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Archivio per la categoria ‘Omosessualità’

GIUSEPPE DI SALVO: CARNEVALE OGNI SESSO VALE, OSSIA LA NEGAZIONE DEL CARNEVALE: IL DOCUMENTO POLITICO LETTO DA SALVATORE SCARDINA IL 27 FEBBRAIO 1979 ALLA TRATTORIA GRAZIELLA

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CARNEVALE OGNI SESSO VALE, OSSIA LA NEGAZIONE DEL CARNEVALE: IL DOCUMENTO POLITICO LETTO DA SALVATORE SCARDINA IL 27 FEBBRAIO 1979 ALLA TRATTORIA GRAZIELLA

(CAPITOLO QUINTO, LIBRO QUARTO, DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO)
Quel martedì 27 febbraio del 1979, la festa venne aperta dalla lettura da parte di Salvatore Scardina, militante del FUORI! di Palermo, di un documento politico. Ne riportiamo ampi stralci perché li riteniamo ancora molto attuali. Come vedevamo bene! Eccovi l’essenza del nostro CARNEVALE OGNI SESSO VALE:
-(…) Uno degli scopi di questa festa è quello di far conoscere a tutti voi in che modo ancora oggi gli omosessuali vengono oppressi. Prima della morte di Pasolini e dell’affermazione alle elezioni politiche del Partito Radicale (1976), gli omosessuali venivano giudicati da un mondo eterosessuale che da un lato li perseguitava e dall’altro li tollerava. Ma la persecuzione e la tolleranza non erano altro che le due facce della stessa medaglia: la medaglia dell’oppressione. Oppressione economica, morale, sociale. E, ancora oggi, nonostante la nuova ventata a nostro favore, quella vecchia oppressione è difficile da sradicare. Tant’è che molti gay vivono ancora nella clandestinità. Perché? La risposta dovremmo cercarla nei nostri PADRI, nel profondo degli ZII, nel cuore delle MAMME, nell’anima dei PRETI e via dicendo. In breve: i garanti dell’ordine istituito sono i primi e i diretti responsabili dell’oppressione esercitata ancora oggi su migliaia di omosessuali. E’ da questo VECCHIO ORDINE MORALE che nasce la checca réfoulé, cioè il frocio che si nasconde, che vive nevroticamente, rattristato dai numerosi sensi di colpa (…). Altro scopo di questa festa è la disintossicazione delle nostre anime, precedentemente intossicate dal plagio dato dai tutori del vecchio ordine morale. Tre anni di militanza nel FUORI! ci hanno insegnato un’altra cosa: il razzismo non è solo fra OMO e ETERO, ma anche fra OMO e OMO. Perché? Semplice: spesso molti omosessuali sono costretti a nascondere la loro frociaggine per i motivi espressi sopra e, di conseguenza, non possono non esprimere parole di linciaggio verso gli altri omosessuali. Questo noi del FUORI! lo abbiamo capito subito, in ispecie quando siamo scesi per la prima volta in piazza a protestare. E poiché molti gay ancora oggi hanno nel loro profondo quei segni del veleno morale, non possono non sentirsi provocati dal nostro processo di disintossicazione. In altre parole: i FROCI DISINTOSSICATI nella società intendono provocare sia i NORMALI sia i FROCI INTOSSICATI. La reazione di questi FROCI INTOSSICATI è dunque più che ovvia. LA nostra disintossicazione mira appunto a disgregare gli elementi strutturali della loro intossicazione. A questo punto, è bene che i FROCI INTOSSICATI sappiano che, grazie al lavoro politico di questi QUATTRO FROCI DISINTOSSICATI, in Grecia è slittata “sine die” una proposta di legge antigay; la polizia non agisce più violentemente nei nostri confronti; centinaia di migliaia di persone hanno preso coscienza dei nostri problemi; un’impronta politica e culturale apertamente gay ha caratterizzato la scena sociale in questi ultimi anni. Quindi, cari amici omosessuali, ancora più o meno AMMUCCIATI, è ora che anche voi usciate allo scoperto. Non bisogna più aspettare Carnevale per poter far valere il nostro sesso. In fondo, per la checca réfoulé ogni giorno è Carnevale, perché ogni giorno è costretto a portare una maschera. E voi non avete capito che oggi noi NON STIAMO FESTEGGIANDO CARNEVALE, BENSI’ LA NEGAZIONE-DEL-CARNEVALE. Perché negazione? Semplice: molte checche réfoulés hanno aspettato questo giorno per togliersi la maschera dell’ipocrisia per mettersi, invece, quella della propria identità. Ecco perché per noi del FUORI! oggi è festa! Festeggiamo il recupero della nostra identità, consapevoli come siamo che domani, per molti di noi, sarà nuovamente Carnevale e non la NEGAZIONE-DEL-CARNEVALE. Il FUORI! ha ritenuto opportuno rivolgersi anche agli eterosessuali perché una reale liberazione della sessualità deve necessariamente coinvolgere tutti i membri di questa nostra società. Genitori e fanciulli, eterosessuali e omosessuali, maschi e donne: tutti dobbiamo ancora liberarci, disintossicarci, E possiamo realmente liberarci conoscendoci, parlando fra noi, toccandoci, bevendo insieme, amandoci. La nostra felicità è l’invidia di molti. E, quest’invidia è, in definitiva la vera e unica malattia sociale che noi gay intendiamo curare.
(Capitolo Quinto, Libro Quarto, della Gloriosa Storia del FUORI! di Palermo, Primo Movimento di Liberazione Gay nel Regno delle due Sicilie: e sempre audace editore da anni cercasi! Già si batte qualche colpo).
Bagheria, 12 luglio 2017
Giuseppe Di Salvo
Categorie:FUORI!, LGBTIQ, Omosessualità, politica Tag:

GIUSEPPE DI SALVO: MARTEDI’ 27 FEBBRAIO 1979: “CARNEVALE OGNI SESSO VALE”: IL SEGNO DI UNA RIVOLUZIONE GAY LANCIATO IN SICILIA. E DA BAGHERIA!

“CARNEVALE OGNI SESSO VALE”, 27 FEBBRAIO 1979: GRANDE MANIFESTAZIONE DEL FUORI! DI PALERMO A BAGHERIA!

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MARTEDI’ 27 FEBBRAIO 1979: “CARNEVALE OGNI SESSO VALE”: IL SEGNO DI UNA RIVOLUZIONE GAY LANCIATO IN SICILIA. E DA BAGHERIA! (CAPITOLO QUARTO, LIBRO QUARTO, DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO)

E Grande Festa fu! Il banchetto si tenne la sera di martedì 27 febbraio 1979 nei locali della “Trattoria Graziella” gestita da mio fratello Enzo: e qui si noti il supporto famigliare alle nostre lotte di liberazione. La cena iniziò intorno alle ore 21:00. Si mangiò benissimo. Danzammo. Recitammo. Ci divertimmo. Mentre FUORI! dal FUORI! c’era tanta curiosità intorno a questo singolare evento. Naturalmente accorsero gli inviati delle tre testate giornalistiche locali: “Il Giornale di Sicilia”, “L’ORA”, “Il DIARIO”. Lollo Franco, invece, riprese tutta la serata per TRM, una rete televisiva privata, e ne farà uno storico ed interessante documentario. Noi ricevemmo il cronista de “L’ORA” e il giornalista inviato da “IL DIARIO”. Buttammo FUORI!, invece, e con modi assai decisi, l’incolpevole inviato de “Il Giornale di Sicilia”. Come mai? Spiegheremo questo nostro rifiuto nei confronti del giornalista della principale testata giornalistica palermitana in un capitolo successivo. Io stesso raccontai lo svolgersi degli eventi in un articolo pubblicato nel n° 21/22 del bimestrale FUORI! (marzo/giugno1979).
In questo Capitolo Quarto riportiamo dunque la mia “Cronaca luminosa di una festa piena di luce e un bel po’ di fotografie che rendono visiva quella storica e rivoluzionaria serata. Ecco come raccontavo il nostro “CARNEVALE OGNI SESSO VALE”:
-Che pensare di una festa, di una grande festa, ove per la prima volta il FUORI! a Palermo è riuscito a coinvolgere più di cento persone? E quale contributo può avere dato questa festa al movimento di liberazione femminista e a quello omosessuale? Quali saranno, inoltre, le conseguenze sociali, politiche, morali, culturali per noi gay e per gli altri diversi da noi? A queste tre domande bisogna rispondere ora che la festa è finita.
La Festa è indubbiamente riuscita. E’ stata una iniziativa ed una realizzazione che a Palermo, e a Bagheria in particolar modo, ha avuto un grande successo. Era la prima volta che gli omosessuali della città, della provincia, ma anche quelli di fuori, si riunivano tutti insiemi così numerosi. C’era, bisogna dirlo, la realizzazione di quell’interclassismo sessuale ed omosessuale di cui noi gay di Palermo abbiamo sempre parlato e di cui più recentemente ne ha avvertito la necessità anche il FUORI! di Torino; c’era la concretezza del contatto amichevole fra gay politicizzati e non; fra gay borghesi e proletari; fra checche scatenate e gay réfoulés; fra etero-simpatizzanti e gay aperti a loro; fra bambini, mamme, signore anziane, nonne e noi omosessuali. Una Grande Festa. La Festa del contatto, del dialogo, del divertimento, dell’amore. Ognuno di noi è stato stupendo.
La Castrenze con le sue danze del ventre è stata favolosa; Pina la sartina, vestita da damina francese, era una vera e propria delizia del travestimento; la Matapolla, la nostra vecchia padrona di casa, incarnava ironicamente la regressione freudiana: era vestita da bambina col cestino e, dentro il cestino, portava due splendidi cazzi di pane; c’erano le suore femministe, dolci zingarelle, frati ribelli, donnette romantiche, e, perché no?, simpaticissime traviatelle. Ma c’erano anche gay ipervirili in doppiopetto e cravatta: splendido tocco di virilità!; e c’ero io stesso che ho recitato il mio luminoso “Lamento di Zeus”. Il tutto si è svolto nella trattoria Graziella, il locale di mio fratello. La festa è dunque finita, ma tutti ancora ne parlano con gioia, con felicità, con grande slancio euforico.
Il dialogo che si è instaurato con le persone è stato indubbiamente positivo. A Bagheria si parla più di noi, della nostra festa, che della sfilata assai squallida dei carri, dei carri allegorici di sempre, dei carri della normalità. Ambra, Lucia, Giuseppina, tutte femministe, hanno visto in questa festa uno splendido attacco ai ruoli sia tradizionali che nuovi. E non è affatto vero, come di sana pianta si è invento il giornalista de “L’ORA”, che gli omosessuali travestiti proponevano un’immagine di donna oggetto. Ché anzi, è proprio vero il contrario: quei travesti animavano, davano corpo ad un segno di rivolta della donna oggetto. Questo volutamente non è stato capito da Sergio Baraldi (pessimo giornalista), preoccupato com’era di cercare in quella festa affermazioni di “delusione” che nessuno aveva fatto, infiltratosi nella nostra festa (la prossima volta lo butteremo fuori) per cercare di vedere una contraddizione che non c’era, anzi che era solo nella sua oligofrenica mente.
Fatto è che cresciamo: questa è la cosa che comincia a preoccupare gl’ imbecilli de “L’ORA”. Speriamo che “dolce infarto” vi colga, miseri servi del “Compromesso Storico” e della D.C. . Ma la festa è stata dunque un’ennesima ventata di liberazione, un rinnovato attacco alla morale dominante, un dolce attentato fatto ai benpensanti. Questa nuova ed originale ventata di disintossicazione segna un momento assai nuovo per la costruzione di future ventate assai più stravolgenti di questa da noi appena realizzata.
Fatto è che adesso sono in molti a dire: “Quando faremo la prossima festa?”. A presto!, a presto!: e la faremo con più luce, con più colori e con più scalpore! Noi gay sempre più rugiada, voi etero sempre meno ruggine.
(Capitolo Quarto, Libro Quarto, della Gloriosa Storia del FUORI! di Palermo, Primo Movimento di Liberazione Gay nel Regno delle due Sicilie: e sempre audace editore da anni cercasi! Già si batte qualche colpo).
Bagheria, 11 luglio 2017
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: CARNEVALE OGNI SESSO VALE (CAPITOLO TERZO, LIBRO QUARTO, DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO)

L’ARTICOLO DE “L’ORA” DEL 24 FEBBRAIO 1979.

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CARNEVALE OGNI SESSO VALE

(CAPITOLO TERZO, LIBRO QUARTO, DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO)
Terza decade del mese di febbraio 1979. Il FUORI! di Palermo, in una delle solite riunioni del giovedì, decise di organizzare un grande evento: organizzare una festa in occasione dell’imminente Carnevale. Dove? Alla “Trattoria Graziella” di mio fratello Enzo a Bagheria. In modo assai spregiudicato, capimmo che dovevamo infiltrarci, senza alcun sinistro pregiudizio di sinistra, nella società dei consumi per creare significativi momenti aggregativi fra gay e società: qualsiasi pregiudizio si scrosta se si vivono momenti di altissimo bene non comune. Il volgare “Bene Comune” lo conoscevamo e non ci interessava. Ché anzi! Si rivelò una strategia azzeccatissima da parte dei militanti del FUORI! di Palermo. Conoscevamo, grazie a Ferrarotti e ad altri sociologi, le dinamiche espansive del Consumismo ultra-capitalistico. Ciò sarà dimostrato dalle numerose decine di persone, gay e non, che parteciperanno alla Terza Festa organizzata dal FUORI! di Palermo. Che titolo dare all’iniziativa? Semplice e con messaggio diretto: “CARNEVALE OGNI SESSO VALE!”.
Si trattò di un’iniziativa politica che non lasciò indifferenti le testate giornalistiche locali. Intuimmo che con questo evento, in prospettiva, si sarebbero creati i presupposti per altre manifestazioni più ricche di iniziative e con molta più partecipazione e coinvolgimento popolare. Il FUORI! di Palermo (ma anche quello di Torino non scherzava!) con queste iniziative festose doveva porsi, in prospettiva, come modello per altre speranze e azioni nonviolente di lotta. Le lucciole pasoliniane dovevano ritornare a brillare anche nella società non più contadina. Diramammo i nostri comunicati alla stampa locale per pubblicizzare la festa. L’unica testata a pubblicare in anticipo la notizia è stata “LORA” di sabato 24 febbraio 1979 con un significativo richiamo in prima pagina: “FESTA GAJ A BAGHERIA, ORGANIZZATA DAL FUORI! PER MERCOLDEDI’ PROSSIMO”. Si noti come venne scritta la parola “GAJ”: il termine GAY ancora non era del tutto familiare: come poteva esserlo? Se nel linguaggio quotidiano noi eravamo, in modo dispregiativo, degli “ARRUSI”? La stampa era lo specchio dei tempi. L’articolo informativo venne pubblicato a pagina 10. Non è firmato. Soprattitolo: “DAL FUORI PER MERCOLEDI’ “. Titolo: FESTA-SFIDA DI GAY A BAGHERIA.
Eccovi l’articolo:
“CARNEVALE, ogni sesso vale”. All’insegna di questo slogan il “Fuori” (l’organizzazione degli omosessuali) di Palermo ha organizzato per il 27 febbraio a Bagheria una grande festa. Vi parteciperanno tutti coloro che non hanno pregiudizi e un centinaio di omosessuali palermitani che hanno già prenotato i biglietti. L’incontro de Fuori è nello stesso tempo una sfida ad una società che, dicono, li ha discriminati ed una protesta. Uscendo allo scoperto il Fuori vuole porre, anche in modo clamoroso, la questione dei “diversi”, da sempre emarginati. Ma Carnevale, avvertono quelli del Fuori, non sarà solo un’azione politica, ma pure un divertimento vero, un “messaggio di pace e di amore”. Spiega Giuseppe Di Salvo, animatore del Fuori di Palermo. “Marcuse diceva che nei confronti degli omosessuali c’è un processo di tolleranza repressiva. Intendeva dire che la tolleranza oggi attuata nei nostri confronti è solo una tolleranza formale, ma limitata spesso alle sole classi abbienti, forse gli intellettuali. Ma la massa? La massa è ancora prigioniera d’antichi tabù, chiusa nella sua fobia. Né la stampa ha mai educato la gente in questo senso. Perché? Perché non intende sollevare il problema”.
Di Salvo dice che lo scopo degli omosessuali è quello di “farci conoscere ma non compatire. Non siamo ammalati né anormali. Hitler aveva ghettizzato gli omosessuali bollandoli con il triangolo rosa, come aveva bollato gli ebrei con la stella di David. Oggi la tolleranza formale si risolve in una repressione più insidiosa, perché travestita”. Quelli del Fuori citano alcuni esempi. L’articolo 28 del Codice militare esclude dagli impieghi pubblici chi viene congedato perché omosessuale o “deviato”. “Finché esisteranno norme come queste non si potrà parlare di tolleranza. A parte il fatto che questo articolo viene applicato diversamente a seconda che si tratti di un poveraccio o di un ricco. Per il primo c’è l’emarginazione definitiva, per l’altro il ricatto che dura quanto la leva militare”. Ma che cosa chiedono quelli del Fuori? Rispondono: “Esiste in natura un polimorfismo sessuale, ma l’uomo riesce ad eroticizzare solo alcune componenti. Siamo come mutilati fin dall’infanzia, quando ci proponiamo, violentandoci, un rito di iniziazione che educa solo all’eterosessualità. Un rito che affonda le sue radici nella storia paleocristiana, dove venivano perseguitati, assieme ai primi cristiani, anche gli omosessuali.
Eppure tutta la storia dei greci e dei romani, con Socrate e Platone, per alcuni esempi famosi, avrebbe dovuto portare a ben altre conclusioni. Ma la cultura cattolica ha poi prodotto questo”. Secondo Di Salvo, tuttavia, il Fuori ha la possibilità di cambiare questo costume, questa mentalità. “Siamo usciti allo scoperto, lasciando la clandestinità in cui la società vorrebbe condannarci. Questa festa servirà ad accelerare il mutamento di fondo che già si avverte anche qui da noi. Desideriamo una società aperta in cui sarà possibile incontrarsi e capirsi, oltre che amarsi”.
(Capitolo Terzo, Libro Quarto, della Gloriosa Storia del FUORI! di Palermo, Primo Movimento di Liberazione Gay nel Regno delle due Sicilie: e sempre audace editore da anni cercasi! Già si batte qualche colpo).
Bagheria 08/luglio/2017
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: IL SOCIOLOGO CIRUS RINALDI MI SCRIVE: “SEI NEI LIBRI DI SOCIOLOGIA E DI STORIA DEL MOVIMENTO LGBT”

IL SOCIOLOGO CIRUS RINALDI IL 27 GIUGNO 2017 MI SCRIVE SU FACEBOOK:
“Caro Giuseppe Di Salvo  (IlBlog Giuseppe Di Salvo) sei nei libri di sociologia e di storia del
Movimento LGBT: si tratta del libro “LA FABBRICA DELL’ORGOGLIO” di Massimo Prearo.
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GIUSEPPE DI SALVO: FRANCO LO VECCHIO, LA STORIA E GLI STORICI SOMARI DEL MOVIMENTO GAY

FRANCO LO VECCHIO INTERVIENE ANCORA SUL FUORI! DI PALERMO CON UNA LUCIDITA’ MAI AVUTA DAGLI STORICI SOMARI CHE, GAY E NO, HANNO SILENZIATO NEI LORO LIBRI, IN QUESTI 40 ANNI, LE GLORIOSE LOTTE DEL FUORI! NEL REGNO DELLE DUE SICILIE CON RICHIAMI NAZIONALI SENZA PARI. ECCO LO “STORICO” FRANCO LO VECCHIO COSA RICORDA, GIUSTAMENTE!:
“Toccante” è troppo, è solo un gesto d’amore nei vostri confronti. Avrò dimenticato altre persone, ho cercato di non perdermi nei particolari. Ho volontariamente omesso alcuni momenti politici di grande rilievo. Per la storia precisa e puntuale ci sei tu, Giuseppe. L’episodio della solenne “processione”, da Vicolo Castelnuovo fino al Palazzo di Giustizia per incontrare Salmeri, sarebbe stato corretto citarla. Citare quel mazzo di rose che tu avevi lasciato dietro la porta del suo ufficio. Come non ricordare l’impegno del FUORI per gli 8 referendum del 1977 arrivati al voto popolare in 2 nel 1978? Come omettere la vostra candidatura nelle liste radicali del 1979? Il vostro ricevimento a Palazzo delle Aquile. La vostra denuncia al Papa polacco per aver definito “moralmente disonesto il comportamento omosessuale”. Tanti, tanti ,tantissimi episodi che segnavano davvero la storia, che davano inizio al “cambiamento” in chiave innovatrice, positiva. Le “lezioni” di Giuseppe, ma anche di Piero, erano novità. Occasioni di cultura. Conoscenza di autori che forse avremmo scoperto più tardi: penso a Sandro Penna o a Dario Bellezza o Mario Mieli. Pasolini era noto, ma in Vicolo Castelnuovo era citato come “Vangelo” (termine di Giuseppe). Andiamo al frivolo: alla fine di ogni riunione, si accompagnavano i due illustri bagherioti alla stazione. Si scendeva da Corso Vittorio Emanuele e si svoltava per Via Maqueda. Lungo il tragitto, veniva fuori La Lirica che, tra un acuto e l’altro, continuava ad infonderci la sua “dottrina”: scosse telluriche di sapere e di saperi. Vera è propria istigazione all’uscire FUORI! (il punto esclamativo aggiunto dopo), al ribellarsi agli stereotipi, alla vecchia cultura patriarcale. Il prendere consapevolezza dell’essere “oppressi” e di cercare le cause dell’oppressione. Ci sono tanti piccoli, ma significativi episodi. Persino il manifesto per i fatti di Giarre era un j’accuse agli accademici, ai politici, alle personalità affinché uscissero FUORI!
Franco Lo Vecchio

Altro…

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GIUSEPPE DI SALVO: LA MEMORIA, GLI SMEMORATI, I GAY, PALERMO E GLI ARRUSI DIROMPENTI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE!

LA MEMORIA, GLI SMEMORATI, I GAY, PALERMO E GLI ARRUSI DIROMPENTI NEL REGNO DELLE DUE SICILIE!
Sabato 19 Novembre 2016, dalle 16:15, a Palermo, presso la Bottega dei sapori e dei saperi della legalitá, in Piazza Castelnuovo 13, Arcigay Palermo e il Palermo Pride 2016, per celebrare i 40 anni del “Fuori!” di Palermo, la prima associazione di liberazione sessuale cittadina, organizzano un incontro dal titolo “Il Fuori di Palermo. 40 anni. L’inizio del movimento gay in cittá, la lezione, il metodo.” Interverranno Mirko Pace, Massimo Milani, Giuseppe Di Salvo, Salvatore Scardina e arriveranno belle testimonianze da tante parti d’Italia. CHI NON E’ ABITUATO ALLO SCALPORE POLITICO NON PUO’ MANCARE!!!
Giuseppe Di Salvo

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: FUORI! A PALERMO, 40 ANNI DOPO: ARCI GAY E PALERMO PRIDE 2016 RICORDANO LO STORICO EVENTO!!! NON SI PUO’ MANCARE!

13 Novembre 2016 1 commento

FUORI! A PALERMO: QUARANT’ ANNI FA NASCEVA IL FUORI! DI PALERMO, PRIMO MOVIMENTO DI LIBERAZIONE OMOSESSUALE DI GRANDE RILIEVO NEL REGNO DELLE DUE SICILIE. SABATO 19 NOVEMBRE 2016 L’ARCI GAY E IL PALERMO PRIDE 2016 RICORDANO IL RIVOLUZIONARIO EVENTO. PIAZZA CASTELNUOVO, N° 13, PALERMO: DALLE ORE 16:15. PRESSO “BOTTEGA DEI SAPORI E DEI SAPERI DELLA LEGALITA’ DI LIBERA”. CHI VUOLE CONOSCERE SE STESSA/O NON PUO’ MANCARE! GRAZIE INFINITE A LORENZO CANALE!

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GIUSEPPE DI SALVO: SUL “SETTIMANALE DI BAGHERIA” IL CAPITOLO XIX (LIBRO TERZO9 DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO: VI SI PARLA ANCHE DI HARVEY MILK!

“IL SETTIMANALE DI BAGHERIA”, PUBBLICA IL CAPITOLO DICIANNOVESIMO (LIBRO TERZO) DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO. VI PARLO ANCHE DI HARVEY MILK.
Già in tutte le NOTE edicole della città dei mostri, Bagheria, moltissima gente ha potuto leggere il Capitolo Diciannovesimo (Libro Terzo) della Gloriosa Storia del FUORI! di Palermo. Si parla anche dell’assassinio di Harvey Milk. Chi vuole, forse, girando le edicole può trovare qualche altra copia. Altrimenti ai ricercatori restano le emeroteche. I ricercatori? Parlo degli storici seri, naturalmente, da tempo hanno autentiche fonti. Con le mie non scontate documentazioni e riflessioni, garantisco, si gode in ogni ora del giorno e… della notte!
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: SUL “SETTIMANALE DI BAGHERIA” IL SEDICESIMO CAPITOLO (LIBRO TERZO) DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO: ANDATO A RUBA!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.SUL “SETTIMANALE DI BAGHERIA” IL XVI CAPITOLO (LIBRO TERZO) DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO: TUTTE LE COPIE VENDUTE!
Proprio nel settembre 1976, cioè 40 anni fa, nasceva il FUORI! di Palermo: era il primo Movimento di Liberazione Omosessuale di rilievo nel Regno delle Due Sicilie. Si riuniva nella sede del Partito Radicale in Vicolo Castelnuovo, n° 17 del capoluogo siciliano.
“Il Settimanale di Bagheria”, dopo la pausa estiva, riprende la pubblicazione dei Capitoli di questa singolare storia dal sottoscritto vissuta e raccontata in prima persona in Capitoli davvero avvincenti. Il XVI Capitolo del Libro Terzo è nel numero 702 del Settimanale uscito giovedì scorso ed è, anche per la presenza di altri interessanti testi, andato a ruba. Un ottimo modo per rievocare eventi storici di 40 anni addietro, patrimonio di lotte che non può mancare nell’albo della conoscenza storica per chi davvero vuole approfondire come sono andate le lotte di liberazione dei primi pionieri siciliani di Bagheria, Palermo e dintorni.
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: STORIA DEL FUORI! DI PALERMO? DECINE DI MIGLIAIA DI VISITATORI!

CENTINAIA DI MIGLIAIA DI VISITATORI INTERNAUTI PER LA MIA RICOSTRUZIONE DELLA GLORIOSA STORIA DEL FUORI! DI PALERMO. TRIONFA PER CONTATTI LA TESI DI ROSSELLA FICANO SUL 40° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL FUORI! DI PALERMO. MOLTO LETTO ANCHE IL MIO RICORDO DI ANGELO GARGANO.
Nel mio sito Tiscali la mia ricostruzione della Gloriosa Storia del FUORI! di Palermo ha avuto circa 70.000 visitatori nei mesi di luglio e agosto 2016. Non ho i numeri di quanti hanno seguito la sullodata storia anche su Facebook nello stesso periodo. C’è da dire, in aggiunta, che “Il Settimanale di Bagheria” ha pure pubblicato ben cinque Paragrafi degli eventi citati più altri articoli richiamanti l’argomento, è andato a ruba. Si può, complessivamente, ipotizzare che il mio racconto storico abbia interessato più di 150.000 persone. L’articolo più letto è stato quello relativo alla tesi di Rossella Ficano per ricordare il 40° anniversario della nascita del FUORI! di Palermo con la tesi “Quel matto sono io!”. Molto letto è stato anche il mio ricordo di Angelo Gargano. Un trionfo!. Grazie a tutti e a tutte! Seguirà, a puntate, il Libro Quarto: con notizie che vi faranno esultare. Sempre a futura memoria e per aiutare gli smemorati! E vi raccomando: leggere i miei articoli, in estate, facilita l’abbronzatura e vi protegge dai colpi di sole. Forse non è stata mite e gradevole questa estate?
Giuseppe Di Salvo

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