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GIUSEPPE DI SALVO: ROSA FICANO ALL’ESAME DI MATURITA’ RICORDA IL QUARANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL FUORI! DI PALERMO

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.

ROSA FICANO ALL’ESAME DI MATURITA’ RICORDA IL QUARANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL FUORI! DI PALERMO CON UNA TESI INTELLIGENTE: “QUEL MATTO SONO IO! DIVERSITA’ O UGUAGLIANZA?”

Fondai il FUORI! di Palermo nell’autunno del 1976: Primo Movimento di Liberazione (Omo)sessuale di notevole rilievo nel Regno delle due Sicilie- e che Movimento! Cominciammo in pochi: con me c’erano Piero Montana, Salvatore Scardina, Mario Blandi; ci riunivamo nella scrostata sede del Partito Radicale, ogni giovedì, ore 18:00, Vicolo Castelnuovo, numero diciassette; e subito si aggiunsero altre persone: Rosabianca Colonna, Lina Noto, Lucia Caldara, Franco Lo Vecchio, Regina (il vero nome di Regina, se ricordo bene, era Campobello Francesco, nato a Ciminna, se ne andò intorno ai 50 anni: va da noi sempre onorata!),  Formica, Benedetto Montenegro, Trentacosti (Calimero) e non numerosi altri. Pensate un po’: quaranta anni fa, quando -sì e no- a condividere le nostre idee di liberazione c’era forse l’8% dei cittadini italiani. Pionieri non violenti in lotta contro il rimanente 92% di omofobi, e fra questi molti omosessuali frustrati (magari sposati e con figli e con una infelicissima immagine di se stessi). Nel corso di questi anni, mi è capitato più di due volte di dare consigli ad altrettante ragazze che all’esame di maturità hanno voluto presentare una tesi per denunciare l’omofobia e per sostenere le giuste lotte di liberazione del popolo oggi definito LGBTQI.
Una ragazza -e mi pare siano passati già oltre dieci anni- mi è stata presentata dalla mia collega Giusi Mineo: l’incontro avvenne nel corso di una cena amicale e colloquiale. Con un’altra la consulenza avvenne per via telefonica: i social network erano ancora poco diffusi. I consigli si danno anche se poi non se ne sa più nulla. Come si sa, quest’anno (2016) ricorre il 40° anniversario della nascita del FUORI! di Palermo. Sui Blog a me intestati (Blog Tiscali, Facebook) e su “Il Settimanale di Bagheria”, a puntate, io ho già pubblicato le azioni di lotta e gli interventi culturali più significativi fatti a Palermo e in altre città italiane; ho, in pratica, ricostruito e narrato solo tre anni della Storia del Glorioso FUORI! di Palermo: 1976, 1977, 1978. Lotte e interventi culturali per smascherare i luoghi classici dell’omofobia, spesso anche luoghi interiori, ma anche covi istituzionali (partiti, chiese, scuole, manicomi, carceri, strutture sanitarie…).
Ebbene, questa volta chi ha voluto ricordare questo “quarantennale” se non una mia pronipote, Rossella Ficano, figlia della figlia di mio fratello Enzo, Sonia Di Salvo, ragazza di 18 anni, con una tesi ben articolata da discutere nel giorno del suo esame di maturità il 13 luglio 2016 al Liceo Scientifico G. D’Alessandro di Bagheria? Titolo della tesi? “QUEL MATTO SONO IO! DIVERSITA’ O UGUAGLIANZA?”.
Rossella mi ha chiesto dei consigli ed io glieli ho dati. Ma lei ha saputo spaziare con la sua cultura, le sue ricerche e con la sua intelligenza. Il giorno dell’esame è stata accompagnata da sua madre, da suo cugino Baldo, altro mio pronipote, e da alcune compagne. Io, volutamente arrivai dopo, non entrai in aula. Quando uscirono, dopo circa un’ora e mezza (va qui ricordato che l’interrogazione orale è interdisciplinare e che la discussione sulle tesi presentate rappresenta solo l’avvio al balletto del colloquio generale), ho notato il volto di Rossella, di sua madre e di Baldo positivamente eccitati; le sue compagne sembravano ammaliate e coinvolte. Si festeggia con un rinfresco al bar l’evento; giorni dopo seppi che gli orali sono andati bene a quasi tutti gli studenti di Bagheria. Complimenti. Ritornando alla originale tesi presentata da Rossella, mi è stato riferito che ha suscitato interesse e scalpore. E, nonostante i docenti fossero quasi tutti di nobile impronta cattolica, hanno apprezzato il documento presentato: nessuno pretende che sulle tesi degli studenti si deve essere d’accordo, ma esse rappresentano anche la misura del livello culturale raggiunto da tutti all’interno delle istituzioni scolastiche. E al Liceo Scientifico Statale Giuseppe D’Alessandro il 13 luglio 2016 si è certamente narrata una storia mai evidenziata in una struttura pubblica educativa italiana.
Per non parlare dei libri di storia: gli studenti non solo apprendono nelle istituzioni scolastiche, ma sono portatori ed integratori di cultura, ché la vera Storia va oltre i libri di storia. Naturalmente per gli studenti conta anche il voto. Il giorno dopo, anche per Rosa Ficano, arrivò: 30/30 alla prova orale per un totale di 88/100. Complimenti a Rossella e alla Commissione esaminatrice, il cui Presidente si era pure congratulato con Rossella per l’originale tesi presentata. E’ un modo di fare circolare idee, combattere omofobia e, come dice papa Francesco, “Chi sono io per giudicare i gay?”. Riportiamo ora alcuni passi più significativi della tesi di Rosa Ficano:
-La mia tesi è incentrata su un tema che ancora oggi è oggetto di critiche e polemiche. Questo mio interesse nasce grazie a mio zio Giuseppe Di Salvo che, insieme a pochi altri, nel 1976 ha fondato il “FUORI!” di Palermo e nel 1977 con altre decine di persone, gay e non, ideò la prima manifestazione non organizzata per le vie di Palermo per difendere i diritti di tutti coloro che da sempre sono considerati diversi, ossia gli omosessuali (…). Fu il primo Gay Pride italiano in assoluto!!!
-I rapporti omosessuali, durante la seconda guerra mondiale, vennero considerati “sterili”, “egoistici” in quanto non erano in grado di dar vita alla riproduzione e portare avanti la “Razza Ariana”. La maggior parte degli omosessuali vennero arrestati, minacciati, uccisi e portati nei “Campi di Lavoro” con un visibile triangolo rosa all’altezza del petto proprio per distinguerli (…).
Poi viene citata la notte del 28 giugno 1969 coi moti di Stonewall, la politica sui gay di Bill Clinton e quella decisamente più liberale di Obama. Rossella cita Sandro Penna (“Felice chi è diverso…”), Charles Taylor, Habermas e non si esime, giustamente, di aggiungere:
“La cultura giudaico-cristiana, a differenza di quella greco-latina, aveva escluso tutti i rapporti non finalizzati alla procreazione e in particolare l’omosessualità che era punita con il rogo come l’eresia”.
E, ancora, cita Petronio e il Satyricon, Giulio Cesare, Oscar Wilde e il fotografo Urs Luthi. Scrive: “La caratteristica di Luthi è il trucco e il travestimento; egli ama la diversità e anche il rendersi diversi (…) Il travestimento per Luthi è la forma più importante perché riesce a dare una forma visibile ai risvolti più intimi della propria personalità e indurre lo spettatore a cercare questi aspetti segreti della propria sessualità”.
Rosella così conclude: “LA SAGGEZZA E’ SAPER STARE CON LA DIFFERENZA SENZA VOLERLA ELIMINARE. PERDENDO IL DIRITTO DI ESSERE DIFFERENTI PERDIAMO IL PRIVILEGIO DI ESSERE LIBERI”.
Come dare torto a questa studentessa? Si dovrebbe cingere con una corona arcobaleno. Io l’ho fatto con un anello ereditato da mia madre, sua bisnonna. Come si vede: giammai aristocratica prosapia mente! Ma contribuisce a nutrire le menti!
Bagheria, 18 luglio 2016
Giuseppe Di Salvo
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ROSA FICANO E LE IMMAGINI ALLEGATE ALLA SUA TESI PER RICORDARE IL 40° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL GLORIOSO FUORI! DI PALERMO: SCATTI PER UNA TESI CHE SEGNA LA STORIA!

foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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foto di IlBlog Giuseppe Di Salvo.
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