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GIUSEPPE DI SALVO: LA FORZA DEI COMIZI E LE CAMPANE INGENUITA’ DI LUIGI DI MAIO A PIAZZA BOLOGNI. POTEVA MANCARE LA VERVE DI UGO FORELLO SULLE PERIFERIE, SUB-URBE DA ATTENZIONARE?

LA FORZA DEI COMIZI E LE CAMPANE INGENUITA’ DI LUIGI DI MAIO A PIAZZA BOLOGNI. POTEVA MANCARE LA VERVE DI UGO FORELLO SULLE PERIFERIE, SUB-URBE DA ATTENZIONARE?
Partecipare a un comizio non è più un evento politico e non credo che esso possa spostare voti; chi vi partecipa aderisce, invece, ad un evento sociologico, sapendo pure che quanto gli oratori dicono ha poco di logico; si tratta di andare a vedere il laeder “amato”: che si presenti in auto blu o in bicicletta d’altro colore più affine alla lista che rappresenta (al di là dei costi che, nel primo caso, ricadono sui cittadini) poco cambia: la scenografia teatrale è uguale, si mira ad attirare l’attenzione; il comizio è un media vetusto: dal palco allestito in pompa magna o da una semplice pedana rialzata, l’oratore parla ex-catedra e dice quello che vuole; ma per i partiti che ancora li praticano, i comizi (al chiuso o all’aperto) rappresentato una prova di forza; ora, i candidati a sindaco con numerose liste che l’appoggiano hanno già assicurato il bacino d’utenza dei loro stessi candidati; nel caso del Movimento Cinque Stelle, visto che hanno una sola lista, vi accorrono più persone non legate alle liste o ai partiti; questi ultimi, pur di attirare voti, non fanno altro che trasformarsi in continuazione.
Ebbene, ieri, sabato 27 maggio 2017, a Piazza Bologni c’era il comizio di Ugo Forello, candidato a sindaco per il comune di Palermo; è venuto ad appoggiarlo il portavoce Luigi Di Maio che, come si sa, essendo vicepresidente della Camera dei Deputati, è anche portavoce di tutti i cittadini italiani: ma in quella piazza c’era quale rappresentante del M5S; sono comizi in tour, i loro, come un tempo faceva Pannella coi suoi “nominati”; col prevedibile ritardo di un’ora (si doveva cominciare alle ore 18:30, invece la sfilata in bicicletta si è vista solo alle 19:30, e va qui ricordato che Pannella aveva l’accortezza, un tempo, di mandare in avamposto altri oratori nell’attesa del suo intervento conclusivo nelle piazze, sì che i suoi comizi erano quasi sempre puntuali!); vi starete chiedendo: c’era gente? Certo. Un migliaio di persone e, nell’attesa che Di Maio arrivasse, forse ce n’erano anche di più. Come si sa io non voto a Palermo. Conosco l’agire del M5S. In qualche modo vivo la città e leggo i sondaggi. Qualcuno dal palco ha detto che il M5S a Palermo, stanno ad alcuni sondaggi, è al momento il secondo partito. Certo è che questa volta a Palazzo delle Aquile entrerà una pattuglia pentastellata, e quindi ci sarà un’opposizione. Di Maio è sicuro che a novembre il M5S vincerà le elezioni Regionali e i pentastellati governeranno la Sicilia e le discariche siciliane. La partitocrazia tutta sta preparando il suo Macron-Grasso a cui affidare le chiavi di San Pietro Siculo. Io una cosa la so: non c’è nello schieramento partitocratico nessuna Destra e nessuna Sinistra (qui sono daccordo con Di Maio). Con Di Maio condivido pure che i valori di Destra e di Sinistra esistono; ma a Di Maio, che cita Berlinguer, sfugge una cosa assai semplice, e mi dispiace che ancora non l’abbia capita: caduto il Fascismo, in Italia non c’è mai stata una Destra e una Sinistra e un Centro alternativi: c’è stata solo la demagogia del fascio partitocratico, degno erede del paleofascismo che i partitocrati facevano finta di attaccare: in pratica, hanno solo creato fantasmi da demonizzare per fottersi l’Italia e per impoverire gli Italiani: e il colpo di grazia ai cittadini del Bel Paese gliel’ha dato il Governo Monti e la Fornero, governo votato anche da Berlusconi che ha contribuito al suo “autogolpe”. Renzi è solo un inquietante epigono.
Di Maio va dicendo che il M5S non è di Destra, nè di Sinistra. Abbiamo capito: E’ DI CENTRO! Altra ingenuità tutta campana di Di Maio: chi vota M5S non lo fa per atto di fede (tranne il solito zoccolo duro o zoccola dura), lo fa per cercare di scassare il fascio partitocratico e per far emergere volti nuovi affidabili; e lo fa anche perchè valuta i fatti e i contenuti: dei programmi è meglio non parlare. Sono proclami imposti per legge. Tutti sappiamo copiare: è un’attività didattica nociva e noiosa. I cittadini valutano le leggi e i fatti. E in molte città italiane il M5S vanta medaglie. A Bagheria siamo sotto il bronzo. In Parlamento abbiamo apprezzato l’opposizione pentastellata, ma non sempre (vedi comportamento del M5S sulla Legge Cirinnà…).
Altro limite di tutti i pentastellati: se sono dove sono lo devono a questa Partitocrazia: voi del M5S dovete solo ringraziarla in TUTTE LE PIAZZE. I populismi non esistono, esistono i partitocrati che i populismi creano. In bocca ai lupi pansessuati a tutti!
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: A GIUGNO 2017 SI VOTA ANCHE A PALERMO. COME ORIENTARSI?

ORLANDO, FORELLO, FERRANDELLI? LA RIVOLUZIONE E’ FORELLO!!!
A Palermo presto si voterà. Io risiedo a Bagheria, quindi non voto per il comune del capoluogo siciliano. Leoluca Orlando l’avrei votato per la passata legislatura. Il sindaco lo sa proprio fare. I Palermitani lo giudicheranno ancora una volta. Ferrandelli, ex orlandiano, ex bel volto della sinistra partitocratica, ora è sempre bello ma ha l’appoggio del centrodestra partitocratico e ha anche il bacio di Totò Cuffaro.  La partitocrazia tutta è sempre candida nel proporre nomi e tessere schieramenti. Tutto lecito, per carità. Forello sarebbe il volto nuovo per il M5S, al di là della questione delle firme dette “false”. Che fare? Votare Orlando o Ferrandelli è come inginocchiarsi allo Status Quo Ante con la relativa gestione della Cosa Pubblica da tutti conosciuta. Ogni amico sa chi baciare. Ma, inutile dirlo, il voto davvero rivoluzionario, questa volta, lo dà chi vota per Forello: se io votassi a Palermo, LO FAREI. Lo Status Quo Ante va sempre scosso. Buon voto. Speriamo che i Palermitani sappiano, ancora una volta, non confondere le carte: è tempo di saperle mischiare. Se solo Forello sapesse dare un taglio… ai suoi intrecciati capelli! Peccato non poter scegliere l’intero… triun(virato)!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: IL DIVORZIATO BEPPE GRILLO, I RADICALI E LE LOTTE DI CIVILTA’

LE MOSSE TATTICHE SQUILIBRATE DI BEPPE GRILLO E LA CECITA’ DEL POTERE CHE LO ACCECA
Beppe Grillo attacca con parole insensate i Radicali che da anni non sono più nel Palazzo. Attacca una forza politica minoritaria che propone o appoggia Leggi di civiltà, come il ddl sul testamento biologico votato alla Camera anche dai suoi parlamentari pentastellati. La Legge ora deve passare al Senato. Che fa Grillo? Esprime volgari flatulenze per confondere le acque, pensado di acciuffare il voto cattolico (quello dei cattolici più fanatici e oltranzisti che di disgrazie se ne intendono).
Dice in modo non comico, anzi penoso:
-Dove ci sono disgrazie ci sono loro, referendum per morire, per divorziare (che è comunque una fine), per uccidere o aiutare ad uccidersi ci sono loro, i radicali? ma perché? Non li ho mai capiti, la loro ideologia è la fine.
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Questo non pensiero è stato confusionale per confondere.
Per quanto rigurda i Diritti Civili, i Radicali hanno espresso sempre, e con coraggio e in modo coerente, sempre Leggi di dignità. Anche l’Italia oggi è in “digrazia politica” e ci sono tanti pentastellalti candidati per cercare di volgere in grazia la disgrazia. Grillo sa che il ddl sul testamento biologico, probabilmente, passerà anche al Senato indipendentemente da come si comporteranno i senatori del M5S. Anche Grillo, comunque, da tempo (lo ha già fatto col la Legge Cirinnà) mostra di essere accecato dal potere ancora non conquistato dal suo Movimento. L’irrequieto personaggio, che non fa più ridere, non ha capito una cosa: milioni di persone che votano per il M5S stanno semplicemente usando il Movimento in funzione antipartitocratica. Poi, e non ci sarà bisogno dei Radicali che elettoralmente non contano nulla, useranno per lui la pattumiera come ogni cosa bene usata nel corso di qualche tempo. Questo merita: cominci a saperlo, se proprio non l’ha ancora capito. E lo dice uno, fra tanti milioni d’Italiani, che per ora vota per il M5S. Per ora, appunto!
Anche i Radicali non lo sanno attaccare: Grillo non ha “suoi eletti”, Grillo ha semplicemente un voto in transito grazie agli errori della partitocrazzia, in ispecie quella di sinistra prostrata ai potenti e alle banche e ai banchieri. Come mi diverte tutto ciò!
Giuspeppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: ALLE AMMINISTRATIVE DI GIUGNO 2017 COME VOTARE? OVUNQUE SI VOTINO I POPULISTI DI RAZZA PERCHE’ SI RIAFFERMI LA VOLONTA’ DEL POPOLO SOVRANO!

ALLE AMMINISTRATIVE DI GIUGNO 2017 COME VOTARE? OVUNQUE SI VOTINO I POPULISTI DI RAZZA PERCHE’ SI RIAFFERMI LA VOLONTA’ DEL POPOLO SOVRANO!
Certo, ovunque si voti, non bisogna votare per quei partiti che hanno tenuto bloccati gli stipendi degli insegnanti e di tutto il pubblico impiego per oltre otto anni; per dare tanti soldi, invece, alle banche; non bisogna votare per tutti quei partiti che hanno appoggiato l’elargitore di mance credendo che i cittadini siano sudditi da domare con semplici “Bonus”; non bisogna votare per tutti quei partiti che hanno appoggiato il livellamento economico di massa con tendenza all’impoverimento generale che è anche impoverimento culturale ed intellettuale; non bisogna votare per tutti i partitocrati che hanno prodotto leggi elettorali anticostituzionali per il solo fine di salvaguardare i loro privilegi; non bisogna votare né a Destra, né a Sinistra: la partitocrazia ha una faccia prismatica che inganna. I SINDACATI? Di fatto hanno privilegi e vengono dalla partitocrazia considerati irrilevanti. Aveva più coraggio il Duce che li aveva sciolti. Per le pratiche correnti bastano semplici studi legali. Dov’è la politica sindacale? Dovrebbero essere i primi a votare per i nobili “populisti” visto come hanno digerito la vergogna chiamata APE. I pensionamenti, dopo 63 anni di età, devono essere incentivati con premi da dare in uscita e non penalizzati come ha fatto il Governo Renzi bocciato dagli Italiani su tutta la linea filo-banchieri europei. Occorre dare loro pedate politiche senza pietà. Temono i Cinque Stelle? Ebbene, si tirino fuori i favolosi attributi e ovunque, a giugno 2017, si voti per il Movimento Cinque Stelle! Di questa Sinistra non sappiamo cosa farcene. E si pensi così anche per le future scadenze politiche… Occorre fare, con coraggio, una spietata potatura. E sia!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: I SADICI DEL POTERE CHE NON SANNO NEANCHE VIVERE E LA DIGNITA’ VITALE DI FABIANO ANTONIANI.

I SADICI DEL POTERE CHE NON SANNO NEANCHE VIVERE E LA DIGNITA’ VITALE DI FABIANO ANTONIANI.
Fabiano Antoniani, noto come Dj fabo, è morto oggi in Svizzera tramite una procedura di suicidio assistito, una cosa che in Italia ancora non si può fare: vergogna, Italia! e politici italiani insensibili al dolore altrui!
La notizia della morte di Antoniani è stata data da Marco Cappato, dell’associazione Luca Coscioni. Antoniani era arrivato sabato nella clinica svizzera.
Questa mat…tina era stato pubblicato su Facebook un ultimo messaggio di Antoniani, che era cieco e tetraplegico dal 2014 a causa di un grave incidente stradale: «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato». Antoniani aveva ringraziato Cappato dicendo: «Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie, Marco, grazie mille». Su Sky Tg24 Filomena Gallo, dell’associazione Luca Coscioni, ha spiegato che Cappato rischia 12 anni di prigione perché si è preso la responsabilità di aiutare e accompagnare Antoniani. L’articolo 580 del codice penale italiano punisce chiunque determini «altri al suicidio o rafforzi l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevoli in qualsiasi modo l’esecuzione».
Antoniani era diventato da alcuni mesi il simbolo della lotta per l’approvazione di una legge sull’eutanasia e sul testamento biologico in Italia. Venerdì scorso, la discussione alla Camera dei deputati sulla proposta per un testamento biologico era slittata per la terza volta e rimandata a marzo; le proposte di legge sull’eutanasia sono invece bloccate da circa un anno in commissione. Antoniani aveva commentato così: «È veramente una vergogna che nessuno dei parlamentari abbia il coraggio di mettere la faccia su una legge che è dedicata alle persone che soffrono, che non possono morire a casa propria. E che devono andare in altri paesi per una legge che potrebbe essere fatta anche in Italia».
Noi aggiungiamo: che civiltà è la nostra se ogni persona, ridotta in certe condizioni prive di qualsiasi qualità di vità, non può scegliere di andarsene liberamente come meglio vuole? La verità è che i sadici della nostra classe al potere sono scollati dai sentimenti vitali dei cittadini che rappresentano. Andrebbero processati, non giustificati.
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: EMMA BONINO SFRATTATA DAI RADICALI PROSSIMI ALLE VOLONTA’ DI PANNELLA!

EMMA BONINO VIENE SFRATTATA DAI RADICALI PROSSIMI A PANNELLA? “CHI DI SPADA COLPISCE DI SPADA PERISCE”. E’ LA MISTICA DEL CONGRESSO CHE DELINEA PER TUTTI GLI OBIETTIVI POLITICI DA PORTARE AVANTI. E’ QUESTO IL PLURALISMO DEL TOTALITARISMO DELLO STATUTO LIBERTARIO. UN TEMPO LA BONINO ERA COME QUESTI ULTIMI! GIA’ NEL 1979 IO LA CONTESTAI. E LEI, A CEFALU’, PIAZZA DUOMO, MI SI RIVOLSE CON TONO MOLTO ARRAGGIATO. ORA CON MONTI A MILANO DICE: “FORZA, EUROPA”! SI SCHIERA PER IL SI’ CON RENZI. MA CHI LA DEVE VOTARE MAI PIU’? I TARTASSATORI DEGLI ITALIANI SI RIVOLGANO AI LORO AMICI BANCHIERI! ECCO LE MANI CHE SOCCORRONO IL POTERE “APPESTATO” E GUAI AD ALLONTANARSI DAL LESSICO PANNELLIANO. SAREBBE STATO ALTO TRADIMENTO: COI RADICALI HO SEMPRE GODUTO!! E HO CONOSCIUTO LA TECNICA LENINISTA DELLA GESTIONE DEL PARTITO. E IL TIMBRO DI TANTI BELATI

Giuseppe Di Salvo

Alcuni incisivi commenti su facebook

Salvatore Di Salvo
Salvatore Di Salvo Anche lei, Madonna Emma, é alla ricerca della sua “edicola votiva” ,si è sciolta nel brodo di eterna “favorita” che i lestofanti della politica italiana le hanno sempre riscaldato! …ormai può essere votata solo da ricche vedove e inacidite zitelle, o “eterni studenti” che arrivati a casa trovano comunque, nonostante i tempi, una calda minestra!
Franco Lo Vecchio
Franco Lo Vecchio A Piazza Castelnuovo (Palermo-Politeama) fu ancora arraggiata nei tuoi confronti (1979). Per anni, l’ho odiata. Dopo mi ero ricreduto. Ma ora (rassegna stampa di questa mattina) si dice (da cappato) che è finanziata da Soros. Se entra nella formazione di Della Vedova, credo che prenderne le distanze sia il minimo. E’ liberista. Ho detto tutto. Hai detto già tutto tu.
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GIUSEPPE DI SALVO: IL CODICE ETICO, I PROBIVIRI, E LA BRAMOSIA DI POTERE CHE ACCECA ANCHE LE STELLE

IL CODICE ETICO, I PROBIVIRI, E LA BRAMOSIA DI POTERE CHE ACCECA ANCHE LE STELLE
Io non ho mai amato i Partiti Politici. E neanche i Movimenti: sempre partiti sono con altro ipocrita nome. Ma so che in democrazia i partiti ci vogliono. Concorrono a celebrare le elezioni, alto aspetto della vita democratica nel corso della quale ogni cittadino va anche ad esprimere la sua Sovranità Popolare. Essa, come dice la nostra Costituzione, appartiene al popolo. Ecco l’unico “Codice” che ogni cittadino deve rispettare, insieme alle codificate leggi dello Stato che da esso derivano. Ora, In Italia, ma anche negli altri stati democratici, i processi sono regolati secondo leggi codificate uguali per tutti. Noi abbiamo tre gradi di giudizio; e l’avviso di garanzia si deve intendere, fin dall’inizio, una tutela per ogni cittadino che lo riceva, anche se si tratta di un cittadino noto pentastellato.
Beppe Grillo lo sa, lo ha sempre saputo, ma finge, con una votazione in rete, di scoprirlo adesso. Quando fa il “giustizialista”, diciamolo!, non è populista. Se si muove secondo Costituzione populista lo è perchè la “Sovranità” appartiene al popolo. In Grillo c’è una vis comica che va certo capita, in ispecie quando la esprime in teatro e lì lui muove la sua opportuna maschera. Ma, in politica, la Giustizia non appartiene alla Rete e neanche alle consultazioni telematiche: la Giustizia, il Potere Giudiziario è un ordine dello Stato e i processi li fanno i Tribunali sparsi nel territorio italiano.
E allora? I partiti tutti (movimenti inclusi che partiti sono!) presentino ai cittadini i loro programmi elettorali con obiettivi politici chiari e ben definiti da attuare nel caso alcuni di loro dovessero vincere le elezioni.
Demagoghi sono coloro che cambiano le leggi elettorali ogni volta che si va a votare. La partitocrazia ha in mano l’informazione col partitocrate di turno che provoca vomito in molte persone ogni volta che appare in televisione. E la vera stampa libera non deve avere finanziamenti pubblici. “Il Fatto” quotidiano ne è un nobile esempio, indipendentemente da ciò che in esso si scrive.
In questi anni, gli esponenti del Movimento Cinque Stelle hanno fatto un’opposizione mai vista prima in Italia. Si può condividere o no, ma hanno lottato. Governano decine di comuni e alcune grandi città. Dove arrivano trovano debiti e macerie. Ce la mettono tutta. Ma l’agire politico del Movimento non può andare dietro alla sintomatologia del Teatro ove la vis comica è necessaria per l’attore principale; tattica e strategia, e le conseguenti azioni, hanno distinte unità aristoteliche; esse, in questo caso, non coincidono col tempo e con le regole del palcoscenico; il vero leader politico cura la regia rispettando le leggi dello Stato e presenta programmi con obiettivi politici miranti a “rinnovare” le leggi. Il “codice etico” dei partiti è per me un’opinione, una brutta opinione; come lo “stato etico” di fascista memoria. E non esiste “partito libertario”: ogni partito ha le sue regole e i suoi statuti da rispettare. Personalmente non ne condivido alcuno. Ma le leggi dello Stato si devono applicare perché valgono per tutti. E tanti, come me, hanno lottato per cambiare o abrogare quelle leggi che non piacevano. Lo abbiamo fatto in modo nonviolento, senza danneggiare terzi, senza il fascino fascista dei Tribunali popolari; altra cosa è la giuria formata da alcuni cittadini scelti secondo la legge e coordinata da un magistrato.
Gli “avvisi di garanzia” sono strumenti della Giustizia; i Tribunali del popolo, da noi, per fortuna, non esistono. Grillo faccia ciò che vuole sui suoi palcoscenici, anche quelli presenti sulle piazze. Ma la Giustizia è ben altra cosa; essa viene attuata dalla Magistratura. Ci piaccia o no; ci piacciano o no i loro stipendi agganciati a quelli dei Parlamentari; i partiti politici hanno un solo compito: quello di riformare anche la Giustizia. Ma occorrono seri programmi per vincere le elezioni ed attuarli. I trucchi della rete sono mutevoli sfogatoi. La politca non partitocratica non vuole maschere. Deve offrire democrtatici programmi da attuare. Altrimenti ogni Potere finisce per accecare. In primo luogo chi vuole accecare gli altri.
Giuseppe Di Salvo

GIUSEPPE DI SALVO: MONICA CIRINNA’, NOSTRO PERSONAGGIO DELL’ANNO 2016

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GIUSEPPE DI SALVO: MONICA CIRINNA’, NOSTRO PERSONAGGIO DELL’ANNO 2016

Occorre ricordare un dato politico assai semplice: dopo le grandi riforme civili degli anni Settanta e Ottanta (Divorzio, Aborto, Diritto di famiglia, eliminazione dal congedo dell’articolo 28, legge sul cambiamento di sesso anatomico…), riforme che videro in prima linea, fra gli altri, i Radicali di Marco Pannella e di Adele Faccio, la nostra Italietta, anche quella di Prodi, Monti, Bonino, si era perfettamente addormentata.
Noi non abbiamo mai amato le politiche liberiste e filo-banchieri degli ultimi governi e del Governo Renzi; e abbiamo pure, in modo assai convinto, votato NO al Referendum sulle riforme costituzionali. E proprio qui, a Bagheria, il NO ha trionfato col 75% di consensi: un vero e proprio plebiscito. Ma sul “Divorzio breve” e sulla legge n. 76 abbiamo apprezzato, alfine, la strategia politica dello stesso Renzi perché queste tardive riforme venissero attuate. L’Italia è arrivata persino dopo la Grecia. Ma è arrivata grazie anche alla determinazione della senatrice Monica Cirinnà: ed è proprio MONICA CIRINNA’ IL NOSTRO PERSONAGGIO DELL’ANNO 2016 DEL “BLOG GIUSEPPE DI SALVO”.
La Legge n. 76 è entrata in vigore il 5 giugno 2016, da oltre sei mesi. Nella Legge non c’è, purtroppo, come inizialmente era previsto, l’adozione dei figli del partner. Il Movimento Cinque Stelle ha le sue colpe politiche per l’impietoso caracollare di posizioni espresse nei due rami del Parlamento dai loro portavoce, voci mutevoli e schizofrenicamente incoerenti; mancanza di lealtà e tradimenti a danno dei gay sferzati nelle ultime ore pur di andare contro il PD e in cerca di chissà quali retrogradi consensi; il Movimento Cinque Stelle spesso confonde la machiavellica “realtà effettuale”; in questo caso, il Governo Renzi è stato molto più abile: abbiamo ora una Legge sulle Unioni Gay che non è certo il “Matrimonio egualitario”, ma è una legge che ha già unito centinaia di coppie in tutta Italia. Una unione si è registrata anche a Bagheria. Non era presente il sindaco Patrizio Cinque? Ha delegato un altro amministratore. L’ha applicata. Nulla da dire. Forse sono per forza i sindaci a celebrare i matrimoni etero? Noi apprezziamo tanto Leoluca Orlando, sindaco di Palermo. E ci interessa che la Legge venga applicata in tutti i comuni. Prima o poi anche Patrizio Cinque troverà il tempo per farlo e farà più clamore della riapertura di Villa Cattolica: un’Unione gay ha lo stesso valore culturale e iniziatico di qualsiasi altro rito, forse di più, visto che i protagonisti sono persone umane in carne ed ossa e non tele di prestigio legate soprattutto al nostro concittadino Renato Guttuso.
Noi siamo grati a tutte le forze politiche che la Legge Monica Cirinnà hanno votato: Sinistra Italiana (già SEL) compresa. Ai Pentastellati, da decine di miglia di gay alle ultime elezioni politiche votati, sottoscritto compreso, diciamo che le loro oscillazioni politiche al riguardo non ci sono piaciute. Comprendiamo anche il loro silenzio sulle piazze relativo a questo argomento. Sappiano che noi abbiamo orecchie per ascoltare anche le omissioni, bocche per parlare, mani per votare: e ce ne ricorderemo al momento del voto politico che, con qualsiasi legge elettorale, prima o poi, ci sarà. Vedremo chi avrà nel suo programma il “Matrimonio egualitario”. Intanto la Legge Cirinnà c’è. I Diritti Civili devono rinnovare l’opinione pubblica e il volgare comune sentire. Noi, gay e non, ci siamo pure: e, sono certo, come sempre, sappiamo fare tendenza! Viva l’impegno di Monica Cirinnà. E questo nostro apprezzamento per la senatrice del PD vale molto di più perché esso viene da chi non ha votato PD!!!
Bagheria, 26 dicembre 2016
Giuseppe Di Salvo
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GIUSEPPE DI SALVO: ALESSANDRO DI BATTISTA E LE SUE OMISSIONI ANCHE SULLA RAGGI: A “TESTA MOLTO IN GIU’”

ALESSANDRO DI BATTISTA E LE SUE OMISSIONI ANCHE SULLA RAGGI: A “TESTA MOLTO IN GIU’”
“Chi di spada colpisce di spada perisce” ci viene da dire per chi non si rassegna a rispettare i tre gradi di giudizio previsti dalla nostra Costituzione per ogni cittadino indagato dai magistrati.
Domenica scorsa Salvuccio Incandela aveva messo in evidenza la gioia per il libro “A testa in su” scritto da Di Battista e da me regalatogli come dono di Natale. Io mi limitavo, avendolo letto, ad una semplice e breve recensione affermando: “LIBRO INTERESSANTE. SI LEGGE D’UN FIATO. C’È CONOSCENZA E VAGHE OMISSIONI. E L’IGNORANZA SOCRATICA. UTILE AGLI SNOB DI OGNI ORIENTAMENTO POLITICO E AGLI IMBECILLI IN POSA!”.
Chi si e’ accorto delle mie due parole “VAGHE OMISSIONI”? L’esperienza umana di Dibba presente nel libro, di fatto, cozza con la sua militanza politica. Ha sempre sostenuto la Raggi a Roma. Non è una colpa. Ma lo avete sentito a rete unificate? O visto in qualche piazza col motorino o in bicicletta? Si è rifugiato, a testa molto in giù, vicino alle zone inguinali, nel silenzio omissivo. Beati coloro che perdono la parola nell’attesa di riprenderla. Le “VAGHE OMISSIONI” vengono portate avanti da altri abili eloquenti: Saviano è un’abilissima tromba barocca. Come non capire che il libro di Dibba è utile anche agli emeriti imbecilli che criticano senza leggere?
Giuseppe Di Salvo

Altro…

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GIUSEPPE DI SALVO: VIRGINIA RAGGI, RAFFAELE MARRA E L’ASSENZA DI EROS NEL MOVIMENTO CINQUE STELLE: LA SUBLIMAZIONE DEL COITO RENDE IMPURI!

VIRGINIA RAGGI, RAFFAELE MARRA E L’ASSENZA DI EROS NEL MOVIMENTO CINQUE STELLE: LA SUBLIMAZIONE DEL COITO RENDE IMPURI!
E’ probabile che in ogni comune d’Italia ci sia uno o più Raffaele Marra. Si tratta di impiegati. E il comune di Roma ne ha 23.000. I sindaci neoeletti devono amministrare e non cercare atti impuri. Se li trovano, è chiaro, devono essere denunciati. La Raggi amministra Roma [dicono che non ci sia Mafia Capitale, ma è probabile che sia un Faro d'attrazione per tutte le mafie partitocratiche, ché tutte le mafie sono solo partitocratiche! E benedico i loro "atti impuri" (o contatti celestiali da far toccare le stelle!) non miranti a danneggiare terzi], come altri pentastellati fanno in diversi comuni d’Italia. Ancora nessun politico del M5S è stato arrestato per corruzione o semplicemente indagato, a parte il fatto delle firme alterate: ma così, a proposito di firme, han fatto quasi tutti! Forse è la legge che va cambiata per facilitare la raccolta delle firme e i Radicali ne hanno dato davvero, da sempre, democratiche denunce e indicazioni.
La Raggi si è fidata di Raffaele Marra. Ingenuità? Ignoranza? Fatale attrazione? Io sono convinto che, dove circolano soldi per gli appalti, ci vuole la massima vigilanza e trasparenza, ché l’occasione può far nascere sempre il ladro. Ma facciamo finta, per un attimo, che molti comuni d’Italia vengano commissariati e qui e lì la magistratura possa scoprire qualche Raffaele Marra: forse le colpe morali andrebbero agli ultimi commissari nominati per la gestione dei comuni? Anche Pizzarotti ha avuto problemi con la magistratura; il non allineato è stato ostacolato dai vertici del M5S: grave errore. Pizzarotti, al momento, è uomo degno e onesto. La Raggi vada avanti. Tutti hanno fiducia nella magistratura, meno male. Ai magistrati spetta fare indagini e processi. Grillo, Di Maio, Di Battista, Fico, Sibilia (per citare solo alcuni uomini del “pentunvirato”)…, tutti ragazzi a me simpatici, la smettano di fare i giustizialisti; la politica onesta non vuole esseri accecati per le ingiustizie politiche viste e contro le quali occorre giustamente lottare. Non si vergognino di quanto sta accadendo, ma la smettano di pensare a “senso unico”, altrimenti finiscono per essere come la Le Pen! Consiglio: soventi bidet, calmanti e più gioco erotico, il vero gioco democratico. Basta col senso e col sesso degli Angeli puri: “Umani Atti Impuri” e via ogni giustizialista contrazione. A Bagheria come a Parma. Ovunque si usi la testa: e non, se in posizione eretta, solo quella che indica il Nord, ma proprio quell’altra che sente gli umori di ogni più che umana pancia!
Giuseppe Di Salvo

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