FUORI!, il primo Movimento di Liberazione Omosessuale; e in Sicilia, a Palermo, gli omosessuali si organizzavano in Movimento (sempre nel FUORI!) proprio 40 anni fa, nel 1976.
Sono state presentate tante proposte di legge per le Unioni Civili in questi decenni, da diverse parti politiche progressiste e davvero libertarie. Ma tutte sono finite nel dimenticatoio illiberale sia di Forza Italia (con Berlusconi a saper produrre solo battute omofobiche) sia dei vari centrosinistra bigotti, limitati, incapaci di sapere andare oltre l’inciviltà dei DICO, avendo al loro interno ciliciate come la Binetti o i diversamente etero alla Clemente Mastella o Dini o altri impostori amanti del Family Day. Ora sia chiaro che per molti di noi la Fiducia non è al Governo Renzi in sé, ma a questa Legge da Renzi e dal suo Governo voluta certamente sì!
Non siamo ancora al Matrimonio Egualitario e all’adozione dei figli del partner o all’adozione in sé anche per i gay, ma con questa Legge Matteo Renzi porta alla Ribalta (sì, con festa e giubilo!!) l’Italia, i cui cittadini, in maggioranza, sanno affermare i Diritti Civili per tutti. Ieri col divorzio e con la legalizzazione dell’aborto, il diritto di famiglia e altro; oggi con questo primo grande passo avanti verso l’uguaglianza.
Noi siamo orgogliosi per aver contribuito, lottando nelle piazze e ovunque, a raggiungere questa prima vittoria. Ma sapremo ancora lottare perché ogni persona LGBTI abbia gli stessi diritti costituzionali degli altri cittadini. Or dunque, viva il Governo Renzi, vivano tutti i Deputati (e i Senatori prima) che oggi hanno votato la Fiducia al Governo Renzi perché si arrivasse a questa necessaria Legge.
MERCOLEDI’ UNDICI MAGGIO 2016: L’ITALIA RICORDA A TUTTO IL MONDO DI ESSERE DEMOCRATICA E RICORDA AI VESCOVI CHE HANNO LA FUNZIONE DI PREGARE ED ATTENZIONARE LE ANIME, LE LORO PER PRIME. Chi è felice e sceglie Dio sa sempre cosa fare per il bene di ogni cittadino, il “bene comune” è volgarità che tutti gli dei rifiutano.
Noi, godendo e certamente anche un con un po’ di commozione, diciamo che siamo vere e proprie anime salve. Le famiglie tutte allargano il Diritto. Oggi in Italia torna a splendere tanto Sole: è davvero questo il Paese del Sole!!! E dell’Amore!
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: STONEWALL INN E IL “MONUMENTO AL GAY IGNOTO” IN OGNI CITTA’ OCCIDENTALE: SIA IL DEMOCRATICO MESSAGGIO AGLI OMOFOBI E AI NEONAZISTI DELL’ISIS!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
STONEWALL INN E IL “MONUMENTO AL GAY IGNOTO” IN OGNI CITTA’ OCCIDENTALE: SIA IL DEMOCRATICO MESSAGGIO AGLI OMOFOBI E AI NEONAZISTI DELL’ISIS!

Stonewall, giugno 1969, segna una tappa storica fondamentale per gli omosessuali di New York e di tutto il mondo. Sono stati realizzati due film con questo titolo: nel 1995 e nel 2015. Entrambi da registi gay dichiarati e militanti. I registi etero dormono o hanno spesso poco da dire. Esprimono pose. Ma i gay al mondo ci sono stati sempre, diversamente organizzati o semplicemente visibili checche che, come la pelle di una persona nera, non riuscivano a nascondere il loro orientamento sessuale. Con Stonewall si ha l’impatto della reazione contro la violenza impunita a danno delle persone omosessuali da parte della polizia di allora che prendeva mazzette dai gestori di quei bar come la mafia. Il comune visibile “frocio” che si dichiarava in ogni città o paese o villaggio che fosse non viveva felice: vivere apertamente secondo “diversità” equivaleva a essere quotidianamente deriso, linciato, spesso anche ammazzato: si tratta di milioni di persone ignote; meritano il nostro rispetto per il coraggio mostrato nel rompere con l’ipocrisia e per aver lottato con la sola forza dell’esserci per agire contro forze politiche, religiose e culturali infinitamente più forti (non più grandi!) di loro.
Pensate: solo poche città hanno dedicato il Triangolo Rosa in memoria degli omosessuali ammazzati da Hitler nei campi di sterminio. E a Berlino c’è anche un cubico monumento. Ma le cosiddette “società democratiche”, ante e post hitleriane, sono state tutte a danno dei gay più feroci della sincera ferocia nazista: cacciati dalle famiglie, dai contesti religiosi, ammazzati, costretti a prostituirsi, a suicidarsi, a subire torture psichiatriche e tante violenze assai disumane…; cosa che ancora oggi succede in oltre 70 stati e altre parti del mondo e che trova la sua espressione amplificata nelle impietose lanciate dai piani alti degli omosessuali da parte dell’ISIS.
Ebbene, Stonewall ci deve ricordare che tutti questi omosessuali meritano in ogni città, in ogni paese, in ogni villaggio un onorevole MONUMENTO AL GAY IGNOTO.
Non certo per creare abitudini percettive, ma per ricordare, al pari dei Triangoli Rosa, che la Democrazia e le lotte per i Diritti rappresentano un processo su cui si deve quotidianamente vigilare.
Il monumento al Milite Ignoto serve per onorare chi è morto o si è disperso in guerra per la sua Patria. Allo stesso modo, il Monumento al Gay Ignoto deve essere innalzato per onorare chi ha lottato anonimamente contro l’omofobia che disonora ogni democratica Patria anche in tempi di pace!
Barack Obama ha ben capito ciò e, nel dichiarare lo STONEWALL INN monumento nazionale, ha fatto il passo corretto. E’ andato oltre l’opportuno spettacolo del momento storico e al di là di ogni forma d’arte.
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: STONEWALL DI ROLAND EMMERICH E’ UN FILM METASTORICO!!

STONEWALL E’ UNA STORIA CHE VA OLTRE STONEWALL!!!
David Cubitt è il padre di Danny (Jeremy Irvine) nel film di Roland Emmerich. Fra le cose più belle del film: la dedica agli oltre mille volti anonimi che nel lontano giugno 1969 parteciparono all’insurrezione gay di Ney York, cioè ai tanti ipocriti Joe e ai pochi coraggiosi Danny che si unirono all’impeto privo di infingimenti del travestito Sylvia Rivera: questi ha contribuito a segnare la storia del Movimento Gay in tutto il mondo.

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
Categorie:Diritti, FILM, Primo piano Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: 36 ANNI FA: IL FUORI! PARLAVA DI MATRIMONI OMOSESSUALI! LA CALLAS E’ UNA!

36 ANNI FA: IL FUORI! PARLAVA DI MATRIMONI OMOSESSUALI! LA CALLAS E’ UNA! GLI ALTRI? SOLO EPIGONI! E NON SEMPRE DI SUCCESSO!

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.Giuseppe Di Salvo col manifesto di allora!
Categorie:Diritti, FUORI!, politica, Primo piano Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: MATRIMONI GAY, TRAGEDIA DI GIARRE, “LA MORTE INTERIORE” E LE OPPOSTE OMERTA’!

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
INCHIESTA SUI GAY IN SICILIA, DICEMBRE 1980, FATTA DAL QUOTIDIANO “L’ORA”.
MATRIMONI GAY, TRAGEDIA DI GIARRE, “LA MORTE INTERIORE” E LE OPPOSTE OMERTA’!
Dopo la tragedia di Giarre, era il tardo autunno 1980, furono trovati morti nella cittadina siciliana, tra i limoni, Giorgio Agatino e Antonio Galatola (morti come Giulietta e Romeo), il quotidiano “L’ORA”, attua un’opportuna inchiesta in cinque puntate sulla condizione degli omosessuali in Sicilia. L’inchiesta è curata con intelligenza da Massimo Novelli, giornalista in qualche modo imparentato con l’ex sindaco di Torino.
Già gli omosessuali del FUORI! avevano dibattuto al loro 7° Congresso Nazionale la questione relativa al matrimonio e alle convivenze gay. E l’eco massmediatica si era diffusa in tutta Italia. Massimo Novelli apre l’inchiesta riportando stralci di una mia toccante lettera inviata proprio a “L’ORA”. Novelli ne ha colto lo spirito e l’umana dirompenza. Io vivevo allora un innamoramento condiviso. Ma a Bagheria non poteva avere uno sbocco legato ai processi vitali. Denunciavamo i tanti campi di concentramento con ostacoli psicologici, con barriere irte di fili spinati invisibili, in cui eravamo costretti a vivere noi gay innamorati. Oggi con la legge Cirinnà non c’è stata la Rivoluzione. Si segna, con ritardo di decenni, una semplice evoluzione. Certo è un segno legislativo che va oltre la tolleranza formale. Ma ancora tanto va fatto. E non tutti i gay sono pronti a vivere allo scoperto la loro condizione. Ecco cosa scriveva Massimo Novelli citandomi:
“Se io dichiaro di essere omosessuale, anzi una persona sessuale con diritto di scelta, col diritto di scegliere di praticare o no l’omoerotismo, non sto certamente dicendo nulla di nuovo. Se aggiungo che a causare la morte dei due ragazzi di Giarre, Giorgio e Antonio, al di là delle ombrose vicende di cronaca, è stata l’intera collettività, l’intera comunità di Giarre che continuamente additava e linciava Antonino e Giorgio, so di non esprimere alcuna novità. Però, se rivelo al mondo, prendendo spunto dalla tragedia dei due giovani di Giarre, di aver subito e sentito sentimentalmente una morte interiore , una novità certamente viene fuori”.
Ecco: per parlare -dopo Giarre- di omosessualità e di condizione degli omosessuali in Sicilia -ma sarebbe più corretto dire: di coloro che vivono altre, diverse sessualità- vogliamo proprio partire da qui. Da questo fenomeno di lettera, inviataci da un ragazzo di Bagheria, Giuseppe Di Salvo, fondatore del FUORI! (il movimento di liberazione degli omosessuali e delle lesbiche) di Palermo. Partire, insomma, dalla morte interiore, dalla morte civile, dall’emarginazione dei ‘diversi’ nella terra dove più che in altre parti si sono conservati i codici della virilità, dell’uomo ‘padre, padrino, padrone, amante’; dove più hanno resistito il mito e la pratica violenta del maschilismo. Come dire la ‘diversità’ nelle città e nei paesi del Bell’Antonio, dei Merli Maschi, dei Don Giovanni innamorati e soddisfatti solamente dei loro sguardi di fuoco (quelle occhiate assassine) lanciati alle prede”.
Allora io avevo 27 anni. E tanta acqua è passata sotto i ponti. La società, grazie alle nostre lotte e al nostro venir fuori, si è pure evoluta. Ma va detta una cosa per anni taciuta: sotto il maschilismo siciliano da Novelli citato, e anche da parte di molti critici letterari, c’è tanta ipocrisia: siete sicuri che la mentalità mafiosa sessualmente maschilista, all’ombra, non sia passata anche da tanti maschi corpi, il mio compreso? Perché non si è indagato mai sulla coincidenza di queste due “opposte omertà”? E baci!
Bagheria, 27 febbraio 2016
Giuseppe Di Salvo
Categorie:Costume, Diritti, Memoria, Primo piano Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: MATRIMONI GAY? NOI VENIAMO DA LONTANO!!!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
DEL COME “IL GIORNALE DI SICILIA” RIPORTAVA LA NOTIZIA

NOI VENIAMO DA LONTANO. IL FUORI! FU LA PRIMA ORGANIZZAZIONE POLITICA CHE IN ITALIA -3, 4, 5, OTTOBRE 1980 A TORINO- AFFRONTO’, AL 7° CONGRESSO NAZIONALE, IL TEMA RELATIVO AL “MATRIMONIO E CONVIVENZA OMOSESSUALE”. LO SI DEVE AD ANGELO PEZZANA. L’UNICO POLITICO PRESENTE? MARCO PANNELLA. IO COORDINAVO LA TERZA COMMISSIONE CHE DIBATTEVA L’ARGOMENTO. IL DOCUMENTO FINALE USCITO DAL CONGRESSO AL PUNTO 1 STABILIVA: “FARE PRESSIONE SU TUTTI I PARTITI POLITICI PERCHE’ QUESTI DIBATTANO LA QUESTIONE RELATIVA AL MATRIMONIO E ALLA CONVIVENZA OMOSESSUALE/LESBICA”.
ERAVAMO UN’OASI NEL DESERTO. E SONO PASSATI 36 ANNI. POSSIAMO ANDARE A TESTA ALTA! QUELLA FONTE DAVA FASTIDIO. MA OGGI E’ CHIARO: A TUTI E’ SERVITA!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
Categorie:Diritti, Primo piano Tag: