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GIUSEPPE DI SALVO: L’AMORE PER IL CALCIO, L’INTER, IL PALERMO: TANTA ACQUA AL BARBERA. E CURVE VUOTE: CON OASI NEL DESERTO!

L’AMORE PER IL CALCIO, L’INTER, IL PALERMO: TANTA ACQUA AL BARBERA. E CURVE VUOTE: CON OASI NEL DESERTO!

Il mio amore per il Teatro d’Opera non si discute e neanche quello per la Musica; né può essere discusso il mio amore per la poesia e per la pedagogia, nonostante, dopo quarant’anni (insegno dal 1977) anelo al giusto riposo con tanta voglia di cestinare la Legge Fornero e tutti i liberisti alle banche e ai banchieri asserviti; né può passare inosservata la mia inclinazione amorosa per il calcio, altra forma di poesia col corpo in azione: andare allo stadio risveglia in me forti emozioni positive simili a quelle che provo quando salgo la scalinata del Teatro Massimo di Palermo; e, come ogni amante del football, ho l’amore (non amo la parola tifo!) sia per l’Inter (senza ricorrere al noto luogo comune “Amala!”, si tratta di un incentivo in me perfettamente intrinseco) sia per la Nazionale italiana.
Amo viaggiare se ne ravviso l’impulso e non mi rifugio nei viaggi per celare frustrazioni; ma quando l’Inter è ospite al Barbera di Palermo, penso subito a fornirmi di biglietto (come si apprezzano gli auto-regali!) per occupare un bel posto in Tribuna, quella coperta, naturalmente!
Sicché, anche domenica 22 gennaio 2017, non potevo mancare al Barbera. Vi arrivo sempre un’ora e mezza prima; devo parcheggiare e le strade laterali di via Sampolo, per caso, mi riservano sempre un sito; mentre mi avviavo allo stadio (ne devo fare di strada!), la pioggia segnava debolmente l’aria circostante e alcune gocce mi accarezzavano a tratti; si giunge alla zona dei controlli, si passa, poi si ripropongono i controlli prima di entrare allo stadio; una volta entrato, si deve depositare l’ombrello prima di avviarsi alla seggiola.
Sorpresa: il Barbera appariva quasi deserto, non c’era quasi vita nella curva Nord; in quella Sud gruppi di tifosi palermitani la animavano, la stessa cosa si notava nella Gradinata (altrimenti nomata tribuna Monte Pellegrino) dirimpetto alla costosa Tribuna Coperta.
Sappiamo delle difficoltà in cui versa per ora il Palermo e mi dispiacerebbe se finisse in serie B: non avrei la stessa pulsione per andare a Milano per l’Inter. Vedere i Nerazzurri in televisione, del resto, mi piace. E mi auguro che i Palermitani tornino ad incitare i calciatori rosanero. Ho con me il binocolo safari. Ad un certo momento sento una voce chiamare: “Maestro!”. E’ don Angelo Tomasello, prete bagherese interista. Lo vado a salutare nella parte bassa della Tribuna. Mi accoglie con un sorriso davvero divino. Ci salutiamo, dopo aver scambiato alcune parole in riferimento al periodo natalizio da poco trascorso.
E avviene che accanto a me vengono a sedersi alcuni interisti provenienti in pullman dal messinese. Escono i calciatori per allenarsi: il mio binocolo viene azionato senza che io determini i miei movimenti: osservo Handanovic, il nostro amabile portiere che qualche volta vorrei veder ridere; poi osservo Brozovic, il preferito dalla Dea: si riscalda, si tocca…, si stira… Si commenta coi vicini di seggiola, anche loro interisti. Alle 15:00 si inizia. I primi dieci minuti sono un continuo pressare del Palermo, la porta protetta da Handanovic è dalla parte opposta rispetto alla mia postazione, ma vedo bene; l’Inter appare piuttosto svogliata, sa aspettare. Piove. La non affollata Curva rende più intimistica la visione. Un gruppo di tifosi palermitani, a Nord, lancia slogan fendenti contro Zamparini. Non c’è bel calcio. Il Palermo nel suo modello tattico (3-5-1-1) si muove con generosità e ci mette il cuore: i loro falli sono piuttosto consistenti e… quanti ammoniti! Dopo il gol subito, Corini prova un 3-4-3: ma non serve a nulla!
L’Inter imposta il suo 4-2-3-1, ma non svetta. Il primo Tempo si chiude 0-0. Anche la pioggia cessa per un po’. Tregua. Il Secondo Tempo è tutto un diluvio. I calciatori scivolano sul campo erboso. E capita anche di assistere a qualche duro fallo: Ansaldi, il migliore in campo, sarà espulso al 35° minuto del S. T.; e anche Gazzi, quasi a fine partita: anche lui il migliore in campo per il Palermo.
Al 10° minuto del Secondo tempo per l’Inter entra il portoghese Joao Mario e al 20° realizza il bel gol per la vittoria dell’Inter. Il Barbera tutto esulta. Il diluvio continua. La partita si avvia alla fine. Cielo cupo. L’arbitro Irrati da Pistoia è, tutto sommato, corretto. Al Barbera mi sentivo come a San Siro, dove non sono mai stato. I Palermitani ancora sperano. E io pure. Ci sarà tempo per la salvezza? Saranno gli Emirati Arabi ad aiutare economicamente Zamparini? Calcio globale. Al fischio finale, ci si ritira con la pioggia incessante: è purificazione per tutti “A las cinco de la tarde”!
Rientrato a Bagheria, verde e caldo e col miele sarà il mio tè!

Bagheria, 23 gennaio 2017
Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: BILANCIO DELLE OLIMPIADI 2016

L’ITALIA A RIO DE JANEIRO EGUAGLIA IL MEDAGLIERE DI LONDRA: VINCE, ANCHE QUESTA VOLTA, 28 MEDAGLIE; OTTO SONO D’ORO, COME A LONDRA; MA 12 D’ARGENTO, 3 IN PIU’ RISPETTO A QUATTRO ANNI FA; LE ALTRE OTTO? BRONZO! L’ULTIMA CONQUISTATA DALL’ITALIANO FRANK CHAMIZO. GRAZIE A TUTTE LE ITALIANE E AGLI ITALIANI PREMIATI E NON. COMPLIMENTI AL BRASILE PER LA SUPERBA ORGANIZZAZIONE E PER AVERE ACCESO LE LUCI ARCOBALENO SUI GIOCHI. E’ STATA L’OLIMPIADE PIU’ INCLUSIVA DELLA STORIA. L’OLIMPO GRECO E’ TORNATO A VIVERE CON LA BENEDIZIONE DEGLI DEI. TANTE EMOZIONI. QUALCHE DELUSIONE AGONISTICA: MA NON SEMPRE SI PUO’ VINCERE! E TANTA AMMIRAZIONE PER TUTTI QUEGLI ATLETI CHE HANNO SUPERATO DIFFICOLTA’ LEGATE AGLI IMPREVISTI DELLA VITA. NON A CASO SARA’ DANIELE LUPO A RAPPRESENTARE IL GRUPPO ITALIANO NELLA CERIMONIA DI CHIUSURA. IO AMO IL CALCIO. MA TUTTO CIO’ CHE VEDIAMO ALLE OLIMPIADI E’ CONTINUA CAREZZA DAVVERO OLIMPIONICA CHE CI AFFASCINA E AMMALIA. ALTRI BEI GIORNI PER LO SPORT VERRANNO!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: RACHELE BRUNI, LA MEDAGLIA D’ARGENTO E LA SUA DILETTA! VALE ORO!

Rachele Bruni parla come è giusto parlare: anche questa è uguaglianza mediatica. E per me è già altra medaglia d’oro! Complimenti!
L’atleta azzurra, meritato argento nella 10 km di nuoto, dopo la sua gara ha SVERGINATO un altro traguardo: è la prima medagliata italiana alle Olimpiadi a dichiarare, con raffinatezza espressiva, la propria omosessualità. Afferma: “Dite che ci vuole coraggio? Non lo so, so solo che mi è venuto naturale pensare alla mia Diletta. E non ai pregiudizi della gente”.
Noi ora aspettiamo che lo faccia qualche medagliato calciatore: tanto tempo è passato dal quel 1982! Non è mai troppo tardi.

 
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GIUSEPPE DI SALVO: L’ITALIA VINCE 2-0 CONTRO IL FAVORITO BELGIO: GRAZIE AI MIEI FRUTTI DI BOSCO

L’ITALIA VINCE 2-0 CONTRO IL FAVORITO BELGIO: GRAZIE AI MIEI FRUTTI DI BOSCO
Chielllini e Buffon s’inseriscono, stonatissimi, nell’Inno di Mameli.
Poi si comincia a giocare. Fischiano i tifosi belgi. Possono non farlo, in risposta, i tifosi italiani? E succede che, grazie ad un lungo lancio di Leonardo Bonucci (e nei lanci è specialista!) Emanuele Giaccherini, 31enne, aggancia con classe e, al 31′, sfonda.
Piace Antonio Conte che sanguina. Il gioco poi si alterna. Ma gl’Italiani hanno più occasioni per raddopppiare. Alla fine ci riesce Graziano Pellè. Ma sul podio ci salga, con grande merito, Leonardo Bonucci. E poi tutti gli altri.
Come sono carnosi i miei frutti di bosco all’arancia con tante accese capocchie cinabre!

 foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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GIUSEPPE DI SALVO: COMPLIMENTI ALLA JUVE PER QUESTO QUINTO SCUDETTO CONSECUTIVO!

E allora? Pur non essendo tifoso juventino, perché non fare i complimenti alla Juve per questo suo quinto scudetto consecutivo? Almeno in Italia appare granitica, meno all’estero. Da noi si parla di asservimento psicologico degli arbitri nei confronti della Vecchia Signora, ma oltralpe si dice il contrario. Mi chiedo: chi è asservito a Buffon? E allora? Qualcosa di vero c’è, ma la Signora ha calciatori certamente più “coerenti” rispetto alle altre squadre italiane. E le altre squadre italiane sono causa del loro stesso male: piangano se stesse, l’Inter per cui tifo per prima. Auguri. La Signora con orgoglio va!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: INIZIA IL CAMPIONATO DI CALCIO, SOFFOCATA TEORIA GENDER PER ECCELLENZA! PERDE LA VECCHIA SIGNORA!

INIZIA IL CAMPIONATO DI CALCIO, SOFFOCATA TEORIA GENDER PER ECCELLENZA! PERDE LA VECCHIA SIGNORA!

CALCIOGENDER!!!CALCIOGENDER!!!

Riprende il divino campionato di Calcio, teoria di soffocato Gender per eccellenza. E se la Juve perde si tratta proprio di Cybersex per il resto del mondo! Non è forse Vecchia Signora? Si giubila a distanza! Altro complotto internazionale mirante a destabilizzare i clericalgender (schietti arraggiati!!! -CELIBI E NUBILI DANNATI!!!-) e le Famiglie tradizionali con vocazione catecumenale. Il tifo, pur radiandole, annulla tutte le diversità e crea una “religione alternativa” simile al conformismo delle vesti talari. E quei tatuaggi sui corpi dei calciatori che rinnegano Dio!? Il feticcio delle palle che rotolano…: distruggono i rotoli clericali nei secoli alterati. E le coppe oscurano gli altari. Nella mia irredimibile diversità, io contemplo sempre le cosce tornite dei miei atleti interisti. Mi appago. Godo del gioco!

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO PROCLAMA PERSONAGGIO DELL’ANNO 2014 IL CALCIATORE TEDESCO THOMAS HITZLSPERGER: HA DICHIARATO DI ESSERE GAY!

THOMAS HITZLSPERGER, NOSTRO PERSONAGGIO DELL'ANNO 2014!THOMAS HITZLSPERGER, NOSTRO PERSONAGGIO DELL’ANNO 2014!

IL BLOG DI GIUSEPPE DI SALVO PROCLAMA PERSONAGGIO DELL’ANNO 2014 IL CALCIATORE TEDESCO THOMAS HITZLSPERGER: HA DICHIARATO DI ESSERE GAY!

Il Blog a me intestato proclama personaggio dell’anno 2014 il bel calciatore tedesco Thomas Hitzlsperger, centrocampista (Monaco di Baviera, 5 aprile 1982).  Perché mai? Questi il 3 settembre 2013 annunciò il suo ritiro dal calcio giocato. E, l’ 8  gennaio 2014, ha fatto coming out, dichiarando la sua omosessualità, all’età di 31 anni inoltrati, in un’intervista al quotidiano tedesco Die Zeit. La sua clamorosa dichiarazione ha suscitato gli elogi del governo tedesco, attraverso il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert: «Nessuno deve avere paura a dichiarare la propria sessualità».

   Non discutiamo qui dei suoi meriti calcistici che pure sono tanti. I tifosi della Lazio se lo dovrebbero ricordare, saluti fascisti permettendo.Thomas era soprannominato The Hammer (Il Martello) per la potenza del suo tiro. Un tiro davvero eccitante! Chi, dal punto di vista calcistico, vuole sapere altro su Thomas basta che si faccia una bella navigata in Internet. E capirà che si tratta di un grande professionista.

Diciamo subito che la sua “rivelazione” all’alba di quest’anno appariva piuttosto tardiva. A carriera conclusa! Ma noi diamo a questa sua presa di posizione (altro che presa di coscienza! Tutti sappiamo tutto di noi stessi e continuo a sostenere che il presunto “inconscio” è solo un meccanismo di difesa) l’importanza di un messaggio ugualmente dirompente: nel mondo del Calcio, in ispecie in quello di serie A, l’omofobia è ben radicata al pari dell’ipocrisia. Può un calciatore nero cambiare pelle? Semplicemente la mostra. Un calciatore gay, invece, ancora oggi viene invitato al silenzio e all’omertà. E tanti allenatori preferiscono far finta di non vedere. Che uomini del finocchio!  Hanno una mentalità legata all’omertà al pari di quella mafiosa. Quello del Calcio, a proposito di diverso orientamento sessuale dei calciatori, è un mondo che si muove all’interno della gretta mentalità omofobica del “non vedo”, “non sento”, “non parlo”. Tre handicap in una stessa squallida mentalità ci sembrano un po’ troppi. E non sono degni di rispetto!

E per chi non vuole vedere che i gay sono anche all’interno dei calciatori di serie A, la rivelazione di Thomas Hitzlsperger trasmette al mondo un semplice messaggio: tutti sanno di tutti, ma sui gay calciatori è preferibile fare meta-calcio, cioè occorre che si reciti a soggetto. Sicché se un ricco calciatore etero cambia moglie o amante è su tutti i giornali; di Maradona sapevamo persino la lunghezza del suo pene (io qui non ve la rivelo!). Ma se il calciatore è gay perché lo deve dire? Non è meglio che la società di appartenenza lo “fidanzi” e lo silenzi? Occorre recitare e imbrogliare il prossimo e se stessi. Certo, noi conosciamo il razzismo degli stadi. Ma se un calciatore gay vuole vivere alla luce del sole la propria omosessualità perché glielo si deve impedire? Pretendere che un calciatore gay nasconda il suo orientamento sessuale è sottometterlo ad un velato razzismo; è come voler dipingere di bianco Pelè o Balotelli.

Noi abbiamo avuto amanti nel mondo del calcio (sono, con tanti poliziotti gay, i mentalmente più contorti e complicati): e parliamo di bravi portieri, ottimi difensori, eccellenti ali e grandi goleador. E anche le panchine sono onorate dai loro splendidi deretani. Sappiamo di tante glorie nazionali costrette a mentire; sappiamo pure che la gloria non ha dato loro l’intima felicità. Sappiamo. Comprendiamo. Ci permettiamo di non condividere questo meta-calcio.

Il nostro grande eroe resta il calciatore inglese Justin Soni Fashanu (Londra, 19 febbraio 1961 – Londra, 2 maggio 1998): il primo calciatore professionista ad aver dichiarato al mondo di essere omosessuale. Lo fece il 22 ottobre 1990. Lo rivelò al quotidiano “The Sun”. Il titolo era una bomba: “YES, I’M GAY!”.

Il grande Justin venne emarginato da tutti. E la mattina del 3 maggio 1998 il suo corpo venne trovato in un garage di Shoredithc, Londra: si impiccò con un cavo elettrico!

Oggi, invece, il gesto di Thomas Hitzlsperger viene elevato ad esempio di lotta contro l’omofobia. Come cambiano i tempi!  Rispetto alla dichiarazione di Justin Fashanu sono passati circa 24 anni. Altri calciatori gay lo hanno fatto. Ma i pionieri vanno onorati. E ci si meraviglia come mai in nessuno stadio del mondo si sia innalzata una statua per onorare la memoria di Justin: si vede come l’omertà acceca l’amore per il prossimo; come non capire che i gay rappresentano, in tutti i mestieri, anche il nostro prossimo? Noi al bel Thomas riconosciamo di aver lacerato il velo dell’omertà e dell’ipocrisia. E non disperiamo. Aspettiamo che, prima o poi, il coming out lo faccia anche qualche bravo calciatore gay italiano, compassato o no. Il mio ricordo va al 1982. Campioni del Mondo! Che poster in tante case omofobiche italiane! Noi vogliamo ricordare a qualcuno che solo i poster della dignità non ingialliscono mai e restano immortali.  Questo rappresenta per noi oggi Thomas Hitzlsperger: UN BEL POSTER DI TUTTO RISPETTO CHE VA INNALZATO CONTRO L’OMOFOBIA E LA REPRESSIVA OMERTA’!

Bagheria, 30 dicembre 2014

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: PALERMO-INTER (1-1), STADIO BARBERA,TANTA NOIA CALCISTICA E RAPPRESA UMIDITA’!

MATEO KOVACIC HA SEGNATO PER L'INTER!MATEO KOVACIC HA SEGNATO PER L’INTER!

PALERMO-INTER (1-1), STADIO BARBERA,TANTA NOIA CALCISTICA E RAPPRESA UMIDITA’!

Meno male che il Palermo è tornato in seria A. Ho potuto seguire, così, l’Inter dal vivo allo stadio Barbera del capoluogo siciliano. Trovare un  biglietto nell’Alta Tribuna coperta non mi è stato difficile. Per chi ama il calcio, ogni stadio è un luogo di forti emozioni. Il Barbera, domenica sera, non era particolarmente affollato. Forse colpa dei prezzi alti in piena crisi economica per le famiglie? Certamente gremita era la Curva Sud. La partita? E’ finita 1-1. L’Inter è apparsa stanca e demotivata (veniva vittoriosa da Kiev, partita  per la Coppa Uefa). Ha mostrato un calcio piuttosto raffazzonato. E, solo dopo tre minuti, su un eclatante errore del difensore interista Vidic, il Palermo va subito in rete con un bel gol angolare di Vazquez. Poi, in tutto il primo tempo, l’Inter fa un solo tiro in porta e pareggia al 42° con un bel gol di Kovacic nell’unica azione un po’ pasticciata, ma di qualche rilievo. Il Palermo appare più pimpante, ma è piuttosto inconcludente. E lo stesso Dybala, sebbene dotato di qualche agilità, è evasivo e leggero. Poi alcuni gol annullati. Forse qualcuno ingiustamente (a danno dell’Inter). Giusto pareggio, però, considerata qualche palla che ha toccato il legno della porta interista. Io devo imparare a conoscere questa Inter che pasticcia sia con Vidic sia con Dodò sia con Osvaldo: tutti nomi che potrebbero ispirarmi una fiaba sensuale. Bei fusti. Ma fuori da ogni coinvolgente dimensione. Capitan Zanetti si era fatto vedere prima nel campo e ho potuto constatare che è amato anche dai Palermitani. Poi chissà da dove ha vissuto la noia. Meno male che i tifosi palermitani, anche in Tribuna, sono capaci di rompere qualsiasi monotonia col loro linguaggio ricco di cromature espressive. “Piiigghiiiala!!!”, urlava qualcuno. Ma nessuno ha preso niente. L’Inter deve vincere fuori casa se vuole arrivare nei posti alti della classifica. Sette gol al Sassuolo non fanno una grande squadra. Deve proprio prendere una rapida svolta e aggiustare la rotta. All’uscita si incontrano tanti Bagheresi, Interisti e non. Quanta umidità! Ha vinto il sudore rappreso. Ma chi va allo stadio merita di più. Io vi dico solo che non ho urlato. Ma quante  emozioni si vivono in silenzio!

 

Giuseppe Di Salvo

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GIUSEPPE DI SALVO: SI APRE IL XX MONDIALE DI CALCIO IN BRASILE. IL MIO TIFO E’ AZZURRO. MA VA ONORATA LA MEMORIA DI GARRINCHA!

GIUSEPPE DI SALVO: SI APRE IL XX MONDIALE DI CALCIO IN BRASILE. IL MIO TIFO E’ AZZURRO. MA VA ONORATA LA MEMORIA DI GARRINCHA!

Ho seguito, come è mio costume, la cerimonia inaugurale del XX Mondiale di Calcio: dal Brasile era collegata RAI Sport 1. La scenograia è stata magica: si rievocava la natura e ritmi musicali e danze brasiliane. Emozionante. Il calcio, come la musica, la poesia, la politica, è una mia maschia passione che mi affina la sensibilità. Inutile dire che io tiferò per l’Italia, la mia terra e i calciatori connazionali fanno parte del mio territorio fisico e mentale. Capisco chi manifesta in Brasile. Occorrono tanti soldi per uccidere la povertà. Ma anche il calcio è stato lo sport che ha coinvolto i poveri nelle loro sane passioni. E scrivo perchè voglio onorare, visto che il Mondiale viene ospitato in Brasile, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi: GARRINCHA! Chi era costui? Si chiamava Francisco Mandel dos Santos (1933-1983). Era una famosa ala destra brasiliana. Fu campione del mondo in Svezia e in Cile. Morì povero e solo. Quando morì il Brasile si femò e ai suoi funerali accorse il popolo brasiliano: ebbe onori superiori a un capo di stato. Noi lo ricordiamo con questa bella poesia di Fernando Acitelli, tratta dal suo libro “La soliitudine dell’ala destra”, un titolo poetico nato per onorare proprio la memoria di GARRINCHA. Ecco la poesia:

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E al funerale tutta Rio si fermò.

Fino al girono prima

rantolava sghembo fra i tetti

e la luna.

Le sue finte erano ormai da artrosi,

da cirrosii. Livido il viso.

 

“Ti stringo la mano, Garrincha,

e ti pago da bere!…” urlava

il barista vedendolo cagnolo

poverissimo.

 

Un Carnevale in nero

con carri non allegorici

mosse in ritmo chiuso.

 

Il Capo dello Stato quasi si irritò

per la nazione in pianto.

 

“Ed io, allora?” sembrò dire.

“E tutto questo per un’ala destra?”

 

SI’ UN’ALA DESTRA CHE VALEVA MOLTO DI PIU’ DI TANTI INUTILI POLITICI DI OGNI PARTE DEL MONDO CHE NON SANNO CREARE EMOZIONI!

Giuseppe Di Salvo

 

 

Garrincha, la più grande ala destra di tutti i tempi!Garrincha, la più grande ala destra di tutti i tempi!

GIUSEPPE DI SALVO: E’ GAY THOMAS HITZLSPERGER, EX CALCIATORE DELLA LAZIO E DELLA NAZIONALE TEDESCA

Il calciatore tedesco della Nazionale fa coming out. EVVIVA! Ma per acuni allenatori miopi italiani nelle squadre di calcio non ci sono omosessuali. Forse se li fanno semplicemente! E non devono esserci per gli altri. Or tutto è chiaro!

Il bel calciatore tedesco, Thomas Hitzlsperger, 31 anni, ex della Nazionale di calcio tedesca e capitano della Nazionale Under 19 ha fatto coming out. E’ stato anche centrocampista della Lazio.

il calciatore, intervistato dal tedesco Zeit, ha spiegato: “Rendo nota questa cosa perchè voglio spingere ad un dibattito sull’omosessualità degli sportivi professionisti”.

Hitzlsperger, che ha lasciato il calcio giocato solo pochi mesi fa, ha voluto raccontare il suo percorso:

“La consapevolezza di essere gay rappresenta un processo lungo e complicato. Solo negli ultimi anni mi sono reso conto che avrei preferito vivere con un uomo piuttosto che con una donna. Ma quello che dico è che lo sport professionistico è fatto di lotta, passione e voglia di vincere, sono cose che non hanno a che fare con lo sbagliato stereotipo che riguarda i gay. Nei paese in cui ho giocato, Inghilterra, Germania o Italia l’omosessualità non è visto come un problema”.

Lo scorso anno, fu il giocatore del Leeds United, Robbie Rogers dichiarare la sua omosessualità.

A noi non resta da dire quanto segue: MEGLIO TARDI CHE MAI! Devono farlo, per il raggiungimento della felicità, quanti sono ancora in campo e fanno rotolare le palle! Speriamo!

Giuseppe Di Salvo

 

Thomas Hitzlsperger: che bel maschiaccio gay con la palla e ora anche con le palle!

Thomas Hitzlsperger: che bel maschiaccio gay con la palla e ora anche con le palle!
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