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GIUSEPPE DI SALVO: PIER PAOLO PASOLINI: DOV’E’ LA PORCHERIA? NOI, QUEST’ANNO, LO RICORDIAMO COSI’!

PIER PAOLO PASOLINI: DOV’E’ LA PORCHERIA?
41 anni fa, 2 novembre 1975, fra le 0:30 e l’1:00, Idroscalo di Ostia, Pier Paolo Pasolini viene scannato dallo squadrismo di stampo fascista. Non ci sono dubbi: hanno agito più persone. Fu un’esecuzione terroristica impietosa. Il Palazzo non ha mai voluto che la verità venisse fuori. Chi crede ancora ai deliri tremens e mutanti di Pelosi palesa un brutto segno: pensa come Pelosi! Con l’aggravante dell’odio nei confronti di un grande intellettuale che poteva piacere o no, ma ha dato un lucido contributo al rinnovamento del costume e al pensiero politico di tutti gli Italiani. L’Italia gli deve solo gratitudine.
Noi oggi lo ricordiamo riportando parte di un suo intervento con qualche risposta che, 14 dicembre 1961, Pasolini dava ad una sua lettrice: Maria Pizzardi di Bologna, frequentante la Classe Seconda del Liceo Classico. Chi vuole può consultare “I dialoghi” a cura di Gian Carlo Ferrettii, Editore Riuniti.
Scriveva Pier Paolo Pasolini:
-… Una lettura non è mai pericolosa. Le uniche letture pericolose sono quelle che la Chiesa permette… (…). In realtà la Chiesa teme le libere letture (ha tenuto fino a un secolo fa Dante all’indice): e il suo vero grande ideale sarebbe regnare sopra una popolazione di analfabeti. (…) Il sesso ha la sua importanza nella vita di ognuno di noi, ricco o povero, semplice o colto. Nel descrivere una figura umana -un personaggio- non si può lasciare all’oscuro la sua vita sessuale… (…) Insomma, cara amica, non bisogna mai in nessun momento essere degli ipocriti. I rapporti sessuali solo in un caso sono volgari: nel caso della persona ipocrita. Altrimenti essi non hanno nulla di volgare. E lei fa malissimo a chiamarli sia pure tra virgolette “porcherie”. L’unica porcheria vera è il reprimerli, il nasconderli, il censurarli, pretestualmente, insinceramente.

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: PIER PAOLO PASOLINI E GLI IGNORANTI CHE LO INTERPRETANO IN MODO PSICANALITICO: BASTA LEGGERLO BENE PER LIBERARSI DALLA PSICANALISI STUPIDAMENTE INTERIORIZZATA!

PIER PAOLO PASOLINI E GLI IGNORANTI CHE LO INTERPRETANO IN MODO PSICANALITICO: BASTA LEGGERLO BENE PER LIBERARSI DALLA PSICANALISI STUPIDAMENTE INTERIORIZZATA!
C’è ancora chi dice che Pasolini dava un’interpretazione psicanalitica della sua omosessualità. Si sbaglia. E mostra semplicemente, chi afferma ancora ciò, di credere lui nella psicanalisi, senza neanche accorgersene. Pasolini ha fatto una lettura antropologica, linguistica, politica dell’erotismo e della sessualità, omosessualità compresa. La sua bellisima poesia “Supplica a mia madre” è un capolavoro letterario assai struggente; è il canto d’amore verso una madre per cui prova un affetto che lacera; affetto che hanno provanto e provano anche tanti eterosessuali: Edipo non c’entra niente, se non come grande fonte letteraria che risale all’antica Grecia. E, come si sa, Freud ha rovinato anche la tragedia greca. E’ chi intererpreta ancora psicanaliticamente Pasolini avvinghiato da letture superficiali legate alla psicanalisi e non se ne sa liberare. Basta leggere “Il sogno del centauro” per capire che Pier Paolo Pasolini decodifica la realtà in chiave sempre analitica e, quindi, politica. E “Il carcere e la fraternità dell’amore omosessuale”, articolo pubblicato su “Il Mondo”, l’11 aprile 1974, è un vero e proprio “Manifesto per la liberazione gay”; e anche la seguente recensione del libro “Gli omosessuali” dei francesi Daniel-Baudry. Entrambi gli articoli si possono leggere sugli “Scritti Corsari”. Pasolini ha agito da intellettuale libero senza associarsi; e sapeva benissimo che la sessualità era un fatto pubblico e non privato. Con chi si associò, per fare un esempio, Sandro Penna? Eppure cantò con grazia la sua sessualità in versi che hanno sfondato il fascismo omofobico della storia: praticò il suo omoerotismo come si poteva praticare nell’epoca, dal poeta delle “Stranezze”, magistralmente vissuta. A Pasolini dobbiamo tutti gratitudine. Del resto quante persone hanno aderito a Movimenti di liberazione omosessuale senza aver dichiarato la propria omosessualità, se non in modo tardivo. Pannella ne è stato un brillante esempio. Conta la lotta che Pier Paolo Pasolini ha portato avanti, e non con chi si è associato. Votava PCI, ma quante gliene disse al PCI! E quante ai giovani del 68! Era “corsaro”, nessuna zattera di associati era adatta per la sua struttura mentale. Chi non capisce ciò forse non riesce ad estirpare qualche suo “psicologico” problema. Basta rileggere Pasolini per capirlo e mirare alla propria liberazione, ché anche certe fissazioni condizianano e alterarno i giudizi sugli altri.
Giuseppe Di Salvo

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